Dal privato un progetto futuribile
Ieri è stato presentato il progetto di riqualificazione urbana dell'area del vecchio stabilimento della Saclà. Un progetto grandioso, quasi faraonico, che avrebbe un impatto non da poco sulla zona, tipo la costruzione di una piramide. Non è una piramide ma un grosso edificio cilindrico su due piani. Al di là di questa architettura aliena però dietro c'è un'idea di offrire servizi al territorio, di provvedere alla zona ambientale lungo il fiume Borbore, di valorizzare la presenza della Saclà non in quanto produzione ma in quanto storia locale. Un progetto che ha già buona parte di finanziamenti privati e che ha il merito di osare ciò che il settore pubblico non osa più, riducendosi a fare pezzi di opere pubbliche qua e là.
In realtà pensavo che neanche la Chiesa osa più fare progetti in grande sulle strutture che ha: ormai ha il terrore del futuro e vende/svende il più possibile. Quello andava fatto in passato: ora il vendere/svendere ha l'effetto non voluto di testimoniare da una parte un'eccessiva prudenza (ancora il cercare delle rendite per i futuro, ma quando non avrai più edifici e i problemi resteranno?), dall'altra una sorta di schiaffo a chi quegli edifici li ha acquisiti e ci è stato dietro per tanto tempo, dall'altra l'idea siamo in fase di saldi di fine stagione e di chiusura dei battenti, altro che di rievangelizzazione... D'altronde abbiamo un esempio positivo di come ci si dovrebbe muovere nella casa di riposo di Villafranca che è stata salvata grazie alle forze del territorio. Troppo rischioso e poi non è detto che la provvidenza si ricordi di noi...
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| Rendering della futura area della Saclà |
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