11 aprile 2026

La difficoltà sinodale

 Ieri sera c'è stata la seconda seduta sinodale in parrocchia della terza parte del sinodo, in cui si decide il da farsi. Dopo un anno e mezzo di verifica e di riflessioni spirituali e metodologiche sulla comunicazione siamo arrivati finalmente alla fase dell'agire. C'era già stata una prima seduta in cui si sono fatte proposte sui media che la parrocchia usa, ieri il tema era su come migliorare la comunicazione interpersonale. Eravamo una decina di persone ed era la seconda volta che si tentava di combinare. In apparenza è scoraggiante, perchè paradossalmente c'erano più persone quando nella seconda fase si facevano gli approfondimenti che quando si decide in concreto. Situazione che è concorde a quella in cui si parla, si parla si parla e quando si deve decidere, si cambia argomento. Forse la cultura italiana è di questo genere: ama il confronto salottiero e poi si agisce solo in caso di emergenza.

In realtà è stata una serata in cui ci si è confrontati bene e si sono date molte idee. Non le solite. Perciò la dinamica sinodale si rivela per quel che è: non è una democrazia in cui tutti partecipano, ma una corresponsabilità per costruire insieme il futuro di una parrocchia e aggregare poco alla volta idee, interessi e direzioni di marcia. Evita il pericolo che a decidere siano i preti e che a decidere sia l'emergenza. Faticoso, lento, ma dopo aver seminato bisogna saper attendere il momento giusto.



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10 maggio 2025

Stop al sinodo

 Purtroppo ieri ci siamo resi conto che un periodo dell'anno non è uguale all'altro e che non è possibile fare in modo che maggio sia come marzo. L'incontro sinodale di ieri sera è andato deserto anche se l'argomento era molto interessante ("Come funziona la comunicazione") e chi era presente ha avuto un assaggio prolungato di cosa si sarebbe potuto fare. Abbiamo deciso perciò di congelare gli incontri, rinviandoli al prossimo anno e spostando in avanti le date del sinodo parrocchiale. Arrabbiati? No, solo riconfermati in un sentore che si aveva da tempo: ogni mese ha la sua caratteristica e bisogna rispettare i bioritmi della vita sociale, così come vanno rispettati i bioritmi della vita personale... Alla prox!

"Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo." (Qo 3,1)




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06 aprile 2025

La svolta sinodale

 Ho lasciato passare due giorni dal ritorno dal Sinodo Italiano a Roma per scrivere qualcosa. Due giorni per lasciar acquietare le turbolenze che hanno generato quell'evento e la grande decisione di prolungare i tempi, rinviando addirittura l'Assemblea dei vescovi di maggio che avrebbe dovuto ratificare il documento finale, con la conseguente decisione di indire una terza assemblea sinodale il 25 ottobre prossimo.  E tutto per un dibattito in sala Nervi martedì mattina in cui la stragrande maggioranza degli intervenuti ha sparato a zero, pur con pacati, sul documento fatto a proposizioni. Al di là di quello che è effettivamente capitato e che magari sarà l'occasione per un post domani, l'impressione è che per la prima volta la Chiesa Italiana nelle sue articolazioni centrali sia ben più avanti del tran tran di diocesi e parrocchie che continuano stancamente a rimescolare minestra scaldata perchè non vivificata dal metodo sinodale. Un metodo che richiede pazienza (e noi tendiamo a cercare i risultati subito), tenacia (che non esiste se continui a passare da un programma all'altro senza cercare di capire se è stato incisivo) e sostanza (che noi italiani abbiamo poco, al punto che pensiamo che basti parlare e discutere delle cose per averle fatte). Un metodo che richiede dei passaggi precisi e non solo il generico ascolto, ma neanche solo la decisione: occorre non solo vedere e agire, ma anche valutare e valutare alla luce dello Spirito. Intanto una decisione l'ho già presa: dopo due anni di assenza di un consiglio pastorale della città con la presenza di laici e di tutte le anime delle parrocchie cittadine non parteciperò più ad incontri del clero della città, responsabile di questa inerzia e soprattutto neanche conscio di quanto sia sbagliato decidere sulla sorte della pastorale urbana (sempre che ne esista una) senza la voce dei più. 

"Non contendere con un uomo chiacchierone
e non aggiungere legna al suo fuoco." (Sir 8,3)



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06 dicembre 2024

Sinodo parrocchiale

 Stiamo portando avanti un sinodo parrocchiale sulla comunicazione per verificare come va sia all'interno della parrocchia, sia tra parrocchia e quartiere. Per ora ci incontriamo con i vari gruppi della parrocchia per fare dei confronti e così abbiamo l'occasione di incontrarli tutti e di mangiarci una pizza insieme anche come riconoscenza verso di loro. E' sempre molto significativo fare questi incontri al di là delle cose che emergono: ieri in particolare con gli animatori è stato bello rilevare che all'interno del consiglio pastorale parrocchiale vivono da un lato l'impressione che si parli dei massimi sistemi e che qualcuno non sappia proprio arrivare al concreto, dall'altro che sia molto importante questo genere di incontri per tenere insieme la comunità e tutto sommato per ascoltare cose e voci che altrimenti non sentiresti. 

"Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non ebbe di meno." (2Cor 8,15)

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18 novembre 2024

Sinodo italiano

 Di ritorno da Roma dopo tre giorni di lavori del Sinodo italiano. Partito con un po' di diffidenza per queste cose un po' cervellotiche e che sembra non lascino nulla, solo parole. In realtà trovo un clima di buon confronto e l'impressione che la chiesa italiana abbia cambiato marcia, lasciandosi dietro paludamenti e inutili salamelecchi gerarchici. Tutto è più diretto e meno pomposo e anche se i risultati sembrano ancora assai nebulosi, si potrebbe dire che la nebbia si dirada. In fondo si trattava di elaborare insieme le schede che serviranno per il confronto in diocesi su molti temi di vita ecclesiale. Io ero nel gruppo che trattava di comunicazioni sociali e cultura: un tavolo di una decina di persone con due vescovi, un diacono, io come sacerdote e sei laici. Altri tre tavoli trattavano dello stesso tema. Dopo un giorno di discussione il risultato è soddisfacente ma soprattutto c'è voglia di andare avanti e non di lamentarsi. Il tutto nella basilica di san Paolo fuori le mura, che non è così male...anzi. 

Celebrazioni ancora un po' barocche, allungate dal fatto che l'altare è rialzato e ci vuole il doppio del tempo solito. Su questo c'è ancora da lavorare e sfrondare, ma si sa, la liturgia è spesso la zavorra di tutto il resto. Vedremo come si andrà avanti.

"Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge." (Gal 5,18)





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11 novembre 2024

Come ammortizzare i cambiamenti

 Ieri sera ho partecipato in dialogo con il vescovo ad un incontro a Calosso per la presentazione del suo libro "Dio, dove si finito?". Non è la prima volta che parlavo del suo libro ma è la prima volta che partecipavo ad una sua presentazione. E ad una sua presentazione in un paese. Ed ho scoperto che è un modo molto interessante di dibattere sul futuro della chiesa e per allargare il confronto. Infatti c'erano persone di età tendenzialmente avanzata, che alla fine hanno posto alcune domande e hanno detto la loro. Una forma di sinodalità che parte da una "scusa", la presentazione di un libro, per coinvolgere nella discussione. E per fare in modo che certe discussioni non siano riservate a luoghi di elite (consigli pastorali vari) ma alla periferia. Perciò: molto bene, a prescindere poi da cosa si dice.

"Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra
tutti coloro che ascoltavano la Parola.
 " (At 10,44)




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12 ottobre 2024

Minestra riscaldata

 E' l'immagine che descrive l'incontro ieri sera dei consigli pastorale diocesano e presbiterale riuniti per dare un contributo sui Lineamenta del sinodo italiano. Brodo riscaldato e non certo per colpa di chi ha gestito l'incontro. Dopo 40 anni di discussioni sull'iniziazione cristiana ecco che si torna a parlare di quello. Mi sa che il problema si risolverà quando i bambini che vi partecipano saranno così ridotti di numero che non sarà neanche più necessario trovare catechisti. Ma la cosa incredibile è che tre anni di sinodo ha prodotto ciò che già si sapeva. Vero: si dice che occorre imparare la comunicazione nello spirito. Come al solito all'italiana una volta forgiato lo slogan di turno sembra che abbiamo già fatto tutto. Ma ieri non è neanche stata una comunicazione nello spirito secondo il metodo rigidamente delineato da qualche guru pastorale della Cei. 

L'unica spiegazione è che il Signore permette sta mole di parole (fase narrativa con i cantieri, fase sapienziale con le costellazioni, fase profetica con le traiettorie) perchè fa come quando si vede Crozza o la Littizzetto: per passare una serata a ridersela. Solo che Crozza e la Littizzetto fanno ridere e lo sanno, noi siamo seri e facciamo ridere.


"C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
"Ecco, questa è una novità"?
Proprio questa è già avvenuta
nei secoli che ci hanno preceduto."
(Qo 1,10)



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04 novembre 2023

Sinodo italiano: sarà la volta buona?

 Ieri sera c'è stato l'intervento di don Valentino Bulgarelli, direttore dell'ufficio catechistico nazionale ma soprattutto presidente del comitato che si gestisce il sinodo italiano in seminario ad Asti. Ha fatto un intervento lungo, ma apprezzato e chiaro per descrivere come si è arrivati al Sinodo e come si sta andando avanti, con qualche riferimento al sinodo internazionale, da poco concluso. Ha detto cose molto condivisibili e che si dicevano da tempo: ora si possono dire in pubblico e soprattutto in sedi ufficiali. Detto malamente: si scopre l'acqua calda. Eccone alcune:

- la chiesa italiana è presa dalle sue cose e nelle sue sedute ufficiali sembra non sappia neanche cosa vive la gente. Ci voleva un papa particolare a farglielo notare.

- nonostante questo la chiesa italiana fa una fatica boia a lasciar perdere usanze medievali (ha perfino fatto l'esempio della processione del Corpus Domini...) oppure il catechismo modello "la scuola di Barbie" per cercare nuove strade.

- i vescovi si sono dati una mossa dopo decenni di documenti e programmi pastorali paragonabili a partite di giochi da tavolo, tanto per occupare il tempo. Forse perchè ormai il "tempo libero" è finito. 

- i laici corresponsabili non ci sono perchè per decenni sono stati educati ad obbedire a vescovi e preti e ora non sono capaci di essere autonomi.

- tuttavia sembra la volta buona: il clima è cambiato, c'è voglia di confronto, non ci sono battaglie rivendicative come in altre chiese europee, il cammino sta procedendo e i frutti si vedranno.

Unica perplessità. Non è che fra dieci anni verrà un altro a fare la stessa analisi, magari aggiungendo che anche il sinodo italiano è stato l'ennesimo bluff? Non impossibile, ma si spera "improbabile".

" Partendo per la Macedonia, ti raccomandai di rimanere in Efeso, perché tu invitassi alcuni a non insegnare dottrine diverse  e a non badare più a favole e a genealogie interminabili, che servono più a vane discussioni che al disegno divino manifestato nella fede. " (1Tm 13-4)



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28 giugno 2023

La rivoluzione del catechismo

 Ieri sera c'è stato il consiglio pastorale (molto frequentato, nonostante il periodo) per discutere della riforma del percorso catechistico che trasforma tutto in un grande gioco a punti per "prendere la patente". Mi sono meravigliato di quanto persone che non sanno di catechismo si sono informate, sono intervenute a proposito e hanno dato contributi. Ciliegina sulla torta: una coppia ha deciso di impegnarsi come catechisti-tutor. Era l'ultimo atto di un lungo percorso di quest'anno in cui la riforma ha preso forma, è stata trasformata dall'incontro con animatori e poi con i genitori ed è stata "approvata" come se fossimo un Parlamento. Ora è vero che si tratta di capire se funzionerà, ma secondo me è stato fatto un percorso "sinodale" di ascolto, discernimento e azione. Questo mi ha convinto ancora di più che la Chiesa è viva e vegeta e che bisogna dare aria a ciò che è sepolto sotto tradizioni, idee preconcette e zavorre e crescerà da solo. Il seme non è roba nostra, ma il fare di tutto perchè cresca e non sia soffocato, questo tocca a noi.

"Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto." (Mt 13,22)


Il nuovo catechismo sarà la simulazione della scuola guida


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30 maggio 2023

progetto Monferrato e progetto pastorale

 Sabato sono intervenuto a nome della Diocesi ad un megaconvegno sul rilancio del Monferrato che si è svolto a Cortazzone, dove sono stati presentati tanti microprogetti sia architettonici, sia paesaggistici sia sociali e poi si è chiesto ai "decisori politici" di reagire. Molto interessante soprattutto per lo sforzo fatto di tenere insieme tutte queste istanze alla luce anche di una lettura "accademica" del territorio. Sembrava un po' la presentazione del Pnrr... Alla fine mi restava solo un dubbio: ma ha senso fare un progetto così grande? Non conviene condividere una strada da percorrere e poi attivare piccoli progetti non slegati tra loro ma con una certa logica senza per forza costruire tutte queste cose? Un dubbio piccolo, che non inficia l'insieme, ma che poi ho tradotto in ambito pastorale: ma ha senso fare dei grandi piani pastorali dove ci metti dentro di tutto e poi non realizzi nulla? Non è meglio fare piccoli passi su un cammino che si condivide? In altri termini: il cammino sinodale è il contrario della progettazione pastorale, perchè ci si mette in cammino rinunciando ad un obiettivo da raggiungere. Boh, chi vivrà, vedrà...

"Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra»." (Gn 11,4)



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01 febbraio 2022

Rimettersi in Sinodo

 Ieri sera c'è stato un consiglio pastorale allargato durante il quale i delegati diocesani al Sinodo sono venuti per guidare la consultazione. In sostanza si sta raccogliendo opinioni sul futuro della Chiesa per rendere il cammino sinodale una prassi comune. Temevo l'inutilità della serata, dato che noi siamo stati in sinodo per due anni. Invece ci sono state molte osservazioni di vario genere, che mi hanno convinto di una cosa. C'è una rotta di marcia (che il nostro sinodo ha tracciato) e che va tenuta salda per evitare di tornare indietro e ricominciare sempre daccapo. Ma c'è anche la necessità di tenere aperto il confronto e di non fare solo il condottiero isolato. Magari sei avanti ma dietro non c'è nessuno. Bisogna continuamente motivare, rimotivare e stimolare la voglia di impegno, di costruzione della chiesa, di trasformazione del mondo. Molto più complesso, ma molto più allettante e appassionante...

"Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra."
(1Cor 12,27)

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08 marzo 2021

Ripresa del sinodo

 La parrocchia ha concluso il sinodo a gennaio 2020, in tempo per concluderlo veramente prima della grande epidemia. Un anno di congelamento e ora passo passo si stanno riprendendo e portando avanti alcune decisioni assunte in quell'occasione. L'altro giorno il punto sulla presenza della parrocchia in quartiere, ieri pomeriggio l'accompagnamento attraverso la liturgia delle persone colpite da lutti e prove. Su questo punto si è parlato molto di come viene vissuta la morte in un contesto come quello di una città di oggi e si va a tentoni, perchè le situazioni sono le più disparate. Sulla base di com'è la situazione di una famiglia si può capire che tipo di liturgia costruire attorno, ma come si fa a conoscere tutti?

Eppure una cosa è certa: i funerali aumentano di numero e in certe situazioni sono veramente dei freezer, visto l'atteggiamento con cui molti vi partecipano. Ma sono una delle frontiere della evangelizzazione, sia perchè ci passano ancora molti, sia perchè sono momenti in cui le corde del cuore sono più sensibili. Per questo ci vuole una grande capacità di "sentire".

"Poi diede loro quest'ordine: «Io sto per essere riunito ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel campo di Efron l'Hittita, nella caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre, nel paese di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron l'Hittita come proprietà sepolcrale. " (Gn 49,29-30)

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28 maggio 2019

paure...

Ieri sera è iniziata la terza sessione del sinodo parrocchiale e si è cominciato a parlare di "vita di carità" e di come la parrocchia aiuta a crescere in questo. Molti spunti interessanti ma sono più stato colpito dalle "paure":
- paura dopo il voto di spaccature in Italia e nella Chiesa
- paura che non si trovi il ricambio generazionale per le attività caritative della parrocchia
- paura di impegnarsi a educare una nuova generazione di politici (sembra una roba troppo grossa)
- paura di non riuscire ad incidere sulla mentalità degli altri (meglio dare per scontato che sono poco sensibili o che fanno altre scelte)
Ormai ho un sesto senso per intercettare questi argomenti depressivi e di ripiego e un settimo senso per chiamarli con il loro nome: "poca fede". Detto questo, meglio che guardi anche alle mie paure...

"Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!».  Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» " (Mt 8,25-26a)

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