02 giugno 2026

Bambini...religiosi

 Stiamo preparando un bambino di 9 anni che dovrà fare la prima comunione a settembre ma deve essere ancora battezzato. C'è stato un primo incontro con lui e la madre in cui pensavo di spiegargli i significati dell'essere battezzato. E' stato ad ascoltare per mezz'oretta, mentre, mostrandogli i quadri che nella nostra chiesa illustrano i significati del battesimo, cercavo di essere più semplice possibile. La madre annuiva e da una parte ascoltava lei, dall'altra cercava di tenere desta l'attenzione del figlio. Ad un certo punto è partito lui a fare domande: che cosa significa redenzione? Quali sono i sette peccati capitali? Che differenza c'è tra inferno e purgatorio secondo la "Bibbia" di Dante (intendeva la Divina Commedia...). Un'altra buona mezz'ora è passata a rispondere alle sue domande. Incredibile. D'altronde se si dice che i bambini sono precoci, lo sono anche in materia di fede e religione. Però dopo un incontro del genere mi chiedo a cosa stiamo pensando quando parliamo di iniziazione cristiana come nel vecchio modello scolastico: immaginare che sono tutti sacchi vuoti da riempire...



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05 aprile 2026

Un triduo eccezionale

 Siamo reduci qui in parrocchia da un triduo veramente bello. Non solo per l'impegno che ci hanno messo coloro che l'hanno animato, ma anche per la partecipazione. Ieri alla veglia pasquale non avevo mai visto la chiesa quasi piena e con una rappresentanza veramente variegata. Un botto di giovani sia il giovedì santo, sia il venerdì e anche alla veglia. Tempi lunghi ma senza agitazione: quasi uno volesse ritagliare un po' di tempo per curare le cose eterne. I giovani poi sono stati magistrali nella via Crucis che hanno preparato venerdì pomeriggio: hanno toccato il cuore. Una grande speranza emerge: sarà che in giro c'è molta confusione, oppressione, stanchezza e negatività e si torna a cercare la luce dove non si è mai spenta. C'è ancora il giorno di Pasqua da godersi fino in fondo, ma non dimenticheremo subito questi giorni di luce.










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05 maggio 2025

Bambini e fede

 Ieri alcuni bambini sono intervenuti alla messa delle 11 per rispondere a qualche domanda sul Vangelo del giorno, dopo aver fatto l'incontro di catechismo. E si è scoperta l'acqua calda: la loro semplicità va all'essenziale e "edifica" gli adulti anche solo nel momento in cui sorridono delle risposte. Ma questa è precisamente la potenza del Vangelo. Dire che è per i semplici significa proprio dire quello: una immediatezza che non esclude la necessità di fare teologia e di pensare la fede, ma che è decisamente superiore alla brillantezza dell'organizzazione e del dogma. Se si procedesse su questo binario occorrerebbe fare una formazione spirituale ben diversa da quella che si ha come riferimento adesso e che a volte scambia la semplicità con la banalità e la sciatteria.

"Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti" (1 Cor 1,27)




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04 maggio 2025

Il problema è la chiesa

 Dopo una settimana di campo scout con i giovani di 20-21 anni di mezza Italia (i più lontani da Roma) mi convinco ancora una volta che sono passati i tempi dell'ateismo militante delle giovani generazioni. L'interesse è buono, genuino, senza troppi pregiudizi a parte qualche legittima obiezione dal punto di vista della scienza nei confronti della fede. Restano forti le resistenze sulla chiesa e sul suo ruolo nel mediare la fede. Si va dalla polemica aperta al rammarico di non riuscire a esprimere una chiara scelta di fede perchè implicherebbe accettare la Chiesa. Perciò l'annuncio cambia: tenere calda l'adesione a Cristo e al Vangelo, rispetto alla quale la strada è spianata, è ingegnarsi nel far comprendere il senso della presenza della Chiesa. Ovviamente il campione statistico non è di tutti ni giovani ma solo di quelli scout, che oltretutto stanno interrogandosi su come concludere il loro percorso. Diremmo una élite, ma comunque una élite non scontata, le cui sollecitazioni andrebbero prese sul serio, perchè delineano il futuro della chiesa.

"Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento" (At 28,30-31)











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17 aprile 2025

Ritorno alla fede?

 Due serate di confessioni con molta gente. Di più del solito e non solo perchè da noi è stata collegata con il sinodo sulla comunicazione che stiamo vivendo. Ritorno alla fede? Ne ho parlato con alcuni malati che sono andato a trovare in questi giorni e tre di loro hanno fatto la stessa diagnosi: in un mondo così, in una situazione incerta, dove le cattiverie si moltiplicano la gente riscopre qualcosa che si era lasciata dietro e riapre la disponibilità a Dio. Pensata male sarebbe: dato che le cose vanno male conviene tornare a Dio. Ma pensata bene: le cose terrene e materiali non bastano per generare speranza. 


"O Dio, tu sei il mio Dio,
dall'aurora io ti cerco,
ha sete di te l'anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz'acqua."
(Sal 63,2)

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11 febbraio 2025

La fede nei paesi

 Ieri mattina ero a San Damiano dalla famiglia e sono andato alla messa feriale in parrocchia. Lunedì è giorno di mercato: quattro sacerdoti concelebranti (tra cui io) e la gente che da noi viene a messa la domenica alle 8,30. Tantissima per essere un giorno feriale. Di diverse età (non solo anziani). Sindaco e due carabinieri anche perchè era la messa per un maresciallo recentemente defunto. E' vero che non tutti i paesi sono così. Ma è anche vero che c'è paese e paese e non si può fare di tutte l'erbe un fascio. Se penso che vengo da un paese così non posso che esserne orgoglioso (nonostante tutti i rischi di campanilismo, nazionalismo, particolarismo, ecc. ecc.). Ma soprattutto è segno che la fede continua ad essere viva nonostante tutto, dappertutto.


"Vattene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò." (Gn 12,1)

sageruma nen... ma va bene come contrasto



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15 dicembre 2024

Quando i ragazzi riempiono la chiesa

 Reduce dalla messa alle 8,30 con la presenza di tutto il gruppo scout di Asti che celebra il "Natale di gruppo". Ha sconvolto abbastanza le abitudini, al punto che qualche ministrante non si ricordava più cosa doveva fare. Ma è stato un bel segno anche per il resto della gente che normalmente partecipa alla messa. Come ha detto qualcuno "E' bello vedere tanti ragazzi a messa". Non li vedono più come quando erano loro più piccoli... 

E già che non si sentiva cosa dicevano, che ritardavano nel fare ogni cosa, che il canto era un po' "addormentato", che chi leggeva leggeva veloce per l'agitazione e non si capiva tanto. Ma queste cose non c'entrano. L'impatto visivo e l'atmosfera che si respirava era diversa dal solito. Ecco una cosa di cui tenere conto. E' bello che i giovani partecipino per conto loro e con grande convinzione alla messa, ma è anche bello ogni tanto che vi partecipino insieme, possibilmente "in massa" perchè siano un bel segno di speranza per il futuro del Vangelo.

"Ma Daniele disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva affidato Daniele, Anania, Misaele e Azaria: "Mettici alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare verdure e da bere acqua, poi si confrontino, alla tua presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano le vivande del re; quindi deciderai di fare con i tuoi servi come avrai constatato". Egli acconsentì e fece la prova per dieci giorni, al termine dei quali si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. " (Dn 11,15)

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18 ottobre 2024

L'interesse per la fede

 Ieri sera primo incontro per gli adulti che vogliono ricevere la cresima. Uno spettacolo. Una decina di giovani con il più adulto che non avrà 40 anni e un interesse decisamente alto. La voglia di capire, già le prime domande e non banali e molta disponibilità nell'incontrarsi. Faccio un elenco di possibili argomenti per fare una scelta e loro dicono: li facciamo tutti. Mi chiedo sempre di più quando tra preti si parla dell'indifferenza di oggi a che cosa ci si riferisca... Sempre più mi convinco che l'indifferenza è verso l'atteggiamento nostro e non verso la sostanza della fede, anche se mi rendo conto che così forse è esagerato dall'altra parte. Non importa: godiamoci questo corso...

"Partendo per la Macedonia, ti raccomandai di rimanere a Èfeso perché tu ordinassi a taluni di non insegnare dottrine diverse e di non aderire a favole e a genealogie interminabili, le quali sono più adatte a vane discussioni che non al disegno di Dio, che si attua nella fede" (1Tm 1,3-4)

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06 agosto 2024

Le domande della fede

 Ieri ho iniziato la preparazione alla cresima adulta di una persona che deve sposarsi a settembre e per la prima volta mi sono avventurato su una preparazione ad una persona e non ad un gruppo. Per questo ero molto restio all'inizio e quando è arrivato non avevo neanche pensato troppo a cosa fare. Poi l'incontro si è rivelato molto forte: grande interesse, molte domande, molta disponibilità. Ci si è lasciati col desiderio di rivederci (almeno da parte mia). In fondo persone così sono una cartina al tornasole per capire come parliamo della fede e che cosa gli altri capiscono. E' vero che la persona era preparata (aveva dato un esame di teologia alla Cattolica) però probabilmente, fatte le debite proporzioni, è possibile anche per chi non ha studiato: si tratta solo che la persona abbia una disponibilità di fondo e che cadano le barriere che ancora esistono tra "addetti alla fede" e gente comune. Vedremo come andrà...




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13 luglio 2024

La giusta evangelizzazione

 Ieri sulla Stampa c'era una intera pagina dedicata alla vicenda di Alessandra Comazzi, giornalista e critica televisiva, che raccontava le sue peripezie dell'ultimo anno con la grave neuropatia e come ne sta uscendo fuori. Un bellissimo racconto, che mette insieme l'incredibile vicenda con la capacità di scrivere che l'ha sempre contraddistinta. Soprattutto un racconto che trasudava di gratitudine per tutti coloro che le hanno permesso di risollevarsi: finalmente una pagina positiva per tutto il personale medico e infermieristico. Ma anche un racconto in cui parlava esplicitamente della fede che l'aveva aiutata e arrivava perfino a citare san Paolo, commentando uno stralcio di una sua lettera. Pensa: su un giornale laico, ripreso anche dalla rassegna stampa del Post, si commenta san Paolo. Quella è la vera evangelizzazione che solo un laico può fare. E sarebbe meglio tarpare un po' le ali (anzi la lingua) a coloro che invece la fanno come "proselitismo" oppure come esercito della salvezza contro il male che c'è nel mondo. Anche promuovere il bene ricevuto in forma di assistenza sanitaria, letto attraverso la Parola di Dio vale come evangelizzazione e probabilmente ha radici più profonde.

“Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere”. (1Cor 10,13)



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08 giugno 2024

La chiesa di domani

 A differenza di lunedì scorso, l'intervento di Alberto Melloni di ieri sera a Passepartout è stato notevole. Intitolato "Gli orizzonti della fede alla prova della storia" ha tracciato un notevole affresco sulla chiesa cattolica oggi e sulle sfide della fede. Molto diretto, senza mezzi termini, è stato capace di non mitizzare papa Francesco, "un militare come solo può esserlo un Gesuita", pur riconoscendo che la Chiesa Cattolica è l'unica in cui un leader del sud del mondo comanda anche il nord. E' stato capace di denunciare le stagioni in cui la chiesa di Roma chiede ai teologi di non pensare e di obbedire, creando le premesse dei disastri successivi (ultima stagione: Ratzinger alla Congregazione della Fede che interviene su tutto lo scibile, facendo tabula rasa del pensiero teologico. E soprattutto è stato capace di distinguere tra fede e religione e a portare la riflessione alle logiche conseguenze. Forse un po' alto come livello, ma almeno qualche dubbio l'ha posto e qualche dritta l'ha data. Nella Chiesa per poter obbedire nel modo giusto occorre chiamare le cose col loro nome: l'obbedienza, come diceva il nostro padre spirituale in seminario, non è la rinuncia a pensare, ma solo la sottomissione dell'agire. 

"Un cuore intelligente acquista sapienza
e l'orecchio dei saggi ricerca la scienza"
(Pro 18,15)



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17 aprile 2024

La fede nei paesi

 Ieri sono stato ad un funerale a Villanova, dove avevo prestato servizio come seminarista un po' meno di 30 anni fa. Ho ritrovato il senso di comunità e di parrocchia che c'era allora: sarà il momento particolare, dato che si seppelliva una persona molto importante nella vita di parrocchia e di paese, ma un funerale di un'ora e mezza non l'avevo mai visto. In città ti avrebbero messo fretta per non arrivare in ritardo al cimitero e pagare la multa... Ancora una volta mi accorgo come sia la vita di paese (anche se di un paese un po' grosso) e non quella di città ad essere "a misura di essere umano" e come la fede lì si unisca più naturalmente con la vita civica. Perchè non riproporre le dinamiche di una parrocchia di paese dentro la città? Certo non viene naturale: viene più naturale la legge dei grandi numeri e della perfetta organizzazione. Ma forse il valore aggiunto che darebbe la comunità cristiana al territorio starebbe proprio nel genere di rapporti che si crea quando si vive come se si fosse in una famiglia allargata e non in una città.

"Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta». I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo." (Gio 3,3-5)

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11 dicembre 2023

Restare con i giovani

 Purtroppo l'influenza mi ha impedito di partecipare per intero al campo scout di questi giorni, ma li ho raggiunti a Susa sabato e domenica per la conclusione insieme. In genere alla fine ci sono confronti un po' serrati su scoutismo e fede e sono chiamato in campo sia per rispondere alle domande, sia a dare la disponibilità per chiacchierate più personali a richiesta dei ragazzi (anche gli altri dello staff fanno la stessa cosa). Questa volta le domande sono state una raffica e l'interesse molto molto alto: dai testi sacri, alla liturgia, alla chiesa come istituzione, all'omosessualità, alla preghiera, ecc. Più di un'ora di attenzione... E nelle chiacchierate più personali mi sono reso conto che veramente abbiamo svoltato la boa: da qualche anno fa in cui la fede faceva problema serio ad oggi in cui continua a fare problema ma solo perchè si vorrebbe avere un profilo alto e non ci si sente all'altezza. Torna ad essere un orizzonte gradito, ma guai se qualcuno la propone come una volta: un dovere, una tradizione importante, una verità. L'aggancio è lo spiegarla in tutta la sua portata come sapienza antica, secolare e soprattutto che scende dal cielo: farne vedere la logica intrinseca, la ricchezza di un patrimonio, la luce e la forza che porta. Poi al resto ci pensano loro (o lo Spirito?). Torno a casa decisamente incoraggiato.

" Questo è l'avvertimento che ti do, figlio mio Timòteo, in accordo con le profezie che sono state fatte a tuo riguardo, perché, fondato su di esse, tu combatta la buona battaglia con fede e buona coscienza, poiché alcuni che l'hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede" (1 Tm 1,19-20)

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03 novembre 2023

Un cammino di fede tracciato

 Ieri sera al comitato di zona scout si è discusso del controverso intervento di don Paolo Scquizzato all'assemblea e della sua "messa di Teilhard de Chardin". Li ho rassicurati che era valida, ma nello stesso tempo tutti ci eravamo resi conto che la gente non aveva apprezzato e che i giovani non avevano capito. Abbiamo deciso come recuperare il tutto e che percorso seguire. Ne sono venuto via molto rassicurato e confermato: non basta sparare a zero sulla Chiesa e sulla liturgia proponendo terminologie new age. La sfida è più seria: prendere in considerazione formule come il credo e cercare di capire che cosa nascondono e che tesori racchiudono per noi oggi. L'interesse per il depositum fidei è molto alto e non possiamo dilapidarlo semplicemente riscrivendo testi per la sensibilità di oggi: fra cinque anni risuonerebbero vecchi...

"Fate questo in memoria di me" (Lc 22,19)

questo non è cambiato da quasi 2000 anni...

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23 ottobre 2023

Il fascino della spiritualità cosmica

 Quando il consiglio di zona degli scout ha deciso di far celebrare la messa a don Paolo Scquizzato con la cosiddetta "messa sul mondo di Teilhard de Chardin", ho sorriso intimamente. Avevamo già avuto una discussione decisa con lui in un incontro online circa il suo intervento che avrebbe fatto sull'educare alla vita cristiana, perchè mi sembrava che dicesse cose per noi scout già scontate e non aggiungesse nulla di nuovo. Le nostre esigenze sul cammino di fede sarebbero altre... Ma tant'è. In fondo se bisogna lasciare al libero dibattimento dei capi senza essere troppo interventisti è tutto di guadagnato e ciò che uno reputa superfluo, magari poi si rivela prezioso. 

Ma la messa di Teilhard de Chardin.... Per un verso sapeva di pezzo da museo e con un linguaggio tipico degli anni '60-'70 mi sembrava dicesse cose che non evocavano nulla ai giovani di oggi (magari ai capi di una certa età...). Per altro mi sembrava molto equivoca, perchè in mezzo, negli anni '90, si è sviluppata tutta una spiritualità new age che ha abbondantemente saccheggiato di quel vocabolario e di quella sensibilità cosmica. Con questo non si dice che Teilhard de Chardin sia new age: il suo approccio è decisamente all'avanguardia su tante cose che si stanno scoprendo anche oggi. Ma se non si opera qualche mediazione tra una messa "ortodossa"con un rito preciso e una futuribile, alla fine ne viene fuori un bel casotto.



"Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so,
poiché mi ha istruito la sapienza,
artefice di tutte le cose.
In essa c'è uno spirito intelligente, santo,
unico, molteplice, sottile,
mobile, penetrante, senza macchia,
terso, inoffensivo, amante del bene, acuto,
libero, benefico, amico dell'uomo,
stabile, sicuro, senz'affanni,
onnipotente, onniveggente
e che pervade tutti gli spiriti
intelligenti, puri, sottilissimi."
(Sap 7,21-23)


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27 settembre 2023

Scoutismo e fede: che gran casino

 Per la prima volta mi sono trovato in una posizione indescrivibile. Per un verso devo collaborare con una staff regionale che si occupa di sostenere il cammino delle fede delle comunità capi attraverso vere e proprie catechesi con tanto di schema e di programma come se il convegno dello scorso anno (cosiddetto "Emmaus") che ha ribaltato la frittata dicendo di partire dalla vita non ci fosse mai stato. Come si chiama la staff? Staff Emmaus, manco male, almeno il nome c'è. 

Poi mi ritrovo nella zona ad affrontare un convegno sull'educazione alla fede in cui si parte certo dalla vita ma poi non si quaglia sul messaggio cristiano al punto che anche la messa sarà "personalizzata". E qui mi ritrovo a fare da difensore dell'ortodossia, perchè Emmaus certo parte molto al largo, ma poi si concentra su Gesù Cristo, visto che l'episodio del Vangelo di Luca ha come vertice addirittura l'Eucaristia.

Infine sono sollecitato a esprimermi sulla possibilità che l'esperienza scout sostituisca il catechismo dell'iniziazione cristiana come avviene già in qualche diocesi, come se fosse scontato che basta frequentare lì e non là e voilà tutto è a posto. D'altronde, vuoi chiedere ai bambini di frequentare due cose? E qui devo difendere lo scoutismo, perchè l'idea che le riunioni di branco debbano preparare alla prima comunione mi interroga su quale brano del libro della jungla potrebbe andare bene...

Mi sa che lo scoutismo come la chiesa è in piena confusione. Ma forse va bene così: meglio non essere troppo sicuri di se stessi.

"Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. " (Lc 24,30-31)



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14 luglio 2023

Morire a 32 anni

 IN questi giorni siamo stati coinvolti nella tragica morte in moto di un giovane di 32 e della sua ragazza. Giovane conosciuto in quartiere, sin da quando era più piccolo. Ieri sera c'è stato il rosario e mi ero preparato tutta una scaletta per non fare il solito rosario, ma quando è arrivata la gente ho visto che era molto molto variegata. Pensavo ci fossero più giovani e invece c'era anche tanta gente più adulta che frequentava la parrocchia. La preghiera è stata intensa ma la sensazione è stata quella di una grande frammentazione: come se ciascuno fosse per sé e non ci fosse una coralità. Una specie di rappresentazione senza trama, ma in cui i personaggi recitano la loro parte. Mai capitato una cosa del genere: è proprio vero che ogni persona incide nella vita degli altri in modo diverso ed è proprio vero che certi eventi dolorosi, specialmente se accompagnati da un momento di preghiera, tirano fuori dall'angolo tutti, anche coloro che preferirebbero non fare i conti con la fede e con la morte. 

"Godi, o giovane, nella tua giovinezza,
e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù.
Segui pure le vie del tuo cuore
e i desideri dei tuoi occhi.
Sappi però che su tutto questo
Dio ti convocherà in giudizio." (Qo 11,9)

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11 giugno 2023

Paesi e città

 Ieri sera sono andato a trovare un mio amico a Valfenera e siamo andati alla festa del paese a mangiare qualcosa mentre l'Inter perdeva a Istanbul. Era un po' che non frequentavo paesi (neanche a s. Damiano riesco, dato che vado solo a cena a casa e poi rientro senza neanche vedere il centro...). E mi ha colpito ancora una volta come la vita del paese sia molto diversa da quella della città. Ovviamente si conoscevano quasi tutti, ma soprattutto tra i giovani pareva non esserci quel canone di bellezza che in città diventa obbligatorio: decisamente più ben messi, senza troppe moine e con fare più rude. Ovviamente quella era l'impressione, ma possiamo pure  confrontarla con l'impressione in città. Pareva esserci una certa tolleranza verso comportamenti border-line, come se si concedesse qualcosa in più nel momento della festa. Anche parlando dell'andamento delle parrocchie, si capiva quanto l'aggregazione delle nuove generazioni sia ritenuto ancora importante e quanto l'identità possa valere rispetto all'adesione personale alla fede. E non è un male.. Forse l'accento posto sulla consapevolezza della fede è un tema più di élite, per coloro che hanno strumenti culturali per comprenderla. E forse aderire per appartenenza, anche se sempre più ridotto, non andrà a rire. Altrimenti scomparirebbero i paesi...

"Ricòrdati della parola che ordinasti al tuo servo Mosè di pronunciare: 'Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli;  ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti e li metterete in pratica, anche se sarete dispersi negli estremi confini del mondo, io di là vi raccoglierò e vi ricondurrò al luogo che ho scelto per farne la dimora del mio nome'." (Ne 1,8-9)

Il popolo di Israele ha una fede per appartenenza.

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07 maggio 2023

Una serata con gli evangelici

 Ieri invece del paliotto (per il quale sono contentissimo che abbiamo trionfato e con merito) sono andato ad ascoltare la serata musicale organizzata da tre chiese evangeliche con al centro un "concerto letterario" fatto di canti, musiche e letture da un libro intitolato "Yeshua" e scritto da Stefano Rigamonti. Ovviamente canti con Lidia Genta, la moglie. Musica bellissima e suonata egregiamente. Voce da brividi. Letture dal libro molto affascinanti perchè presentano tratti umanissimi dei personaggi evangelici, Gesù compreso. In mezzo vere e proprie omelie-testimonianze alle quali non sono abituato, perchè un conto è uno spettacolo a tema religioso e un conto è una liturgia. Ma forse per lo stile evangelico le due cose non sono così separate... Una cosa però mi ha colpito: l'accento posto sulla drammaticità del male e sul fatto che il mondo sia cattivo. Tante volte, in tanti modi. All'inizio colpisce, perchè quando si parla del peccato come di una bestia dentro di te, ti ritrovi. Ma poi molte altre volte. Non era l'ultima parola: l'ultima era la salvezza di Cristo e il suo trionfo. Ma posso dire di aver colto una volta di più il "mood" diverso di cattolici e evangelici: noi in fondo parliamo della possibilità di redenzione e della possibilità di vincere il peccato con la forza dello Spirito di Dio. Gli evangelici invece calcano moltissimo l'accento sul peccato e sul male nel mondo e negli esseri umani per far risaltare al meglio la potenza di Dio stesso che ti salva. Lui. Due sfumature ma in mezzo ci sono secoli di guerre e incomprensioni.

Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. (Rm 5,11)



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30 aprile 2023

di ritorno dalla ross (scout)

 Ancora qualche giorno passato con i giovani 20-21 enni che provenivano da diverse parti d'Italia (compresa Sicilia e Sardegna) e che devono decidere se prendere la Partenza, completando il loro percorso scout. Siamo andati a piedi da Castell'Alfero a Pontestura, passando per Calliano, Moncalvo e santuario di Crea. Paesaggi bellissimi, testimonianze bellissime (cascina Graziella di Libera, un sacerdote di Casale e una rappresentante dei familiari delle vittime dell'amianto) e incontri piacevoli. Ma un campionario di giovani che mi ha dato da pensare assai. Problemi enormi di qualcuno, che sconquassano la loro giovane età anche se in alcuni casi si riferiscono all'infanzia e sono stati in parte superati. Tanta voglia di costruire belle relazioni tra loro, un variegatissimo panorama da chi è più solido nella fede a chi non è neanche battezzato. Eppure c'è un campo vergine rispetto alla fede in Gesù cristo che viene sempre accolto con grande interesse, se annunciato bene. Non così per la Chiesa, che in certe situazioni diventa ostacolo per la stessa figura di Gesù Cristo. Per poter porre loro il problema che se Cristo l'ha costruita forse un senso ce l'ha, è necessario a volte prendere le distanze da essa per "far rientrare dalla finestra quel che è uscito dalla porta". E poi resta la domanda che ogni tanto inquieta: ma i giovani che incrociamo ordinariamente nelle parrocchie sono alieni, sono una élite ristretta o sono solo un pezzo di se stessi (e l'altro pezzo, più o meno consistente resta nella vita che fanno il resto della settimana?).

"Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza." (Gv 10,10b)


Calliano

Verso Moncalvo
foto di gruppo 


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