07 agosto 2026

Chi ha paura dell'uomo cattivo?

 Quando da piccoli giocavamo a questo gioco (che aveva come corrispettivo "sparviero") pensavamo veramente che c'era da aver paura dell'uomo cattivo... Poi abbiamo capito che era un gioco e ci siamo comportati da "minacciati dall'uomo cattivo" solo per divertirci. Oggi l'uomo cattivo è Emanuele Filiberto e i terrorizzati sono l'Anpi e tutti i firmatari della richiesta di non farlo venire ad Asti. Magari cresceranno e lo prenderanno come gioco, pensando che più che uomo cattivo è da considerare come testimonial del Palio di Asti (e che testimonial...). Il gioco sarebbe più divertente, facendo slalom tra uomini cattivi, senza dare assist potenti a persone che considerano fascismo e casa reale come roba seria e soprattutto liberandoci dall'incubo di avere incontri riparatori sulla repubblica come se la gente fosse veramente scema e non sapesse giudicare da sé.




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11 luglio 2025

Recupero 1: partigiani

 Ho fatto un lungo stacco dal blog, un po' per desiderio di tacere e un po' per pigrizia. Ma intanto sono successe cose. La prima lunedì scorso, quando sono tornato in montagna a fare due passi (ma proprio solo due...) per scoprire a Sant'Anna di Roccabruna (val Maira) un luogo curatissimo intorno al santuario "dei nonni" (così intitolato ufficialmente ne 2022) e con sentieri ben segnati e curati. Uno arriva alla grotta del partigiano e ti mette in diretto contatto col modo con cui i partigiani vivevano in montagna. Una vita decisamente di frontiera ma che alla fine aveva un senso, in quel mondo in cui eri obbligato a prendere posizione. Ogni tanto mi chiedo se anche ora stiamo andando nella direzione di non poter più stare a barcamenarci ma in cui siamo obbligati a deciderci, anche solo scegliere la pace come necessità e non come ripiego o quieto vivere.

"Davide partì di là e si rifugiò nella grotta di Adullàm. Lo seppero i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre e scesero là. Si radunarono allora con lui quanti erano in strettezze, quelli che avevano debiti e tutti gli scontenti, ed egli diventò loro capo. Stettero così con lui circa quattrocento uomini." (1 Sam 22,1)











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07 aprile 2010

lotta partigiana

Ieri sono stato sui monti Liguri sopra Vallenzona, nel parco del monte Antola. Al valico di san Clemente c'era il luogo della memoria della lotta partigiana e in particolare dell'uccisione di un capo partigiano. Nel 1982 l'Associazione Nazionale Partigiani ha posto una lapide con questa iscrizione: "Dicevi: l'esempio del commissario è marciare per primo e mangiare per ultimo. Così sei partito per primo in battaglia contro il reparto nazista che ti ha ucciso. Noi vorremmo poter ancora sentirti parlare dell'avvenire come facevi nelle riunioni del distaccamento Mandoli. E avevamo tante domande da fare, tanti dubbi, tante critiche, tanta passione da esprimere. Ci fossi ancora tu, commissario Cialacche, ad aiutarci col tuom sorriso, la tua fiducia nel popolo e nella classe operaia". Sembrano passati veramente secoli e non sono che 70 anni. La foto del distaccamento c'è ancora: sono lì, tutti giovani e armati. Quella passione giovanile dov'è finita oggi? E quella fiducia nel futuro? Eppure quanta violenza e quanto sangue versato a volte gratuitamente...

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