28 maggio 2026

Giovani lavoratori

 Martedì mattina ho fatto l'ultimo intervento alla scuola di Carità Arti e Mestieri, classe meccanici, a ragazzi che si stanno preparando per quel mestiere. Il tema era la pace e la settimana precedente avevo fatto lo stesso intervento alle classi di "benessere" e informatica. Uno spaccato molto interessante di giovani che non frequentano certo ambienti parrocchiali anche perchè in parte di altre religioni. I due interventi sono stati molto significativi e li ho vissuti un po' come esami universitari perchè ero su terreno non garantito. Ho scoperto alcune cose:

- la relazione schietta e autorevole (nel senso che credi nelle cose che fai fare e che dici) è la chiave di volta di tutto anche se in un'ora un po' vivi di rendita (alcuni non si osano sfidarti) e un po' non riesci a conquistare tutti (alcuni si fanno i cavoli loro)

- emerge molto bene come intendono la pace: la settimana scorsa erano in prevalenza donne e mettevano al primo posto l'importanza di non usare mai violenza, che invece martedì, essendo tutti maschi, mettevano all'ultimo, facendo prevalere al primo posto "non tollerare ingiustizie piccole e grandi"

- il richiamo all'interiorità e alla pace del cuore è molto attraente per tutti: sembrava che molti ne sentissero l'esigenza e l'attività di stare in silenzio 2-3 minuti è sorprendentemente riuscita

Alla fine mi sono chiesto quando mai la Chiesa incontrerà di questi giovani. Mi sembrava di essere tornato quando ero impegnato nella Gioc (Gioventù Operaia Cristiana) e ci si dedicava principalmente a questi ragazzi. Le cose sono tornate a quei tempi: il fumo negli occhi di una grande maggioranza di giovani che studiano non deve farci dimenticare di quelli che paiono invisibili. 



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05 aprile 2026

Un triduo eccezionale

 Siamo reduci qui in parrocchia da un triduo veramente bello. Non solo per l'impegno che ci hanno messo coloro che l'hanno animato, ma anche per la partecipazione. Ieri alla veglia pasquale non avevo mai visto la chiesa quasi piena e con una rappresentanza veramente variegata. Un botto di giovani sia il giovedì santo, sia il venerdì e anche alla veglia. Tempi lunghi ma senza agitazione: quasi uno volesse ritagliare un po' di tempo per curare le cose eterne. I giovani poi sono stati magistrali nella via Crucis che hanno preparato venerdì pomeriggio: hanno toccato il cuore. Una grande speranza emerge: sarà che in giro c'è molta confusione, oppressione, stanchezza e negatività e si torna a cercare la luce dove non si è mai spenta. C'è ancora il giorno di Pasqua da godersi fino in fondo, ma non dimenticheremo subito questi giorni di luce.










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01 gennaio 2026

Il nuovo anno inizia bene

 Reduce dal solito campo scout di fine anno ("Ross": route di orientamento alle scelte di servizio) con 19 giovani di 20-21 anni provenienti da diverse parti d'Italia (Roma, Terni, Vicenza, Firenze, Milano, ecc.). Sulle strade innevate della val Susa con tempo splendido e buona resistenza fisica da parte mia nonostante le paure della partenza. Ma soprattutto un bellissimo campo con giovani che hanno creato subito comunità e che si sono messi in gioco. Tanta voglia di confrontarsi, tanta allegria e tanta fiducia verso il futuro. La cosa che mi ha colpito di più è la voglia di sapere e la gratitudine quando si parlava di noi e si diceva le cose senza imporle dall'alto. Si impara tante cose da loro e nello stesso tempo si trasmette qualcosa di importante: l'anno non poteva cominciare meglio.






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29 maggio 2025

Scambi tra generazioni

 Ieri sera mi sono trovato in pizzeria con un quarantenne, che sta collaborando assiduamente in parrocchia e un ventiquattrenne, amico di figli di amici miei, che è ospitato perchè sta facendo uno stage in clinica. E ci siamo trovati a parlare dei giovani e delle prospettive future, con tre punti di vista ben diversi... Eppure alla fine mi trovavo più d'accordo e vicino con il più giovane, che aveva una sana dose di realismo, consapevole di dover combattere e nello stesso tempo con una fiducia "circoscritta" ma vivace, che non con il quarantenne con cui condivido molte prospettive ma non la venatura di pessimismo e di "disincanto" che da lui (e da molti della sua età) traspare. Forse sono veramente tre epoche diverse: la mia è quella dei fortunati, quella di mezzo è quella dei "fregati" e quella più giovane è quella dei pionieri di una nuova frontiera.


"Meglio una manciata con riposo
che due manciate con fatica." (Qo 4,6)



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07 aprile 2025

Una dodicenne triste

 Sono andato a trovare dopo qualche giorno una ragazza in ospedale che in passato abitava nella nostra zona e che ora si è trasferita con la famiglia in un altro quartiere. Qualche settimana fa era stata coinvolta in un brutto incidente, cadendo dal balcone e salvandosi per il rotto della cuffia. La madre molto preoccupata e coinvolta in pieno, ma contenta del fatto che sia fuori pericolo e anche che io fossi andata a trovarla. Il padre che lamenta un po' l'isolamento che stanno subendo e il fatto che diverse amiche e compagni non siano andati a trovarla. Una situazione veramente triste, acuita dallo sguardo triste di quella ragazza, che si apriva al sorriso solo quando dicevo qualche cavolata. Chissà che mondo ha nel suo cuore... ma la sfida è proprio quella di farle vedere un mondo diverso.

"Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste" (Mt 19,22)

Brutto quando un/a giovane è triste...




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29 marzo 2025

Una generazione va...

 La notizia di due giovani morti a san Damiano, di cui uno sicuramente suicida mi tornava alla mente quando ieri passavo per la benedizione delle famiglie in una zona in passato molto attiva e intraprendente e ora abitata perlopiù da anziani che ho conosciuto abbastanza bene, avendo seguito gli ultimi loro  16 anni (da quando faccio il giro della benedizione). E ho visto la loro parabola fisica, ma anche il loro atteggiamento verso il mondo: un misto di sorpresa/disorientamento e di tenacia/forza. Come dire: non pesci fuor d'acqua ma pesci che si sono visti il mare invaso di imbarcazioni e fanno quello che possono. Ma la domanda che mi gira dentro è: una volta che questa generazione sarà sparita, saremo noi in grado di essere all'altezza della situazione? Avremo noi la stessa tenacia e forza d'animo? Ai posteri l'ardua sentenza...

"Una generazione se ne va e un'altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa." (Qo 1,4)



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23 marzo 2025

Giovani in parrocchia

 Non mi ero mai arrabbiato tanto da anni a questa parte. Venerdì sera il vescovo ha dato la disponibilità a venire in parrocchia per raccontare della sua esperienza in Kenya nel contesto del sinodo parrocchiale che stiamo vivendo sulla comunicazione e un gruppo aveva previsto di fare la cena con i genitori. Avevamo proposto di spostarla, perchè il vescovo non aveva altre disponibilità e in linea di massima la cosa era stata valutata. Poi mezz'ora prima dell'incontro scopro che non l'hanno spostata di data, ma di posto, occupando gli spazi di casa Tabor, che di per sé sarebbero chiusi ancora per qualche settimana, salvo emergenze. Quella non era una cena con i genitori: era l'incontro con un volontario originario della nostra parrocchia e da qualche tempo in Perù, che pare non potesse spostare l'incontro. Insomma la solita solfa di gruppi giovanili che si fanno le loro cose e non aprono gli occhi su cosa capita proprio nel contesto da cui questi gruppi si generano, la parrocchia. 

Un dèjà vu: in passato è sempre stato così e raramente i giovani hanno provato a camminare con tutti gli altri. Forse deve essere così per abituare gli adulti a guardarli con benevolenza e non con giudizio. Fortunatamente con il tempo la rabbia sbollisce e si può guardare le cose con maggior serenità.

"Adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira" (Ef 4,26)




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25 febbraio 2025

E' come dare un esame

 Domani dovrò andare al liceo scientifico per parlare durante la cogestione, al biennio sul tema delle fake news. Mi sto rendendo conto che è un po' come dare un esame. Se dovessi parlare con gente della mia età o più giovane, magari anche più esperta di me, saprei come gestirmela. Ma l'idea di parlare a quindici-sedicenni mi dà agitazione, perchè non so proprio che reazione potrebbero avere. Strano: deve essere il "potere" delle nuove generazioni verso le altre. Qui l'autorevolezza te la devi guadagnare e hai solo un'ora e mezza di tempo...

"Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide. " (1Sam 18,9)

L'attrito tra generazioni...


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06 febbraio 2025

Sacerdoti giovani e meno

 Ieri parlando con una famiglia dalla quale ero passato per la benedizione delle famiglie ci siamo trovati a ragionare su come generazioni diverse affrontano la vita in modo diverso. Per esempio gli attuali adulti tendono a responsabilizzarsi a volte eccessivamente e a lasciare meno spazio agli altri, ma anche a seminare più stress nelle loro vite. Quelli sotto i 40 anni, invece, tendono a prendersi maggiormente spazi per sé e a delegare di più. Forse perchè i ritmi sono aumentati assai e gli adulti non sanno prendere le distanze da ciò che fanno, mentre i più giovani hanno imparato.

Vale anche per i preti: quelli più giovani delegano di più e se nessuno si offre per qualcosa tendono a non iniziarla neanche, quelli più adulti se devono iniziare qualcosa e nessuno si fa avanti, iniziano loro.

"Una generazione se ne va e un'altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa." (Qo 1,4)




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04 febbraio 2025

Gli adolescenti interessano

 Consiglio pastorale molto partecipato ieri, al punto che ad un certo momento abbiamo dovuto chiudere lì. Tema: la comunicazione (stiamo svolgendo un breve sinodo parrocchiale su di essa), ma ad un certo punto il discorso è andato su come educare alla fede gli adolescenti. E lì c'è stato molto confronto, positivo e appassionato. Sicuramente ci dedicheremo un consiglio apposta. E me ne sono andato a letto con una doppia sensazione positiva: l'argomento interessa e tocca sul vivo specialmente i genitori degli adolescenti. Inoltre: un consiglio pastorale funziona bene se lo si fa funzionare bene. E se la gente vede che funziona, ci viene più volentieri...


"Per un amico fedele, non c'è prezzo,
non c'è peso per il suo valore." (Sir 6,15)



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16 dicembre 2024

Giovani al di sopra del normale

 Dopo la messa di gruppo di ieri c'è stato il pranzo etnico organizzato dal Clan per concludere l'attività dello scorso anno sull'immigrazione. Al di sopra delle aspettative... Non solo come cucina che era ottima (quattro portate servite abbastanza velocemente per non essere del mestiere) ma anche come riflessione proposta divisi per tavoli. Ogni tavolo una storia di immigrazione diversa e ogni tavolo quattro giochi per riflettere sui dettagli dell'immigrazione. Testimonianza dei volontari di Mediterranean Saving Humans, compreso un collegamento a distanza. Al di là dei problemi tecnici inevitabili, sono tornato a casa riconfermato nel fatto che se tocchi il cuore dei giovani con qualcosa di vero e di serio, questi volano al di sopra di tutti gli stereotipi che ogni generazione affibbia loro addosso.

"Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi."
(Is 40,30-31)





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15 dicembre 2024

Quando i ragazzi riempiono la chiesa

 Reduce dalla messa alle 8,30 con la presenza di tutto il gruppo scout di Asti che celebra il "Natale di gruppo". Ha sconvolto abbastanza le abitudini, al punto che qualche ministrante non si ricordava più cosa doveva fare. Ma è stato un bel segno anche per il resto della gente che normalmente partecipa alla messa. Come ha detto qualcuno "E' bello vedere tanti ragazzi a messa". Non li vedono più come quando erano loro più piccoli... 

E già che non si sentiva cosa dicevano, che ritardavano nel fare ogni cosa, che il canto era un po' "addormentato", che chi leggeva leggeva veloce per l'agitazione e non si capiva tanto. Ma queste cose non c'entrano. L'impatto visivo e l'atmosfera che si respirava era diversa dal solito. Ecco una cosa di cui tenere conto. E' bello che i giovani partecipino per conto loro e con grande convinzione alla messa, ma è anche bello ogni tanto che vi partecipino insieme, possibilmente "in massa" perchè siano un bel segno di speranza per il futuro del Vangelo.

"Ma Daniele disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva affidato Daniele, Anania, Misaele e Azaria: "Mettici alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare verdure e da bere acqua, poi si confrontino, alla tua presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano le vivande del re; quindi deciderai di fare con i tuoi servi come avrai constatato". Egli acconsentì e fece la prova per dieci giorni, al termine dei quali si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. " (Dn 11,15)

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15 settembre 2024

Chi si ricorda dell'Afghanistan?

 Ieri sera il ragazzo afghano ospitato da noi ha cucinato una cena afghana invitando anche i suoi genitori adottivi di san Damiano. Una piacevolissima serata in cui si è parlato di tutto (anche perchè io conoscevo da molto tempo questa famiglia) e quasi non si è percepito che lui fosse un afghano accolto. Sembrava un qualunque giovane di 19 anni che discuteva con il suo "fratello adottivo" lì presente di macchine, di musica, di altro. Ma chi si ricorda quel momento in cui in Afghanistan sono tornati i talebani e in cui c'è stato quel fuggi fuggi generale in cui tutti cercavano di venire in Occidente? Chi si ricorda dei corridoi umanitari attraverso i quali anche minorenni come Mustafà sono arrivati attraverso la Caritas in Italia? Chi sa cosa sta succedendo attualmente in Afghanistan? Se non ci fossero persone in carne e ossa che fanno da "memo" andremmo avanti nutriti dagli scandali Sangiuliano-Boccia che sono più tipici di una farsa che di una tragedia.


"Sono più fortunati gli uccisi di spada
che i morti per fame, che son caduti estenuati
per mancanza dei prodotti del campo."
(Lam 4,9)



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14 luglio 2024

Be Real

 E' il nome della festa della pastorale giovanile che ho seguito ieri sera al Palco19 ad Asti e che ha messo insieme teatro, musica e spettacolo in un mix molto gradevole e seguibilissimo, conclusosi con la preghiera. Un raro esempio di buon "riciclaggio" di ciò che era stato Asti God's Talent degli anni precedenti, nato dalla felice intuizione di creare un Talent a partire dai gruppi musicali parrocchiali e religiosi e ultimamente un po' decaduto serata di spettacolo all'interno di un calendario, Asti Musica, che non era più il suo mondo. Dalle sue ceneri è rinato qualcosa ancora piccolino ma molto denso e molto promettente. Una domanda però me la sono fatta, proprio in merito al messaggio che si è voluto trasmettere sul servizio. Quattro "ruoli" di giovani in servizio con quattro prospettive ben precise (l'organizzato, l'impaurito, l'impegnata dentro, l'impegnata fuori) che ha dato suggestioni e spunti ben precisi. Ma esiste a livello giovanile una riflessione sul servizio che non sia solo a livello spirituale o pastorale e diventi anche sociale e politica? In fondo le cose suggerite sono di sempre. Ma oggi viviamo tempi particolari: come dovrebbe cambiare il senso del servizio in tempo di guerra e di crisi delle democrazie? Se son rose fioriranno, il terreno è molto buono.

"«Non ero profeta, né figlio di profeta;
ero un pastore e raccoglitore di sicomori;
Il Signore mi prese
di dietro al bestiame e il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio popolo Israele."
(Am 7,13-14)



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01 maggio 2024

Di ritorno dalla route

 Una bella esperienza, nonostante il tempo non sempre favorevole. Mi porto a casa un bel po' di cose:

- la varietà dei giovani oggi: ce n'era di tutti i tipi, difficilmente inquadrabili in categorie

- la loro "resilienza": nonostante storie di assenza di genitori, di terapie psicologiche, di ansie varie, alla fine ce la fanno

- il prendere sul serio la questione "gender": su 27 una stava facendo la transizione al sesso maschile e almeno due avevano stabili relazioni omosessuali. Ma forse anche 3-4...

- la forza dello scoutismo come proposta che attrae i giovani ancora dopo un secolo di vita

- la grande sensibilità verso la spiritualità e la fede, che va di pari passo con uno sguardo molto molto critico sulla chiesa: a volte essa diventa ostacolo a Cristo attraverso figure (anche sacerdotali) poco raccomandabili

- la bellezza del Monferrato, nonostante il grigio del cielo

- la vivacità delle comunità cristiane che si vede dalla cura delle chiese...


"Lodate il Signore, popoli tutti,voi tutte, 
nazioni, dategli gloria" (Sal 116,1)





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23 aprile 2024

I giovani come futuro

 Ieri sera ho partecipato ad un incontro di formazione online per capi scout sui temi della fede, tenuto da due assistenti sul tema "l'esperienza di Dio". Io dovrò tenere il terzo della serie, fra un mese, sul tema del discernimento. Molto carino con grande partecipazione di capi da diverse parti d'Italia e anche ben impostato in quanto ad interattività. Alla fine la classica domanda di qualcuno: come educare alla fede dei giovani che sembra non mordano cose che richiedono una partecipazione e una adesione non solo occasionale? Uno dei due assistenti non ha avuto mezze parole e in sintesi ha risposto che i giovani sono il futuro della società e della chiesa e che il loro modo di essere è quello su cui devono misurarsi gli adulti se vogliono trasmettere loro qualcosa. 

Ritorna il tormentone di gente della mia età (ma anche più giovane o anche più anziana): i giovani sono fatti sbagliati e bisogna educarli (nel senso di "raddrizzarli"). Invece della pianticella da rafforzare perchè cresca dritta, si può meglio usare la metafora della strada. I giovani sono le strade da percorrere: se sono autostrade, meglio non avventurarsi in bicicletta o col monopattino, con la scusa che bisogna andare lenti. Se sono sentieri di montagna, meglio non andare in macchina, con la scusa che bisogna salire veloci. Se sono strade da tracciare, meglio capire bene come le traccerai, per evitare di fare danni.

"Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me" (Es 19,4)




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22 gennaio 2024

Ritorno alle origini

 Ieri sono andato a san Damiano per la festa patronale della parrocchia e il pranzo sociale. Così ho rivisto un po' di gente e ho potuto scambiare quattro parole con molti. Al tavolo, però sono stato piazzato con tre giovani, figli di gente che conoscevo. La motivazione era che anche loro come io una volta, proiettavano il film al cinema parrocchiale. Così abbiamo avuto l'aggancio per la conversazione, che è stata piacevolissima ed è durata per buona parte del pranzo. Alcune considerazioni:

- una ovvia: è sempre bello ricreare legami che la vita ha interrotto ma che sono stati quelli delle tue origini. Gli amici dei primi anni fanno parte di te.

- nonostante quel che si dice i giovani sono sempre uguali e frequentarli, come diceva Giovanni Paolo II aiuta a non perdere lo stile giovane anche se giovane non lo sei più

- una parrocchia che va al di là delle cose strettamente religiose ma si interessa anche della vita delle persone, della loro cultura (per es. il cinema) e che continua a scommettere sul volontariato ha  radici ben più solide di altre

- la festa patronale è un'ottima occasione di rafforzamento dell'identità di una comunità e andrebbe curata sempre bene.

"Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza»" (Ne 8,10)

Festa della rilettura della legge dopo la deportazione in Babilonia




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07 gennaio 2024

Come un giovane cresce

 Ieri durante la messa delle 11 un giovane della parrocchia che è stato un anno in missione in Perù ha portato la sua testimonianza. Un momento molto forte non solo perchè era conosciuto da molti, ma anche perchè ha mostrato di essere cresciuto notevolmente. In poche parole ha detto molto e ha toccato i cuori, con il suo fare tranquillo, con il suo linguaggio molto appropriato e con il sorriso sulla bocca. Insomma: è proprio vero che certe esperienze di servizio ti fanno fare dei salti di qualità e, anche se apparentemente sembrano chiuderti al futuro, in realtà ti danno le carte giuste per averlo un futuro.

"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,18)



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11 dicembre 2023

Restare con i giovani

 Purtroppo l'influenza mi ha impedito di partecipare per intero al campo scout di questi giorni, ma li ho raggiunti a Susa sabato e domenica per la conclusione insieme. In genere alla fine ci sono confronti un po' serrati su scoutismo e fede e sono chiamato in campo sia per rispondere alle domande, sia a dare la disponibilità per chiacchierate più personali a richiesta dei ragazzi (anche gli altri dello staff fanno la stessa cosa). Questa volta le domande sono state una raffica e l'interesse molto molto alto: dai testi sacri, alla liturgia, alla chiesa come istituzione, all'omosessualità, alla preghiera, ecc. Più di un'ora di attenzione... E nelle chiacchierate più personali mi sono reso conto che veramente abbiamo svoltato la boa: da qualche anno fa in cui la fede faceva problema serio ad oggi in cui continua a fare problema ma solo perchè si vorrebbe avere un profilo alto e non ci si sente all'altezza. Torna ad essere un orizzonte gradito, ma guai se qualcuno la propone come una volta: un dovere, una tradizione importante, una verità. L'aggancio è lo spiegarla in tutta la sua portata come sapienza antica, secolare e soprattutto che scende dal cielo: farne vedere la logica intrinseca, la ricchezza di un patrimonio, la luce e la forza che porta. Poi al resto ci pensano loro (o lo Spirito?). Torno a casa decisamente incoraggiato.

" Questo è l'avvertimento che ti do, figlio mio Timòteo, in accordo con le profezie che sono state fatte a tuo riguardo, perché, fondato su di esse, tu combatta la buona battaglia con fede e buona coscienza, poiché alcuni che l'hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede" (1 Tm 1,19-20)

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07 novembre 2023

Centro giovanile

 E' tra le proposte del vescovo: una pietra buttata nello stagno tanto per creare dibattito e ieri sera c'è stato un incontro con il clero della città e il vescovo per iniziare a parlarne. Erano dieci anni almeno che non si ragionava sulla situazione dei giovani al di là di fare tante iniziative. E le posizioni sono le stesse di dieci anni fa: da chi parte a ragionare su quelli che frequentano, come se questi in altre ambienti non facessero esattamente come gli altri, a chi patologizza la situazione presentando casi disperati come se fossero la media generale. Chi fa teorie sull'impatto pandemico e chi fa solo la pratica di andare ad incontrarli sui gradini della chiesa. Chi tende al lamento e chi invece tace per non arrabbiarsi. Una  certa apertura sembra che si sia introdotta: è necessario creare una comunità cristiana cittadina che non sia la somma delle parrocchie, è necessario che dietro ogni proposta, anche di pagare qualche educatore, ci sia una bella comunità solida e significativa, è necessario non creare un "ghetto" di giovani. Tutte cose interessanti.

Ma il punto di partenza è: a parte i sacerdoti che loro stessi sono giovani di età, gli altri cosa sanno dei giovani di oggi? Non sarebbe meglio prima fare una analisi condivisa e poi decidere come intervenire?


"Godi, o giovane, nella tua giovinezza,
e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù.
Segui pure le vie del tuo cuore
e i desideri dei tuoi occhi.
Sappi però che su tutto questo
Dio ti convocherà in giudizio.
Caccia la malinconia dal tuo cuore,
allontana dal tuo corpo il dolore,
perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio."
(Qo 11,9-10)

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