08 agosto 2026

Funerali...popolari

 La prossima raffica di funerali (tre tra lunedì e martedì) è accomunata dal fatto che sono tutte persone in case popolari. Eppure così diverse tra loro: una signora molto accogliente con famiglia dignitosa e figlio con qualche difficoltà ma affrontate bene; una signora con figlio non autonomo e che ora resterà da solo e non si capisce come; un signore patriarca di famiglia con molti figli e figlie di stampo decisamente antico. Alla fine le persone sono molto diverse anche se condividono condizioni di vita simili. Mai fare di tutte l'erbe un fascio e neanche dividerli per categorie (es.: quelli delle case popolari). Anche tra i preti e i politici ce n'è di tutti i tipi...




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10 febbraio 2026

Due funerali scomodi

 Ieri c'è stato il rosario funebre per due persone per le quali ci saranno oggi i due funerali. Due funerali "scomodi": uno era notoriamente dipendente da molte cose e ha praticamente buttato via la sua vita, morendo a 58 anni. L'altro non aveva praticamente parenti e il funerale è stato organizzato da ex vicini di casa. I due non si conoscevano, pur abitando nella stessa zona. Che dire? In questi casi più che cercare di capire cosa dire e che cosa tacere mi viene più da immaginare che sguardo avrebbe il Signore su di loro, dato che entrambi sono figli suoi e che la loro dignità di figli di Dio non è venuta mai venuta meno nonostante le apparenze. C'è molto da tacere in queste occasioni e molto da imparare...

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13 agosto 2023

Funerali di ogni tipo

 Ieri, sabato 12 agosto, abbiamo raggiunto l'apice dei funerali e dintorni. Non tanto come numero, ma come tipologia. Al mattino c'è stato il funerale di un signore della comunità sinta di Asti (eravamo andati il giorno prima al campo per il rosario). Un mondo a parte, fatto di vita comunitaria, di esibizione di fiori e di "riti", ma anche di fede, visto che sia il rosario che il funerale sono stati molto raccolti. Poi ho partecipato al funerale del bimbo di due anni: un silenzio surreale e le tensioni (ma anche le solidarietà umane) che si tagliavano con il coltello. Nel primo pomeriggio sono arrivate le ceneri del giovane trentaduenne morto in moto qualche settimana fa: al cimitero il rombo delle motociclette, caschi, magliette con il nome del defunto, una tristezza che ti stringeva il cuore. Infine il funerale di un signore molto conosciuto con una partecipazione "tradizionale" di persone della sua generazione di parenti più giovani, di amici. Alla sera mi dicevo: ma quante Italie esistono? Ma come fa la stessa fede a dire le stesse cose a persone e a mondi così diversi? Ma soprattutto: a volte trovi più umanità dove non te lo aspetteresti e a volte il senso di umanità è decisamente messo alla prova.

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30 dicembre 2010

raffica di funerali

In questi giorni c'è stata una vera e propria raffica di funerali. Gente diversa, modo diverso di vivere ed esprimere il dolore (dal silenzio all'urlo), numero di partecipanti variabile. Eppure noto spesso che durante i funerali c'è un'attenzione tutta particolare: è come se tutti si aspettassero che tu parli a nome loro oppure che tu dica le cose giuste per il momento. E poiché molti dei defunti non si conoscono, è molto complicato sapere che cosa dire...
Ma forse più che dire qualcosa, l'importante è esserci, ma esserci sul serio. Emotivamente molto impegnativo.

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