18 luglio 2026

Dal privato un progetto futuribile

 Ieri è stato presentato il progetto di riqualificazione urbana dell'area del vecchio stabilimento della Saclà. Un progetto grandioso, quasi faraonico, che avrebbe un impatto non da poco sulla zona, tipo la costruzione di una piramide. Non è una piramide ma un grosso edificio cilindrico su due piani. Al di là di questa architettura aliena però dietro c'è un'idea di offrire servizi al territorio, di provvedere alla zona ambientale lungo il fiume Borbore, di valorizzare la presenza della Saclà non in quanto produzione ma in quanto storia locale. Un progetto che ha già buona parte di finanziamenti privati e che ha il merito di osare ciò che il settore pubblico non osa più, riducendosi a fare pezzi di opere pubbliche qua e là. 

In realtà pensavo che neanche la Chiesa osa più fare progetti in grande sulle strutture che ha: ormai ha il terrore del futuro e vende/svende il più possibile. Quello andava fatto in passato: ora il vendere/svendere ha l'effetto non voluto di testimoniare da una parte un'eccessiva prudenza (ancora il cercare delle rendite per i futuro, ma quando non avrai più edifici e i problemi resteranno?), dall'altra una sorta di schiaffo a chi quegli edifici li ha acquisiti e ci è stato dietro per tanto tempo, dall'altra l'idea siamo in fase di saldi di fine stagione e di chiusura dei battenti, altro che di rievangelizzazione...  D'altronde abbiamo un esempio positivo di come ci si dovrebbe muovere nella casa di riposo di Villafranca che è stata salvata grazie alle forze del territorio. Troppo rischioso e poi non è detto che la provvidenza si ricordi di noi...

Rendering della futura area della Saclà


Etichette:

10 ottobre 2021

Tante riunioni...

 E' passata quasi una settimana senza post. Una settimana densa di riunioni per programmare l'anno pastorale. La pandemia volge al termine e temo proprio che tutto torni come prima, con lo stesso delirio di programmi, progetti, iniziative... Come fare per imparare qualcosa dall'esperienza vissuta? Come fare per rimettere al centro le relazioni e non i programmi? Come fare per non correre dietro a cose che poi si sgonfiano da sole e magari trascurare cose veramente cruciali?
Ecco l'impegno per i prossimi giorni...

Etichette: ,

22 gennaio 2012

basta con i progetti...

Sono stato un po' latitante dal blog per pigrizia, devo ammetterlo. E intanto ho accumulato un po' di insofferenza verso i progetti di ogni genere. C'è chi fa progetti per impiegare volontari e quando i volontari non ci sono più i progetti finiscono.C'è chi fa progetti per ottenere finanziamenti e quando i soldi finiscono tutto finisce. C'è chi fa progetti pastorali (ieri sera ad un incontro di pastorale familiare ho risentito le vecchie parole d'ordine di "pastorale integrata", "creazione di gruppi che a loro volta creino altri gruppi", "cercare di attirare persone", proprio come ai bei tempi della cristianità diffusa) e non s'accorge che la gente oggi cerca una sincera amicizia e non un bel progetto di formazione. C'è chi fa progetti e poi s'arrabbia se gli altri non aderiscono ma difficilmente si interroga se i propri sono buoni (e allora ci si chiede come mai la gente porta i figli a calcio e non in chiesa).
Fortunatamente che:
- ricordo che il mio docente di teologia fondamentale ribadiva sempre che il concetto di "progetto di Dio" non esiste nelle Scritture: al massimo c'è il disegno universale che esprime la volontà di salvare il mondo;
- intervistato il neoeletto Benedetto XVI aveva detto che lui non aveva progetti: basta il Vangelo...
Ecco forse se usassimo più tempo per verificare la qualità della nostra fede (che ha una potenza attrattiva di suo) e non la bontà dei progetti...

Etichette: ,