21 luglio 2025

Nessun uomo è un'isola

 Mentre sono nuovamente bloccato a casa per un problema a un piede e mi do ad una delle poche cose che riesco a fare, leggere, mi sono capitati sotto gli occhi i versi di John Donne "Nessun uomo è un'isola". Di una attualità sconcertante. E poi un articolo sulla Lisistrata, la commedia greca di Aristofane, di una attualità sconcertante: le donne di Atene entrano in sciopero sessuale con i loro mariti finchè non la finiscono con la guerra del Peloponneso contro Sparta. Certo "nessun uomo è un'isola" ha un'orizzonte un tantino più ampio della fraternità sacerdotale, ma anche della fraternità "italiana". 

Ma soprattutto la Lisistrata ti fa venire il sospetto che se a comandare non ci fossero tutti questi pezzi da novanta maschi (da "novanta" però non potrei dirlo...😄, dipende anche dalle unità di misura che si usano) magari non ci troveremmo in mezzo a corrida di tori impazziti...

"Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso;
ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.
Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare,
la Terra ne sarebbe diminuita,
come se un promontorio fosse stato al suo posto,
o una magione amica, o la tua stessa casa.
Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo all’Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: Essa suona per te."




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27 maggio 2025

Apocalisse oggi

 Ieri sera c'è stato l'ultimo incontro biblico sull'Apocalisse prima dell'estate e si è anche guardato un pezzo di film della serie Tv degli anni '90. Alcune scene di persecuzione dei cristiani sembravano le scene da Gaza di adesso: sono passati 2000 anni e sembra che nulla sia cambiato. L'efferatezza e la violenza che si scaglia su piccoli e grandi, innocenti perlopiù è veramente incredibile. Eppure il messaggio dell'Apocalisse torna oggi: Dio è più forte e trionfa anche quando le potenze del mondo sembrano prevalere... 

"Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che diceva: "Vieni". Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra e di far sì che si sgozzassero a vicenda, e gli fu consegnata una grande spada."
(Ap 6,3-4)





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14 aprile 2025

Messa delle palme

 Non ci poteva essere contrasto più netto. La messa delle Palme da noi era piena come non mai e si è svolta nel migliore dei modi. Qualche inconveniente c'è stato, ma nulla di che. Ancora oggi qualcuno commentava l'impressione che si fosse tornati indietro di anni. E in Ucraina invece la messa delle Palme di Sumy si è conclusa con un bombardamento e 34 morti. Comincia ad essere insostenibile la situazione di vedere civili morire, specialmente se erano fuori per la loro fede. Magari non tutti, ma la reazione immediata è quella di chiedere giustizia e un po' di dignità per quei politici italiani che ancora sbavano per Putin.

"Costoro vagavano come ciechi per le strade,
insozzati di sangue,
e non si potevano neppure
toccare le loro vesti."
(Lam 4,14)



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07 settembre 2024

Una Italia diversa

 Ieri pomeriggio mi sono dato alla pazza gioia e approfittando della sessione di esami a scuola mi sono fermato a Torino per un concerto alla sera. Ho riempito le ore andando pure al cinema, dove ho visto "Campo di battaglia", il film di Gianni Amelio presentato a Venezia. Solo un'ora e venti ma molto intense e molto toccanti, a tratti m'è pure venuta la tentazione di uscire per scene non certo lievi. L'ultimo anno della prima guerra mondiale e la diffusione della "spagnola" attraverso le vicende di alcuni medici. Ma soprattutto la foto di una Italia che non c'è più e i cui ragionamenti assomigliavano molto a quelli dell'Ucraina oggi. Fedeltà al paese, non cedere, non scappare da vigliacchi anche se le condizioni di vita dei soldati sono terrificanti...  Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma alcune scene ricordavano da vicino l'epidemia di covid, anche se allora i giornali non ne parlavano assolutamente. Ecco un'altra cosa cambiata: i media non sono disposti, se non per scelta loro, a fare da "portavoce" a chi comanda.


"La lingua del lattante si è attaccata
al palato per la sete;

i bambini chiedevano il pane

e non c'era chi lo spezzasse loro." (Lam 4,4)



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25 febbraio 2024

Una testimonianza amara

 E cosa ti potevi aspettare dalla testimonianza di una donna che ha perso tutto in Ucraina per ben due volte nel giro di 10 anni? Che fosse una testimonianza ilare? Che ringraziasse con il sorriso sulle labbra? Che non parlasse della crudeltà della guerra per non ferire troppo gli animi? Eppure dietro un tono amaro si capiva la sua condanna per la guerra ma anche per tutti coloro che la alimentano continuando ad inviare armi. E uno si chiede: ma l'Ucraina dovrà pur difendersi. La risposta sua colpisce nel profondo: "Sembra che il presidente abbia più a cuore la difesa della terra che la difesa delle persone". Touché. C'è un momento in cui la guerra di difesa da legittima diventa insensata e forse qui il confine sta per essere superato.

"un popolo non alzerà più la spada
contro un altro popolo,
non si eserciteranno più nell'arte della guerra." (Is 2,4)

(la foto appena ce l'avrò...)

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24 febbraio 2024

Due anni di guerra

 Oggi è il secondo anniversario dello scoppio della guerra in Ucraina e questa sera in chiesa ci sarà l'incontro di preghiera organizzato dalla Caritas e dalla Pastorale della Salute. Penso che la riflessione più interessante sia quella di Avvenire che questa mattina scrive di quanto la guerra decida poco la pace, anzi l'allontani fino a quando si cede per sfinimento ed allora non è proprio una pace cercata. Nello stesso tempo lamenta che ci siano più energie spese per mandare armi che per iniziative diplomatiche, anche se molte sono andate fallite e che si sia restii ad avviare un vero e proprio progetto di difesa europeo: che sia di difesa e non di offesa. Insomma: la guerra a volte è inevitabile e bisogna prepararsi, ma solo per difendersi. Per il resto occorre moltiplicare gli sforzi diplomatici, senza farsi tentare dall'attesa che una delle due parti prevalga sul campo...

"Mentre Giosuè era presso Gerico, alzò gli occhi ed ecco, vide un uomo in piedi davanti a sé che aveva in mano una spada sguainata. Giosuè si diresse verso di lui e gli chiese: «Tu sei per noi o per i nostri avversari?». Rispose: «No, io sono il capo dell'esercito del Signore" (Gs 5,13,14a)



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04 gennaio 2024

Una situazione simile: inquietante

Ieri sono andato a vedere il bellissimo film One Life, che parla dell'opera di Nicholas Winton che salvò poco prima dell'esplosione della seconda guerra mondiale più di 600 bambini ebrei dai Sudeti, appena occupati da Hitler. Un film che ti lascia molte emozioni ma anche una domanda che mi frulla in mente da quando questa mattina mi sono alzato. Non siamo nella stessa situazione? Al posto dei Sudeti, i territori occupati dell'Ucraina, al posto della Germania, la Russia al posto della Russia la Cina. Siamo veramente alla vigilia di una guerra mondiale vecchio stampo? 

Le ragioni della pace sfumano: proprio la scarsa reazione mondiale ha contribuito ad esaltare Hitler e di conseguenza un allentamento verso Putin potrebbe fare la stessa cosa. Di qui un'altra domanda: non è che le ragioni della pace, come la intendiamo noi, valgano solo quando non ci sono di mezzo dei dittatori che hanno la potenza come unico obbiettivo? Non è un triste ripiego. E' una legge psicologica, la teoria dello sviluppo morale di Kohlberg: negli stadi più primitivi vige la legge della forza alla quale si reagisce solo affermando una forza superiore.

Decisamente inquietante...

"C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?
Proprio questa è gia stata nei secoli
che ci hanno preceduto."
(Qo 1,10)



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04 giugno 2023

Russia e Ucraina o Russia e Stati Uniti?

In queste sere sto seguendo il festival della Biblioteca Astense Passepartout che ha invitato personaggi importanti a dibattere temi di attualità come quello della guerra. Venerdì sera Lucia Annunziata aveva messo in guardia i pacifisti ricordando che bisogna decidere che fare della Russia, di questa Russia, in Europa, sostanzialmente giustificando l'aiuto massiccio dato all'Ucraina e ricordando che la Seconda Guerra Mondiale era partita dopo un po' di "far finta di niente" dell'Occidente verso la Germania che si andava conquistando uno spazio vitale.

Ieri sera lo storico Luciano Canfora ha fatto capire che se guardi le cose dal punto di vista storico (e lui è partito addirittura da Atene e Sparta) e vieni verso di noi, ti accorgi che quando c'è uno scontro tra potenze (e non tra ideologie), molte cose sono simili:
- il peso della propaganda
- il creare un "cattivo" responsabile,che ha appiccato il fuoco: la Germania e Hitler
- la tentazione dello stravincere, che invece genera altra paglia secca per un altro incendio, il trattato di Versailles
- l'intervento decisivo di qualcuno esterno alla contesa: gli Stati Uniti nella prima e seconda guerra mondiale.
Insomma: stiamo vivendo la seconda parte della guerra fredda e vedremo che cosa farà...la Cina

Tutto vero, sia Annunziata sia Canfora. L'importante è cercare di attrezzarsi e non cadere nella propaganda.

"Un secondo angelo lo seguì gridando:
«È caduta, è caduta
Babilonia la grande,
quella che ha abbeverato tutte le genti
col vino del furore della sua fornicazione»."
(Ap 14,8)



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12 marzo 2023

Cori che fanno riflettere

 Durante le feste patronali era previsto un concerto di cori "Memorial don Giacomo" che si è svolto ieri sera. Organizzato da I Fieuj dla Douja, ha partecipato il Coro Famiglia della parrocchia e il coro Rifugio di Seregno. Una serata con tratti commoventi, come "Io resto qui", il canto alpino composto sulle parole di un soldato morto durante la ritirata dalla Russia, che aveva scritte su un biglietto poi recuperato. Certe tragedie toccano il cuore e rendono diversi: non vanno dimenticate perchè si ripresentano e soprattutto se si abbassa la guardia sulla tragedia della guerra, ci si ritrova a giustificarla. Ma vallo a dire a chi è costretto a farla...


"Dio è per noi rifugio e forza,
aiuto sempre vicino nelle angosce." (Sal 45,2)


Il coro di rifugio Seregno


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13 giugno 2022

Ma Leopardi era così pessimista?

 Ho terminato di leggere un bellissimo libro di Elido Fazi, intitolato "Potenza e bellezza. Cronache da Roma e da Parigi", che intreccia la vicenda di Napoleone con quella della famiglia di Giacomo Leopardi a Recanati. E quando parla di lui, lo chiama Giacomino e fa capire che era un genio fin da piccolo. Solo che non aveva quei tratti pessimistici e cupi con cui ce lo presentano a scuola: era solare, attratto dalle ragazze della sua età e amante degli studi. Il gioiello è l'orazione che scrive  a 17 anni all'Università di Macerata in seguito alla liberazione da Napoleone e al ritorno del papa. Si intitola "Orazione alla Liberazione del Piceno" e parla del desiderio di pace di tutti i popoli dopo la parentesi guerrafondaia di Napoleone. Eccone uno stralcio: "Per rispondere di sì, bisognerebbe supporre che la felicità delle nazioni consista nell'uso della forza, nelle armi, nella Potenza e nell'essere terribili allo straniero, nel poter con vantaggio cominciare una guerra e continuarla senza cedere, nel possedere le più distruttive armi che l'uomo abbia mai immaginato. Ma supponiamo che questa supposizione - e cioè che un Paese potente è anche il più felice - non sia vera, e che la vera felicità dei popoli possa essere riposta non nella Potenza ma nella pace necessaria alla creazione di cose belle, alle arti più utili, alle lettere, alle scienze, nella prosperità del commercio e dell'agricoltura, , fonti di ricchezza delle nazioni. Se questo fosse vero, e cioè che il paradigma per valutare la felicità degli stati è la Bellezza e non la Potenza, probabilmente non esisterebbe al mondo un popolo più felice di quello degli Italiani"... Splendido e attualissimo. Bravo Giacomino, non sembri proprio quello messo da parte e triste che tendiamo ad avere in mente...


" Come sei bella, amica mia,
come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre
che scendono dalle pendici del Gàlaad." (Ct 4,1)


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24 maggio 2022

Il futuro del mondo

 Ho partecipato ad un dibattito al salone internazionale del libro di Torino sul futuro delle relazioni internazionali e sul multilateralismo. E' stato interessantissimo e mi ha fatto rivalutare il ruolo dell'Onu e della diplomazia con i suoi tempi a volte eterni. Mi sto convincendo che è la diplomazia a richiedere più tenacia che non chi cerca di usare metodi duri. La forza del dialogo, il credere nel dialogo è la vera grandezza. Inoltre, come è stato detto, la guerra non è la continuazione della politica con altri mezzi (von Clausewitz), ma il fallimento della politica. Perciò anche la politica richiede tenacia e grandezza morale.

Ancora: scommettere sulle future generazioni, perchè quelle precedenti tendono a pensare che la guerra sia inevitabile (perciò la mettono in conto e appena possono la fanno scoppiare). Non è la guerra ad essere inevitabile, ma la violenza: è questa che va gestita già solo a livello personale. A volte la violenza viene fatta passare per determinazione, fiducia nelle proprie idee e valori. Inganno...

Infine il ruolo delle donne come abili mediatrici e creative, capaci di individuare strade dove prima non si vedeva alternativa. Effettivamente un riequilibrio dello sguardo maschile e di quello femminile (anche nella Chiesa) è l'unica alternativa possibile alla situazione stagnante in cui spesso si finisce.


"La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l'agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà."
(Is 11,5-6)


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20 maggio 2022

Il Vangelo e la guerra

 In questi giorni di dibattito sull'uso delle armi e sulle trattative di pace mi è capitato di leggere il commento al discorso della montagna dell'esegeta François Bovon ( di cui sto leggendo il commentario del vangelo di Luca). Quando arriva al passo sull'amore per i nemici e si chiede se l'abbiano mai preso alla lettera nel corso dei secoli, cita un estratto del Consiglio di Ginevra del 1528 (epoca di Calvino) che chiedeva alla compagnia dei pastori (autorità religiosa) se si potesse difendere la città con le armi. Ecco la risposta: "Non c'è uomo, se non del tutto snaturato, che non abbia orrore della guerra, sia per gli effetti che l'accompagnano naturalmente quali l'effusione del sangue e distruzioni di ogni genere, che per quanto l'accompagna accidentalmente, come saccheggi, violenze, bestemmie, empietà e altri atti orribili del genere a causa della licenziosità militare più che sfrenata e indomabile per colpa solitamente della maggior parte di coloro che maneggiano le armi. Ma concludere da questo che mai sia lecito fare guerra sarebbe trarre una conclusione che è falsa sia per l'espressa parola di Dio, confermata da infiniti esempi, che per il senso comune ed ogni equità e ragione, conformi in questo alle sante Scritture, essendo i magistrati ordinati da Dio con il gladio non solo per punire le malefatte commesse all'interno della loro giurisdizione da qualche perturbatore della pietà e dell'onestà di cui sono i guardiani ma anche per difendere come padri del comune, i popoli che sono loro affidati contro la violenza di quelli di fuori. Va dunque trovato in questo un qualche giusto mezzo, che noi poniamo in due punti, e cioè che la guerra sia e giusta e necessaria". Insomma anche gli estremisti di Calvino cercano una quadra... Un bel casino.

"Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano" (Lc 6,27-28)



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10 maggio 2022

La guerra è guerra...

 Ieri ero a Milano e sono andato a visitare al Mudec la mostra fotografia del grande Cartier Bresson, che ha inviato i reportages fotografici della guerra civile in Cina nel 1948 (che avrebbe sancito il trionfo di Mao). Fotografie che non avevano molto di artistico, ma che avevano molto di umano e di storico: vicende drammatiche fermate in uno scatto. E nel video che veniva proiettato c'era una intervista a lui che mi ha colpito molto. Specialmente quando diceva che il fotografo non inventa e non vede niente di nuovo, ma le cose di sempre in un'altra prospettiva. E' vero: noi siamo sempre a caccia di novità e di esperienze nuove, ma la vera novità dipende da noi e dalla nostra capacità di non essere schiavi di un punto di vista, potendo cercare di averne altri. Questo aiuta anche a saper entrare nei panni di un'altra persona. Per questo che la guerra è sempre la stessa, dall'inizio dei secoli e porta con sé solo sciagure. Anche quando è guerra partigiana.

"Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. " (Gen 4,8)









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12 aprile 2022

Guerra e malattia

 Sembra strano. A volte la vita scorre regolare e si è presi dal solito tran tran. Poi d'improvviso scopri che ci sono altre dimensioni nascoste, altre vite che pur essendo su questa terra, in realtà hanno tutt'altre priorità che le tue. Per esempio per la povera gente in guerra, che pensa solo a sopravvivere e tutto il resto va in secondo piano. Per esempio chi è malato o segue dei malati: ieri ho portato la comunione a qualcuno di loro e ho capito che anche per loro è una specie di guerra. Sopravvivere al primo posto, ma poi subito dopo il non lasciarsi andare alla depressione e il reagire. Così ho incontrato la signora che si sente sola, perchè non può uscire di casa ed è piena di rimpianti, la coppia che era attivissima e ora non può fare niente, la persona che si è improvvisamente ammalata e non ha avuto il tempo di rendersene conto, ecc. Forse quando programmiamo la giornata dobbiamo lasciare un po' di spazio a loro...


"Non stare lontano da me,
perché l’angoscia è vicina e non c’è chi mi aiuti." (Sal 22,12)


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24 marzo 2022

Ancora guerra

 Chissà come mai tutte le guerre dovrebbero essere "lampo" e poi durano nel tempo.

Chissà come mai in ogni guerra c'è il cattivo contro cui tutti si scagliano (Gheddafi, Sadam Hussein, Obama Bin Laden, Putin, ecc. ec.) e poi si scoprono che anche gli avversari non sono caste verginelle.

Chissà come mai in ogni guerra ci sono persone che vanno in miseria e settori economici che si arricchiscono (e dietro gli stati).

Chissà come mai in ogni guerra tutti invocano le armi e quando poi la guerra smette tutti invocano il disarmo.

Chissà come mai in guerra tutta l'informazione nemica viene chiamata propaganda e poi si scopre che anche l'altra parte era ignara di molte cose.

Chissà come mai le guerre scoppiano ancora quando tutti si dicono contrari.

Forse la guerra fa scendere la cortina fumogena sul mondo ma svela ciò che nessuno vuole vedere.


Son rimasto lontano dalla pace,
ho dimenticato il benessere.
E dico: «È sparita la mia gloria,
la speranza che mi veniva dal Signore». (Lam 3,17-18)




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13 marzo 2022

Riprendiamo il blog

Senza accorgermi sono passate quasi due settimane dall'ultimo post. Devo dire che la guerra in Ucraina mi ha tolto un po' la voglia di descrivere la vita quotidiana, ma in fondo è questa che fa da contesto e, anche se è toccata prima dall'epidemia e poi dalle notizie del fronte, alla fine per noi non è ancora cambiato molto. E allora una sintesi di questi giorni:
- le discussioni intorno alle responsabilità della guerra, avute anche con alcuni sacerdoti, in particolare sul rifornire la resistenza ucraina di armi: sono convinto che la frittata è fatta anche per le continue provocazioni della Nato, ma che aumentare il livello di armi in circolazione continua a generare violenza. Non è detto che la caduta dell'Ucraina sia la fine della guerra: bisogna anche tenerla...
- il dialogo con molta gente durante la benedizione delle famiglie, le preoccupazioni, l'adagio "eravamo appena usciti dall'epidemia e non c'è stato tempo di rifiatare...": forse la battuta migliore è di una signora: "Eravamo signori e non sapevamo di esserlo";
- la cena a casa di una famiglia amica che è molto stanca, presa tra la cura dei genitori e il lavoro di lui che ormai lo porta all'estero: le condizioni delle famiglie sono assai più pesanti a volte di quelle dei sacerdoti;
- molte occasioni belle di confronto con giovani (scout, bambini, giovani, ecc.) che appassionano e che fanno guardare con grande ottimismo al futuro della chiesa e della fede
- la voglia di informare, di informarsi, di suscitare dibattito sia attraverso il giornale, sia nel corso di teologia della diocesi: è un momento cruciale della storia e ci siamo lasciati alle spalle un'epoca che durava da almeno 30 anni. Bisogna costruire un futuro diverso e bisogna farlo insieme.

"Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!" (Is 43,18)



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01 marzo 2022

Alla vigilia della Quaresima

Quest'anno la Quaresima si preannuncia diversa. Stavo pensando che lo scorso anno eravamo in piena pandemia e l'anno prima ancora di più. Tutti centrati su noi stessi, sulla situazione in Italia, in Piemonte, ad Asti, nelle nostre case. Invece quest'anno siamo tutti centrati sull'Ucraina, sulla Russia, sull'Europa, sulle potenze mondiali. Ieri mentre passavo a benedire, più persone hanno espresso preoccupazione e hanno collegato la preoccupazione per gli effetti dell'epidemia con quelli per gli effetti della guerra. Della serie: non si può fiatare, via un casino eccone un altro (concetto espresso anche da Luciana Littizzetto domenica sera a Che tempo che fa). E' vero, ma forse ci siamo abituati male e converrebbe riprendere a informarsi bene su cosa avviene nel mondo, non solo in Europa, ma in luoghi sperduti dove la gente continua a morire. Forse ci stupiremo meno delle centinaia e migliaia di persone che cercano di entrare in Europa...

"Ricordati Signore, di quanto ci è accaduto,
guarda e considera la nostra umiliazione"
(Lam 5,1)

Guerre e crisi umanitarie nel mondo


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24 febbraio 2022

Guerra: mi ero sbagliato

 Già. Mi ero sbagliato. La guerra in Ucraina è iniziata. A mia parziale giustificazione è l'idea che io pensavo fosse una situazione di tensione come molte altre. Invece era qualcosa di più: il ridefinire le sfere di influenza dopo il crollo dell'Unione Sovietica. Perciò non bisognava andare indietro di 10 anni ma di 40. Una cosa però. Putin sarà un folle invasore, ma si è ripetuto in forma minore ciò che è successo dopo la Prima Guerra Mondiale: i vincitori hanno messo in un angolo i vinti e, anche se non li hanno umiliati come allora, tuttavia hanno preferito il trionfo sul dialogo per un una pace duratura. In fondo si raccoglie ciò che si è seminato in questi decenni e fa ridere che adesso la Nato faccia l'isterica contro la Russia, accusandola di aver mentito finora. Come diceva Sergio Romano quando è venuto ad Asti qualche mese fa: in genere si accusa di cose che sono state fatte da ambo le parti, perciò queste parole non vanno prese sul serio. Sono solo scaramucce che fanno parte del genere letterario "guerra diplomatica".

Ultima cosa: possibile che la vita delle persone (civili, militari, ecc.) continui ad essere calcolata niente dai grandi della terra? 

"Mi fu rivolta questa parola del Signore:  «Figlio dell'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d'Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? " (Ez 34,1-2)




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18 febbraio 2022

Guerra in Ucraina?

 Mi hanno chiesto se secondo me scoppierà la guerra in Ucraina. Dopo aver risposto che aspettavo che Putin mi avvisasse, ci ho pensato sopra. Secondo me se scoppia è per caso. Non dovrebbe scoppiare perchè non sarebbe stata così preannunciata, così attesa e così temuta. Addirittura si sapeva anche la data (mercoledì scorso). Non dovrebbe scoppiare perchè non conviene a nessuno. Non dovrebbe scoppiare perchè è solo il pretesto per ottenere altre cose: abolire definitivamente la possibilità che l'Ucraina entri nella Nato, rimettere la Russia sul tavolo delle potenze per discutere di altre questioni, ecc.

Ma dato che si sta giocando col fuoco, non è detto che l'incendio non esploda perchè uno inavvertitamente ha lasciato cadere un cerino acceso in un pagliaio enorme e bello secco. Perciò... preghiamo che non succeda e che comincino a togliere via la paglia...






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25 novembre 2021

Il grande Giovanni Fattori

 Ieri ho visto a Torino la mostra di Giovanni Fattori e mi sono venute due considerazioni molto particolari. Le divido in due giorni... La prima è questa. Lui era convinto di fare un certo genere di pittura (la macchia) e invece era bravo a ritrarre scene realistiche con personaggi definiti. Però ha scoperto che poteva dipingere scene di soldati (delle guerre di Indipendenza) comunicando un messaggio di inutilità delle guerre e di amarezza per le speranze deluse in un'Unità di Italia che ha cambiato poco. Così i suoi quadri di soldati apparentemente sono descrittivi, ma in realtà comunicano altro. Un genio. Un genio che è venuto fuori dall'accettare di non seguire il proprio interesse (che poi era una moda, quella dei macchiaioli) ma il proprio carisma, reintepretandolo.

Tante volte pensiamo che se andiamo fuori dal seminato questo sia garanzia di libertà. Invece a volte nello stare "nel seminato", entro i confini normali, ma standoci con libertà, allora si trasforma tutto. Insomma: non c'è bisogno di combattere contro qualcuno per dimostrare di essere liberi, ma solo se si è liberi dentro allora si fanno le cose normali in modo rivoluzionario.


"Amos rispose ad Amasia:
«Non ero profeta, né figlio di profeta;
ero un pastore e raccoglitore di sicomori;
Il Signore mi prese
di dietro al bestiame e il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio popolo Israele."
(Am 7,14-15)






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