30 aprile 2020

contaminazioni

Mi sto assaporando giorno per giorno la registrazione dello spettacolo di Roberto Bolle "Danza con me" di sabato sera scorso. Mi spiace bruciarlo in una sera perchè lo trovo uno spettacolo eccezionale. Soprattutto perchè osa le " contaminazioni": duettare con forme di danza diverse da quella classica, anche molto diverse come la street dance di Lil Buck (tutta l'opposto dell'Accademia) e come i ritmi rap. Alla fine sei invogliato a uscire dai tuoi stretti e angusti confini entro cui non sei solo costretto dalla pandemia ma anche dalla pigrizia mentale di confrontarti con gente diversa e da una lettura asfittica della Parola di Dio. Roba tipo minestra scaldata, che si ritorce su se stessa e perde ogni vigore vitale.
Grande Roberto, meglio di certi predicatori!

"Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura" (Mc 16,15)

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04 gennaio 2020

contaminazioni nello Spirito

Pierre Claverie e Mohamed Boukichi
Mi è capitato casualmente sulla scrivania una riflessione del domenicano Timothy Radcliff intitolata L'imprevedibilità dello Spirito. In essa mi ha colpito un punto: lo Spirito spinge alla contaminazione tra culture diverse. Non esistono culture pure, ma tutte sono frutto di contaminazione di altre culture precedenti. Esempi di eventi dello Spirito: l'amicizia tra il beato Pierre Claverie, vescovo di Orano ucciso e il musulmano Mohamed Boukichi, suo autista, morto pure nell'attentato. Oppure Edith Stein, cresciuta in una famiglia di ebrei ortodossi, diventata atea e poi battezzata e uccisa nei campi di concentramento. E così via. Insomma: la grande opera evangelizzatrice consiste nel violare le distinzione culturali non per rendere tutti uguali ma per far vivere le diversità culturali nell'unità dello Spirito.

"Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio" (At 2,9-11)

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