02 agosto 2026

Finita sul lastrico

 Ieri ho appreso dell'esito della vicenda di una signora anziana, benestante, che è finita sul lastrico perchè intortata da un vicino di casa che l'ha ripulita di tutto dietro gesti di cura nei suoi riguardi. In mano ai servizi sociali, lei che era stata collaboratrice loro nel centro d'ascolto della parrocchia. Mi ha toccato molto questa vicenda perchè nonostante i tentativi fatti da tutti, comprese le amiche, non c'è stato verso di metterla in guardia: una infatuazione fatta anche dal timore di non avere nessuno su cui poggiare. Mi ha anche toccato perchè non è un caso di dilapidazione di un patrimonio per sciatteria, ma per fiducia mal riposta e perchè il cuore umano funziona strano: anni di legami con persone non sono valsi i pochi anni di legame con chi ne ha approfittato. La vita umana è veramente incerta...

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12 aprile 2025

Una storia triste

 Ieri ho concluso la benedizione delle famiglie del 2024 e ho scoperto che un signore anziano non è più a casa. Si era sentito male ma non ha chiesto aiuto e i suoi vicini non se ne sono accorti, dato che era un tipo molto solitario. L'ha trovato la sorella, che pare sia una persona molto scostante e strana, che l'ha fatto portare via e nessuno sa dove, né nessuno osa chiederle dove sia. Ma già in passato quel signore faceva vita a sé e con il covid non è più uscito di casa. Mi accoglieva per le benedizione ed era molto contento di vedermi, ma si capiva che era una persona semplice e quasi fuori dal mondo. I vicini l'avevano aiutato ma ammettevano l'impossibilità di stabilire con lui rapporti normali. Insomma: un esito della vicenda quasi già scritto... Colpisce che ci possano essere persone che nascondono un intero passato fatto di prove e di amarezze e che dietro ad ogni persona c'è una storia e un cuore che neanche lui capisce fino in fondo.

"Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie."
(Sl 138,1-3)

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29 marzo 2025

Una generazione va...

 La notizia di due giovani morti a san Damiano, di cui uno sicuramente suicida mi tornava alla mente quando ieri passavo per la benedizione delle famiglie in una zona in passato molto attiva e intraprendente e ora abitata perlopiù da anziani che ho conosciuto abbastanza bene, avendo seguito gli ultimi loro  16 anni (da quando faccio il giro della benedizione). E ho visto la loro parabola fisica, ma anche il loro atteggiamento verso il mondo: un misto di sorpresa/disorientamento e di tenacia/forza. Come dire: non pesci fuor d'acqua ma pesci che si sono visti il mare invaso di imbarcazioni e fanno quello che possono. Ma la domanda che mi gira dentro è: una volta che questa generazione sarà sparita, saremo noi in grado di essere all'altezza della situazione? Avremo noi la stessa tenacia e forza d'animo? Ai posteri l'ardua sentenza...

"Una generazione se ne va e un'altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa." (Qo 1,4)



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23 luglio 2019

messa in casa di riposo

Ieri mattina ho sostituito un sacerdote per la messa alla casa di riposo di Portacomaro Stazione. Ho trovato la casa di riposo giusta dopo averne girate altre due (e mi sono detto: qui ci sono solo più case di riposo...), perciò sono arrivato in ritardo. Ma loro mi aspettavano: una trentina di anziani, di cui ne conoscevo due, tutti lì, incuranti del ritardo. Come se niente fosse la messa è cominciata ed è proseguita grazie a due di loro che preparavano le cose. Qualcuno riesce a rispondere, una viene perfino a leggere e poi una di loro mi offre il caffé alla fine. Una intona un canto alla fine, anche se ormai sono quasi pronto a partire e mi fermo. Un'unica impressione generale: la vita umana, nonostante tutto, è decisamente breve. Non bisogna sprecarla.

"Egli assegnò agli uomini giorni contati e un tempo fissato,diede loro il dominio di quanto è sulla terra." (Sir 17,2)

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02 gennaio 2012

giovani, datevi un andi...?

Verrebbe sempre da dire così, anche se molti giovani un andi già se lo danno. Verrebbe da dire così visto che volendo potrebbero fare grandi cose e che oggi da parte degli adulti c'è una maggior disponibilità nei loro confronti (almeno nelle intenzioni) e che la conflittualità tra generazioni è venuta un po' meno.
In realtà sembra che l'eccesso di cose, di opportunità, di apertura al dialogo e la scarsa conflittualità faccia da soporifero. Così mi veniva da pensare: ogni tanto qualche calcio nel sedere non guasta.
Solo che questa mattina ho letto la rubrica di Gramellini sulla Stampa e ho acquisito un'altra prospettiva. Chi può trainare e fare da "forza motivante" sia per le disponibilità economiche, sia per le energie interiori sono gli anziani: a loro è richiesto un supplemento di protagonismo. Allora mi sono rassicurato: io faccio parte dell'età di mezzo e posso lasciarmi trascinare. E i giovani possono attendere... O no?

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