23 marzo 2026

Ho votato Sì e ho vinto

 Al referendum ho votato Sì, ma sono contento che abbia vinto il No. Assurdo. Ho votato Sì perchè sono veramente convinto che le carriere vadano divise, che occorra dare una smossa al sistema giudiziario, eccessivamente corporativo e che come era successo negli anni '80 con la riforma del codice di procedura penale, servisse qualcosa di sostanziale e non solo un taccone come è stata costretta a mettere Cartabia. Ma sono contento che abbia vinto il No, perchè i promotori della riforma costituzionale sono veramente dei bisonti. Cambiare la costituzione di fatto blindando ciò che ha deciso non la maggioranza parlamentare ma solo il governo è veramente incredibile. Dei referendum costituzionali proposti quasi tutti hanno portato male: quello delle autonomie locali voluto a tutti i costi dal centro sinistra ha generato 20 sistemi sanitari diversi (e nessuno del centro sinistra si è ancora scusato), quello di Renzi del 2015 si commenta da solo (ed era del centro sinistra...), quello sul taglio dei parlamentari è passato, ma è stato un disastro, perché quello che vantava era un risparmio di costi che corrisponde a non comprare più i cerini e usare gli accendini e quello che ha ottenuto è l'aumento della distanza tra chi è eletto e chi elegge (e neanche il movimento cinque stelle si è mai scusato). Ora tocca al centro destra che ha superato ogni decenza perchè non c'è proprio stata discussione in Parlamento e hanno trattato della riforma costituzionale come fosse la riduzione delle accise sulla benzina.

Sì, ho votato sì, ma sono contento che abbia vinto il no,

Etichette: ,

07 gennaio 2026

Verso un nuovo mondo

Venezuela, Ucraina, Palestina e magari Groenlandia. Sembra di essere entrati in un nuovo mondo con tutte le inquietudini del caso. Un ordine mondiale che si è incasinato. Ma era vero ordine? O non era piuttosto l'ordine dei vincitori della seconda guerra mondiale e dell'Occidente capitalistico? Non era tutto sbagliato: il diritto internazionale dà garanzie e mette paletti e regole precise, per evitare la legge della jungla. Ma la jungla c'era lo stesso: magari non palese come oggi, ma tipo "lavoro nero" o "clandestinità". Il Sud del mondo dominato colonialmente dal nord, il capitalismo occidentale che si avvale della schiavitù sotto banco di genti ridotte alla fame e a lavori forzati. Mi piace provare a vedere le cose da un punto di vista diverso: qualcuno ha fatto saltare il tavolo del gioco d'azzardo per guadagnarci di più, ma così facendo ha fatto venir fuori i numerosi bari che c'erano. E allora proviamo a ripartire daccapo...



Etichette:

06 agosto 2025

Re e buffoni: una bella intuizione

Dovendo spendere un bonus della Feltrinelli, ho acquistato dei libri che mi ispiravano. Uno di questi non mi ispirava, ma soprattutto mi incuriosiva. Guido Vitiello, "Joker scatenato. Il lato oscuro della comicità". Ed effettivamente ci ho messo un po' ad entrare nel senso del libro fino all'illuminante capitolo 4 intitolato "Il Re si diverte. La tirannia dei buffoni e la buffoneria dei tiranni". Lì ho trovato una tesi molto chiara: re e buffoni sono due facce della stessa medaglia, perchè entrambi si possono permettere cose che ad altri non è concesso. Il re per il potere che ha, il buffone di corte perchè il suo ruolo è proprio quello di trasgredire regole e gerarchie.

E la genialata è stata quella di applicarla a personaggi ben precisi. Il re diventa buffone: Silvio Berlusconi e Donald Trump. Il buffone diventa re/tiranno: Beppe Grillo e, per certi versi, Ronald Reagan e Volodymyr Zelensky. Personaggi che non vanno presi sul serio, ma che richiedono di abbandonare la logica e il giudizio comuni. Sicuramente l'arma peggiore contro di loro è sia la satira (sono loro stessi la "satira personificata"), sia l'argomentare e il confronto razionale. Al massimo ignorarli (come si farebbe con qualunque "troll" in rete), cosa spesso impossibile perchè non si possono ignorare cariche così al centro della scena oppure essere più pazzi di loro. Interessante...


"Combattere un meme buffo con la satira è impossibile, così come è impossibile infilzare Trump con l'arma della caricatura e della parodia: egli è già la parodia di se stesso" (p. 117)



Etichette:

31 luglio 2025

Il ritorno dei Pink Floyd

 Ieri sono andato a vedere al cinema la proiezione del concerto di Roger Waters dei Pink Floyd a Praga nel 2023 e ho fatto un tuffo indietro nel passato. Li ho seguiti fino a The final cut del 1983 e ultimamente sto riascoltando i primi album. Il concerto era molto politicizzato e aggiornato sulla guerra in Ucraina e su quello che era ancora una guerra esterna contro Hamas da parte di Israele. Ma dentro c'era di tutto: dalla protesta anarchica contro le dittature e lo stato padrone (vedi The Wall) alla questione dei diritti per tutti, il tutto accompagnato da una grande musica. Ecco: oggi di quel genere di militanza c'è molto meno. Per fortuna: allora aveva portato alla violenza terroristica. Per sfortuna: oggi anche la protesta si fa individualistica e non serve lavorare per portare in piazza grandi numeri. Basta trovarsi a fare qualche presidio, tanto per esprimere il proprio dissenso e in un certo senso lavarsi la coscienza.

Hello?
Is there anybody in there?
Just nod if you can hear me.
Is there anyone at home?

(Confortably Numb da "The dark side of the moon")

Pronto?
C’è qualcuno qui?
Annuisci, se mi senti
C’è qualcuno a casa?



Etichette: , ,

05 giugno 2025

Un dibattito penoso

 Martedì sera al festival Passepartout della biblioteca è intervenuto Alan Friedman, intervistato da Alessandro Cassieri della Stampa (in sostituzione del direttore, impegnato nel primo numero del quotidiano secondo il nuovo restyling). Tema: gli scenari mondiali. Esito: un disastro. Chi doveva fare le domande si perdeva in sue analisi, del tutto diverse da quelle di Friedman, che l'ha richiamato all'ordine 3-4 volte ma senza esito. Era come se a Cassieri fregasse nulla di essere lì (era intervenuto in un altro dibattito alle 18) e volesse solo avere un secondo palcoscenico. Friedman ha fatto show con un cumulo di luoghi comuni e banalità sugli Stati Uniti, infarciti di toni apocalittici e di lusinghe agli europei che sarebbero gli unici salvatori del mondo. Ho scritto un articolo stroncante per Gazzetta (toccava a me coprire quell'evento) e mi sto chiedendo se sia necessario o piuttosto smorzare i toni nella prospettiva di un "disarmo della comunicazione". Penso che non cambierò la sostanza: disarmare la comunicazione non significa mentire. Il dibattito era penoso e resta penoso. Al massimo qualcuno non sarà d'accordo e se lo riterrà, potrà scriverne.

"Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". (Gen 11,7)




Etichette: ,

08 aprile 2025

Trump pazzo?

 Sembra tutto in subbuglio dopo i dazi di Trump. Sono in subbuglio però solo i mercati finanziari e coloro che hanno costruito un sistema di libero mercato che aveva già ampiamente superato i confini e aveva mandato in miseria centinaia di persone. I dazi non sono solo un colpo all'Europa e alle altre nazioni, ma principalmente un colpo a questo sistema che oggi tutti difendono come se fosse la verginella violentata dal cattivone di turno. Ma la verginella era in realtà una maga cattiva che non esitava a chiudere fabbriche e a gravare sui mutui, garantendo profitti abbondanti ai suoi alleati, cercando di farne altri con i giochi di borsa. Una maga cattiva che aveva già rivelato il suo volto terribile nel 2008 ma allora era stata salvata da migliaia di soldi statali negli Usa. Della serie: libero mercato e commercio senza interferenze, ma se le cose si mettono male le interferenze dello stato le accettiamo eccome, tanto pagano i cittadini, compresi quelli che dei giochi in borsa non gliene frega niente.
Allora Trump sarebbe il cavaliere in lotta contro il drago? Magari... Il fatto che la politica riprenda le redini abbandonate per troppo tempo all'economia ci ricorda che gli esiti possono essere due:

- Stati Uniti di Roosvelt dopo la grande crisi del '29, sempre causata dal mondo finanziario: interventi pubblici che hanno di mira dare lavoro alla gente e tirarla fuori dalla miseria. Uno sguardo lungimirante, basato su una teoria economica (Keynes) e non solo su ideologie vaghe

- Germania di Hitler: regime basato su una ideologia ben precisa, che delle teorie economiche se n'è fregato e ha puntato alla grandezza della sua nazione e della sua presunta etnia.

Mmm... temo che Trump sia più sulla seconda che sulla prima. Ma vedremo. 

"Egli disse: "I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. " (Lc 22,25-26)




Etichette: , ,

19 dicembre 2024

Orgoglio democratico

 La vicenda siriana sembra incredibile. Sto ascoltando in queste settimane dei podcast del Post, Globo, che raccontano di questo. Ieri ce n'era uno di commento da parte dell'analista politica Anne Applebaum che parlava di autocrazie e democrazie, mettendo in luce i punti deboli delle autocrazie che sembrano eterne. E invece nonostante il gran male che generano a volte crollano in poco tempo, perchè fondate sul nulla. Le autocrazie oggi, diceva, non si basano sul tirare dalla propria parte la gente come nazismo, fascismo e comunismo del secolo scorso, ma sul cinismo e sul dividere la gente, rendendola apatica e lasciandola in balia del tran tran di ogni giorno. Questo mi ha colpito molto perchè si combatte l'autocrazia e le tendenze autocratiche presenti anche in Italia oggi attraverso la passione democratica e l'impegno militante. Lasciando da parte quell'atteggiamento populista che dà contro ai politici oppure a quell'atteggiamento da snob di persone che non si abbassano a parlare di queste cose. 
D'altronde la Bibbia è piena di questi messaggi: non fatevi ingannare dal potere dei potenti di questo mondo, perchè anche i più solidi sono destinati a crollare.


"Dopo questo, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere, e la terra fu illuminata dal suo splendore.Gridò a gran voce:
"È caduta, è caduta Babilonia la grande,
ed è diventata covo di demòni,
rifugio di ogni spirito impuro,
rifugio di ogni uccello impuro
e rifugio di ogni bestia impura e orrenda.
Perché tutte le nazioni hanno bevuto
del vino della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con essa
e i mercanti della terra si sono arricchiti
del suo lusso sfrenato".
(Ap 18,1-3)



Etichette: ,

12 luglio 2024

Controllare chi governa

 L'altra sera c'è stata la prima riunione di un tavolo di lavoro che si è creato in Diocesi per sostenere il lavoro del membro del consiglio di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti designato dalla diocesi. L'idea è di dargli input per costruire il nuovo progetto della Fondazione per i prossimi anni, in base ai quali definire i futuri contributi. C'erano Caritas, Migrantes, pastorale della salute, beni culturali, comunicazioni sociali, biblioteca del seminario, ecc. ecc. Se la cosa va avanti (perchè di cose ben avviate e che poi si perdono a causa del tran tran quotidiano ne ho viste troppe) sarebbe un grande segno di partecipazione democratica dietro alla quale far crescere la sensibilità sociale delle comunità in un momento in cui c'è chi fa il potente sulle spalle della povera gente e chi coltiva una fede individualista, che non osa avventurarsi sulle grande sfide della politica e della società.

"Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»." (Mt 22,21)




Etichette: ,

05 luglio 2024

Il disastro dei conservatori

 Nel Regno Unito il partito conservatore ha passato le sue ore peggiori. In pochi anni ha dilapidato un capitale di storia e di consensi e ha mandato il paese sull'orlo della rovina. A volte guardando alle grandi istituzioni ti sembra che non debbano mai venir meno e invece no. E' possibile che scompaiano come la Chiesa è scomparsa per secoli dal nord Africa, dopo aver dato natali a gente come s. Agostino nei primi secoli. Può scomparire la chiesa in Italia? Sì, almeno come la conosciamo noi. E anche gente responsabile di comunità, di nazioni, di città può mandarle benissimo in rovina: per questo conviene che la gente vigili e che coloro che fanno "opposizione" oppure sono dentro la comunità cristiana con ruoli di guida sappiano prevenire tutto questo e fare le mosse giuste. La storia darà il giudizio su chi oggi guida la Chiesa e le nazioni, le città e le comunità. E darà anche il giudizio a tutti noi che, pur non avendo responsabilità esplicite, ne abbiamo di morali.


"È caduta, è caduta
Babilonia la grande
ed è diventata covo di demòni,
carcere di ogni spirito immondo,
carcere d'ogni uccello impuro e aborrito
e carcere di ogni bestia immonda e aborrita."
(Ap 18,2)



Etichette: , ,

22 aprile 2024

Fascismo e antifascismo

 La censura di fatto del monologo di Antonio Scurati ha fatto molto parlare. Come in genere succede, l'ideologia fa come la sabbia nell'acqua quando la agiti: intorbida tutto. Se poi si era già in una specie di palude, basta veramente poco a rovinare la trasparenza. E così provando a mettere un po' d'ordine in questo affaire mi sembra che tre siano gli ingredienti di cui discutere:

- il contenuto del monologo, che mi sembra vero al 100% se ci si attiene ai fatti che dice, senza interpretazioni o dietrologie, né da una parte né dall'altra

- il contesto in cui questo monologo doveva essere letto. Non si capisce perchè ci si scandalizzi così tanto, dal momento che certe censure, anche in tono sopraffino, ci sono sempre state a seconda di chi governava in Rai. Quando non si rispetta la professionalità delle persone in nome della difesa di una verità, è difficile non far scattare le censure.

- gli effetti di quel che è successo. Sembra che siamo nelle mani di gente un po' grezza nel  gestire una roba simile: forse una prova Invalsi per ministri, dirigenti e funzionari potrebbe servire più che per gli studenti italiani.



Etichette: ,

18 aprile 2024

Divario tra generazioni


 Ieri ho partecipato all'incontro con l'ex ministro Fabrizio Barca, che ha parlato di Europa e di coesione territoriale. Ha fatto un ottimo aggiornamento e anche informazione su più punti, in particolare su dinamiche europee che richiedono scelte radicali e decise. Ha messo in luce sui rischi di uno sfaldamento territoriale e del venir meno degli ideali europei sui cui molti ancora credono. Ha anche suggerito come ricetta principale il dialogo con le parti in gioco ogni volta si debba decidere una direttiva a lungo termine, per evitare ottimi programmi ma non applicabili, perchè fatti a tavolino, al di fuori di chi ci lavora e ci suda dentro. Ma più proseguiva, più il suo ragionamento mi suonava male finchè ho capito che cosa non funzionava: lui parlava di cose nuove con schemi vecchi. Il suo massimo riferimento in Europa era Jacques Delors: dopo di lui non c'era più nessuno che meritasse. Le sue proposte diffidavano delle banche e delle imprese private: non che non ci sia argomenti da diffidare ma non certo in nome dell'intervento statale o europeo che ha ingigantito la burocrazia. E soprattutto non ha mai citato la sfida dei giovani in tutto questo o tutto il tema dell'economia civile e delle imprese sostenibili sulle quali Avvenire dedica un intero inserto settimanale, tanto c'è da dire. 
Insomma: il suo era un ragionamento che andava bene 20 anni fa e che ora va bene se si fa finta che nel mondo ci siano solo persone da 50 anni in  su, che sanno il valore della democrazia e che hanno visto un mondo che ora non c'è più. 

Mi sa che se si va avanti così e si parla addosso tra soliti noti, il divario con le nuove generazioni, con gente che è straniera e non ha neanche la cittadinanza e con i fautori del ritorno all'autoritarismo e al populismo è destinato a creare due Europe e non una.



Etichette: ,

18 febbraio 2024

Navalny

 La morte di Navalny ci ricorda che in Russia c'è un gene terribile che combatte la democrazia e che, come una malattia autoimmune, fagocita i suoi cittadini. Al di là di ogni considerazione occorre:

- andare a chiedere al politico italiano che indossava la maglietta pro Putin (tralasciamo il suo nome per decenza) dove ha messo la maglietta;

- chiedere ai pacifisti se ritengono che il loro genere di pacifismo abbia senso dove vige la legge del più forte;

- andare a chiedere agli ottimisti dell'economia globalizzata se ritengono che veramente l'interesse nel fare affari possa risolvere problemi che hanno a che fare con la politica e con l'istinto primordiale del dominio.

Insomma: tutti quanti dobbiamo farci qualche domanda e poi cercare qualche straccio di risposta pur parziale.

"Giunto all'ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re del mondo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna». (2 Mac 7,9)



Etichette: , ,

07 dicembre 2023

Cottarelli: l'economia "lucida"

 La malattia/convalescenza mi ha tolto il piacere lunedì sera di andare ad ascoltare Carlo Cottarelli ad Asti mentre alla scuola popolare parlava della situazione economica in Italia. Ma i grandi organizzatori hanno registrato il tutto e così ieri me lo sono guardato sul canale YouTube di Gazzetta: un'ora e mezza di economia, tra intervento e dibattito che ha ulteriormente alzato il credito dell'economista. Grazie a lui posso ancora dire che l'economia è una scienza e non è solo affare di qualche fanatico che beve e fuma robe strane e poi spaccia le sue visioni per teorie. Ho inoltrato il video anche a mio nipote, che pare amare l'economia. Alla fine di tutto ho ribadito una mia convinzione: le cose vanno studiate per poter essere capite e se non hai il tempo o la capacità di farlo, cercati qualche esperto di cui ti fidi, che te le spieghi e faccia il "lavoro sporco" per te. Proprio sui temi economici l'analfabetismo italiano di base è molto alto e l'informazione, quando non è di parte, spesso sembra faccia di tutto per non farti capire l'essenza del discorso. Sa, riprendiamo in mano sti manuali di economia...

"Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?  Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro" (Lc 14,28-30). 

Ti faccio l'elenco dei politici italiani?



Etichette: ,

24 giugno 2023

Governare senza etica

 Ho iniziato ad ascoltare i podcast di Gianluca Briguglia, che insegna filosofia medievale a Venezia e che li produce su alcuni personaggi mitologici o storici che hanno parlato di politica. Si intitolano "Bestiario politico". Il primo era su Machiavelli e, evitando il classico adagio "il fine giustifica i mezzi" con cui in genere si sintetizza il suo pensiero sul "principe", affermava che governare significa affrontare il male e tenerlo a bada. Dunque il governante migliore non è quello più onesto ma quello che sa tenere a bada i disonesti (con ogni mezzo) e permette ai cittadini di poter essere onesti, dal momento che non sono minacciati. Una lettura molto suggestiva che veniva esemplificata così: A fine anni '90 Clinton poteva uccidere Osama Bin Lader, perchè si sapeva già di cosa era capace e si era trovato dove si nascondeva. Purtroppo voleva dire bombardare un villaggio e uccidere 200-300 innocenti. Non lo fece. L'effetto furono le migliaia di persone morte sulle Torri Gemelle e nelle successive guerre. Clinton aveva affermato che non aveva fatto bombardare il villaggio perchè si sarebbe messo alla pari dei metodi di Bin Laden. Ma...

MaxWeber a inizio novecento aveva espresso questo nei termini del confronto tra etica della convinzione (che si riferisce ai valori in cui si crede) e etica della responsabilità (che ha volte va contro i valori in cui credi). Chi governa democraticamente (e razionalmente) deve richiamarsi alla seconda. Certo che se uno pensa bene le conseguenze sarebbero enormi, anche solo a livello di "governare" la famiglia, la parrocchia, un gruppo, un comune. Ce n'è da meditare.

 Ora va', conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco il mio angelo ti precederà; ma nel giorno della mia visita li punirò per il loro peccato». (Es 32,34)



Etichette:

13 giugno 2023

Berlusconi

 Sembrava che non dovesse morire mai e per reazione a chi ieri mi diceva che era morto, mi veniva da dire: "Eh sì, tutti muoiono". Poi senti in televisione i commenti su di lui (Tg1) e ti sembra che sia morto un santo. Poi ti dici: "Santo no, ma un grande uomo sì". Poi qualcos'altro ti dice: "Anche Stalin è stato un grande uomo...". E subito: "Beh, Berlusconi ha fatto cose importanti, e via a sciorinare Mediaset, Milan, Forza Italia. Non è solo un personaggio grande perchè sarà ricordato dai libri di storia, ma anche perchè ha fatto cose buone". E la voce di prima replica: "Con tutti i processi che ha subito, alcuni mai finiti perchè caduti in prescrizione, non deve essere stato tanto buono. E' vero che molti li ha vinti, ma quando si faceva le leggi ad personam con la scusa che potessero essere usate da tutti (manco male...) e intanto li usava lui non è un bell'esempio". E la controreplica: "E' vero, ma di fronte ad una magistratura di quel tipo e ad un'Italia sclerotizzata di quel tipo, qualche picconata bisognava pur darla".

Insomma alla fine l'esito del dibattito interno è stato: "Un industriale che ha trattato l'Italia come un'azienda (sua?). Perciò ha ottenuto ottimi successi, anche se con metodi suoi, perchè l'ha guidata con piglio, determinazione e intelligenza. Ma non ha mai condiviso i valori democratici e non ha mai capito  cosa fosse il senso delle istituzioni ed è stato di cattivo esempio per molti". Wow, così duro? Beh la prova sarà il futuro di Forza Italia: se sopravvive mi rimangio quanto detto, se muore sarà la prova che pure il partito era concepito come uno staff aziendale.


"Tutti costoro furono onorati dai loro contemporanei,
furono un vanto ai loro tempi."
(Sir 44,7)

Etichette:

31 maggio 2023

Politici e accademici di professione: la differenza

 Ieri c'è stato l'evento organizzato dalla Stampa, che sta facendo il giro delle città capoluogo di provincia creando dibattiti e promuovendo riflessioni. Ci sono andato come direttore di giornale, ma mi ha fatto piacere esserci perchè il dibattito è stato di ottimo livello. Soprattutto mi ha colpito la professionalità di Alessandra Ghisleri, la sondaggista, e quella di Elsa Fornero, l'ex ministro, che hanno dimostrato una spina dorsale e una voglia di fare invidiabili. Non solo: Elsa Fornero è tornata sulla vicenda drammatica della crisi del 2011 e dell'arrivo del governo Monti. Ha fatto capire che l'intervento sulle pensioni ha salvato l'Italia dalla bancarotta. E non sono mancate le frecciatine ai politici che non sanno di economia e a quelli che continuamente fanno eccezioni a quella legge, permettendo di andare in pensione prima.

E' vero: ultimamente non sono molti i politici che lo fanno "di professione" nel peggiore significato, cioè la ricerca del consenso. Sono come quei pastori che si fanno guidare dalle pecore, invece di essere loro a guidare. E che cambiano direzione ad ogni cambio del vento. Per esempio dopo le ultime elezioni amministrative qualcuno del Pd parla del fatto che soffia un vento di destra. Non è che ci spieghi come mai, quali sono le responsabilità della sinistra. No, ci sarebbe un vento di destra e per quello che tutti votano a destra. Come dire: hai la febbre? Eh che ci vuoi fare, oggi è il giorno della febbre...  Tra accademici di professione e politici di professione c'è una differenza sostanziale: per i primi è un merito, per i secondi rischia di essere un demerito.

"«Figlio dell'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d'Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? " (Ez 34,2)



Etichette: ,

02 maggio 2023

festa del lavoro

 E' passata in un lampo, tra riposo e... lavoro. Ma non ho potuto fare a meno di cogliere quest'anno la provocazione del Consiglio dei Ministri sul lavoro proprio in questo giorno, quasi in controcanto con la tradizionale manifestazione dei sindacati. E ascoltando i commenti e guardando le immagini ho avuto l'impressione di una schizofrenia generale. Da un lato le urla dei sindacalisti che come da decenni a questa parte usano gli stessi toni, come se niente fosse cambiato, circondati da persone che annuiscono con la testa. Dall'altra la Meloni che con fare sicuro e convincente snocciolava i vantaggi del decreto approvato. Un tono molto moderno e immediato a fronte di uno stile barocco all'antica.

Se però passavi ai contenuti l'impressione si ribaltava un po'. Preoccupazioni legittime che tendono a smontare il decreto mostrandone il lato nero di precariato che crea e però legittime necessità di intervenire sui nodi del lavoro per dare fiato al sistema. Insomma un casino, per il quale non bastano poche righe.

Una consapevolezza però. Ho come l'impressione che quello che appare sia solo una grande recitazione comunicativa: ciascuno ha il suo ruolo da attore e lo impersona. Il cattivo, il buono, il saggio, il provocatore, ecc. Ma la vera storia si gioca da un'altra parte e i ruoli non sono così netti. Forse è la versione nuova dei giochi del circo che coinvolgono i cittadini per distrarli e nello stesso tempo attrarne il consenso. Da una parte e dall'altra. Sarebbe ora di esercitare una cittadinanza un po' più attiva e un po' più intelligente e di trovarne le forme nuove.


"Ah! paese dagli insetti ronzanti,
che ti trovi oltre i fiumi di Etiopia,
che mandi ambasciatori per mare,
in canotti di papiro sulle acque:
«Andate, messaggeri veloci,
verso un popolo alto e abbronzato,
verso un popolo temuto ora e sempre,
un popolo potente e vittorioso,
il cui paese è solcato da fiumi».
(Is 18,1-2)

L'immagine (un popolo alto e abbronzato...) è più potente della realtà.



Etichette: ,

14 aprile 2023

Superamento del campo nomadi

 Ieri sono stato in Comune per la presentazione del lavoro che l'associazione 21 luglio sta facendo per superare il campo nomadi. E' terminata la prima dei sei fasi, che si concluderanno a fine 2024. E' stata fatta una fotografia della situazione e sono state contattate tutte le famiglie presenti al campo. Un lavoro rilevantissimo che prelude ad una buona riuscita del progetto. Sono almeno 30 anni che si ragiona intorno al campo nomadi e l'approccio di questa associazione è molto chiaro: i nomadi che da molti anni sono lì e che per metà sono cittadini italiani non sono nomadi. E il campo nomadi è una baraccopoli. Dunque vanno inseriti gradualmente nella società senza preservare valori culturali presunti, che se c'erano ora impediscono l'integrazione. Punto.

Il peggior nemico di tutto è l'ideologia, che impedisce di risolvere i problemi. Quando l'impianto di valori diventa ideologia non ha più valore, sia che sia una fede, sia che sia un'idea politica o di uomo. E quando un impianto di valori diventa ideologia? Lo spiega il sociologo Karl Mannheim: quando non usa su se stesso i criteri di critica che usa per gli altri, dando per scontato di essere nel giusto. Il vaglio critico va usato anche su se stessi e sulla propria fede.


"L'adorazione di idoli innominabili
è principio, causa e culmine di ogni male." (Sap 14,27)


Etichette: , ,

26 luglio 2022

90 milioni di italiani?

 Leggendo il domenicale del Sole 24 ore di domenica scorsa, mi è capitato sotto gli occhi una frase di Wiston Churchill che mi ha fatto sorridere:  «Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti…». Bellissima. Che sia vera no, ma che tracci una caratteristica del Dna italiano sì. In fondo tutti cerchiamo un Messia che venga a salvare il popolo. Può chiamarsi Mussolini, Craxi, Berlusconi, Renzi, Draghi o Rasero. L'importante è che sia carismatico e possibilmente capace. Per il resto sono tutti bastoni tra le ruote: le procedure democratiche, l'opinione pubblica, gli iter burocratici, la magistratura e le sue inchieste... E come l'unico Messia che sia mai esistito, anche i vari Messia vengono poi malamente buttati via. Non sarebbe ora di ricominciare dal basso a ricostruire il tessuto democratico?

Etichette: ,

22 luglio 2022

Oratorio estivo al termine

 Oggi finirà l'oratorio estivo con la festa finale questa sera. In queste due settimane abbiamo visto bambini urlare e giocare, cantare e fare casino, come deve essere per ogni bambino. E abbiamo anche riso vedendo che a un metro da dove urlavano c'erano due muratori nella casa a fianco che facevano un cappotto e che avevano nelle orecchie questo genere di musica. Poveri... Ma abbiamo anche visto l'impegno e l'entusiasmo degli animatori che amavano i bambini (e si vedeva). Anche se le attività erano solo al mattino (tranne la giornata completa del venerdì) e anche se coinvolgevano una quarantina di bambini e non di più è sempre bello trasmettere l'idea di una parrocchia che punta alle giovani generazioni e all'incontro tra culture diverse (c'erano musulmani e cattolici, albanesi, marocchini e italiani). E' bello pensare che la costruzione di una Italia nuova e di una politica decente parta da qui.



Etichette: , , ,