21 dicembre 2024

Un film che colpisce

 Non è un bel film, né un capolavoro quello che sono andato a vedere ieri sera. E' un film che ti colpisce per due motivi: ti fa capire certi meccanismi che si sanno "per sentito dire" ma lì si vedono messi in scena e perchè ti danno motivi di riflessione a gogò. Non è un "bel film" perchè alcune scene sono pacchiane e perchè è didascalico: puoi tranquillamente associare ai vari personaggi dei "ruoli" e ne risulta un pippone più simile all'omelia che all'arte. Se non è un bel film, tanto meno è un capolavoro. Ma conviene andarlo a vedere. Opps dimenticavo che film è... 

E' "Conclave". Basti sapere questo.

"E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa." (Mt 16,18)



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18 novembre 2024

Sinodo italiano

 Di ritorno da Roma dopo tre giorni di lavori del Sinodo italiano. Partito con un po' di diffidenza per queste cose un po' cervellotiche e che sembra non lascino nulla, solo parole. In realtà trovo un clima di buon confronto e l'impressione che la chiesa italiana abbia cambiato marcia, lasciandosi dietro paludamenti e inutili salamelecchi gerarchici. Tutto è più diretto e meno pomposo e anche se i risultati sembrano ancora assai nebulosi, si potrebbe dire che la nebbia si dirada. In fondo si trattava di elaborare insieme le schede che serviranno per il confronto in diocesi su molti temi di vita ecclesiale. Io ero nel gruppo che trattava di comunicazioni sociali e cultura: un tavolo di una decina di persone con due vescovi, un diacono, io come sacerdote e sei laici. Altri tre tavoli trattavano dello stesso tema. Dopo un giorno di discussione il risultato è soddisfacente ma soprattutto c'è voglia di andare avanti e non di lamentarsi. Il tutto nella basilica di san Paolo fuori le mura, che non è così male...anzi. 

Celebrazioni ancora un po' barocche, allungate dal fatto che l'altare è rialzato e ci vuole il doppio del tempo solito. Su questo c'è ancora da lavorare e sfrondare, ma si sa, la liturgia è spesso la zavorra di tutto il resto. Vedremo come si andrà avanti.

"Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge." (Gal 5,18)





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16 ottobre 2023

Lione: apertura al mondo

 Mentre succedeva il dramma in Palestina, io a Lione ho partecipato al convegno organizzato dal Prado con Università statale e università cattolica di Lione sulla figura del fondatore, padre Antonio Chevrier e sulle vicende dell'Istituto fino ad oggi. Un convegno molto massiccio per mole di interventi e di relazioni, a cui non ero abituato. Ma poichè i partecipanti venivano da diverse parti del mondo (i più lontani dal Madagascar e dal Cile), si è voluto concentrare molto in pochi giorni. L'effetto positivo, però, è stata l'apertura alla dimensione internazionale della Chiesa che mi ha fatto capire quanto noi italiani siamo provinciali. Dibattiamo di cose come se si parlasse del futuro della Chiesa e invece è il futuro della chiesa italiana e neanche di tutta l'Italia. In Francia su alcune cose sono decisamente più avanti (per es. il fatto che due preti gestiscano 40 parrocchie nella Champagne farebbe tremare i polsi a ogni sacerdote italiano e invece loro lo fanno con naturalezza e senza farlo sembrare come un atto eroico), ma il loro atteggiamento è molto razionale e certe cose non riescono a coglierle. 

Al di là delle differenze, però, si percepisce che qualcosa accomuna tutti e il vocabolario resta lo stesso. Forse la formazione del clero dovrebbe farci uscire dalle strettoie su cui discutiamo da almeno tre decenni e che ormai non sono neanche più minestra scaldata.

"Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati." (Is 25,6)

Dalla finestra della camera... a Limonest

All'Università Lione 3

Al Prado di Lione

Il Rodano

All'Università Cattolica col vescovo di Lione


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22 novembre 2022

Genitori africani

 Ieri sera sono andato da una famiglia nigeriana a cui è nata un bambina da poco e che deve essere battezzata. Sono finito direttamente in camera da letto loro (ero abituato che si andava in cucina o in sala) dove si è svolto l'incontro. E' stato un incontro in preparazione al battesimo in inglese (non da Oxford...) perchè il marito non capiva l'italiano. E già lì è stato un cine tradurre i termini tecnici (perlopiù a gesti). A differenza del solito la bambina è sempre stata tra le braccia del padre, che si mostrava molto affettuoso e amorevole, mentre la madre era molto decisa e piena di iniziativa. Insomma: non è stato solo un incontro con una famiglia, è stato un incontro con una cultura... Ma la cosa bella è che la fede era la stessa e mi sono accorto da qualche battuta che facevano, che erano molto credenti e che avevano già partecipato ad altri battesimi, perchè si ricordavano i gesti del battesimo, quando io glieli descrivevo. Veramente la comunità cristiana si sta trasformando...

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27 maggio 2021

Ancora sulla chiesa italiana (poi basta...)

 Usiamo i toni ironici. Papa Francesco dice che la chiesa italiana soffre di amnesia perchè si è dimenticata del convegno di Firenze del 2015, quando aveva iniziato di fatto un cammino di sinodalità. E usa espressioni carine:  "Sono passate tante cose dal primo incontro” e c’è una cosa “che ho visto: l’amnesia. Perdiamo la memoria di quello che abbiamo fatto, Firenze”.

Strano e un po' ingrato. Perchè la Chiesa italiana ha sempre seguito una linea chiara e senza mai ripetere le stesse cose. Prendiamo il convegno di Verona (2005) a cui ho partecipato anch'io. Lì si diceva che era importante usare come riferimenti i luoghi di vita della gente, non le attività degli uffici pastorali: affettività, lavoro e festa, sofferenza e fragilità, tradizione ed educazione, impegno civile e politico. Ad Asti si era perfino deciso di dedicare un anno per volta ad ogni ambito. Ma forse l'alzheimer era già presente, perchè non solo non si è fatto, ma nessuno se n'è accorto.

Poi a Firenze si è deciso di sostituire i nomi con i verbi. Più "fashion"...: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. Sembra un gioco della settimana enigmistica. Al prossimo convegno si useranno le congiunzioni: e, o, ma, conciossiacosacchè, ecc. Ancora più ermetico e affascinante per chi ha del tempo da perdere per far credere che è assolutamente importante ragionare così. Al convegno dopo toccherà ai segni di punteggiatura: punto (quel che è dato per acquisito), virgola (quello che richiede un approfondimento), punto e virgola (quel che è acquisito ma non è dogmatico), due punti: (quel che va spiegato) e punto interrogativo (quel che è in dubbio). E perchè non i numeri?: 1, 23, 0,7, 1.700.789 e - 345. Sarebbero perfino capaci a trovare un senso in quello.

Comunque sia l'effetto è lo stesso: tutto cancellato e si riparte. Papa Francesco però ha diagnosticato l'alzheimer e ora bisogna curarlo per quel che si può. 

"guàrdati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile" (Dt 6,12)




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20 gennaio 2011

ecumenismo

Martedì sera c'è stato l'incontro ecumenico di preghiera con la presenza di cattolici, ortodossi rumeni, evangelici e avventisti. Presenza lontana dei copti, impegnati nella loro festa dell'Epifania. Piacevole questo scambio di letture diverse della stessa fede e molto salutare: gli avventisti molto dettagliati nel commento della Bibbia, gli ortodossi molto presi dalla lotta contro il secolarismo e l'ateismo strisciante. Noi cattolici in quella sede abbiamo fatto la figura dei "pacificatori" cercando di creare il miglior ambiente possibile. Mi ricordava ciò che diceva un autore venuto a parlare ad Asti la settimana di Natale: la chiesa cattolica visto che ha strutture che altre chiese non hanno (per es. rappresentanze diplomatiche) poco alla volta diventa portavoce di tutte le religioni di fronte al mondo. Martedì è stato così.
Due possibilità:
- non ha nulla da dire e si limita a fare un po' di buonismo e a tuonare ogni tanto
- il suo dire corrisponde al farsi da parte per costruire un dialogo dal basso e mettendo a disposizione strutture e patrimonio dottrinale e culturale.
Mi piace di più la seconda.

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