09 febbraio 2026

Come nasce un'opera

 Sono andato a vedere "Hamnet. Nel nome del figlio", il bellissimo film della regista coreana, naturalizzata negli Stati Uniti Chloé Zhao, che parla di come è nata la tragedia di Shakespeare, Amleto. La morte del figlio sarebbe alla base di tutto e una sorta di catarsi avrebbe trasposto la tragedia nella vita vera in tragedia nell'opera d'arte. Un bellissimo film, pieno di emozioni, ma anche di spunti di riflessione oltrechè di notizie storiche e letterarie veramente uniche. E' un po' che stanno uscendo film di grande spessore e che l'arte cinematografica ci consegna veri e propri capolavori. L'arte parla delle grandi tragedie dell'umanità quando il cinismo e l'indifferenza non hanno più le parole giuste per raccontarle.





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15 gennaio 2025

Escher

 Domenica scorsa siamo andati a vedere la mostra di Escher ad Asti ed è stata una bella esperienza. Soprattutto per entrare nella mente di un artista e delle sue tecniche veramente incredibili (xilografia, litografia). Ma anche per la sua visione dello spazio e per la sua visionarietà. Mi ha incuriosito molto l'idea che la stessa cosa (una porzione di spazio) possa essere vista in modi molto diversi dalle persone: sicuramente ciò che vedeva lui non è ciò che vedo io, ma anche ciò che poteva vedere un suo contemporaneo. E' vero: tutto parte dallo sguardo che hai sulla vita e sul mondo.

 "Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l'ho scartato, perché non conta quel che vede l'uomo: infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore". (1Sam 16,7)








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28 novembre 2024

Arte insofferente

 Ieri sono andato a visitare la mostra sull'arte contemporanea italiana dal 1950 al 1970 a Torino. Non capisco molto l'arte contemporanea e forse anche per quello tendenzialmente non la amo. Però la mostra era ben organizzata e faceva capire alcune cose. Innanzitutto il potenziale distruttivo di quegli artisti che non volevano stare dentro i paletti dell'arte convenzionale. E questo non mi dispiace. In secondo luogo la voglia di sperimentare strade nuove, di usare materiali atipici, di "vedere che effetto che fa". E questo mi piace molto. In terzo luogo erano figli del loro tempo, in cui ci si lasciava alle spalle le miserie della guerra e si respirava un mondo e una nazione che cambiava. E questo mi piacerebbe viverlo. Infine: l'arte è espressione di qualcosa che uno ha dentro e che a volte fatica a trovare i modi e le vie per farlo uscire. Non mi spiacerebbe riprendere a produrre qualcosa in tal senso, senza la pretesa di essere...un artista.


"Io ti rendo grazie:hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l'anima mia."
(Sal 139,14)





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24 novembre 2024

Il potere dell'arte

 Sono andato a vedere il film Napoli-New York di Gabriele Salvatores e non me lo tolgo più dalla testa. L'ho perfino citato nell'omelia di Cristo Re come esempio di film che parla della dignità regale al di là di ciò che capita nella vita. Un film che con il linguaggio cinematografico e artistico la dice lunga sull'immigrazione e sulla campagna d'odio che l'Europa sta montando contro i più deboli. Semplicemente opera un parallelismo pazzesco: quello che veniva detto e fatto agli italiani immigrati negli Stati Uniti è esattamente quello che viene detto e fatto da certi italiani (e certi europei, leader in testa) agli immigrati in Europa. 

L'arte parla al cuore e non solo alla testa e forse abbiamo bisogno di essere emozionati e non solo sollecitati e prendere posizione.

"Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l'amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d'Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio." (Lv 19,34)




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09 marzo 2024

Dialogo interreligioso

 Per l'aggiornamento giornalisti sono stato ad un incontro in un centro culturale islamico di Torino dove una studiosa di arte islamica dialogava con un pope responsabile degli ortodossi greci della città che a sua volta a parlato delle icone. Un dialogo ad alto livello: lui leggeva i passi biblici in greco e li traduceva in italiano, lei entrava dentro le simbologie matematiche dei mosaici e faceva cogliere tutte le sfaccettature anche filosofiche. Certo che quando la cultura entra in dialogo seriamente si scopre che c'è molto più legame che divisioni tra gli esseri umani. Forse è quando dilaga l'ignoranza o quando dilaga la finta cultura intrisa di ideologia che le cose si mettono male.

Meglio investire sullo studio, sulla cultura, sull'educazione e sul dialogo per avere risultati di lunga durata...

"Il re parlò con loro; ma fra tutti quei giovani non se ne trovò nessuno che fosse pari a Daniele, Anania, Misael e Azaria, i quali furono ammessi al servizio del re. Su tutti i punti che richiedevano saggezza e intelletto, sui quali il re li interrogasse, li trovava dieci volte superiori a tutti i magi e astrologi che erano in tutto il suo regno." (Dan 1,19-20)



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20 febbraio 2024

il visionario tim burton

 Domenica siamo andati a vedere la mostra su Tim Burton al museo del cinema di Torino. Oltre alla bellezza dell'insieme all'interno della mole, la mostra in sé ne valeva assolutamente la pena e mi ha dato l'idea di come un pazzo visionario e magari disturbato mentalmente (a vedere i personaggi creati e le scene immaginate come in genere i suoi film c'è sempre da stare un po' turbati...) possa diventare un genio. Scene orrende che diventano opere d'arte e non c'è mai il gusto splatter per farti rivoltare le budella come in certi polpettoni horror di oggi, ma tutto si trasforma quasi in delicatezza e dolcezza. Eccezionale. Certamente da rivedere i suoi film...

"Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l'aspetto: avevano sembianza umana avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d'un vitello, splendenti come lucido bronzo. Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d'uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, e queste ali erano unite l'una all'altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé." (Ez 1,4-9)

Il Tim Burton della Bibbia è Ezechiele: la visione va avanti ancora per qualche versetto






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06 aprile 2022

Grande Bansky

 Anche se non si è anarchici non si può non essere provocati dall'efficacia delle opere di Bansky, che sono in mostra a Porta Nuova. Non c'è bisogno di troppe parole: basta l'immagine.


"Ascoltate questo, voi che vorreste divorare il povero
e distruggere gli umili del paese;
voi che dite: «Quando finirà il novilunio,
perché possiamo vendere il grano?
Quando finirà il sabato, perché possiamo aprire i granai, diminuire l'efa, aumentare il siclo e usare bilance false per frodare,
per comprare con denaro i poveri,
e l'indigente se deve un paio di sandali?
E venderemo perfino lo scarto del grano!»
(Am 8,4-6)










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03 gennaio 2022

Il grande Roberto

 Ogni primo dell'anno è un appuntamento fisso con la danza di Roberto Bolle. Un appuntamento con la bellezza e con l'arte ma anche con la potenza del corpo umano. Quest'anno in particolare mi è piaciuto il numero con le "farfalle" olimpioniche, che hanno dato di sé una prova egregia: da stare a bocca aperta. E penso che sia un bel modo di vivere il tempo di Natale: contemplare ciò che Dio ha creato e a quanto può arrivare. Mi spiace per i fanatici della tecnologia, ma trovo più ammirevole vedere il superamento dei limiti normali da parte di un ballerino o di una ballerina, di un ginnasta e di uno sportivo che negli apparati tecnologici. Torno ad ammirare la tecnologia quando è messa a servizio della medicina e della chirurgia, ma non oltre.


"Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo." (Sal 138,14)



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26 novembre 2021

Arte vera e arte fuffa

 Dicevo ieri che avevo due considerazioni da fare vedendo la mostra di Fattori. La seconda derivava dal fatto che qualche ora prima in facoltà ci avevano fatto vedere una piccola esposizione intitolata "Vulnerabilis" con cinque opere contemporanee sulla vulnerabilità umana. Al di là dell'apprezzamento o meno per l'arte contemporanea, la questione è che chi ce l'ha illustrata, ci ha spiegato tutti i significati che lei leggeva dietro quelle opere d'arte. Come se dovessimo imparare qualcosa a memoria. Ma l'arte prima di tutto parla da sé, poi al massimo, se non la capisci, vai a documentarti, esattamente come se non capisci una lingua straniera. Spiegare a tutti i costi un'opera d'arte è ammazzarla. Specialmente quando l'opera d'arte non ti colpisce per niente.

"Quando Baldassàr ebbe molto bevuto comandò che fossero portati i vasi d'oro e d'argento che Nabucodònosor suo padre aveva asportati dal tempio, che era in Gerusalemme, perché vi bevessero il re e i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine." (Dan 5,2)

lo sfregio, la profanazione




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25 novembre 2021

Il grande Giovanni Fattori

 Ieri ho visto a Torino la mostra di Giovanni Fattori e mi sono venute due considerazioni molto particolari. Le divido in due giorni... La prima è questa. Lui era convinto di fare un certo genere di pittura (la macchia) e invece era bravo a ritrarre scene realistiche con personaggi definiti. Però ha scoperto che poteva dipingere scene di soldati (delle guerre di Indipendenza) comunicando un messaggio di inutilità delle guerre e di amarezza per le speranze deluse in un'Unità di Italia che ha cambiato poco. Così i suoi quadri di soldati apparentemente sono descrittivi, ma in realtà comunicano altro. Un genio. Un genio che è venuto fuori dall'accettare di non seguire il proprio interesse (che poi era una moda, quella dei macchiaioli) ma il proprio carisma, reintepretandolo.

Tante volte pensiamo che se andiamo fuori dal seminato questo sia garanzia di libertà. Invece a volte nello stare "nel seminato", entro i confini normali, ma standoci con libertà, allora si trasforma tutto. Insomma: non c'è bisogno di combattere contro qualcuno per dimostrare di essere liberi, ma solo se si è liberi dentro allora si fanno le cose normali in modo rivoluzionario.


"Amos rispose ad Amasia:
«Non ero profeta, né figlio di profeta;
ero un pastore e raccoglitore di sicomori;
Il Signore mi prese
di dietro al bestiame e il Signore mi disse:
Va', profetizza al mio popolo Israele."
(Am 7,14-15)






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13 gennaio 2021

pure la pittura

 Cosa non si fa per passare il tempo? Ci si improvvisa "pittori" pur non avendone la capacità (ricordo il terrore delle ore di educazione artistica a scuola e che ho scelto come superiore una scuola che non prevedesse disegno, neanche tecnico...). Però passate le umiliazioni subite in una età delicata da una insegnante delle medie decisamente inadeguata... poi dipingere è un piacere e uno si arrabatta, iniziando a copiare. Chissà forse il virus scompare prima (?!).

"Osserva l'arcobaleno e benedici colui che lo ha fatto:
quanto è bello nel suo splendore!" (Sir 43,11)




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20 ottobre 2020

arte e natura

 Ultimo giro sulle Alpi prima della pausa invernale... Andiamo ad Elva, in val Maira, ma il giro ha più di contorno che altro: ci sono stupende chiesette, tra cui la parrocchiale è tutta affrescata (la "cappella Sistina" della Alpi). Così dedichiamo un po' di tempo anche a questo e non solo a camminare. Il connubio arte e natura è splendido, anche se sono posti da lupi: nonostante questo il turismo è sviluppato e molte baite ristrutturate. Da ritornare, con più calma per il giro delle 28 frazioni che dura otto ore.

" Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse." (Gn 2,15)


Santa Maria Assunta

Veduta verso giù (bella didascalia..)

San Pietro


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17 settembre 2019

Gualino, Van Gogh

Riccardo Gualino
Ieri ho preso mezza giornata e sono andato a Torino a vedere la mostra sulle collezioni di Gualino e il documentario cinematografico su Van Gogh e il Giappone. La prima mi ha fatto conoscere la vicenda di questo industriale piemontese, delle sue vicissitudini col fascismo e del suo amore per l'arte. Ma anche lo sfarzo in cui viveva tra castello di Cereseto, castelli a Sestri Levante e villa in centro Torino. Il secondo mi ha messo a contatto con le miserie di Van Gogh, morto poi suicida. L'arte è per tutti ma c'è differenza tra chi la produce e chi ne gode. Chi la produce spesso è preso da un'ansia e una inquietudine che trova pace solo nella produzione di opere d'arte. Chi ne gode, invece, spesso è desideroso di equilibrare istinti di potere, di ricchezza, di efficienza con il gusto per qualcosa di eterno. Insomma: solo chi è amorfo oppure superficialmente tranquillo non è artista e non apprezza l'arte.

Quanto sono amabili tutte le sue opere!
E appena una scintilla se ne può osservare.(...)

chi si sazierà nel contemplare la sua gloria?" (Sir 42,22.25b)

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30 giugno 2019

un saggio di fine anno...particolare

Ieri sera sono stato trascinato da mia sorella e mio cognato al saggio di fine anno di canto a cui partecipa mio nipote. Ero rassegnato alla solita passerella tra genitori che vanno in brodo di giuggiole per il loro figlio e invece ho trovato due ore di spettacolo all'altezza di tale nome. Due ore volate con più di 30 canzoni, danze, stacchi di recitazione, ecc. Ma soprattutto con un grande tema neanche troppo sottotono: come cambiare il mondo e la propria vita senza aspettare. E una serie notevole di messaggi contro coloro che sfruttano la paura degli altri "dipingendo su misura dei propri incubi presunti nemici" e contro coloro che l'umanità non sanno neanche più dove sta di casa. Notevole.
Ecco il modo corretto per ricostruire un sentire umano: attraverso l'arte, attraverso il far leva sulle emozioni, attraverso un'azione normale come un saggio di fine anno che diventa qualcosa di più. Me ne sono tornato a casa un po' migliore e anche... ammirato dalla bravura di mio nipote...

"Le grandi acque non possono spegnere l'amore
né i fiumi travolgerlo." (Ct 8,7)

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