Non disturbate il conducente
Dopo qualche giorno dallo scoppio della vicenda sindaco Rasero e presidenza della Banca d'Asti e dopo essermi frenato una volta dallo scrivere "di pancia" quel che resta di quel triste episodio è un adagio che non riguarda solo Rasero, ma una buona parte della classe politica e economica astigiana: "Non disturbate il conducente". Cioè, non interessatevi se non siete competenti, lasciateci fare noi che sappiamo, non state a perdere tempo e a farci perdere tempo. L'adagio poi è declinato in modi diversi:
- "Le cose bancarie sono troppo complesse per suscitare un dibattito democratico e poi non tocca neanche a noi (come Banca d'Asti) farlo, perchè siamo un'azienda e non un soggetto di educazione alla cittadinanza"
- "Certo che ci confrontiamo, ma solo con chi ne sa, con gli esperti, creando commissioni e tavoli di discussione. Non possiamo mica perdere tempo a educare la gente alla cittadinanza..."
- "Decido io che so e chi vuole mi viene dietro, ma sappiate che se non mi venite dietro vuol dire che avete paura e siete dei retrogradi"
- "Noi facciamo appello ai cittadini, ma solo a quelli che ci votano o sono dalla nostra parte, tanto gli altri sono messi su dai nostri avversari e non vale la pena sensibilizzarli"
- "Noi non facciamo le cose da soli o da autoritari: seguiamo le procedure democratiche e istituzionali. Basta non rivolgerci ai cittadini, che tanto loro hanno altro da fare"
- "Noi la gente la sentiamo, ma solo perchè impari gli slogan e ci dia consensi, like e sondaggi positivi, Speriamo che non si metta a pensare"
- ....
Ragionamenti simili se ne sono sentiti per mille vicende: Fondazione, Banca d'Asti, palio e rettori, politiche cittadine di ogni genere, politiche delle opposizioni. Forse solo Fondazione Goria e Casa del Popolo si sforzano ancora a educare alla cittadinanza. E la Chiesa? Ai posteri l'ardua sentenza...
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