18 agosto 2026

Dai funerali... una vita

 Ieri c'è stato il funerale di un signore che conoscevo quando passavo a benedire le famiglie: lui sempre mi accoglieva con garbo e cordialità e lasciava trasparire di avere avuto una vita un po' avventurosa. Che è venuta fuori ieri, quando le figlie hanno parlato e quando hanno poi messo in mostra foto sue da giovane fino a qualche anno fa. Dalla Sicilia alla Svizzera e poi ad Asti, con viaggi diversi, come nella Mosca del comunismo. Ma soprattutto l'investimento sulla famiglia e sulle relazioni: tutte donne fino alla nascita del primo nipote. A volte le vite ordinarie delle persone potrebbero dare del materiale per film eppure di fronte ai palcoscenici che si montano per i personaggi pubblici, che sembra abbiano vite molto speciali, non hanno nulla da invidiare.

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14 agosto 2026

Doversi schierare

 Ho conosciuto la figura del beato Eduard Profittlich, vescovo estone di origine tedesca, che nel pieno nazismo ha dovuto scegliere se tornare in Germania, dove era sicuramente più protetto o restare nella sua missione in Estonia (era gesuita) col rischio di perdere la cittadinanza tedesca e di restare sotto il regime comunista, che intanto aveva invaso l'Estonia nel 1940. Alla fine decise di restare con la sua gente e morì in carcere dopo tortura, accusato di spionaggio per le sue origini. Una figura sconosciuta ma di una attualità sconcertante come segno di resistenza alle dittature e alle autocrazie.  

Nello stesso tempo si è celebrato l'anniversario degli eccidi di s. Anna di Stazzema e di Marzabotto-Montesole e si è tornati a rievocare l'orrore del nazifascismo e gli estremi a cui può arrivare, più tipici dell'età della pietra. D'altronde, anche se non ancora a questi livelli, basta guardare Gaza e la Cisgiordania per vedere in certe situazioni di bestialità si può sempre ricadere.

Oggi poi è s. Massimiliano Maria Kolbe, altra vittima del nazismo e dei suoi orrori.

E' strano che in certi momenti storici bisogna decidere da che parte stare e non ci si può barcamenare o tenere i piedi in tremila staffe. E il dialogo e la ricerca della pace non sono alternativi allo scegliere da che parte stare...

Eduard Profittlich

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13 agosto 2026

Concentrazione di cariche

 Sarà che sono ipersensibile sui meccanismi democratici, anche se la Chiesa non è una democrazia. Ma il primo pensiero che ho avuto quando ho saputo che il cardinale di Torino Repole è diventato membro del Consiglio per l'Economia in Vaticano è che la concentrazione di cariche non è mai un buon segno. Non è tanto il fatto di competenze e curriculi (magari anche all'interno di un Consiglio dell'Economia è buona cosa avere un teologo) e neanche la persona in sé (ci conosciamo bene da colleghi a scuola e anche per altre cose e lo apprezzo molto), ma è proprio il meccanismo in sé. Era stato nel 2025 nominato membro del Dicastero per la dottrina della fede e membro del Dicastero per la cause dei santi, probabilmente luoghi in cui può muoversi meglio. Possibile che non c'era un altro tra le decine di cardinali che potesse entrare in questo Consiglio per l'Economia?




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12 agosto 2026

La fine di una civiltà

 Alla fine l'ho visto, dopo tre rinvii per motivi diversi. Ho visto l'Odissera di Christopher Nolan: un capolavoro. Il film più bello di quelli che ho memoria di aver visto. Per le scenografie da brivido, per la recitazione, per le sceneggiature, per i rimandi continui, per come è stata tratteggiata la figura di Ulisse. Ci sarebbe da scrivere pagine e pagine ma riporto solo la sensazione inquietante che ho avuto proprio al finale. La fine della civiltà della legge dell'ospitalità di Zeus, fine iniziata con l'inganno del cavallo di Troia e che culminerà con le invasioni dei Popoli del Mare, che non condividono tale legge. Un messaggio chiaro che anche la civiltà dei diritti umani sta finendo (secondo il regista) e che è abbattuta in parte da chi proprio non la condivide ma in parte per causa di chi non l'ha difesa e l'ha violata nei fatti dall'interno. C'è un messaggio di speranza, perchè una civiltà finita rinascerà, ma quello non lo vedremo. Forse è vero che dobbiamo prepararci ad una battaglia all'ultimo sangue.



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09 agosto 2026

La fede di Guccini?

 In occasione della morte di Guccini si è scatenata una corsa ad assoldarlo tra i "credenti" di fatto per i valori che ha testimoniato, per le riflessioni che le sue canzoni hanno fatto fare non solo ad una generazione ma a generazioni diverse. E' stata riportata la riflessione di Zuppi e li hanno ritratti fianco a fianco. "Dio è morto" sembrava una affermazione da nichilisti, ma poi si diceva che la terza strofa parlava della sua resurrezione. Qualcuno ha quasi insinuato che la sua critica era verso un certo tipo di chiesa e di cristiani. Sarà. Ma lui non si è mai definito credente, ha sempre rivendicato il suo essere comunista e a quei tempi tra comunisti e chiesa non correva certo buon sangue. La terza strofa non parla della resurrezione di Cristo ma del fatto che la sua resurrezione è in ciò che crediamo noi, nel mondo che faremo noi, ecc. Insomma, mi verrebbe di dire: meglio un comunista convinto che un cristiano travestito da comunista. 



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08 agosto 2026

Funerali...popolari

 La prossima raffica di funerali (tre tra lunedì e martedì) è accomunata dal fatto che sono tutte persone in case popolari. Eppure così diverse tra loro: una signora molto accogliente con famiglia dignitosa e figlio con qualche difficoltà ma affrontate bene; una signora con figlio non autonomo e che ora resterà da solo e non si capisce come; un signore patriarca di famiglia con molti figli e figlie di stampo decisamente antico. Alla fine le persone sono molto diverse anche se condividono condizioni di vita simili. Mai fare di tutte l'erbe un fascio e neanche dividerli per categorie (es.: quelli delle case popolari). Anche tra i preti e i politici ce n'è di tutti i tipi...




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07 agosto 2026

Chi ha paura dell'uomo cattivo?

 Quando da piccoli giocavamo a questo gioco (che aveva come corrispettivo "sparviero") pensavamo veramente che c'era da aver paura dell'uomo cattivo... Poi abbiamo capito che era un gioco e ci siamo comportati da "minacciati dall'uomo cattivo" solo per divertirci. Oggi l'uomo cattivo è Emanuele Filiberto e i terrorizzati sono l'Anpi e tutti i firmatari della richiesta di non farlo venire ad Asti. Magari cresceranno e lo prenderanno come gioco, pensando che più che uomo cattivo è da considerare come testimonial del Palio di Asti (e che testimonial...). Il gioco sarebbe più divertente, facendo slalom tra uomini cattivi, senza dare assist potenti a persone che considerano fascismo e casa reale come roba seria e soprattutto liberandoci dall'incubo di avere incontri riparatori sulla repubblica come se la gente fosse veramente scema e non sapesse giudicare da sé.




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