Ho conosciuto la figura del beato Eduard Profittlich, vescovo estone di origine tedesca, che nel pieno nazismo ha dovuto scegliere se tornare in Germania, dove era sicuramente più protetto o restare nella sua missione in Estonia (era gesuita) col rischio di perdere la cittadinanza tedesca e di restare sotto il regime comunista, che intanto aveva invaso l'Estonia nel 1940. Alla fine decise di restare con la sua gente e morì in carcere dopo tortura, accusato di spionaggio per le sue origini. Una figura sconosciuta ma di una attualità sconcertante come segno di resistenza alle dittature e alle autocrazie.
Nello stesso tempo si è celebrato l'anniversario degli eccidi di s. Anna di Stazzema e di Marzabotto-Montesole e si è tornati a rievocare l'orrore del nazifascismo e gli estremi a cui può arrivare, più tipici dell'età della pietra. D'altronde, anche se non ancora a questi livelli, basta guardare Gaza e la Cisgiordania per vedere in certe situazioni di bestialità si può sempre ricadere.
Oggi poi è s. Massimiliano Maria Kolbe, altra vittima del nazismo e dei suoi orrori.
E' strano che in certi momenti storici bisogna decidere da che parte stare e non ci si può barcamenare o tenere i piedi in tremila staffe. E il dialogo e la ricerca della pace non sono alternativi allo scegliere da che parte stare...
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| Eduard Profittlich |
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