01 febbraio 2026

Il web come il petrolio

 Venerdì mattina c'è stato a Fossano l'incontro dei direttori dei giornali diocesani piemontesi e tra gli altri ha parlato Piero Jarre, ideatore di Sloweb, che sulla linea di Slowfood propone una riflessione sulla lentezza nell'utilizzo del web. Ha fatto un interessantissimo parallelo tra quando si cominciava ad estrarre il petrolio e si vedevano solo i vantaggi della nuova tecnologia e il momento attuale del web in cui si vedono solo vantaggi e possibili applicazioni (fino alla recente intelligenza artificiale). Ma poi si sono viste le conseguenze dell'energia prodotta con risorse fossili fino al surriscaldamento climatico fuori controllo. Perciò bisogna prevedere in tempo le ricadute negative e deleterie di tutte le tecnologie del web. Attualmente il problema rilevante sono i data center che accumulano e rimandano i dati che inviamo con lo smartphone in tutte le sue forme: messaggi, allegati pesanti via whatsapp. Dati center che sono enormi strutture che richiedono tantissima energia e tantissima acqua per raffreddare l'intero sistema. Un macello.

Occorre rallentare  l'uso dello smartphone: sul sito di sloweb si trova una sacco di roba. Rallentare è la nuova parola magica...



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30 gennaio 2026

Minneapolis: la rivolta

 Ho ascoltato il podcast "Globo" di Il post, che ogni mercoledì presenta qualche problematica internazionale in modo molto chiaro, serio e approfondito come in genere Il post fa. Stavolta era su Minneapolis e la rivolta contro lo squadrone di guerra di Trump (l'Ice). Ne sono rimasto molto colpito, perchè non pensavo che le cose fossero così gravi. Ma anche riempito di speranza per la rivolta della gente e per la creatività con cui ha posto resistenza. Intanto chiamarla "resistenza" è già significativo, perchè dall'altra parte ci sono forze praticamente nazifasciste. Inoltre a fronte delle efferatezze commesse che non diresti si possano verificare negli Stati Uniti, troviamo una reazione ferma e decisa della società civile che alla fine sta avendo la meglio su Trump e il suo governo, anche se non tutto è ancora placato. Alla fine uno si chiede: ma bisogna sempre aspettare che esploda il peggio per far venire fuori l'amore per la democrazia e per l'umanità che sono sempre nascoste chissà dove? 






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28 gennaio 2026

L'intelligenza artificiale non è intelligente

 E' questo l'esito dell'incontro di ieri di vescovo e giornalisti in occasione della festa di San Francesco di Sales, loro patrono. Ne ha parlato Lara Reale, giornalista e social media manager della diocesi di Torino, che ha illustrato molto bene la portata delle sfide che l'intelligenza artificiale pone al lavoro di giornalisti, anche a partire dal messaggio del Papa per la giornata delle comunicazioni sociali. Tre elementi più interessanti:

- gli errori che fa. Dal momento che ormai "si nutre" non solo di fonti affidabili, ma anche di tutto quanto circola in rete, ben il 40% dei risultati contengono errori;

- bisogna saperla usare bene. Non è onnipotente e devi sapere esattamente cosa stai facendo quando la usi e verificarne poi dopo i risultati.

- non è una intelligenza perchè semplicemente calcola su base statistica le ricorrenze di termini ed espressioni. Perciò è una grande "calcolatrice" di parole (invece che di numeri).

Conclusione: voci e volti umani sono sacri e non vanno lesi da deep fake e intelligenze artificiali di ogni genere.

Molto interessante: le osservazioni di una che se ne intende è più nutriente di un'omelia qualunque.



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07 gennaio 2026

Verso un nuovo mondo

Venezuela, Ucraina, Palestina e magari Groenlandia. Sembra di essere entrati in un nuovo mondo con tutte le inquietudini del caso. Un ordine mondiale che si è incasinato. Ma era vero ordine? O non era piuttosto l'ordine dei vincitori della seconda guerra mondiale e dell'Occidente capitalistico? Non era tutto sbagliato: il diritto internazionale dà garanzie e mette paletti e regole precise, per evitare la legge della jungla. Ma la jungla c'era lo stesso: magari non palese come oggi, ma tipo "lavoro nero" o "clandestinità". Il Sud del mondo dominato colonialmente dal nord, il capitalismo occidentale che si avvale della schiavitù sotto banco di genti ridotte alla fame e a lavori forzati. Mi piace provare a vedere le cose da un punto di vista diverso: qualcuno ha fatto saltare il tavolo del gioco d'azzardo per guadagnarci di più, ma così facendo ha fatto venir fuori i numerosi bari che c'erano. E allora proviamo a ripartire daccapo...



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01 gennaio 2026

Il nuovo anno inizia bene

 Reduce dal solito campo scout di fine anno ("Ross": route di orientamento alle scelte di servizio) con 19 giovani di 20-21 anni provenienti da diverse parti d'Italia (Roma, Terni, Vicenza, Firenze, Milano, ecc.). Sulle strade innevate della val Susa con tempo splendido e buona resistenza fisica da parte mia nonostante le paure della partenza. Ma soprattutto un bellissimo campo con giovani che hanno creato subito comunità e che si sono messi in gioco. Tanta voglia di confrontarsi, tanta allegria e tanta fiducia verso il futuro. La cosa che mi ha colpito di più è la voglia di sapere e la gratitudine quando si parlava di noi e si diceva le cose senza imporle dall'alto. Si impara tante cose da loro e nello stesso tempo si trasmette qualcosa di importante: l'anno non poteva cominciare meglio.






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12 dicembre 2025

La guerra contro il passato

 Ho terminato un libro sulla "cancel culture", la moda (e non solo) accademica nel mondo anglosassone di rileggere la storia passata mettendo in luce le colpe dell'Occidente nella colonizzazione, nella ghettizzazione di persone di altre culture, di altri orientamenti sessuali, arrivando perfino a riscrivere un linguaggio che sia politicamente corretto ma per questo decisamente più stinto e indeterminato (per es. invece di padre e madre, genitori). Molto interessante, perchè sottolineava come di fondo ci sia un atteggiamento di superiorità morale verso il passato e nello stesso tempo un sradicamento che porta a non guardare più con fiducia al futuro (che si può perfezionare) ma a vivere un presente come se fosse eterno. Inoltre a distorcere il passato, leggendolo con valori che sono di oggi e non di allora: dire che Cristoforo Colombo è la causa principale della colonizzazione violenta dell'America Latina o che Churchill era un razzista è basta non è un grande approccio storico corretto.

Mi veniva in mente che, magari non con queste punte di esagerazione, ma anche la sfiducia verso il futuro che si tende a respirare oggi deriva in parte dal dimenticare il nostro passato e che l'altra faccia della medaglia è il continuare a guardare al passato con nostalgia come se fosse migliore del presente.



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20 novembre 2025

La carovana della pace

 Ieri ho partecipato alla tappa della carovana della pace delle Acli ad Asti con un dibattito pubblico al Cpia durato due ore. Sono intervenuti rappresentanti sindacali, un consigliere comunale, uno del patronato nazionale Acli (tra l'altro mio antico amico-collega ai tempi della Gioc), l'incaricato regionale alla pastorale sociale e del lavoro. Ne sono uscito con sentimenti contrastanti. Per un verso mi sono portato a casa la passione per i temi sociali che non si percepisce molto in giro ultimamente soprattutto da quelli della mia generazione. Mi sono portato a casa la sensazione che come comunità cristiane stiamo vivendo in un nostro mondo fatto di discussioni che non sono quelle della gente comune. Mi sono portato a casa la bella testimonianza di dialogo in politica e nell'attività bancaria del consigliere comunale che è stato molto incisivo e anche la riflessione del rappresentante del patronato che ha trasmesso quanto dalle attività di servizio e consulenza si possa lavorare per la pace.

Dall'altra ho avuto anche la sensazione che ci si parla addosso con schemi mentali di anni fa e che certi interventi erano assolutamente scontati. Una specie di esercizio di stile che denota le proprie posizioni prese ma che difficilmente può essere attraente. 

Ma alla fine mi sono detto che ne è valsa la pena, almeno come sforzo di uscire dalla "bolla" in cui a volte in parrocchia si vive.




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