15 settembre 2026

La fatica della democrazia

 Ieri sera ho partecipato alla riunione del nostro borgo all'indomani del Palio è ho avuto di fronte una bella immagine di cosa significa democrazia e delle sue fatiche. Apparentemente piena di discussioni e di tensioni, ma in realtà innervata dal senso democratico che ti fa scontrare sulle idee salvaguardando le regole del gioco, condivise anche da avversari. Perciò una bella serata, che ha messo in luce tre fatiche di ogni democrazia e tre tentazioni per aggirarle, minando però la democrazia stessa:

- l'apparente conflitto tra partecipare alla vita del borgo e discutere sulle regole di statuto e regolamento. Non esiste questo conflitto, perchè per partecipare alla vita del borgo in senso pieno occorre condividere le regole. Tentazione: sminuire il valore della discussione sulle regole perchè è una perdita di tempo rispetto a partecipare alla vita del borgo

- il conflitto tra generazioni: adulti che si lamentano che i giovani non partecipano e giovani che si lamentano che gli adulti li giudicano. La democrazia è stata messa su da generazioni precedenti ma ogni nuova generazione deve avere la possibilità e lo spazio di scoprirne la bellezza e la vitalità e soprattutto di cambiare modi e tempi dati per assodati dagli adulti. Tentazione: per gli adulti cercare solo dei "sostituti" adducendo il motivo delle forze che vengono meno; per i giovani mollare quando c'è da combattere con la scusa che si trovano solo degli ostacoli

- il rapporto tra vita democratica e risultati conseguiti. Come in ogni cosa esistono le stagioni: c'è la stagione estiva dei risultati perchè c'è stata la stagione primaverile della cura delle persone e perchè c'è stata la stagione invernale senza risultati ma che conserva quanto prodotto prima in attesa di una nuova primavera. Se i risultati non ci sono come una volta non è segno negativo di per sé, ma segno che si entra in una nuova stagione. E se forzi i risultati, li ottieni magari, ma fai morire la pianta e non li otterrai più. Tentazione: pensare che la salute del borgo dipenda dai risultati che ottieni.


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14 settembre 2026

Un film paradossale

 Ieri ho visto uno dei film presentato a Venezia, "Serpenti" di De Paolis. Prima avevo pensato di non andare perchè pareva parlasse di cose toste (femminicidi) che non erano adeguate per un pomeriggio della domenica delle sagre. Ma poi la recensione in podcast mi ha rivelato essere una commedia paradossale e infatti lo è stata. Un'ora e mezza di paradossi che fanno ridere ma solo a chi ama quel genere di comicità. E ti lascia invece un vago senso di amarezza sulla burocrazia, sul famigerato ordine pubblico e sulla visione della donna che sta dietro ad un femminicidio o comunque a certi ambienti maschili. Una commedia che dà da pensare: il massimo...



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12 settembre 2026

Il vescovo trumpista

 Ha lasciato il vescovo di Alessandria. Ha ceduto alle pressioni vaticane di fare un passo indietro, ora che si erano create spaccature così ampie nella diocesi che la falda di sant'Andrea in California al confronto è solo un fossato. Senza fare un'analisi dettagliata di cause, dinamiche e moventi di cui non sarei capace, posso solo registrare una analogia nella cose per cui ci ho avuto a che fare (scoutismo, scuola di teologia, comunicazioni sociali): il Trump dei vescovi. Impossibile averci a che fare o aggirarlo per interlocuire con i sacerdoti legati allo scoutismo alessandrino: lui era l'assistente ecclesiastico di fatto, nominato...da se stesso. L'unico a chiedere una sezione di scuola teologica a distanza (ovviamente legata a Genova e non a Torino) dopo la Caporetto della Scuola Interdiocesana Teologica e dell'Istituto Superiore di Studi Religiosi ovviamente legata a lui e dove lui avrebbe insegnato. L'unico vescovo in tutte le diocesi piemontesi ad essere costantemente intervistato su tutto (ma proprio su tutto) ogni settimana dal settimanale diocesano alessandrino "La voce alessandrina". In questo caso la chiesa si dimostra decisamente più avanti della società secolare: in 14 anni ha risolto benevolmente la situazione, mentre Trump è lì da 14 anni, senza che si sappia dove mandarlo. Forse in Groenlandia a coordinare inuit, pinguini e iceberg?



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04 settembre 2026

Il grande Clooney

 Ho sentito qualche stralcio del discorso di George Clooney al Festival del Cinema di Venezia mentre ritirava il Leone d'oro alla carriera e mi sono riconfermato che è un grande e che forse c'è ancora una parte degli Stati Uniti sana...

«Stiamo vivendo un momento in cui chi detiene il potere ci dice di temerci l'un l'altro, ma noi sappiamo che non è così». I primi che gli autoritari provano a mettere a tacere, ricorda, non sono i politici: sono i giornalisti che fanno le domande, gli artisti che rifiutano le risposte semplici, i registi, gli scrittori, gli attori, i musicisti. Le storie «sono sempre pericolose per chi specula sulla paura», e «chi ha paura dei libri, della musica e delle storie non è mai l'eroe della storia». «I film non fermano le guerre. Non riducono l'inflazione. Non risolvono le elezioni». Fanno però «qualcosa di straordinario: ci ricordano che uno sconosciuto non è mai uno sconosciuto, e che potrebbe semplicemente essere l'eroe della storia di qualcun altro». E poi: «Se riusciamo ancora a sederci insieme al buio e a preoccuparci per persone che non abbiamo mai incontrato, allora penso che ce la caveremo». Per questo, conclude, un festival come questo conta: «Uno dei pochi luoghi rimasti in cui persone provenienti da ogni Paese si siedono nella stessa sala e trascorrono due ore guardando il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro». Perché «nessuno ride, nessuno piange in lingue diverse, sogniamo allo stesso modo e i genitori si preoccupano allo stesso modo. Per questo è difficile credere che tutti siamo diversi come ci dicono».

(testo preso da Vanity Fair)




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03 settembre 2026

Di nuovo bloccato

 Stavolta è una piccola paresi al nervo facciale che mi blocca a casa. Non grave ma lunga da guarire e rognosa... I segni ci sarebbero tutti: è ora di fermarsi. O come dice una mia amica farmacista: "quando il corpo non riposa, si ammala". Ma un altro segno è un gioco della settimana enigmistica che ho fatto questa mattina (aneddoto cifrato), la cui soluzione è: " 'Il mio corpo è come una macchina' ha detto con spirito Piero Angela instancabile fino a tarda età 'il motore avrà pure migliaia di chilometri ma il guidatore è nel fiore degli anni' ". A chi credere? Forse a tutti e due con saggio discernimento...




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01 settembre 2026

Filosofia e ...Star Wars

 Un libro carinissimo e molto intelligente, che inserisce alcuni personaggi delle tre trilogie di Star Wars in altrettanti filosofi e correnti filosofiche, facendo vedere come la filosofia parli in realtà della vita e come sia possibile capire la filosofia partendo da un approccio diverso. All'inizio sembrava la solita divulgazione spiccia, tanto per fare qualcosa di appariscente, ma dato che conoscevo le trilogie, ho invece capito che era di alto spessore. E così è tornata la voglia di leggere qualcosa di filosofia e magari di tornare a vedere per la terza volta le trilogie di Star Wars...



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27 agosto 2026

La fatica di cambiare rotta

 Tempi di svolta in Gazzetta d'Asti. Il nuovo sito impone di cambiare organizzazione, mansioni e orari perchè dalla situazione di un giornale cartaceo che si avvale anche del sito si passi ad un sistema a tre pilastri: cartaceo, sito e social. E il cambiamento non è da poco, ma se non si fa, si va verso il baratro dei giornali cartacei del futuro. Questa settimana abbiamo fatto i primi passi, delineando una prima bozza di progetto: è una vera e propria rivoluzione. Fa un po' paura ma è la paura di chi teme i cambiamenti. Dall'altra è entusiasmante: un nuovo inizio. Più realisticamente: è come guadare un fiume, sperando che non ci siano ondate di piena che ti travolgano o insidie nascoste sotto l'acqua. 



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