23 marzo 2026

Ho votato Sì e ho vinto

 Al referendum ho votato Sì, ma sono contento che abbia vinto il No. Assurdo. Ho votato Sì perchè sono veramente convinto che le carriere vadano divise, che occorra dare una smossa al sistema giudiziario, eccessivamente corporativo e che come era successo negli anni '80 con la riforma del codice di procedura penale, servisse qualcosa di sostanziale e non solo un taccone come è stata costretta a mettere Cartabia. Ma sono contento che abbia vinto il No, perchè i promotori della riforma costituzionale sono veramente dei bisonti. Cambiare la costituzione di fatto blindando ciò che ha deciso non la maggioranza parlamentare ma solo il governo è veramente incredibile. Dei referendum costituzionali proposti quasi tutti hanno portato male: quello delle autonomie locali voluto a tutti i costi dal centro sinistra ha generato 20 sistemi sanitari diversi (e nessuno del centro sinistra si è ancora scusato), quello di Renzi del 2015 si commenta da solo (ed era del centro sinistra...), quello sul taglio dei parlamentari è passato, ma è stato un disastro, perché quello che vantava era un risparmio di costi che corrisponde a non comprare più i cerini e usare gli accendini e quello che ha ottenuto è l'aumento della distanza tra chi è eletto e chi elegge (e neanche il movimento cinque stelle si è mai scusato). Ora tocca al centro destra che ha superato ogni decenza perchè non c'è proprio stata discussione in Parlamento e hanno trattato della riforma costituzionale come fosse la riduzione delle accise sulla benzina.

Sì, ho votato sì, ma sono contento che abbia vinto il no,

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10 marzo 2026

Festa di san Domenico Savio

 Tre giorni di festa di san Domenico Savio molto belli, sia per la varietà (concerto, messa animata dai ragazzi, intitolazione di casa Tabor a don Giacomo e visita alla sua nuova sistemazione, messa patronale), sia per la collaborazione avuta, sia per la sensazione di stare celebrando qualcosa di importante. Rivelazioni: i ragazzi eccezionali nell'animazione dei canti, la bravura di chi si è esibito nel concerto, il legame ancora molto sentito con don Giacomo (presenti anche alcuni dei nipoti), la partecipazione di diverse realtà del quartiere che sta funzionando. Meno bene: la partecipazione della gente al concerto e alla messa patronale (non erano occasioni "di popolo"). Però vale la pena insistere e fare in modo che ci siano sempre occasioni per costruire relazioni, ponti e amicizie a fronte di una realtà tendenzialmente più frammentata.





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25 febbraio 2026

Due ore e mezza di agitazione

 Tanto è durato il film "Marty Supreme", che ho l'altra sera e che volevo vedere da tempo. Le recensioni non erano tutte positive, soprattutto si sottolineava che non era un film "sul ping pong" ma sul protagonista, che avrebbe potuto praticare qualsiasi sport. Un film sulla determinazione umana ma senza risvolti moraleggianti. Incredibile Timothée Chalamet che sembrava fatto proprio per quel ruolo. Andare al cinema ogni tanto distrae la mente e ti mette a contatto con mondi altri, in modo che quando torni nella realtà, ci torni con uno spirito nuovo.


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10 febbraio 2026

Due funerali scomodi

 Ieri c'è stato il rosario funebre per due persone per le quali ci saranno oggi i due funerali. Due funerali "scomodi": uno era notoriamente dipendente da molte cose e ha praticamente buttato via la sua vita, morendo a 58 anni. L'altro non aveva praticamente parenti e il funerale è stato organizzato da ex vicini di casa. I due non si conoscevano, pur abitando nella stessa zona. Che dire? In questi casi più che cercare di capire cosa dire e che cosa tacere mi viene più da immaginare che sguardo avrebbe il Signore su di loro, dato che entrambi sono figli suoi e che la loro dignità di figli di Dio non è venuta mai venuta meno nonostante le apparenze. C'è molto da tacere in queste occasioni e molto da imparare...

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09 febbraio 2026

Come nasce un'opera

 Sono andato a vedere "Hamnet. Nel nome del figlio", il bellissimo film della regista coreana, naturalizzata negli Stati Uniti Chloé Zhao, che parla di come è nata la tragedia di Shakespeare, Amleto. La morte del figlio sarebbe alla base di tutto e una sorta di catarsi avrebbe trasposto la tragedia nella vita vera in tragedia nell'opera d'arte. Un bellissimo film, pieno di emozioni, ma anche di spunti di riflessione oltrechè di notizie storiche e letterarie veramente uniche. E' un po' che stanno uscendo film di grande spessore e che l'arte cinematografica ci consegna veri e propri capolavori. L'arte parla delle grandi tragedie dell'umanità quando il cinismo e l'indifferenza non hanno più le parole giuste per raccontarle.





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01 febbraio 2026

Il web come il petrolio

 Venerdì mattina c'è stato a Fossano l'incontro dei direttori dei giornali diocesani piemontesi e tra gli altri ha parlato Piero Jarre, ideatore di Sloweb, che sulla linea di Slowfood propone una riflessione sulla lentezza nell'utilizzo del web. Ha fatto un interessantissimo parallelo tra quando si cominciava ad estrarre il petrolio e si vedevano solo i vantaggi della nuova tecnologia e il momento attuale del web in cui si vedono solo vantaggi e possibili applicazioni (fino alla recente intelligenza artificiale). Ma poi si sono viste le conseguenze dell'energia prodotta con risorse fossili fino al surriscaldamento climatico fuori controllo. Perciò bisogna prevedere in tempo le ricadute negative e deleterie di tutte le tecnologie del web. Attualmente il problema rilevante sono i data center che accumulano e rimandano i dati che inviamo con lo smartphone in tutte le sue forme: messaggi, allegati pesanti via whatsapp. Dati center che sono enormi strutture che richiedono tantissima energia e tantissima acqua per raffreddare l'intero sistema. Un macello.

Occorre rallentare  l'uso dello smartphone: sul sito di sloweb si trova una sacco di roba. Rallentare è la nuova parola magica...



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30 gennaio 2026

Minneapolis: la rivolta

 Ho ascoltato il podcast "Globo" di Il post, che ogni mercoledì presenta qualche problematica internazionale in modo molto chiaro, serio e approfondito come in genere Il post fa. Stavolta era su Minneapolis e la rivolta contro lo squadrone di guerra di Trump (l'Ice). Ne sono rimasto molto colpito, perchè non pensavo che le cose fossero così gravi. Ma anche riempito di speranza per la rivolta della gente e per la creatività con cui ha posto resistenza. Intanto chiamarla "resistenza" è già significativo, perchè dall'altra parte ci sono forze praticamente nazifasciste. Inoltre a fronte delle efferatezze commesse che non diresti si possano verificare negli Stati Uniti, troviamo una reazione ferma e decisa della società civile che alla fine sta avendo la meglio su Trump e il suo governo, anche se non tutto è ancora placato. Alla fine uno si chiede: ma bisogna sempre aspettare che esploda il peggio per far venire fuori l'amore per la democrazia e per l'umanità che sono sempre nascoste chissà dove? 






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