23 agosto 2023

Giovani e vita comunitaria

 Ho finito di leggere una ricerca dell'Università Cattolica su esperienze di vita comunitaria giovanile in Lombardia, in cui la tesi di fondo è che questa sia uno strumento potente per avvicinare i giovani alla Chiesa e per educare le nuove generazioni, responsabilizzandole. E' vero: anche io avevo iniziato con il servizio civile che allora era in comunità e l'imprinting è rimasto. Anche da noi si stanno prospettando esperienze di questo genere e stiamo predisponendo gli spazi giusti. Alcuni giovani ci sono e hanno già fatto qualche piccola prova, ma bisogna aprire al massimo (e organizzare bene queste esperienze) perchè ci sia poi qualche effetto. Gli scout guardano un po' con sospetto quello che loro chiamano "settimane comunitarie", ma giustamente perchè a volte assomigliano di più al "grande fratello" che non a esperienze formative. Però varrebbe la pena investirci sopra.



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30 maggio 2023

progetto Monferrato e progetto pastorale

 Sabato sono intervenuto a nome della Diocesi ad un megaconvegno sul rilancio del Monferrato che si è svolto a Cortazzone, dove sono stati presentati tanti microprogetti sia architettonici, sia paesaggistici sia sociali e poi si è chiesto ai "decisori politici" di reagire. Molto interessante soprattutto per lo sforzo fatto di tenere insieme tutte queste istanze alla luce anche di una lettura "accademica" del territorio. Sembrava un po' la presentazione del Pnrr... Alla fine mi restava solo un dubbio: ma ha senso fare un progetto così grande? Non conviene condividere una strada da percorrere e poi attivare piccoli progetti non slegati tra loro ma con una certa logica senza per forza costruire tutte queste cose? Un dubbio piccolo, che non inficia l'insieme, ma che poi ho tradotto in ambito pastorale: ma ha senso fare dei grandi piani pastorali dove ci metti dentro di tutto e poi non realizzi nulla? Non è meglio fare piccoli passi su un cammino che si condivide? In altri termini: il cammino sinodale è il contrario della progettazione pastorale, perchè ci si mette in cammino rinunciando ad un obiettivo da raggiungere. Boh, chi vivrà, vedrà...

"Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra»." (Gn 11,4)



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18 agosto 2022

Ripartenza

 Dopo cinque giorni di route impegnativa, una giornata al campo del reparto e 11 giorni di monastero, ora si riparte. Un casino di roba da impostare, ma dopo 11 giorni di assoluto riposo non ci si può lamentare. Una cosa è certa: il monastero va bene a piccole dosi e tanto per ricordarsi che non vale la pena ammazzarsi di lavoro. Conviene di più ammazzarsi per condividere le gioie e le preoccupazioni degli altri con cui puoi creare legami profondi, ma programmi pastorali, proclami rivoluzionari e altro... saranno sepolti con le tue ceneri. O, in caso di inumazione, con il tuo corpo.

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17 novembre 2019

teoria e pratica pastorale

Ieri ho avuto modo di esercitare la teoria e la pratica pastorale. Teoria: convegno diocesano sulle migrazioni, ben riuscito, con la presenza / assenza di molta gente e di molti operatori pastorali. Importante l'esito, che traccerà il cammino futuro. In teoria. Pratica: subito dopo ci catapultiamo in val di Susa per la partenza di un giovane che ha concluso il percorso scout. Molte meno persone, ma molte più del previsto. Messa e partenza che mi sembra lascino il segno. Importante l'esito: c'è già stato e il futuro ne sarà segnato.
Conclusione: la Chiesa fa tanta teoria ma è la pratica che la rende continuazione dell'azione di Cristo.

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