10 marzo 2026

Festa di san Domenico Savio

 Tre giorni di festa di san Domenico Savio molto belli, sia per la varietà (concerto, messa animata dai ragazzi, intitolazione di casa Tabor a don Giacomo e visita alla sua nuova sistemazione, messa patronale), sia per la collaborazione avuta, sia per la sensazione di stare celebrando qualcosa di importante. Rivelazioni: i ragazzi eccezionali nell'animazione dei canti, la bravura di chi si è esibito nel concerto, il legame ancora molto sentito con don Giacomo (presenti anche alcuni dei nipoti), la partecipazione di diverse realtà del quartiere che sta funzionando. Meno bene: la partecipazione della gente al concerto e alla messa patronale (non erano occasioni "di popolo"). Però vale la pena insistere e fare in modo che ci siano sempre occasioni per costruire relazioni, ponti e amicizie a fronte di una realtà tendenzialmente più frammentata.





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19 novembre 2025

Momenti molto belli in parrocchia

 Continua un trend positivo che caratterizza la vita in parrocchia. Dopo la bella via Lucis del 2 novembre con castagnata finale a casa Tabor di Valgera che ha visto una bella partecipazione di gente, domenica scorsa in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri è stato organizzato un piccolo pasto di fraternità invitando persone aiutate, volontari e persone che erano a messa a mangiare insieme qualcosa. Ancora una bella risposta con una nutrita partecipazione e soprattutto una grande e bella collaborazione con il Borgo san Lazzaro che ha cucinato. Ieri sera di nuovo gente molto variegata all'incontro sinodale su come si fa una campagna di comunicazione con Alessandro Cane e un laboratorio che sicuramente ci sarà utile per capire come comunicare con il quartiere. Insomma: un momento felice che ci godiamo fino in fondo...

Via Lucis del 2 novembre


Incontro con Alessandro Cane del 18 novembre

Pranzo solidale del 16 novembre
























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23 marzo 2025

Giovani in parrocchia

 Non mi ero mai arrabbiato tanto da anni a questa parte. Venerdì sera il vescovo ha dato la disponibilità a venire in parrocchia per raccontare della sua esperienza in Kenya nel contesto del sinodo parrocchiale che stiamo vivendo sulla comunicazione e un gruppo aveva previsto di fare la cena con i genitori. Avevamo proposto di spostarla, perchè il vescovo non aveva altre disponibilità e in linea di massima la cosa era stata valutata. Poi mezz'ora prima dell'incontro scopro che non l'hanno spostata di data, ma di posto, occupando gli spazi di casa Tabor, che di per sé sarebbero chiusi ancora per qualche settimana, salvo emergenze. Quella non era una cena con i genitori: era l'incontro con un volontario originario della nostra parrocchia e da qualche tempo in Perù, che pare non potesse spostare l'incontro. Insomma la solita solfa di gruppi giovanili che si fanno le loro cose e non aprono gli occhi su cosa capita proprio nel contesto da cui questi gruppi si generano, la parrocchia. 

Un dèjà vu: in passato è sempre stato così e raramente i giovani hanno provato a camminare con tutti gli altri. Forse deve essere così per abituare gli adulti a guardarli con benevolenza e non con giudizio. Fortunatamente con il tempo la rabbia sbollisce e si può guardare le cose con maggior serenità.

"Adiratevi, ma non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira" (Ef 4,26)




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09 settembre 2024

Ora siamo in due

 Eravamo già in due, ma parroco e vice. Ora siamo due ma coparroci. Con la nomina di don Enrico a co-parroco, ufficializzata con una lettera del vescovo ieri sera durante il pellegrinaggio di inizio anno pastorale alla Virgo Fidelis di Incisa Scapaccino, inizia un nuovo capitolo della storia della comunità. Apparentemente non cambia nulla. In realtà cambia molto: equamente spartire le responsabilità e la cura della parrocchia ed avere una garanzia in più di continuità di una "squadra" che è affiatata. Soprattutto continuare a scommettere sul fatto che la buona relazione tra i sacerdoti contagia le buone relazioni all'interno della comunità. Non è scontato e l'attuale affiatamento, legato in buona parte a idee e carattere simili, va ovviamente nutrito e coltivato e non dato per scontato. Un po' di commozione mentre si leggeva la lettera del vescovo non ha guastato, ma quel che conta è il senso di solidarietà che si percepisce intorno. E questo è "tanta roba".

 " Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri." (Gv 13,35)

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21 luglio 2024

Vitalità in periferia

 Ieri mattina per un attimo ho pensato non fossimo in pieno luglio ma in pieno ottobre, quando le attività fervono e non c'è traccia di vacanza a breve termine. In salone stavano facendo corso di ballo a tutto volume, in cortile tre riparavano lo smottamento della pavimentazione in seguito alle forti piogge. In chiesa stavano facendo le pulizie, in ufficio una coppia era venuta per la pratica matrimoniale. Dietro gli animatori si stavano preparando per i campi e in casa c'era un discreto via vai. Senza contare alcuni ragazzini nel campo da calcio davanti e chi stava sistemando il circolo per le partite del pomeriggio. Non so cosa sia la solitudine o il silenzio, anche se a volte uno ne sente la nostalgia. Però alla fine è meglio così: la vita scorre e in periferia anche il caldo estivo non frena troppo il tran tran quotidiano. 

neanche il mare è garanzia...


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22 gennaio 2024

Ritorno alle origini

 Ieri sono andato a san Damiano per la festa patronale della parrocchia e il pranzo sociale. Così ho rivisto un po' di gente e ho potuto scambiare quattro parole con molti. Al tavolo, però sono stato piazzato con tre giovani, figli di gente che conoscevo. La motivazione era che anche loro come io una volta, proiettavano il film al cinema parrocchiale. Così abbiamo avuto l'aggancio per la conversazione, che è stata piacevolissima ed è durata per buona parte del pranzo. Alcune considerazioni:

- una ovvia: è sempre bello ricreare legami che la vita ha interrotto ma che sono stati quelli delle tue origini. Gli amici dei primi anni fanno parte di te.

- nonostante quel che si dice i giovani sono sempre uguali e frequentarli, come diceva Giovanni Paolo II aiuta a non perdere lo stile giovane anche se giovane non lo sei più

- una parrocchia che va al di là delle cose strettamente religiose ma si interessa anche della vita delle persone, della loro cultura (per es. il cinema) e che continua a scommettere sul volontariato ha  radici ben più solide di altre

- la festa patronale è un'ottima occasione di rafforzamento dell'identità di una comunità e andrebbe curata sempre bene.

"Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza»" (Ne 8,10)

Festa della rilettura della legge dopo la deportazione in Babilonia




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21 agosto 2023

La vivacità della base

 Ieri sera sono stato a Villafranca per la cena di s. Rocco alla quale erano invitati anche sacerdoti passati a Villafranca come servizio (ma c'ero solo io). Piacevole serata durante la quale ho avuto un dialogo molto serrato con il parroco attuale e uno delle parrocchie vicino sul... futuro della diocesi. Al di là di queste chiacchierate che sanno tanto di "Guerre stellari" ho poi scoperto un po' di iniziative che facevano sia riferite alla cura del territorio, sia alla formazione politica e sociale. Decisamente interessanti e, soprattutto la seconda, molto articolate. E' la conferma che quando la base non dorme, è capace di iniziative superiori a quelle diocesane e molto calibrate sulla gente del posto. Anche nei paesi, anzi, soprattutto nei paesi.

chiesa di S. Rocco a Villafranca


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19 agosto 2023

Insofferenti verso la chiesa

 Ho passato un giorno a Pragelato con amici di lunga data, in un rifugio gestito da loro figlio di cui sono padrino. Veramente una boccata d'ossigeno. Ma nei discorsi ho colto una insofferenza crescente pure in loro verso una chiesa che nonostante il Papa resta ingessata a livello di base. Soprattutto nelle forme della parrocchia. Anche una loro amica rivela che ormai sente di non aver quasi più niente a spartire con la chiesa nonostante lavori in un ente di formazione professionale gestito da una congregazione religiosa. Mi sono trovato a difendere alcune cose, pur nella consapevolezza che, soprattutto nella generazione nostra, molti che erano vicini si stanno allontanando. E' la situazione in cui in certe parrocchie c'è una struttura autoritaria o del parroco e dei "fedeli" che bloccano ogni innovazione e in cui chi ha cercato di far sentire la propria voce ed è stato accolto solo a parole, si sta stufando e nella migliore delle ipotesi trova sbocchi in opere di carità della Chiesa. Purtroppo bisogna cominciare a dire che certe impostazioni danneggiano l'evangelizzazione e non avere più troppa riconoscenza verso persone che dietro la "fedeltà" alla causa si sono costruite zone di potere e di autorità, forse anche perchè nn le hanno altrove.

Comunque paesaggio stupendo...




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10 aprile 2023

Al termine della Pasqua

 Giornate decisamente intense e oggi il grande relax... Ma soprattutto giornate profonde con tante occasioni per meditare e per farsi domande. Giornate tra giovani che fanno il triduo, celebrazioni da preparare e che vedono la gente coinvolta. Giornate con "straordinari" tipo le molte confessioni pasquali, il battesimo di una bambinam figlia di genitori ortodossi moldavi e l'iniziazione cristiana di una giovane africana che frequenta l'oratorio. E poi gli auguri, le ore trascorse in famiglia, l'ordinario che viene dimenticato.

Insomma: il segno di qualcosa che cambia e che fa guardare con enorme fiducia al futuro della fede.

"L'angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto" (Mt 28,5-6). 










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31 gennaio 2023

La vitalità dei paesi

 Ieri sera c'è stato l'incontro del vescovo con rappresentanti del "terzo settore" delle parrocchie poste nella zona nord della diocesi, una zona disseminata di piccoli comuni che tende allo spopolamento. Qui un parroco ha addirittura otto parrocchie e ci sono già stati notevoli accorpamenti di comunità. Eppure i presenti hanno dimostrato una vitalità decisamente superiore a quella di altre zone, città compresa. Alcuni di loro l'hanno pure detto: bisogna darsi una mossa, perchè qui i trasporti non ci sono e i servizi neanche. E la mossa pare se la siano data. Da uno spirito ben vivace può sorgere qualcosa di nuovo, ma se lo spirito tende alla depressione non nasce nulla.

"Perché a chi ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. " (Mt 25,30)



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30 novembre 2022

Nuovo consiglio pastorale

 C'è stato lunedì scorso l'ultimo consiglio pastorale della tornata lunga dei sette anni (2016-2023) che ha affrontato sia il Sinodo parrocchiale, sia l'epidemia. E' stato un consiglio tosto, che si è lasciato dietro un po' di persone, intanto trasferite, ma che è rimasto fedele fino alla fine. Il nuovo sarà diverso, con una rappresentanza ampia di categorie di persone senza impegni particolare in parrocchia: lavoratori, famiglie, gruppi non ecclesiali, ecc. Sarà una sfida per confrontarsi non solo guardando a sé ma guardando fuori e sarà il modo migliore per essere fedeli al Sinodo parrocchiale concluso ma anche al Sinodo in corso nella Chiesa Italiana. Sarà anche un modo per mettere i laici al loro giusto posto e per trovare nuove formule di coinvolgimento di giovani e famiglie giovani, che devono avere tempi e modi di confronto che siano loro.


"In quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio da parte degli ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana. I dodici, convocata la moltitudine dei discepoli, dissero: «Non è conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle mense. Pertanto, fratelli, cercate di trovare fra di voi sette uomini, dei quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico" (At 6,1-3)

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14 novembre 2022

Giorni intensi

 Giorni sempre più intensi: la visita del Papa si avvicina paurosamente, i vari gruppi di catechismo e le attività in parrocchia stanno paurosamente partendo una dopo l'altra, gli scout incalzano paurosamente con la miriade di riunioni che fanno, telefonate, richieste e messaggi si moltiplicano paurosamente e le emergenze legate a guasti e imperfezioni di ogni tipo aumentano paurosamente. Tutto si somma e si moltiplica, poco si divide, niente si sottrae. Chepppaura. Fortuna che poi si avvicina Natale...



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01 novembre 2022

Boom al catechismo

 Primo anno che devo seguire da zero il catechismo e boom di iscrizioni al primo anno: siamo a 38, nell'ultimo giorno utile (ieri) si sono iscritti in tre... Ed è stabile l'iscrizione anche agli altri anni. Che cosa dice una cosa del genere? Un caso? Una voglia di tornare a seguire la chiesa? Una fuga da altre parrocchie? La novità del viceparroco che guardacaso segue proprio il gruppo dei più piccoli? Un desiderio delle famiglie di partecipare? Ecco forse quest'ultima è l'ipotesi più interessante: le famiglie di animatori del passato che riprendono i contatti con la parrocchia, grazie ai più piccoli che frequentano il catechismo. Ma allora... bisogna coinvolgere le famiglie non solo a fare catechismo, ma a tornare protagoniste della parrocchia... L'uovo di Colombo. Ma sarà così? Speriamo..

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12 ottobre 2022

I consigli nelle parrocchie

 Ieri sera c'è stato un incontro dei consigli pastorali e degli affari economici di alcune parrocchie della città con il Vescovo. Era nell'ambito di un giro di tutta la Diocesi in vista dei rinnovi nel prossimo anno. Niente di che, solo una presa d'atto di ciò che esiste. E nello stesso tempo un ribadire che i consigli sono l'organo di consultazione del parroco, di cui occorre tener conto, anche se sono solo "consultivi". Il clima sinodale dovrebbe a breve far scomparire questa distinzione tra parroci e laici nell'amministrazione pastorale di una parrocchia. E i consigli dovrebbero perdere la loro rilevanza istituzionale (elezioni, rappresentanti, sedute, ecc.) per lasciar spazio alla dinamica sinodale: convocazioni, allargamento continuo del giro, ascolto attento, ecc. ecc. Giocare a fare i democratici con i consigli quando la Chiesa non è una democrazia è come il bimbo che gioca a fare il negoziante senza avere un negozio.



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10 ottobre 2022

Un moltiplicarsi di richieste

 In queste settimane seguite all'arrivo di don Enrico e alla partenza di don Mario c'è stato un effetto imprevisto: un moltiplicarsi di richieste di ogni genere, che a volte mi tiene fermo a rispondere a messaggi e a mail per decine di minuti. Incredibile. E si resta presi da tre sentimenti: 1. non reggerò a lungo; 2. ce la devo fare, in fondo se avessi famiglia sono sempre in ballo; 3. meglio saggiamente regolare le cose perchè più rispondi veloce e più ti chiedono. Forse è solo il momento dell'anno. Fare tutti sti cambi a settembre sarà stato inevitabile ma poco lungimirante: ora ci si trova in poco tempo a far ripartire tutte le attività, mentre la Diocesi dal canto suo ti richiede le stesse cose dell'anno scorso, anzi di più. Forse la cosa migliore è la 4.: fai cosa puoi...

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20 settembre 2022

Un nuovo capitolo

 Così da domenica è iniziato un nuovo capitolo per il mio ministero e per la parrocchia. L'arrivo di don Enrico segna un ritmo diverso: un'attenzione maggiore per i giovani e realtà come il comitato Palio e un rapporto tutto da costruire. Ma anche la consapevolezza di essere entrato in una sorta di "terza età" dopo la seconda della collaborazione con don Mario e la prima dell'essere viceparroco. Una terza età decisamente bella perchè dato che ormai esiste anche una "quarta età" nella vita delle persone, la terza è quella della piena maturità, in cui il motore si trasferisce dal corpo allo spirito con tutta la delicatezza del passaggio. Dunque non ci si ferma, ma si procede grazie a questa sorta di motore ibrido con l'elettrico, magari non così veloce e scattante, ma tranquillo e costante. E senza emissioni di anidride carbonica...



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12 settembre 2022

cambio della guardia

 Giornate molto impegnative sia organizzativamente che emotivamente... Il cambio della guardia ha portato don Mario a s. Pietro e porterà qui don Enrico domenica prossima. Si concludono quattordici anni di collaborazione e si apre un nuovo capitolo in cui aumenta la responsabilità ma forse diminuisce il lavoro... La cosa bella sono le relazione che si sono create e che non vengono meno: serate molto belle sia il pellegrinaggio a Mondonio giovedì scorso, sia la cena venerdì sera, sia il saluto alla messa ieri mattina. Forse una chiesa fatta più di relazioni e meno di burocrazia e progetti non può che essere più simile a quella delle origini...


"La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda." (Rom 12,9-10)






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22 luglio 2022

Oratorio estivo al termine

 Oggi finirà l'oratorio estivo con la festa finale questa sera. In queste due settimane abbiamo visto bambini urlare e giocare, cantare e fare casino, come deve essere per ogni bambino. E abbiamo anche riso vedendo che a un metro da dove urlavano c'erano due muratori nella casa a fianco che facevano un cappotto e che avevano nelle orecchie questo genere di musica. Poveri... Ma abbiamo anche visto l'impegno e l'entusiasmo degli animatori che amavano i bambini (e si vedeva). Anche se le attività erano solo al mattino (tranne la giornata completa del venerdì) e anche se coinvolgevano una quarantina di bambini e non di più è sempre bello trasmettere l'idea di una parrocchia che punta alle giovani generazioni e all'incontro tra culture diverse (c'erano musulmani e cattolici, albanesi, marocchini e italiani). E' bello pensare che la costruzione di una Italia nuova e di una politica decente parta da qui.



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27 giugno 2022

ll dramma delle parrocchie nei paesi

 Venerdì sera ho assistito pure ad un'assemblea a san Paolo Solbrito convocata dal sindaco contro la decisione del vescovo di trasferire il parroco (già condiviso con Dusino San Michele) e di accorpare il tutto a Villanova. Un'assemblea da stadio, con animi esacerbati e una marea di commenti poco carini rivolti al vescovo. Subito sono stato colpito dalla violenza verbale, anche se quando sono intervenuto come Gazzetta per chiedere, visti i chiari di luna, se avevano qualche proposta fattibile, sono stato subito riabilitato dal sindaco stesso, che ha raccontato ai presenti il fatto che il vescovo avesse avuto un po' da ridire sull'articolo scritto da me circa i trasferimenti. Così sono diventato "uno di loro" e non più il "rappresentante di curia"... Ma non c'è stato verso di avere una risposta. Quella sera è stato fatto l'elogio del parroco che se ne va e si è parlata dell'importanza di un sacerdote non solo per le cose sociali (scuola d'infanzia parrocchiale, mensa a chilometri zero, oratorio) ma anche come presenza spirituale. 

Ma alla fine è stato votato un sit-in di protesta davanti al vescovado per il 17 luglio a stragrande maggioranza nonostante qualche voce discorde avesse eccepito sia sulla sostanza (in particolare un consigliere giovane che aveva ben presente cosa stesse avvenendo nelle parrocchie) sia sulla forma.

Mentre tornavo a casa non ero arrabbiato per la sostanziale durezza nel negare l'evidenza dell'impossibilità di un sacerdote per 1.200 abitanti. Riflettevo sul dramma vissuto da un paese e sui modi con cui per anni non si è preparata seriamente la comunità a questi cambiamenti epocali e su come nelle parrocchie di città si continui tranquillamente a fare come se niente fosse.


La votazione del sit-in


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07 aprile 2022

Una rete capillare di collaboratori

 In questi giorni stiamo rivedendo la grande rete di collaboratori che ci aiutano a distribuire i bollettini in tutte le case, senza doverli spedire (a parte in alcune frazioni un po' sparse). Una cinquantina di persone che effettivamente  hanno un compito semplice, ma che comunque vanno periodicamente ricontattate e eventualmente sostituite. Un lavoro di fino ma che dà una soddisfazione spirituale molto potente: sapere che la parrocchia trova collaborazioni anche da coloro che non sono regolari alla messa della domenica ma si identificano comunque con la comunità cristiana è un modo per pensare che lo Spirito va ben più al largo di quelli che vedi regolarmente. Va in avanscoperta e suscita disponibilità per le quali occorre gran rispetto e riconoscenza, senza darli per scontati. Sono un po' gli avamposti della parrocchia nelle case, nei condomini e nelle varie zone, visto che, distribuendo bollettini, è come se riconoscessero pubblicamente di avere a che fare con la chiesa.

"Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino." (Mc 12,42)

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