22 aprile 2026

La ripresa delle benedizione delle famiglie

 Ieri ho ripreso la benedizione delle famiglie dopo un anno di "stop and go" che ha impedito che completassi il giro. Tante giuste motivazioni (Pasqua 2025 molto avanzata, qualche problema al ginocchio, tanti contrattempi) ma alla fine sembrava che avessi perso qualche motivazione sull'utilità di     questo giro. E poi scatta la tentazione di dire "beh si fa quel che si può e se non finisco il giro, pazienza": questo diventa il volano per dire "non farò mai più un giro completo perchè non serve e ci sono altre priorità". E invece una giornata come ieri mi ha fatto tornare sulla retta via: incontrare le persone ti fa uscire dal tuo tran tran ordinario, ti obbliga all'ascolto e ti mette di fronte la varietà della vita, fatta di difficoltà di salute, di vicinato, di prospettive ma anche di cura della famiglia, degli ambienti di vita, di abitudini sane e semplici. Insomma: quest'anno punto a finire il giro!



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15 aprile 2026

Diseguaglianze...di rosario

 Tra lunedì e martedì ci sono stati due rosari per defunti di segno opposto. Lunedì chiesa strapiena per una signora con molti figli, nipoti e conoscenti. Bellissimo clima, più da rimpatriata serena quasi in riconoscenza della sua vita. Molti sorrisi, saluti, anche preghiera sincera. Martedì un signore che non avrà funerali perchè in gravi difficoltà economiche e rosario fatto celebrare da volontari per avere comunque un passaggio in chiesa. Vicini e parenti un po' straniti ma seriamente presi, anche se si arrivava a malapena a 20. Due rosari sentiti ma profondamente diversi: quando si dice che la chiesa dovrebbe essere "umana" penso si intenda "capace di destreggiarsi allo stesso modo nelle due situazioni", senza troppe paranoie di liturgie appropriate o norme ecclesiali.


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11 aprile 2026

La difficoltà sinodale

 Ieri sera c'è stata la seconda seduta sinodale in parrocchia della terza parte del sinodo, in cui si decide il da farsi. Dopo un anno e mezzo di verifica e di riflessioni spirituali e metodologiche sulla comunicazione siamo arrivati finalmente alla fase dell'agire. C'era già stata una prima seduta in cui si sono fatte proposte sui media che la parrocchia usa, ieri il tema era su come migliorare la comunicazione interpersonale. Eravamo una decina di persone ed era la seconda volta che si tentava di combinare. In apparenza è scoraggiante, perchè paradossalmente c'erano più persone quando nella seconda fase si facevano gli approfondimenti che quando si decide in concreto. Situazione che è concorde a quella in cui si parla, si parla si parla e quando si deve decidere, si cambia argomento. Forse la cultura italiana è di questo genere: ama il confronto salottiero e poi si agisce solo in caso di emergenza.

In realtà è stata una serata in cui ci si è confrontati bene e si sono date molte idee. Non le solite. Perciò la dinamica sinodale si rivela per quel che è: non è una democrazia in cui tutti partecipano, ma una corresponsabilità per costruire insieme il futuro di una parrocchia e aggregare poco alla volta idee, interessi e direzioni di marcia. Evita il pericolo che a decidere siano i preti e che a decidere sia l'emergenza. Faticoso, lento, ma dopo aver seminato bisogna saper attendere il momento giusto.



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06 aprile 2026

Le religioni ci salveranno

 Sull'ultimo numero di Vita e Pensiero, il bimestrale dell'Università Cattolica è uscito un intervento del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, intitolato "Religioni, un'allenza globale contro il nichilismo e per la pace" in cui lui auspica una alleanza tra grandi religioni mondiali per recuperare un senso di umanità, molto degradato , che lui definisce "Comune visione sacra del mondo" che reggerebbe su quattro pilastri: il senso del sacro, la relazione del sacro/Dio con gli esseri umani (che diventano in tal modo sacri), la relazione tra esseri umani (che si riconoscono sacri) e il rispetto della creazione. Questo a monte poi dei dialoghi ecumenici o interreligiosi di dottrine, dogmi e credenze che vengono dopo. Una prospettiva molto interessante, perchè sarebbe la riscossa delle grandi tradizioni religiose sulla visione meramente terrena del mondo, che sta mostrando i suoi frutti più impressionanti. 

Sarebbe bello che questo non fosse solo un tentativo dei massimi sistemi ma la sforzo di dialogo anche al nostro livello tra comunità religiose astigiane, per ridare un'anima alla convivenza civile.


"Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare."
(Sl 8,4-9)
Bartolomeo I


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05 aprile 2026

Un triduo eccezionale

 Siamo reduci qui in parrocchia da un triduo veramente bello. Non solo per l'impegno che ci hanno messo coloro che l'hanno animato, ma anche per la partecipazione. Ieri alla veglia pasquale non avevo mai visto la chiesa quasi piena e con una rappresentanza veramente variegata. Un botto di giovani sia il giovedì santo, sia il venerdì e anche alla veglia. Tempi lunghi ma senza agitazione: quasi uno volesse ritagliare un po' di tempo per curare le cose eterne. I giovani poi sono stati magistrali nella via Crucis che hanno preparato venerdì pomeriggio: hanno toccato il cuore. Una grande speranza emerge: sarà che in giro c'è molta confusione, oppressione, stanchezza e negatività e si torna a cercare la luce dove non si è mai spenta. C'è ancora il giorno di Pasqua da godersi fino in fondo, ma non dimenticheremo subito questi giorni di luce.










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