Concentrazione di cariche
Sarà che sono ipersensibile sui meccanismi democratici, anche se la Chiesa non è una democrazia. Ma il primo pensiero che ho avuto quando ho saputo che il cardinale di Torino Repole è diventato membro del Consiglio per l'Economia in Vaticano è che la concentrazione di cariche non è mai un buon segno. Non è tanto il fatto di competenze e curriculi (magari anche all'interno di un Consiglio dell'Economia è buona cosa avere un teologo) e neanche la persona in sé (ci conosciamo bene da colleghi a scuola e anche per altre cose e lo apprezzo molto), ma è proprio il meccanismo in sé. Era stato nel 2025 nominato membro del Dicastero per la dottrina della fede e membro del Dicastero per la cause dei santi, probabilmente luoghi in cui può muoversi meglio. Possibile che non c'era un altro tra le decine di cardinali che potesse entrare in questo Consiglio per l'Economia?
Etichette: chiesa, democrazia


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