20 novembre 2025

La carovana della pace

 Ieri ho partecipato alla tappa della carovana della pace delle Acli ad Asti con un dibattito pubblico al Cpia durato due ore. Sono intervenuti rappresentanti sindacali, un consigliere comunale, uno del patronato nazionale Acli (tra l'altro mio antico amico-collega ai tempi della Gioc), l'incaricato regionale alla pastorale sociale e del lavoro. Ne sono uscito con sentimenti contrastanti. Per un verso mi sono portato a casa la passione per i temi sociali che non si percepisce molto in giro ultimamente soprattutto da quelli della mia generazione. Mi sono portato a casa la sensazione che come comunità cristiane stiamo vivendo in un nostro mondo fatto di discussioni che non sono quelle della gente comune. Mi sono portato a casa la bella testimonianza di dialogo in politica e nell'attività bancaria del consigliere comunale che è stato molto incisivo e anche la riflessione del rappresentante del patronato che ha trasmesso quanto dalle attività di servizio e consulenza si possa lavorare per la pace.

Dall'altra ho avuto anche la sensazione che ci si parla addosso con schemi mentali di anni fa e che certi interventi erano assolutamente scontati. Una specie di esercizio di stile che denota le proprie posizioni prese ma che difficilmente può essere attraente. 

Ma alla fine mi sono detto che ne è valsa la pena, almeno come sforzo di uscire dalla "bolla" in cui a volte in parrocchia si vive.




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31 ottobre 2022

Un sabato alterno...

 Sabato scorso abbiamo vissuto due eventi apparentemente contrapposti. Al pomeriggio grande oratorio con le "investiture",cioè il passaggio di alcuni ragazzi tra i più grandi e la responsabilizzazione di altri all'interno del loro gruppo. Il tutto in forma di investiture regali. Alla sera cena della vittoria del Palio del Borgo San Lazzaro con una cena e una serata quasi mozzafiato, rispetto alla quale l'epica dell'Iliade e dell'Odissea è un raccontino da bambini. 

Cosa avevano in comune questi due eventi? L'impegno che ci hanno messo coloro che li hanno organizzati. E' vero che uno è schiettamente educativo e pastorale e l'altro no. E' vero che uno ha interessato tutto un borgo e un altro no. Ma è vero che dove la gente dedica del tempo per gli altri ad ogni livello è segno di grande speranza per il futuro...




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07 maggio 2022

Eccesso di esposizione

 Giornate veramente intense e incasinate, anche per via delle feste patronali che sballano un po' gli orari. E in men che non si dica mi accorgo di essere in prima fila in tre occasioni e di aver avviato almeno altri due progetti, che mi metteranno in futuro in prima fila. Intervento per i giovani domani sera su Atti degli Apostoli, intervento sul razzismo in un convegno di Migrantes sui campi nomadi venerdì pomeriggio e moderazione di un incontro con i candidati sindaci organizzato da Pastorale Giovanile, scout e Azione Cattolica venerdì sera (questo forse lo evito...). In più due progetti con Libera: uno per Gazzetta sul manifesto ai candidati sindaci redatto dall'associazione contro le mafie e l'altro per la Diocesi sul monitoraggio dei soldi del Recovery Fund. Sensazioni molteplici: possibile che non ci siano altri? Eppure mi piacciono ste cose e le ritengo assolutamente importanti. Ma il fatto che ci sia io non serve ad altri a delegarmi tutto? Ma alla fine si regge fisicamente? Ma non dovresti dedicarti un po' alla parrocchia? ecc. ecc.

Boh, continuo a ritenere che bisogna sempre dire di sì, ma non ho ancora capito come gestirne le conseguenze. E poi ogni tanto stare nelle retrovie e dover obbedire è molto... riposante.

"Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!». " (Is 6,8)



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26 luglio 2020

in cerca di uno stile diverso

Ho partecipato ieri all'incontro delle Acli che ha messo insieme la testimonianza di diverse cooperative agricole e familiari oltre che Banca Etica. E' stato come rituffarsi nei miei amori di un tempo, quando tutto ciò che ribolliva nel sociale era pane per i miei denti. Effettivamente oggi ci sarebbe bisogno di far crescere queste esperienze e poterle rendere lievito di una società nuova: magari anche la comunità cristiana ne trarrebbe beneficio.
Per ora mi sono riproposto di organizzare visite a queste esperienze, soprattutto per le famiglie più giovani e di lasciare spazio il più possibile a questo genere di testimonianze. Forse anche una militanza personale più decisa non sarebbe male perchè l'essere sacerdote non si annacqui nell'omogeneizzazione ma di arricchisca di rilievi un po' diversi.
Un'ultima cosa: c'è un mondo dietro queste esperienze, un mondo che è ben diverso da quello che compare sui giornali...

"Chi ha mai udito una cosa simile,
chi ha visto cose come queste?
Nasce forse un paese in un giorno;
un popolo è generato forse in un istante?
Eppure Sion, appena sentiti i dolori,
ha partorito i figli" (Is 66,8)

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