22 maggio 2026

La nuova enciclica

 La determinazione con cui papa Leone XIV affronta le questioni spinose e la mitezza con cui porta avanti il suo ministero mi insegna tante cose. A volte si è determinati fino alla durezza e a volte si è miti fino alla paludosità. Invece lui tiene insieme le due cose. E così, come da tempo aveva pensato, ecco una riflessione sull'intelligenza artificiale, molto attesa da quando ha scelto quel nome come continuità con la riflessione sociale di Leone XIII. A ben vedere lo Spirito guida bene la Chiesa: l'esuberanza di Giovanni Paolo II ha richiesto la riflessione pacata di Benedetto XVI e ora la clamorosità di papa Francesco richiede la riflessione pacata di Leone XIV. Purtroppo non sempre le chiese locali stanno al passo con la rivoluzione sinodale e con la decisione di guidare il gregge fuori dalle secche dell'abitudine. Domani sera ci sarà la veglia di Pentecoste: speriamo di diventare tutti un po' più docili e un po' meno ingessati...



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18 maggio 2026

A proposito di robotica

 Venerdì ho partecipato ad un incontro di aggiornamento giornalisti che coincideva con una lezione del corso di bioetica della facoltà teologica con a tema la robotica. E' stato un lungo pomeriggio, inizialmente un po' noioso e verso la fine più interessante, che metteva insieme in realtà diverse cose: il calcolo, la costruzione di robot, la guida automatica delle automobili, l'intelligenza artificiale. Niente di nuovo: tutte cose di cui già sapevo qualcosa e che ho potuto rimetterle con un certo ordine che prima non avevo. Quando però verso la fine la riflessione ha assunto i connotati etici siamo finiti nell'apocalittica. Orizzonti nerissimi, commentati con la solita frase fatta "la tecnologia non è di per sé negativa, ma dipende come la si usa" che è una frase utile almeno quanto "Domani o piove o fa bello". Mi sono chiesto se la bioetica sia tutta qui: far presagire le tinte più fosche di ogni scoperta con l'intento di frenare gli eccessi e l'effetto non voluto di trasmettere che l'etica è un gendarme e non un compagno di strada. Sarà così solo con l'etica cattolica? Forse sì: la sfiducia di fondo verso ciò che gli esseri umani producono è dura a morire.



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15 maggio 2026

Bose e dintorni

 Nei giorni scorsi siamo stati con il clero diocesano alla comunità di Bose. Giornata piacevole con meditazione al mattino sullo Spirito Santo (un'ora e venti di lezione molto profonda e articolata), pranzo insieme divisi a gruppetti e visita al pomeriggio di alcuni spazi del monastero. Molto affabili coloro che ci  hanno accolto, ho potuto anche rivedere una cara amica che era entrata lì negli anni '90 e che mi ha raccontato della loro travagliata vicenda recente. Bellissimi i luoghi e soprattutto molto curati, liturgia suggestiva sia per la chiesa sia per il canto sia per la meditazione. 

Ma alla fine l'impressione è stata un senso di artificialità. Tutto troppo perfetto. La meditazione sullo Spirito Santo è stata come una meteora giuntaci tra capo e collo e sarebbe stata la stessa anche se di fronte ci fossero stati altri. Regole e ritmi molto ferrei, pranzo a gruppetti per spingere a parlare. Detto questo fanno cose egregie e forse la chiesa è bella proprio perché è varia e magari quello stile lì parla di più ad altri che non a me.



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11 maggio 2026

Bulimia culturale

 Riprendiamo questo blog parlando di "Bulimia culturale", quel fenomeno che spinge associazioni, uffici pastorali, enti, movimenti, realtà diverse a moltiplicare gli eventi di presentazione libri, dibattiti, incontri a tema e quant'altro, in modo che se devi mettere insieme il tutto su un giornale è facilissimo che ti perdi qualcosa o fai qualche confusione. Basta vedere le ultime settimane ad Asti e la domanda è: "ma perchè?". Anche perchè in certe situazioni il pubblico si conta sulle dita di 3-4 mani e spesso è fatto da alcune tipologie ben precise:

- gente che è lì perchè deve esserci, perchè deve aver dei crediti o dei bollini per qualcosa;

- gente che è lì perchè si sente moralmente obbligata da chi ha organizzato l'incontro ma che potesse farebbe altro;

- gente che è lì perchè fa parte dell'associazione, ente, ufficio che ha organizzato l'incontro e che ci sarebbe comunque anche se si parlasse di tutt'altro;

- gente che è lì perchè come c'è la bulimia da eventi culturali ci sono anche quelli "compulsivi" che partecipano a qualunque cosa si possa fregiare del titolo "culturale".

Poi magari ci saranno anche quelli seriamente interessati a ciò di cui si parla. In epoca covid si diceva "non si tornerà a fare come prima". Infatti: su questo punto siamo molto peggiorati. Invochiamo una moratoria: tre mesi di silenzio, trattabili. Anche un mese sarebbe il massimo.


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22 aprile 2026

La ripresa delle benedizione delle famiglie

 Ieri ho ripreso la benedizione delle famiglie dopo un anno di "stop and go" che ha impedito che completassi il giro. Tante giuste motivazioni (Pasqua 2025 molto avanzata, qualche problema al ginocchio, tanti contrattempi) ma alla fine sembrava che avessi perso qualche motivazione sull'utilità di     questo giro. E poi scatta la tentazione di dire "beh si fa quel che si può e se non finisco il giro, pazienza": questo diventa il volano per dire "non farò mai più un giro completo perchè non serve e ci sono altre priorità". E invece una giornata come ieri mi ha fatto tornare sulla retta via: incontrare le persone ti fa uscire dal tuo tran tran ordinario, ti obbliga all'ascolto e ti mette di fronte la varietà della vita, fatta di difficoltà di salute, di vicinato, di prospettive ma anche di cura della famiglia, degli ambienti di vita, di abitudini sane e semplici. Insomma: quest'anno punto a finire il giro!



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15 aprile 2026

Diseguaglianze...di rosario

 Tra lunedì e martedì ci sono stati due rosari per defunti di segno opposto. Lunedì chiesa strapiena per una signora con molti figli, nipoti e conoscenti. Bellissimo clima, più da rimpatriata serena quasi in riconoscenza della sua vita. Molti sorrisi, saluti, anche preghiera sincera. Martedì un signore che non avrà funerali perchè in gravi difficoltà economiche e rosario fatto celebrare da volontari per avere comunque un passaggio in chiesa. Vicini e parenti un po' straniti ma seriamente presi, anche se si arrivava a malapena a 20. Due rosari sentiti ma profondamente diversi: quando si dice che la chiesa dovrebbe essere "umana" penso si intenda "capace di destreggiarsi allo stesso modo nelle due situazioni", senza troppe paranoie di liturgie appropriate o norme ecclesiali.


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11 aprile 2026

La difficoltà sinodale

 Ieri sera c'è stata la seconda seduta sinodale in parrocchia della terza parte del sinodo, in cui si decide il da farsi. Dopo un anno e mezzo di verifica e di riflessioni spirituali e metodologiche sulla comunicazione siamo arrivati finalmente alla fase dell'agire. C'era già stata una prima seduta in cui si sono fatte proposte sui media che la parrocchia usa, ieri il tema era su come migliorare la comunicazione interpersonale. Eravamo una decina di persone ed era la seconda volta che si tentava di combinare. In apparenza è scoraggiante, perchè paradossalmente c'erano più persone quando nella seconda fase si facevano gli approfondimenti che quando si decide in concreto. Situazione che è concorde a quella in cui si parla, si parla si parla e quando si deve decidere, si cambia argomento. Forse la cultura italiana è di questo genere: ama il confronto salottiero e poi si agisce solo in caso di emergenza.

In realtà è stata una serata in cui ci si è confrontati bene e si sono date molte idee. Non le solite. Perciò la dinamica sinodale si rivela per quel che è: non è una democrazia in cui tutti partecipano, ma una corresponsabilità per costruire insieme il futuro di una parrocchia e aggregare poco alla volta idee, interessi e direzioni di marcia. Evita il pericolo che a decidere siano i preti e che a decidere sia l'emergenza. Faticoso, lento, ma dopo aver seminato bisogna saper attendere il momento giusto.



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