31 maggio 2026

Peccato...

 Ieri c'è stata la festa finale dell'oratorio. Numeri da brivido, ragazzi al massimo, un bellissimo messaggio e genitori tutti presi. Ma c'era una nota stonata. Il messaggio era del genere: "Avete dato il massimo di voi stessi e in poco tempo avete mostrato cose che non avreste mai detto di riuscire a fare". Detto da chi rappresentava don Bosco. Era vero: continuo sempre a stupirmi della bravura di sti ragazzi e della dedizione dei loro animatori, che, nonostante tutto, puntano sempre sul messaggio di don Bosco (e san Domenico Savio) senza cadere nella tentazione di proporre robe innovative tanto per attirare gente.

Ma la nota stonata è che se la cantano e se la giocano per conto loro. Non avevamo saputo che c'era la festa finale, non è stato detto negli avvisi in parrocchia, nè c'è stata una locandina che potesse pubblicizzarla. Così un bellissimo messaggio e un bellissimo spettacolo è stato per pochi intimi. La loro bravura e il loro impegno l'hanno capito in pochi. Don Bosco, che sarebbe stato sicuramente attento a valorizzare al massimo le doti dei ragazzi anche al di fuori dell'oratorio, avrebbe fatto sicuramente diversamente, perchè quel messaggio non è per le famiglie, ma per il mondo intero. 

Purtroppo il fatto che ciascuno si coltivi il proprio orticello è il peccato originale di molti ambienti ecclesiali e non basta certo due anni di sinodo sulla comunicazione per risolvere il problema. Che non è solo dei giovani ma di molti altri ambienti.  Speriamo che "avete mostrato cose " sia da ora in poi riferito non solo ai genitori ma a molta altra gente





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30 maggio 2026

Usare l'intelligenza artificiale

 Ieri ho partecipato alla giornata dei docenti della Facoltà Teologica di Torino a Pianezza, che al mattino aveva in programma l'aggiornamento sull'intelligenza artificiale e il suo uso a scuola. Un intervento sulla "policy" sperimentata dalla Pontificia Università Salesiana per regolarne l'uso e uno sui modi per usarla. Decisamente interessante: ti mette nel giusto atteggiamento per non demonizzarla e non mitizzarla ma per usarla correttamente. E poi al pomeriggio la programmazione sugli appuntamenti del prossimo anno, che ha messo in luce la rete di collaborazioni tra Facoltà, Università statale e altre realtà ecclesiale che esiste. Sono tornato a casa sereno: in certi ambienti la sguardo è a 360° e non c'è la ristrettezza di vedute che esiste in altri ambienti ecclesiali. E questo tira fuori le migliori energie di ciascuno, nonostante le divergenze di vedute e di idee che continuano ad esserci. Ma forse mitizzo troppo un certo ambiente...


Vila Lascaris a Pianezza




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29 maggio 2026

I visionari

 Due visionari che si conoscevano e ci hanno lasciato. Carlin Petrini e papa Francesco. Il primo perchè vedeva qualcosa che altri non vedevano: il cibo come motore di un movimento mondiale che metteva insieme i popoli, dava futuro e aggregava alla causa della sostenibilità ambientale anche i meno propensi. Il secondo perchè vedeva oltre gli altri: la Chiesa come realtà mondiale, sganciata dalle secche della tradizione di Occidente europeo (e coloniale) e come autorità morale, sganciata dalle sacrestie e dai soliti noti. E' molto più facile ammirare queste persone che imitarle. Non è facile vedere dietro cose di tutti i giorni (come il cibo) qualcosa che ha il potere di unire il mondo e non è facile alzare lo sguardo dal tran tran ecclesiale di tutti i giorni per vedere in che mondo siamo e dove stiamo andando come Chiesa.




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28 maggio 2026

Come eravamo

 Ho visto l'altro film di Paul Anderson "Licorice Pizza" che rappresenta bene l'atmosfera dei primi anni settanta. Molto carino, ma solo per chi ha vissuto quegli anni e per coloro che, nati dopo, vorrebbero conoscere meglio quell'epoca. La cosa divertente è che l'avevo già visto al cinema quando è uscito e non mi ricordavo finchè il regista ha vinto numerosi Oscar con "Una battaglia dopo l'altra". Segno di vecchiaia, ma anche che un'opera d'arte la puoi rivedere in momenti diversi e in contesti diversi e ti comunica sempre qualcosa.



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Giovani lavoratori

 Martedì mattina ho fatto l'ultimo intervento alla scuola di Carità Arti e Mestieri, classe meccanici, a ragazzi che si stanno preparando per quel mestiere. Il tema era la pace e la settimana precedente avevo fatto lo stesso intervento alle classi di "benessere" e informatica. Uno spaccato molto interessante di giovani che non frequentano certo ambienti parrocchiali anche perchè in parte di altre religioni. I due interventi sono stati molto significativi e li ho vissuti un po' come esami universitari perchè ero su terreno non garantito. Ho scoperto alcune cose:

- la relazione schietta e autorevole (nel senso che credi nelle cose che fai fare e che dici) è la chiave di volta di tutto anche se in un'ora un po' vivi di rendita (alcuni non si osano sfidarti) e un po' non riesci a conquistare tutti (alcuni si fanno i cavoli loro)

- emerge molto bene come intendono la pace: la settimana scorsa erano in prevalenza donne e mettevano al primo posto l'importanza di non usare mai violenza, che invece martedì, essendo tutti maschi, mettevano all'ultimo, facendo prevalere al primo posto "non tollerare ingiustizie piccole e grandi"

- il richiamo all'interiorità e alla pace del cuore è molto attraente per tutti: sembrava che molti ne sentissero l'esigenza e l'attività di stare in silenzio 2-3 minuti è sorprendentemente riuscita

Alla fine mi sono chiesto quando mai la Chiesa incontrerà di questi giovani. Mi sembrava di essere tornato quando ero impegnato nella Gioc (Gioventù Operaia Cristiana) e ci si dedicava principalmente a questi ragazzi. Le cose sono tornate a quei tempi: il fumo negli occhi di una grande maggioranza di giovani che studiano non deve farci dimenticare di quelli che paiono invisibili. 



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26 maggio 2026

Cugini

 Domenica scorsa per la seconda volta abbiamo organizzato gli incontro tra i numerosi cugini e le loro famiglie da parte di mia madre. Un bellissimo pomeriggio, reso più significativo per i 90 anni di una nostra zia, sorella di mia madre. Quattro generazioni presenti, chi più chi meno, qualche cugino che non c'è più o che non ha molti legami ma in generale il valore dei legami di sangue che supera ogni altro legame senza essere "tossico". Si respirava un grande senso di riconoscenza.



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25 maggio 2026

Un film che merita gli Oscar

 Ne avevo già sentito parlare e dopo che ha vinto un po' di Oscar quest'anno, ho finalmente visto "Una battaglia dopo l'altra" di Paul Thomas Anderson. Uno splendido film con un tema dirompente e con attori magistrali: Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio del Toro per citare solo quelli che conosco, uno più bravo dell'altro. Alla fine ti resta la sensazione di aver capito un po' di più degli Stati Uniti e di come la ragionano là, ma soprattutto il gusto di un film fatto bene, professionale, emozionante e ... insomma, veramente le cose preparate bene sono un'altra roba da quelle buttate lì. Ho già recuperato un film precedente di Anderson,"Licorice Pizza"...




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