05 giugno 2026

Interesse per la chiesa 2

 Un secondo segno di interesse per la Chiesa è emerso mercoledì sera quando l'arcivescovo di Torino Roberto Repole è intervenuto al festival della biblioteca astense Passepartout, per parlare di "voci di speranza". E' stata una articolata e dotta trattazione sul venir meno dell'idea di comunità, erosa in particolare da una prospettiva ipercapitalista che divora "i suoi figli", i presupposti sui quali si fonda, ma anche dallo sviluppo digitale che incoraggia un atteggiamento individualista sfrenato. Ad esso ha contrapposto la ricostruzione dei legami di fiducia e dell'idea di gratuità e di dono, come basi per riedificare un senso di comunità nuovo, che tenga conto del mondo com'è oggi e non com'era ieri. Molti riferimenti a filosofi contemporanei, poco tempo per dibattere (non si sa come mai gli organizzatori hanno troncato dopo una sola ora) e l'impressione che la Chiesa aveva veramente qualcosa da dire anche a chi non si riconosce in essa.

E di nuovo l'impressione che all'interno del mondo ecclesiale si sia sempre un passo indietro: negli anni della contestazione ci si beava delle chiese e oratori pieni (ma sappiamo come già allora si fosse inceppato il meccanismo di trasmissione della fede); quando cominciava l'allontamento dalla chiesa, si era intenti a condannare la superficialità della fede in nome di una fede a tutto tondo (e questo andava fatto prima); quando è emersa la secolarizzazione in tutta la sua portata ci si è abbandonati al lamento sterile e ora che c'è un rinnovato interesse per il messaggio cristiano noi siamo intenti a dibattere su quale ruolo deve avere la chiesa nel mondo secolarizzato. 




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25 ottobre 2024

Albania 1

 Sono tornato ieri da un viaggio di qualche giorno in Albania in occasione di concerti di una famiglia albanese che mi ha invitato. Erano in gran parte per la festa patronale della Madonna del Buon Consiglio di Scutari, perciò ho avuto modo di partecipare alla processione e alla celebrazione del nuovo vescovo della diocesi. Un balzo indietro di cinquant'anni (forse anche qualcuno in più). Partecipazione corale, gente che anche se non partecipava alla processione si fermava al suo passaggio. Un mare di ragazzi e giovani e molta animazione. Messe feriali frequentate, quella patronale ha visto la presenza in cattedrale di almeno un migliaio di persone. Numeri da far paura e anche atteggiamento di fede genuino. Ma uno sguardo smaliziato nota alcuni segni del futuro declino/secolarizzazione. Rosario fatto recitare da un bambino. Bambini molto presenti per il servizio all'altare, ma solo loro. Partecipazione passiva, anche se non distratta, di maschi adulti, mentre le donne sono più partecipative. Anziani solidi nel modo di pregare. Seminario con dodici seminaristi: neanche troppi (per noi sarebbe manna). L'unica differenza: l'assenza visibile delle autorità alla messa patronale, perchè l'Albania è multireligiosa e il sindaco di Scutari attuale è musulmano. Sarebbe interessante sapere come va la religiosità dei musulmani, ma non c'era tempo per una ricerca sociologica...

"Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi impuri e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza, e per questo appunto morirono." (1Mac 1,62-63)

Anche l'Albania ha conosciuto la persecuzione...





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11 ottobre 2024

Sempre meno gente

 incontro alla benedizione delle famiglie. Soprattutto gente di ambiente popolare. Sarà un caso, ma anno dopo anno il giro si fa più veloce. Da una parte meglio così: era molto impegnativo. Dall'altra la tentazione è di lasciar perdere, tanto ormai... Ma ne vale la pena? Sì, almeno per capire la situazione. Certo la benedizione delle famiglie fa parte del vecchio regime di cristianità in cui si pensa che per il solo fatto di risiedere in una zona sei "fedele". Infatti ancora oggi per dire quanto una parrocchia è grande si contano gli abitanti (😔). Ma è importante vedere e capire, cogliere gli umori, osservare le dinamiche all'interno delle case, percepire cosa ci sta dietro certi discorsi. Intanto ci facciamo venire in mente motivazioni nuove: per esempio il fatto che l'andare a casa della gente impedisce di restare chiusi in ufficio o in sacrestia. Oppure che una figura religiosa può essere significativa in un ambiente scristianizzato. Oppure che varrebbe la pena spendere più tempo con persone di altre confessioni e religioni almeno per salutarle, invece di "saltarle". Vedremo. Per intanto godiamoci la velocità del giro...

"Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: "Un grande profeta è sorto tra noi", e: "Dio ha visitato il suo popolo". " (Lc 7,16)

sageruma nen...



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10 febbraio 2024

Come cambia un quartiere

 Passando per la benedizione delle famiglia nelle case popolari del quartiere Praia mi trovo a considerare che quando una volta ci volevano ore e ore per passare nei vari appartamenti ora si fa in fretta. Quattro scale di dodici alloggi ciascuna in un'ora e mezza. Molte sono ormai famiglie musulmane o di altre religioni ed etnie. Dove gli anziani sono deceduti le nuove generazioni si sono allontanate dalla fede e non si trovano a casa. Restano le persone che ti conoscono personalmente e con cui hai una qualche relazione: con loro si parla anche volentieri. Insomma: sta venendo meno anche per le persone di ambiente popolare il riferimento tradizionale alla chiesa e si va in linea con altri ambienti in cui in qualche modo scegli di restare cristiano. Magari ti impegni anche a esserlo in pieno. Perciò fra non molto verranno meno anche i funerali. Con uno sguardo un po' distaccato verrebbe da dire: pochi preti ma non ne servono di più. La chiesa riparte su altre lunghezze d'onda e occorre sintonizzarsi altrimenti senti solo dei rumori e non capisci che cosa succeda.

"Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra." (Gen 11,9)



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23 novembre 2022

Lucidità di Ratzinger

 Mi è capitato tra le mani un libretto dell'allora Joseph Ratzinger, intitolato "Cielo e terra. Riflessioni su politica e fede", che riporta tre brevi interventi su come conciliare la fede religiosa in Europa con la politica laica. Era uscito nel 1997, ma gli interventi erano del 1992. Geniali. In poche righe il quadro esatto di come siamo arrivati alla secolarizzazione e anche come la chiesa può affrontarla in un equilibrio proficuo per gli uomini e le donne, senza che ci sia violazione dei confini tra Stati e Chiesa nell'uno o nell'altro senso. Soprattutto molto attuale: ci aveva visto lontano. Soprattutto il fatto che venendo a mancare una fede comunque non sono neanche più evidenti i principi morali dati per scontati e che occorre ricostruirli dal basso... Se vuoi farti attrarre segui papa Francesco, ma se vuoi capire segui papa Benedetto. Se vuoi costruire un palazzo segui papa Francesco, ma se vuoi metterlo in sicurezza segui papa Benedetto. L'importante è che li segui tutti e due.



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29 maggio 2022

Morte del cardinal Sodano

 La notizia della morte del cardinal Sodano non era inattesa ma ha comunque destato clamore. Ieri, nonostante una giornata già impegnativa, sono stato contattato e ho dovuto contattare un po' di gente per organizzare l'informazione su questo episodio. E intanto cercavo di farmi un'idea di cosa dire e fare su questo "monumento" dell'epoca Giovanni Paolo II, per un verso molto criticato (per es. quando fece comparire il papa sul balcone con il dittatore Pinochet o quando occultò la questione degli abusi sessuali del clero) e per l'altro molto apprezzato per la sua semplicità e il suo attaccamento alla sua terra di origine. Alla fine mi sono detto: con lui è finita un'epoca nella chiesa. L'epoca in cui l'attaccamento alla Chiesa come istituzione era considerato segno di fede e di attaccamento a Dio. Lui ha incarnato benissimo questo: attaccare lui significava attaccare la Chiesa. 

Ma oggi non è più così. La Chiesa di Dio non corrisponde all'istituzione e l'istituzione fa bene a pensarsi sulla strada della conversione come qualunque cristiano. Perciò oggi è possibile usare il senso critico per parlare delle autorità ecclesiali, senza paura di offendere Dio. Non c'è dubbio: la tanto vituperata secolarizzazione è in realtà una forza purificatrice per non confondere il divino con il terreno, così come la democrazia è stata la forza purificatrice per non confondere l'autorità con lo spirito della nazione.

"Ora riprendano coraggio le vostre mani e siate uomini forti. E' morto Saul vostro signore, ma quelli della tribù di Giuda hanno unto me come re sopra di loro" (2 Sam 2,7)

della serie: morte un re, se ne fa un altro...




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21 aprile 2022

La fede in Europa

 E' più o meno il titolo di un libro di Cristoph Theobald ("La fede nell'attuale contesto europeo. Cristianesimo come stile") che sto leggendo per l'aggiornamento dei docenti di teologia e filosofia di Polo Teologico e Università di Torino. Avevo già letto in passato due tomi dello stesso teologo, intitolati "Cristianesimo come stile": questo è un aggiornamento. Al di là delle difficoltà di leggere un teologo gesuita.. ho trovato tanti spunti sui quali ci ero arrivato anche io. Non per fare il saputello, ma perchè quando trovi le tue idee esposte da uno che fa quello di mestiere, ti rincuori un po'. E' una piccola garanzia che non stai farneticando. Per esempio:

- in Europa la fede non va detta nè come dottrina, nè come morale, nè come storia, nè come riferimento alle Scritture, ma come stile di vita, basato sull'ospitalità

- in Europa il prendere esempio dall'ospitalità di Gesù permette di tenere insieme l'apertura agli altri e l'apertura a Dio, senza metterli in contrapposizione: se sei ospitale, devi esserlo con tutti;

- in Europa le sfide del pluralismo religioso, del transumanesimo, dell'ecologia, ecc. non si vincono difendendo le trincee, le tradizioni, i valori o l'ortodossia ma dimostrando che in Cristo si va ben oltre quelle che sembrano essere trasgressioni. L'uomo transumano non è il cyborg mezzo uomo e mezza macchina, ma è l'uomo in Cristo che può allargare i propri confini...

In Europa ci sono potenzialità immense per l'evangelizzazione, basta farla nel modo giusto.

"annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento." (2Tm 4,2)



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11 giugno 2021

Per una chiesa che non si faccia gli affari suoi

 La decisione di iniziare un percorso di consultazione come Diocesi per fare proposte al piano di sviluppo dell'astigiano è stata significativa e un po' azzardata. Ma ormai la cosa è avviata e sono già stati individuati i dieci temi  sui quali avviare la consultazione, che vanno dalla comunicazione all'inclusione delle povertà, alla transizione ecologica. Ma come in genere avviene, ecco i primi freni: si dice che questi temi riguardano il terzo settore e non tutta la Diocesi, si dice che non c'è possibilità di interpellare la gente perchè temi troppo difficili e c'è già molto lavoro, ecc. La sintesi: "La Diocesi non ha tempo per parlare di cose che non la riguardano, deve farsi le sue cose". E per sue cose si intendono la riflessione sulla catechesi, sull'accorpamento di parrochie, sulla gestione delle stesse, ecc.

Peccato che la gente invece abbia più a cuore quei temi lì, specie dopo un anno e mezzo di pandemia. Dunque la chiesa locale non pare troppo sintonizzata sulla realtà. In una società secolarizzata, affrontare temi che stanno a cuore della gente non è "affare del terzo settore". E' proprio affare di tutti e di evangelizzazione, perchè si vuole rientrare in sintonia con la gente e le sue insicurezze. 

Ma nulla di strano. Anche le grandi encicliche di papa Francesco sono state più apprezzate da fuori che da dentro. Ed è stato il successo del fuori, che ha spinto il dentro a recuperare il tempo perso. In fondo non crediamo che il mondo è cambiato: pensiamo sempre che si tratti di recuperare qualcosa del passato. 

"Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?" (Mt 18,8)

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21 febbraio 2021

Fine della secolarizzazione o ultimi colpi di coda della religione?

 Ecco. Come interpretarlo? Ritorno alla religione oppure questi immigrati non appena avranno respirato un po' di aria di Occidente diventeranno più occidentali che cattolici?



Stessa questione degli anni '70 e '80, quando andavano di moda le spiritualità orientali...



" La loro madre si è prostituita,
la loro genitrice si è coperta di vergogna.
Essa ha detto: «Seguirò i miei amanti,
che mi danno il mio pane e la mia acqua,
la mia lana, il mio lino,
il mio olio e le mie bevande».
8 Perciò ecco, ti sbarrerò la strada di spine
e ne cingerò il recinto di barriere
e non ritroverà i suoi sentieri.
9 Inseguirà i suoi amanti,
ma non li raggiungerà,
li cercherà senza trovarli.
Allora dirà: «Ritornerò al mio marito di prima
perché ero più felice di ora»."
(Os 2,7-9)

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07 agosto 2019

ancora sulla chiesa in Francia

Troppo interessante leggere della chiesa in Francia. Il testo fa un excursus dei rapporti chiesa cattolica - stato dal concordato con Napoleone alla legge sulla laicità del 1905 fino ad oggi. E mostra che la chiesa, nonostante il clima decisamente anticlericale, è sempre riuscita a cambiare strategia e ha moltiplicato dentro di sé esperienze di ogni genere: dai preti operai a Lefebvre. Al punto che oggi si dovrebbe parlare di più chiese in Francia, ma con una verve decisamente unica. Così anche se le percentuali di praticanti sono basse (ma è da un po' che non scendono più), la Chiesa Francese riesce sempre ad avere un ruolo attivo e combattivo sull'arena pubblica.
Diverso dall'Italia, dove sembra che debba difendere le posizioni mentre la trincea si sposta sempre più indietro. Si salvi chi può!

"Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe." (Mt 10,16)

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04 settembre 2010

albania



un'auto sul tetto segnala che sotto c'è un'officina meccanica...






la bandiera albanese sventola su molte case in costruzione


visione notturna della cattedrale di Pristina

Tornato ieri da un viaggio di cinque giorni in Albania, dove stiamo portanto avanti un gemellaggio con la parrocchia don Bosco di Shelqet, nel nord. Abbiamo anche fatto una puntata in Kosovo, a Pristina. In un'anno, da quando ci siamo andati nel 2009 per la prima volta, si notano già molte differenze: strade asfaltate e raddoppiate, più macchine, case in costruzione. Una nazione che cresce e si ricostruisce dopo gli anni della peggior dittatura. La fede è ancora radicata, quasi una sfida di identità verso una maggioranza musulmana: la cattedrale di Pristina in costruzione è un colosso (un portone alto solo lui 31 metri). Però in Albania la convivenza è pacifica, anche dove la percentuale di cattolici cresce (per esempio nel nord, dove eravamo noi). Non si può dire ancora se è solo la quiete prima della tempesta (cioè anche l'Albania si secolarizzerà non appena si arricchirà, come è successo per le nazioni d'Occidente) oppure se è possibile una strada di ammodernamento che non butti via tutto. Boh, che pensate?

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