08 aprile 2025

Trump pazzo?

 Sembra tutto in subbuglio dopo i dazi di Trump. Sono in subbuglio però solo i mercati finanziari e coloro che hanno costruito un sistema di libero mercato che aveva già ampiamente superato i confini e aveva mandato in miseria centinaia di persone. I dazi non sono solo un colpo all'Europa e alle altre nazioni, ma principalmente un colpo a questo sistema che oggi tutti difendono come se fosse la verginella violentata dal cattivone di turno. Ma la verginella era in realtà una maga cattiva che non esitava a chiudere fabbriche e a gravare sui mutui, garantendo profitti abbondanti ai suoi alleati, cercando di farne altri con i giochi di borsa. Una maga cattiva che aveva già rivelato il suo volto terribile nel 2008 ma allora era stata salvata da migliaia di soldi statali negli Usa. Della serie: libero mercato e commercio senza interferenze, ma se le cose si mettono male le interferenze dello stato le accettiamo eccome, tanto pagano i cittadini, compresi quelli che dei giochi in borsa non gliene frega niente.
Allora Trump sarebbe il cavaliere in lotta contro il drago? Magari... Il fatto che la politica riprenda le redini abbandonate per troppo tempo all'economia ci ricorda che gli esiti possono essere due:

- Stati Uniti di Roosvelt dopo la grande crisi del '29, sempre causata dal mondo finanziario: interventi pubblici che hanno di mira dare lavoro alla gente e tirarla fuori dalla miseria. Uno sguardo lungimirante, basato su una teoria economica (Keynes) e non solo su ideologie vaghe

- Germania di Hitler: regime basato su una ideologia ben precisa, che delle teorie economiche se n'è fregato e ha puntato alla grandezza della sua nazione e della sua presunta etnia.

Mmm... temo che Trump sia più sulla seconda che sulla prima. Ma vedremo. 

"Egli disse: "I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. " (Lc 22,25-26)




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21 marzo 2012

crisi economica

Ieri sono passato in un'officina per la benedizione dei luoghi di lavoro e un imprenditore mi ha raccontato i dati della crisi economica che ha cominciato ad intaccare il mercato dal 2008. Nell'ultimo anno però è stata molto seria e cominciava a temere che dopo aver dato fondo a molto del patrimonio si dovesse ora tagliare sul personale... E da poco la figlia aveva deciso di lavorare nell'azienda famigliare: questo sarebbe stato un bel segno in un momento di crescita perchè avrebbe segnato la continuità, mentre per ora c'è la preoccupazione di lasciarle qualcosa di solido.
Sono stato molto colpito dalle parole di umanità dell'imprenditore: in passato li si disegnava come spietati (e probabilmente molti lo erano). Oggi la crisi li passa al setaccio: quelli spietati non si fanno problemi a lasciare a casa le persone, gli altri di problemi se ne fanno e tanti...

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09 febbraio 2010

crisi economica

Questa mattina all'incontro di aggiornamento del clero si è parlato di lavoro, economia e crisi economica. Dall'enciclica Caritas in Veritate è stato messo in evidenza il risvolto etico e antropologico di questa crisi, che pare non passi così facilmente. Sappiamo tutti che c'è questa crisi ma sembra a volte così lontana da noi, dai nostri ambienti, dove tutto sommato nulla è cambiato. Eppure tante persone si rivolgono per un aiuto, tanti non si rivolgono forse per vergogna, quelli che ricevono un aiuto (e non sono gli assistiti a vita...) non finiscono di ringraziare.
Veramente nei nostri ambienti siamo un po' distratti e veramente si dovrebbero aprire gli occhi e cambiare un po' la mentalità. Anzi, veramente si dovrebbe cambiare questo iniquo sistema economico che vive come se ci dovesse sempre essere ricchezza in aumento (e invece le risorse sono limitate) e fingendo che un giorno non ci saranno più poveri (e invece sono il prezzo di un livello economico di pochi troppo alto).

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