05 giugno 2026

Interesse per la chiesa 2

 Un secondo segno di interesse per la Chiesa è emerso mercoledì sera quando l'arcivescovo di Torino Roberto Repole è intervenuto al festival della biblioteca astense Passepartout, per parlare di "voci di speranza". E' stata una articolata e dotta trattazione sul venir meno dell'idea di comunità, erosa in particolare da una prospettiva ipercapitalista che divora "i suoi figli", i presupposti sui quali si fonda, ma anche dallo sviluppo digitale che incoraggia un atteggiamento individualista sfrenato. Ad esso ha contrapposto la ricostruzione dei legami di fiducia e dell'idea di gratuità e di dono, come basi per riedificare un senso di comunità nuovo, che tenga conto del mondo com'è oggi e non com'era ieri. Molti riferimenti a filosofi contemporanei, poco tempo per dibattere (non si sa come mai gli organizzatori hanno troncato dopo una sola ora) e l'impressione che la Chiesa aveva veramente qualcosa da dire anche a chi non si riconosce in essa.

E di nuovo l'impressione che all'interno del mondo ecclesiale si sia sempre un passo indietro: negli anni della contestazione ci si beava delle chiese e oratori pieni (ma sappiamo come già allora si fosse inceppato il meccanismo di trasmissione della fede); quando cominciava l'allontamento dalla chiesa, si era intenti a condannare la superficialità della fede in nome di una fede a tutto tondo (e questo andava fatto prima); quando è emersa la secolarizzazione in tutta la sua portata ci si è abbandonati al lamento sterile e ora che c'è un rinnovato interesse per il messaggio cristiano noi siamo intenti a dibattere su quale ruolo deve avere la chiesa nel mondo secolarizzato. 




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