20 luglio 2026

Italiani di ogni etnia

 Ieri è stata una giornata multietnica. Il battesimo del mattino era di un bimbo figlio di padre peruviano cattolico e di madre rumena ortodossa. La festa del pomeriggio in salone di senegalesi. Ma in chiesa al mattino c'erano anche altri africani e una di santo Domingo, oltre che albanesi. Ci ho fatto caso mentre distribuivo la comunione e mi mettevo nei panni di gente di San Damiano che era casualmente presente alla messa e che probabilmente non è abituata a questo insieme. Faccio difficoltà a non considerarli italiani, anche se non so se ne abbiano la cittadinanza o meno. Faccio più difficoltà a pensare che chi cerca l'italianità pura di sangue non stia cercando qualcosa che solo la realtà virtuale ti può dare e neanche l'intelligenza artificiale.



Dal laboratorio per realizzare un murales sul muro dell'oratorio




Etichette: ,

10 febbraio 2024

Come cambia un quartiere

 Passando per la benedizione delle famiglia nelle case popolari del quartiere Praia mi trovo a considerare che quando una volta ci volevano ore e ore per passare nei vari appartamenti ora si fa in fretta. Quattro scale di dodici alloggi ciascuna in un'ora e mezza. Molte sono ormai famiglie musulmane o di altre religioni ed etnie. Dove gli anziani sono deceduti le nuove generazioni si sono allontanate dalla fede e non si trovano a casa. Restano le persone che ti conoscono personalmente e con cui hai una qualche relazione: con loro si parla anche volentieri. Insomma: sta venendo meno anche per le persone di ambiente popolare il riferimento tradizionale alla chiesa e si va in linea con altri ambienti in cui in qualche modo scegli di restare cristiano. Magari ti impegni anche a esserlo in pieno. Perciò fra non molto verranno meno anche i funerali. Con uno sguardo un po' distaccato verrebbe da dire: pochi preti ma non ne servono di più. La chiesa riparte su altre lunghezze d'onda e occorre sintonizzarsi altrimenti senti solo dei rumori e non capisci che cosa succeda.

"Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra." (Gen 11,9)



Etichette: , ,

13 agosto 2019

razzisti? Boh...

Questa mattina stavo a guardare tre persone, due italiani e un marocchino, che collaboravano a fare un lavoro un po' rognoso in parrocchia. Il marocchino, tra l'altro, era quello che in un po'  di post fa avevo citato per la sua frequentazione di una palestra, nonostante si rivolgesse al centro d'ascolto. In due ore e mezza hanno completato alla perfezione il lavoro, poi si sono messi al tavolino a chiacchierare amabilmente (e io ho fatto loro il caffé, se lo meritavano...). Poi però ho pensato: alla fine solo quei due italiani possono dire di non essere razzisti, perchè sono riusciti a creare un legame con quella persona nonostante fosse marocchino. E ci passano pure il tempo libero insieme, come se fosse un vecchio amico. Io no: per me è uno che ha bisogno, dunque che non è al mio livello.
Molti di coloro che si scagliano contro i razzisti non possono dire di non esserlo a meno che non abbiano avuto a che fare con gente straniera "al loro livello". Si dice che a volte si scatena una guerra tra poveri, come se i più poveri tendessero naturalmente al razzismo. Beh, diciamo che sono coloro che l'attestato di "non razzista" se lo devono guadagnare sul campo. Gli altri se lo attribuiscono da soli, come se pagassero per ottenere un titolo di studio fasullo.

"In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di Asdòd, di Ammòn e di Moab; la metà dei loro figli parlava l'asdodeo, conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo, non sapeva parlare giudaico. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare nel nome di Dio che non avrebbero dato le loro figlie ai figli di costoro e non avrebbero preso come mogli le figlie di quelli per i loro figli né per se stessi." (Ne 13,23-25)

Etichette: