27 agosto 2026

La fatica di cambiare rotta

 Tempi di svolta in Gazzetta d'Asti. Il nuovo sito impone di cambiare organizzazione, mansioni e orari perchè dalla situazione di un giornale cartaceo che si avvale anche del sito si passi ad un sistema a tre pilastri: cartaceo, sito e social. E il cambiamento non è da poco, ma se non si fa, si va verso il baratro dei giornali cartacei del futuro. Questa settimana abbiamo fatto i primi passi, delineando una prima bozza di progetto: è una vera e propria rivoluzione. Fa un po' paura ma è la paura di chi teme i cambiamenti. Dall'altra è entusiasmante: un nuovo inizio. Più realisticamente: è come guadare un fiume, sperando che non ci siano ondate di piena che ti travolgano o insidie nascoste sotto l'acqua. 



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26 agosto 2026

Escatologia come via di uscita

 Leggendo l'ultimo numero di Archivio Teologico Torinese, la rivista della Facoltà, ho trovato un articolo curioso intitolato "Tra escatologia ed escapologia. Il quotidiano alla luce della speranza cristiana" di Gianluca Chemini di Milano. Inizia con l'aneddoto di un giovane che, sentendo che si occupava di escatologia (cioè di teologia delle "cose ultime": morte, resurrezione, aldilà) ha capito parlasse di escapologia (disciplina per imparare a uscire da stanze chiuse, prigioni, catene, ecc.). Il termine è lo stesso dei giochi di escape rooms che stanno dilagando tra i giovani. Al di là dell'equivoco l'autore ci riflette e arriva ad una interessantissima conclusione: l'escatologia cristiana è una delle migliori forme per uscire fuori dal grigiore quotidiano e dalla pesantezza di questi tempi. Senza fare troppe sintesi l'intuizione è illuminante: sapere che niente è assoluto, perchè tutto è relativo al ritorno del Figlio dell'Uomo alla fine dei tempi permette di cadere nel perfezionismo, nell'efficientismo e nella razionalità esasperata dei nostri tempi che alla fine genera angoscia. Prendere le cose più alla leggera non è superficialità, ma la saggezza di pensare che questo non è il mondo definitivo.


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22 agosto 2026

Una bella esperienza di sanità

 In questi giorni dopo molte peripezie sono riuscito ad accedere ad una visita ortopedica nella sanità pubblica, anche se a Torino, in un luogo non ben identificato. Quando ci sono capitato davanti ho capito che era una delle famose case di comunità, che dovrebbero essere la via di mezzo tra medicina di base e ospedale. Devo dire che sono stato molto favorevolmente colpito. Un edificio non grande, in mezzo al quartiere, con ambulatori medici di diversa natura (tra cui quello ortopedico), una accoglienza all'ingresso ben visibile, perfino uno addetto alla sicurezza. E poi sale d'attesa a misura umana e molte indicazioni per non sbagliare. Un ambiente, per così dire, familiare e a misura di persone che fanno difficoltà a destreggiarsi in questi ambienti. Uno dirà: ma la visita? Il medico era all'altezza? Non ho strumenti per valutarlo, ma me ne sono tornato a casa rincuorato dalla sanità pubblica.



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18 agosto 2026

Dai funerali... una vita

 Ieri c'è stato il funerale di un signore che conoscevo quando passavo a benedire le famiglie: lui sempre mi accoglieva con garbo e cordialità e lasciava trasparire di avere avuto una vita un po' avventurosa. Che è venuta fuori ieri, quando le figlie hanno parlato e quando hanno poi messo in mostra foto sue da giovane fino a qualche anno fa. Dalla Sicilia alla Svizzera e poi ad Asti, con viaggi diversi, come nella Mosca del comunismo. Ma soprattutto l'investimento sulla famiglia e sulle relazioni: tutte donne fino alla nascita del primo nipote. A volte le vite ordinarie delle persone potrebbero dare del materiale per film eppure di fronte ai palcoscenici che si montano per i personaggi pubblici, che sembra abbiano vite molto speciali, non hanno nulla da invidiare.

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14 agosto 2026

Doversi schierare

 Ho conosciuto la figura del beato Eduard Profittlich, vescovo estone di origine tedesca, che nel pieno nazismo ha dovuto scegliere se tornare in Germania, dove era sicuramente più protetto o restare nella sua missione in Estonia (era gesuita) col rischio di perdere la cittadinanza tedesca e di restare sotto il regime comunista, che intanto aveva invaso l'Estonia nel 1940. Alla fine decise di restare con la sua gente e morì in carcere dopo tortura, accusato di spionaggio per le sue origini. Una figura sconosciuta ma di una attualità sconcertante come segno di resistenza alle dittature e alle autocrazie.  

Nello stesso tempo si è celebrato l'anniversario degli eccidi di s. Anna di Stazzema e di Marzabotto-Montesole e si è tornati a rievocare l'orrore del nazifascismo e gli estremi a cui può arrivare, più tipici dell'età della pietra. D'altronde, anche se non ancora a questi livelli, basta guardare Gaza e la Cisgiordania per vedere in certe situazioni di bestialità si può sempre ricadere.

Oggi poi è s. Massimiliano Maria Kolbe, altra vittima del nazismo e dei suoi orrori.

E' strano che in certi momenti storici bisogna decidere da che parte stare e non ci si può barcamenare o tenere i piedi in tremila staffe. E il dialogo e la ricerca della pace non sono alternativi allo scegliere da che parte stare...

Eduard Profittlich

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13 agosto 2026

Concentrazione di cariche

 Sarà che sono ipersensibile sui meccanismi democratici, anche se la Chiesa non è una democrazia. Ma il primo pensiero che ho avuto quando ho saputo che il cardinale di Torino Repole è diventato membro del Consiglio per l'Economia in Vaticano è che la concentrazione di cariche non è mai un buon segno. Non è tanto il fatto di competenze e curriculi (magari anche all'interno di un Consiglio dell'Economia è buona cosa avere un teologo) e neanche la persona in sé (ci conosciamo bene da colleghi a scuola e anche per altre cose e lo apprezzo molto), ma è proprio il meccanismo in sé. Era stato nel 2025 nominato membro del Dicastero per la dottrina della fede e membro del Dicastero per la cause dei santi, probabilmente luoghi in cui può muoversi meglio. Possibile che non c'era un altro tra le decine di cardinali che potesse entrare in questo Consiglio per l'Economia?




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12 agosto 2026

La fine di una civiltà

 Alla fine l'ho visto, dopo tre rinvii per motivi diversi. Ho visto l'Odissera di Christopher Nolan: un capolavoro. Il film più bello di quelli che ho memoria di aver visto. Per le scenografie da brivido, per la recitazione, per le sceneggiature, per i rimandi continui, per come è stata tratteggiata la figura di Ulisse. Ci sarebbe da scrivere pagine e pagine ma riporto solo la sensazione inquietante che ho avuto proprio al finale. La fine della civiltà della legge dell'ospitalità di Zeus, fine iniziata con l'inganno del cavallo di Troia e che culminerà con le invasioni dei Popoli del Mare, che non condividono tale legge. Un messaggio chiaro che anche la civiltà dei diritti umani sta finendo (secondo il regista) e che è abbattuta in parte da chi proprio non la condivide ma in parte per causa di chi non l'ha difesa e l'ha violata nei fatti dall'interno. C'è un messaggio di speranza, perchè una civiltà finita rinascerà, ma quello non lo vedremo. Forse è vero che dobbiamo prepararci ad una battaglia all'ultimo sangue.



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09 agosto 2026

La fede di Guccini?

 In occasione della morte di Guccini si è scatenata una corsa ad assoldarlo tra i "credenti" di fatto per i valori che ha testimoniato, per le riflessioni che le sue canzoni hanno fatto fare non solo ad una generazione ma a generazioni diverse. E' stata riportata la riflessione di Zuppi e li hanno ritratti fianco a fianco. "Dio è morto" sembrava una affermazione da nichilisti, ma poi si diceva che la terza strofa parlava della sua resurrezione. Qualcuno ha quasi insinuato che la sua critica era verso un certo tipo di chiesa e di cristiani. Sarà. Ma lui non si è mai definito credente, ha sempre rivendicato il suo essere comunista e a quei tempi tra comunisti e chiesa non correva certo buon sangue. La terza strofa non parla della resurrezione di Cristo ma del fatto che la sua resurrezione è in ciò che crediamo noi, nel mondo che faremo noi, ecc. Insomma, mi verrebbe di dire: meglio un comunista convinto che un cristiano travestito da comunista. 



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08 agosto 2026

Funerali...popolari

 La prossima raffica di funerali (tre tra lunedì e martedì) è accomunata dal fatto che sono tutte persone in case popolari. Eppure così diverse tra loro: una signora molto accogliente con famiglia dignitosa e figlio con qualche difficoltà ma affrontate bene; una signora con figlio non autonomo e che ora resterà da solo e non si capisce come; un signore patriarca di famiglia con molti figli e figlie di stampo decisamente antico. Alla fine le persone sono molto diverse anche se condividono condizioni di vita simili. Mai fare di tutte l'erbe un fascio e neanche dividerli per categorie (es.: quelli delle case popolari). Anche tra i preti e i politici ce n'è di tutti i tipi...




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07 agosto 2026

Chi ha paura dell'uomo cattivo?

 Quando da piccoli giocavamo a questo gioco (che aveva come corrispettivo "sparviero") pensavamo veramente che c'era da aver paura dell'uomo cattivo... Poi abbiamo capito che era un gioco e ci siamo comportati da "minacciati dall'uomo cattivo" solo per divertirci. Oggi l'uomo cattivo è Emanuele Filiberto e i terrorizzati sono l'Anpi e tutti i firmatari della richiesta di non farlo venire ad Asti. Magari cresceranno e lo prenderanno come gioco, pensando che più che uomo cattivo è da considerare come testimonial del Palio di Asti (e che testimonial...). Il gioco sarebbe più divertente, facendo slalom tra uomini cattivi, senza dare assist potenti a persone che considerano fascismo e casa reale come roba seria e soprattutto liberandoci dall'incubo di avere incontri riparatori sulla repubblica come se la gente fosse veramente scema e non sapesse giudicare da sé.




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05 agosto 2026

Stati Uniti, nazione depressa

 E' la conclusione a cui arriva Dario Cambiano che scrive un articolo su "Missioni Consolata" di giugno partendo dalla visione di tre film: Rambo (inizio anni '80), Sicko (2006)  Dead of Winter (2025). Una lunga parabola discendente che parte dal depresso Rambo, che si sente rifiutato da tutti e deve arrangiarsi (anche a cucirsi una ferita), passa per il ragazzo di Sicko che deve arrangiarsi a cucirsi perchè non c'è assistenza sanitaria e negli Stati Uniti molti sono tagliati fuori dal mondo e arriva a Barb, la protagonista dell'ultimo film che da sola deve provare a strappare un ragazza dalla segregazione che esercita su di lei una coppia in un posto sperduto del Minnesota ghiacciato. Dal Rambo che reagisce violentemente e si fa giustizia da sé alla desolazione dell'ultimo film si vedrebbe la crescente depressione di una nazione che si sente oberata da troppi problemi esterni, non è in grado di risolvere quelli interni e ha perso la sua identità. Diagnosi molto interessante, anche perchè non l'ho mai sentita da nessuna parte. Resta l'amarezza di pensare che la depressione statunitense viene pagata a caro prezzo da altri.








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02 agosto 2026

Finita sul lastrico

 Ieri ho appreso dell'esito della vicenda di una signora anziana, benestante, che è finita sul lastrico perchè intortata da un vicino di casa che l'ha ripulita di tutto dietro gesti di cura nei suoi riguardi. In mano ai servizi sociali, lei che era stata collaboratrice loro nel centro d'ascolto della parrocchia. Mi ha toccato molto questa vicenda perchè nonostante i tentativi fatti da tutti, comprese le amiche, non c'è stato verso di metterla in guardia: una infatuazione fatta anche dal timore di non avere nessuno su cui poggiare. Mi ha anche toccato perchè non è un caso di dilapidazione di un patrimonio per sciatteria, ma per fiducia mal riposta e perchè il cuore umano funziona strano: anni di legami con persone non sono valsi i pochi anni di legame con chi ne ha approfittato. La vita umana è veramente incerta...

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01 agosto 2026

L'orrore del fascismo

 In questi giorni ho assistito a due eventi che hanno risvegliato in me l'orrore per il fascismo, compreso quello nelle vesti di Vannacci. Uno è il podcast del Post "Una mattina" che sta ripercorrendo sulla base di documentazione storica le vicende italiane dal 1943 al 1945 e che è stato particolarmente crudo raccontando il momento in cui la linea gotica sembra non oltrepassabile dagli alleati e in cui i tedeschi e i fascisti italiani sono alleati...contro gli italiani. L'altro è lo spettacolo teatrale "Pasta madre" a cura del teatro degli acerbi che racconta la vicenda di Roma dall'avvento del fascismo alla sua liberazione con gli occhi di un negozio/forno di pane e gli assalti ai forni di quando il pane era riservato ai soldati tedeschi, affamando le famiglie romane. Niente di più e niente di meno di quanto sta facendo il fascista Netanyahu con le famiglie di Gaza. 

Ma ho capito che il fascismo è peccato mortale e che non bisogna dargli spazio, neanche sul giornale, perchè finge di essere democratico basandosi sul consenso ma la costituzione italiana è nata esattamente per evitare che si ricada nel fascismo. Perciò bisogna bloccarlo e se c'è gente che sostiene Vannacci non importa: c'era anche gente che sosteneva Mussolini e senza volerlo ha affossato l'Italia.








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