05 giugno 2026

Interesse per la chiesa 2

 Un secondo segno di interesse per la Chiesa è emerso mercoledì sera quando l'arcivescovo di Torino Roberto Repole è intervenuto al festival della biblioteca astense Passepartout, per parlare di "voci di speranza". E' stata una articolata e dotta trattazione sul venir meno dell'idea di comunità, erosa in particolare da una prospettiva ipercapitalista che divora "i suoi figli", i presupposti sui quali si fonda, ma anche dallo sviluppo digitale che incoraggia un atteggiamento individualista sfrenato. Ad esso ha contrapposto la ricostruzione dei legami di fiducia e dell'idea di gratuità e di dono, come basi per riedificare un senso di comunità nuovo, che tenga conto del mondo com'è oggi e non com'era ieri. Molti riferimenti a filosofi contemporanei, poco tempo per dibattere (non si sa come mai gli organizzatori hanno troncato dopo una sola ora) e l'impressione che la Chiesa aveva veramente qualcosa da dire anche a chi non si riconosce in essa.

E di nuovo l'impressione che all'interno del mondo ecclesiale si sia sempre un passo indietro: negli anni della contestazione ci si beava delle chiese e oratori pieni (ma sappiamo come già allora si fosse inceppato il meccanismo di trasmissione della fede); quando cominciava l'allontamento dalla chiesa, si era intenti a condannare la superficialità della fede in nome di una fede a tutto tondo (e questo andava fatto prima); quando è emersa la secolarizzazione in tutta la sua portata ci si è abbandonati al lamento sterile e ora che c'è un rinnovato interesse per il messaggio cristiano noi siamo intenti a dibattere su quale ruolo deve avere la chiesa nel mondo secolarizzato. 




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22 dicembre 2024

Un giovane entra in seminario

 E' un giovane della nostra parrocchia che entra in seminario in Perù, dove sta svolgendo la sua attività di volontario già da quasi due anni. Non si sa se completerà la sua formazione qui, né se andrà fino alla fine (non lo si può dire di nessun seminarista...). Insieme alla notizia che un altro "giovane" cresciuto qui e ora già di mezza età sta facendo il cammino per il diaconato mi sono detto: allora alla fine qualcosa di buono c'è nella nostra comunità... Non è che la bontà di una comunità di misuri dal numero di seminaristi o aspiranti diaconi (altrimenti le donne ne sarebbero escluse) ma sicuramente vocazioni di questo genere sono la punta dell'iceberg di qualcosa che c'è sotto. Soprattutto quando non si è mai data una vocazione che fosse frutto della vita di comunità da noi, uno non si aspetta nulla e non cerca nulla. Ma poi i segni arrivano e, comunque vada a finire, impegnano ad essere sempre più portatori della parola che salva.

"Poi io udii la voce del Signore che diceva: "Chi manderò e chi andrà per noi?". E io risposi: "Eccomi, manda me!". " (Is 6,8)




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22 gennaio 2024

Ritorno alle origini

 Ieri sono andato a san Damiano per la festa patronale della parrocchia e il pranzo sociale. Così ho rivisto un po' di gente e ho potuto scambiare quattro parole con molti. Al tavolo, però sono stato piazzato con tre giovani, figli di gente che conoscevo. La motivazione era che anche loro come io una volta, proiettavano il film al cinema parrocchiale. Così abbiamo avuto l'aggancio per la conversazione, che è stata piacevolissima ed è durata per buona parte del pranzo. Alcune considerazioni:

- una ovvia: è sempre bello ricreare legami che la vita ha interrotto ma che sono stati quelli delle tue origini. Gli amici dei primi anni fanno parte di te.

- nonostante quel che si dice i giovani sono sempre uguali e frequentarli, come diceva Giovanni Paolo II aiuta a non perdere lo stile giovane anche se giovane non lo sei più

- una parrocchia che va al di là delle cose strettamente religiose ma si interessa anche della vita delle persone, della loro cultura (per es. il cinema) e che continua a scommettere sul volontariato ha  radici ben più solide di altre

- la festa patronale è un'ottima occasione di rafforzamento dell'identità di una comunità e andrebbe curata sempre bene.

"Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza»" (Ne 8,10)

Festa della rilettura della legge dopo la deportazione in Babilonia




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13 settembre 2023

1 cor 13

 Sono stato lunedì a Pra 'd Mil e ho trovato il fondatore, padre Cesare Falletti, che faceva il portinaio. Raccontava che quando era stato a Roma, dove si era recato per dare l'opportunità al successore Emanuele di poter esercitare meglio la sua funzione di priore, era destinato alla portineria e poi la morte improvvisa del priore là l'aveva obbligato a succedergli. Ora poteva tornare a fare il portinaio. Mi è venuta in mente la figura di Enzo Bianchi e tutto il casino successo a Bose per il fatto che lui, pur essendo stato sostituito, non si era mosso dalla comunità e il tutto si è concluso con una scissione di fatto e la nascita di una nuova comunità proprio la settimana scorsa. E' sempre molto difficile farsi da parte, soprattutto per coloro che hanno dedicato una vita ad una comunità, ad una parrocchia, ad una realtà associata. E ho in mente anche situazioni in diocesi di Asti dove i parroci di una vita fanno fatica a lasciare spazio a chi è venuto dopo. Purtroppo a volte si scambia l'amore possessivo per affetto.

"La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio" (1 Cor 13,4)





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