29 marzo 2025

Una generazione va...

 La notizia di due giovani morti a san Damiano, di cui uno sicuramente suicida mi tornava alla mente quando ieri passavo per la benedizione delle famiglie in una zona in passato molto attiva e intraprendente e ora abitata perlopiù da anziani che ho conosciuto abbastanza bene, avendo seguito gli ultimi loro  16 anni (da quando faccio il giro della benedizione). E ho visto la loro parabola fisica, ma anche il loro atteggiamento verso il mondo: un misto di sorpresa/disorientamento e di tenacia/forza. Come dire: non pesci fuor d'acqua ma pesci che si sono visti il mare invaso di imbarcazioni e fanno quello che possono. Ma la domanda che mi gira dentro è: una volta che questa generazione sarà sparita, saremo noi in grado di essere all'altezza della situazione? Avremo noi la stessa tenacia e forza d'animo? Ai posteri l'ardua sentenza...

"Una generazione se ne va e un'altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa." (Qo 1,4)



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24 marzo 2025

Bambini in parrocchia

 Tra sabato e domenica è successo anche qualcosa di bello. Intanto una ventina di bambini del catechismo si sono coinvolti nel banco di beneficenza e, pur essendo esplosi come numero all'ultimo minuto, creando qualche problema di gestione, alla fine hanno dato una svolta positiva. Già solo per il fatto che i parenti sono venuti a "tirare" al banco di beneficenza e le famiglie si sono rese conto dell'organizzazione che sta dietro eventi simili. 

Ma poi è emersa la proposta di aprire un doposcuola per i bambini delle elementari, trasferendo quello che era ospitato dalla scuola Gramsci da tempo immemore (il Peter Pan) e che ora deve cercarsi un'altra sede per questioni di interpretazione burocratica della dirigenza. Il trasferimento dovrebbe coincidere anche in un ampiamento del doposcuola, sia come volontari (quelli che pensavano di aprire ex novo un doposcuola qui), sia come bambini, coinvolgendo anche alcuni della Domenico Savio. Insomma: si prospetta un uso decisamente migliore degli spazi sopra il salone e di una nuova vitalità per la parrocchia.

Due bei segni di speranza...

"Gesù però disse: "Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli"." (Mt 19,14)






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23 marzo 2025

Giovani in parrocchia

 Non mi ero mai arrabbiato tanto da anni a questa parte. Venerdì sera il vescovo ha dato la disponibilità a venire in parrocchia per raccontare della sua esperienza in Kenya nel contesto del sinodo parrocchiale che stiamo vivendo sulla comunicazione e un gruppo aveva previsto di fare la cena con i genitori. Avevamo proposto di spostarla, perchè il vescovo non aveva altre disponibilità e in linea di massima la cosa era stata valutata. Poi mezz'ora prima dell'incontro scopro che non l'hanno spostata di data, ma di posto, occupando gli spazi di casa Tabor, che di per sé sarebbero chiusi ancora per qualche settimana, salvo emergenze. Quella non era una cena con i genitori: era l'incontro con un volontario originario della nostra parrocchia e da qualche tempo in Perù, che pare non potesse spostare l'incontro. Insomma la solita solfa di gruppi giovanili che si fanno le loro cose e non aprono gli occhi su cosa capita proprio nel contesto da cui questi gruppi si generano, la parrocchia. 

Un dèjà vu: in passato è sempre stato così e raramente i giovani hanno provato a camminare con tutti gli altri. Forse deve essere così per abituare gli adulti a guardarli con benevolenza e non con giudizio. Fortunatamente con il tempo la rabbia sbollisce e si può guardare le cose con maggior serenità.

"Adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira" (Ef 4,26)




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22 marzo 2025

Ma non sta piovendo?

 Certo, ma le foto si riferiscono al lontano lunedì 17 marzo, quando mi sono concesso una giornata di camminata da Finale Ligure a Pietra Ligure, salvo poi scoprire che l'avevo già fatto... Non importa: la sfida di riprendere a camminare è iniziata e verrà portata avanti!

"ma quanti sperano nel Signore 
riacquistano forza,mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi" (
Is 40,31)
Finale Ligure







Finale dall'alto





Sentiero nel bosco

Pietra Ligure dalla chiesa di san Martino


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16 marzo 2025

Americani eterni pistoleros

 Ho visto ieri il film "Il Nibbio" sulla vicenda di Nicola Calipari e di Giuliana Sgrena e ho capito tante cose. Intanto che ci sono ancora persone come si deve e che ce ne saranno più o meno nascoste ovunque. Ma dove ci sono, fanno la differenza e hanno autorevolezza. Dunque si può ancora guadagnare in autorevolezza e non correre dietro al successo momentaneo, specie in epoca di "mi piace" e di visualizzazioni. In secondo luogo che alcuni valori come la relazione umana, la cura per i più deboli e il lavoro serio sono tendenzialmente eterni e superano le barriere di credo politico e religioso. Terzo che gli americani sono ancora dei pistoleros che hanno nel Dna il far west, il duello, la frontiera: lo si è visto in Iraq, in Afghanistan e ora lo si vede con Trump. Ma lui non è neanche un pistolero: è uno che si esercita continuamente al tiro a segno per non entrare mai in trincea.

"Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verità. Ma evito di farlo, perché nessuno mi giudichi più di quello che vede o sente da me " (2Cor 12,6)

lavorare nell'ombra (in senso buono...)



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15 marzo 2025

Cosa serve un blog

 A tante cose. Ma soprattutto a fermare qualche evento passato e a non lasciare che tutto scorra come un fiume in piena. Sì, perchè questo è successo questa settimana, in cui non ho scritto nulla: una marea di incontri, azioni, occasioni che si sono incrociate e che ti lasciano addosso un senso di intontimento, come se ti avessero dato una mazzata da dietro. Tutto fatto con passione e con voglia, tutto fatto senza lasciar andare le cose ma tanto fatto, troppo fatto. Per questo riprendendo a scrivere, mi viene in mente che l'ozio è la fucina della creatività... Conviene ogni tanto oziare.

“Nell'ozio, nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a galla.” (Virginia Woolf)



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09 marzo 2025

Rimpatriata rurale

 Ieri sera sono stato a cena da un amico a Valfenera insieme ad altri, tra cui uno con cui si andava spesso in vacanza e in montagna insieme e che ora è a Montecitorio. Una rimpatriata, si direbbe, in cui ho potuto respirare come il mondo del paese sia completamente diverso da quello della città. E non nel senso che siano più indietro, ma che da una parte sono avanti in quanto a intraprendenza, voglia di fare, capacità di lavoro e di fatica, dall'altra tendono ad avere una visione del mondo semplificata e non disponibile a fare analisi raffinate e complesse. Nello stesso tempo mi sono confermato nella loro capacità di dialogo tra generazioni (un suo figlio di 21 anni è sempre stato con noi, nonostante i discorsi a volte fossero "da grandi") e nel loro amore per il territorio, fino alla gelosia... Insomma, un rimpianto della vita da paese...

" andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: "Sarà chiamato Nazareno"."



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