Giovani lavoratori
Martedì mattina ho fatto l'ultimo intervento alla scuola di Carità Arti e Mestieri, classe meccanici, a ragazzi che si stanno preparando per quel mestiere. Il tema era la pace e la settimana precedente avevo fatto lo stesso intervento alle classi di "benessere" e informatica. Uno spaccato molto interessante di giovani che non frequentano certo ambienti parrocchiali anche perchè in parte di altre religioni. I due interventi sono stati molto significativi e li ho vissuti un po' come esami universitari perchè ero su terreno non garantito. Ho scoperto alcune cose:
- la relazione schietta e autorevole (nel senso che credi nelle cose che fai fare e che dici) è la chiave di volta di tutto anche se in un'ora un po' vivi di rendita (alcuni non si osano sfidarti) e un po' non riesci a conquistare tutti (alcuni si fanno i cavoli loro)
- emerge molto bene come intendono la pace: la settimana scorsa erano in prevalenza donne e mettevano al primo posto l'importanza di non usare mai violenza, che invece martedì, essendo tutti maschi, mettevano all'ultimo, facendo prevalere al primo posto "non tollerare ingiustizie piccole e grandi"
- il richiamo all'interiorità e alla pace del cuore è molto attraente per tutti: sembrava che molti ne sentissero l'esigenza e l'attività di stare in silenzio 2-3 minuti è sorprendentemente riuscita
Alla fine mi sono chiesto quando mai la Chiesa incontrerà di questi giovani. Mi sembrava di essere tornato quando ero impegnato nella Gioc (Gioventù Operaia Cristiana) e ci si dedicava principalmente a questi ragazzi. Le cose sono tornate a quei tempi: il fumo negli occhi di una grande maggioranza di giovani che studiano non deve farci dimenticare di quelli che paiono invisibili.







