Bulimia culturale
Riprendiamo questo blog parlando di "Bulimia culturale", quel fenomeno che spinge associazioni, uffici pastorali, enti, movimenti, realtà diverse a moltiplicare gli eventi di presentazione libri, dibattiti, incontri a tema e quant'altro, in modo che se devi mettere insieme il tutto su un giornale è facilissimo che ti perdi qualcosa o fai qualche confusione. Basta vedere le ultime settimane ad Asti e la domanda è: "ma perchè?". Anche perchè in certe situazioni il pubblico si conta sulle dita di 3-4 mani e spesso è fatto da alcune tipologie ben precise:
- gente che è lì perchè deve esserci, perchè deve aver dei crediti o dei bollini per qualcosa;
- gente che è lì perchè si sente moralmente obbligata da chi ha organizzato l'incontro ma che potesse farebbe altro;
- gente che è lì perchè fa parte dell'associazione, ente, ufficio che ha organizzato l'incontro e che ci sarebbe comunque anche se si parlasse di tutt'altro;
- gente che è lì perchè come c'è la bulimia da eventi culturali ci sono anche quelli "compulsivi" che partecipano a qualunque cosa si possa fregiare del titolo "culturale".
Poi magari ci saranno anche quelli seriamente interessati a ciò di cui si parla. In epoca covid si diceva "non si tornerà a fare come prima". Infatti: su questo punto siamo molto peggiorati. Invochiamo una moratoria: tre mesi di silenzio, trattabili. Anche un mese sarebbe il massimo.
Etichette: cultura












