11 aprile 2026

La difficoltà sinodale

 Ieri sera c'è stata la seconda seduta sinodale in parrocchia della terza parte del sinodo, in cui si decide il da farsi. Dopo un anno e mezzo di verifica e di riflessioni spirituali e metodologiche sulla comunicazione siamo arrivati finalmente alla fase dell'agire. C'era già stata una prima seduta in cui si sono fatte proposte sui media che la parrocchia usa, ieri il tema era su come migliorare la comunicazione interpersonale. Eravamo una decina di persone ed era la seconda volta che si tentava di combinare. In apparenza è scoraggiante, perchè paradossalmente c'erano più persone quando nella seconda fase si facevano gli approfondimenti che quando si decide in concreto. Situazione che è concorde a quella in cui si parla, si parla si parla e quando si deve decidere, si cambia argomento. Forse la cultura italiana è di questo genere: ama il confronto salottiero e poi si agisce solo in caso di emergenza.

In realtà è stata una serata in cui ci si è confrontati bene e si sono date molte idee. Non le solite. Perciò la dinamica sinodale si rivela per quel che è: non è una democrazia in cui tutti partecipano, ma una corresponsabilità per costruire insieme il futuro di una parrocchia e aggregare poco alla volta idee, interessi e direzioni di marcia. Evita il pericolo che a decidere siano i preti e che a decidere sia l'emergenza. Faticoso, lento, ma dopo aver seminato bisogna saper attendere il momento giusto.



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