04 settembre 2026

Il grande Clooney

 Ho sentito qualche stralcio del discorso di George Clooney al Festival del Cinema di Venezia mentre ritirava il Leone d'oro alla carriera e mi sono riconfermato che è un grande e che forse c'è ancora una parte degli Stati Uniti sana...

«Stiamo vivendo un momento in cui chi detiene il potere ci dice di temerci l'un l'altro, ma noi sappiamo che non è così». I primi che gli autoritari provano a mettere a tacere, ricorda, non sono i politici: sono i giornalisti che fanno le domande, gli artisti che rifiutano le risposte semplici, i registi, gli scrittori, gli attori, i musicisti. Le storie «sono sempre pericolose per chi specula sulla paura», e «chi ha paura dei libri, della musica e delle storie non è mai l'eroe della storia». «I film non fermano le guerre. Non riducono l'inflazione. Non risolvono le elezioni». Fanno però «qualcosa di straordinario: ci ricordano che uno sconosciuto non è mai uno sconosciuto, e che potrebbe semplicemente essere l'eroe della storia di qualcun altro». E poi: «Se riusciamo ancora a sederci insieme al buio e a preoccuparci per persone che non abbiamo mai incontrato, allora penso che ce la caveremo». Per questo, conclude, un festival come questo conta: «Uno dei pochi luoghi rimasti in cui persone provenienti da ogni Paese si siedono nella stessa sala e trascorrono due ore guardando il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro». Perché «nessuno ride, nessuno piange in lingue diverse, sogniamo allo stesso modo e i genitori si preoccupano allo stesso modo. Per questo è difficile credere che tutti siamo diversi come ci dicono».

(testo preso da Vanity Fair)




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03 settembre 2026

Di nuovo bloccato

 Stavolta è una piccola paresi al nervo facciale che mi blocca a casa. Non grave ma lunga da guarire e rognosa... I segni ci sarebbero tutti: è ora di fermarsi. O come dice una mia amica farmacista: "quando il corpo non riposa, si ammala". Ma un altro segno è un gioco della settimana enigmistica che ho fatto questa mattina (aneddoto cifrato), la cui soluzione è: " 'Il mio corpo è come una macchina' ha detto con spirito Piero Angela instancabile fino a tarda età 'il motore avrà pure migliaia di chilometri ma il guidatore è nel fiore degli anni' ". A chi credere? Forse a tutti e due con saggio discernimento...




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01 settembre 2026

Filosofia e ...Star Wars

 Un libro carinissimo e molto intelligente, che inserisce alcuni personaggi delle tre trilogie di Star Wars in altrettanti filosofi e correnti filosofiche, facendo vedere come la filosofia parli in realtà della vita e come sia possibile capire la filosofia partendo da un approccio diverso. All'inizio sembrava la solita divulgazione spiccia, tanto per fare qualcosa di appariscente, ma dato che conoscevo le trilogie, ho invece capito che era di alto spessore. E così è tornata la voglia di leggere qualcosa di filosofia e magari di tornare a vedere per la terza volta le trilogie di Star Wars...



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27 agosto 2026

La fatica di cambiare rotta

 Tempi di svolta in Gazzetta d'Asti. Il nuovo sito impone di cambiare organizzazione, mansioni e orari perchè dalla situazione di un giornale cartaceo che si avvale anche del sito si passi ad un sistema a tre pilastri: cartaceo, sito e social. E il cambiamento non è da poco, ma se non si fa, si va verso il baratro dei giornali cartacei del futuro. Questa settimana abbiamo fatto i primi passi, delineando una prima bozza di progetto: è una vera e propria rivoluzione. Fa un po' paura ma è la paura di chi teme i cambiamenti. Dall'altra è entusiasmante: un nuovo inizio. Più realisticamente: è come guadare un fiume, sperando che non ci siano ondate di piena che ti travolgano o insidie nascoste sotto l'acqua. 



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26 agosto 2026

Escatologia come via di uscita

 Leggendo l'ultimo numero di Archivio Teologico Torinese, la rivista della Facoltà, ho trovato un articolo curioso intitolato "Tra escatologia ed escapologia. Il quotidiano alla luce della speranza cristiana" di Gianluca Chemini di Milano. Inizia con l'aneddoto di un giovane che, sentendo che si occupava di escatologia (cioè di teologia delle "cose ultime": morte, resurrezione, aldilà) ha capito parlasse di escapologia (disciplina per imparare a uscire da stanze chiuse, prigioni, catene, ecc.). Il termine è lo stesso dei giochi di escape rooms che stanno dilagando tra i giovani. Al di là dell'equivoco l'autore ci riflette e arriva ad una interessantissima conclusione: l'escatologia cristiana è una delle migliori forme per uscire fuori dal grigiore quotidiano e dalla pesantezza di questi tempi. Senza fare troppe sintesi l'intuizione è illuminante: sapere che niente è assoluto, perchè tutto è relativo al ritorno del Figlio dell'Uomo alla fine dei tempi permette di cadere nel perfezionismo, nell'efficientismo e nella razionalità esasperata dei nostri tempi che alla fine genera angoscia. Prendere le cose più alla leggera non è superficialità, ma la saggezza di pensare che questo non è il mondo definitivo.


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22 agosto 2026

Una bella esperienza di sanità

 In questi giorni dopo molte peripezie sono riuscito ad accedere ad una visita ortopedica nella sanità pubblica, anche se a Torino, in un luogo non ben identificato. Quando ci sono capitato davanti ho capito che era una delle famose case di comunità, che dovrebbero essere la via di mezzo tra medicina di base e ospedale. Devo dire che sono stato molto favorevolmente colpito. Un edificio non grande, in mezzo al quartiere, con ambulatori medici di diversa natura (tra cui quello ortopedico), una accoglienza all'ingresso ben visibile, perfino uno addetto alla sicurezza. E poi sale d'attesa a misura umana e molte indicazioni per non sbagliare. Un ambiente, per così dire, familiare e a misura di persone che fanno difficoltà a destreggiarsi in questi ambienti. Uno dirà: ma la visita? Il medico era all'altezza? Non ho strumenti per valutarlo, ma me ne sono tornato a casa rincuorato dalla sanità pubblica.



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18 agosto 2026

Dai funerali... una vita

 Ieri c'è stato il funerale di un signore che conoscevo quando passavo a benedire le famiglie: lui sempre mi accoglieva con garbo e cordialità e lasciava trasparire di avere avuto una vita un po' avventurosa. Che è venuta fuori ieri, quando le figlie hanno parlato e quando hanno poi messo in mostra foto sue da giovane fino a qualche anno fa. Dalla Sicilia alla Svizzera e poi ad Asti, con viaggi diversi, come nella Mosca del comunismo. Ma soprattutto l'investimento sulla famiglia e sulle relazioni: tutte donne fino alla nascita del primo nipote. A volte le vite ordinarie delle persone potrebbero dare del materiale per film eppure di fronte ai palcoscenici che si montano per i personaggi pubblici, che sembra abbiano vite molto speciali, non hanno nulla da invidiare.

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