09 marzo 2024

Dialogo interreligioso

 Per l'aggiornamento giornalisti sono stato ad un incontro in un centro culturale islamico di Torino dove una studiosa di arte islamica dialogava con un pope responsabile degli ortodossi greci della città che a sua volta a parlato delle icone. Un dialogo ad alto livello: lui leggeva i passi biblici in greco e li traduceva in italiano, lei entrava dentro le simbologie matematiche dei mosaici e faceva cogliere tutte le sfaccettature anche filosofiche. Certo che quando la cultura entra in dialogo seriamente si scopre che c'è molto più legame che divisioni tra gli esseri umani. Forse è quando dilaga l'ignoranza o quando dilaga la finta cultura intrisa di ideologia che le cose si mettono male.

Meglio investire sullo studio, sulla cultura, sull'educazione e sul dialogo per avere risultati di lunga durata...

"Il re parlò con loro; ma fra tutti quei giovani non se ne trovò nessuno che fosse pari a Daniele, Anania, Misael e Azaria, i quali furono ammessi al servizio del re. Su tutti i punti che richiedevano saggezza e intelletto, sui quali il re li interrogasse, li trovava dieci volte superiori a tutti i magi e astrologi che erano in tutto il suo regno." (Dan 1,19-20)



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01 settembre 2020

ecumenismo dal basso

 Sono reduce da un'intervista al pastore della chiesa evangelica delle Assemblee di Dio ad Asti. Un'intervista su come le diverse comunità religiose hanno affrontato l'epidemia, che mi costa un po' di fatica nei contatti e nei tempi. Soprattutto questo pastore aveva proposto di vederci faccia a faccia... da lui. In realtà mi aspettavo un'altra persona. Invece dovremmo essere più o meno coetanei e il dialogo è stato proprio interessante. Come al solito scopri che la relazione personale può superare molte divergenze e che la comune fede in Gesù Cristo può buttare molti ponti.

Mi ha parlato della comunità che ha molti giovani al suo interno e che svolge molte attività, della sua recente nomina a direttore di una comunità di recupero dalle dipendenza ad Acqui, della rivista nazionale di cui è stato caporedattore e ci siamo trovati dalla stessa parte nell'analisi degli effetti dell'epidemia e dei limiti/risorse della comunicazione online.

Così al termine dell'intervista mi sono riproposto di tornare un'altra volta, sia a visitare la loro comunità, sia a fare qualche altro articolo che mettesse a conoscenza la vita delle comunità religiose dell'astigiano.

"Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione;  un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.  Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti." (Ef 4,4-6)

La grande chiesa di via Monti


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22 gennaio 2020

la fede ecumenica

In questa settimana di preghiera per l'unità dei cristiani ho respirato come mai in anni precedenti cosa significa credere in Cristo pur da prospettive diverse. Non solo ho partecipato alla celebrazione ecumenica lunedì sera ma ho dovuto seguire per il giornale due pagine sull'argomento, andando ad intervistare il pastore evangelico e il pope ortodosso. Due incontri molto belli, dai quali traspare le profonde diversità di impostazione: il pastore molto sicuro di sé e della fede nella Parola di Dio, tutto centrato sulla scelta di mettere Cristo a fondamento della vita; il pope più in balia degli eventi, più espressione del fatto di essere una comunità di stranieri che cerca di respirare un po' della madrepatria eppure affidato al Signore e umile nei toni.
Inoltre ieri pomeriggio nella benedizione delle famiglie sono stato accolto da una famiglia di evangelici (non sapevo che erano tali) e con loro ho avuto una piacevolissima chiacchierata ancora sulle prospettive della fede, sull'impegno nella loro comunità, sulla figlia missionaria a Panama, ecc. Accidenti: quando ho di questi incontri mi stanno ancora più strette le disquisizioni pseudopastorali sulle parrocchie, il catechismo, la formazione dei laici, la carità... A volte sembra che siano disquisizione che fanno i conti senza l'oste, perchè non lasciano trasparire la fede che ci sta dietro, ma solo l'organizzazione aziendale.

"Gli indigeni ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un gran fuoco, che avevano acceso perché era sopraggiunta la pioggia ed era freddo" (At 28,2)

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20 marzo 2011

sacerdote ortodosso

E' venuto venerdì sera da noi padre Paolo, un giovane sacerdote ortodosso con moglie e tre figli, a commentare il brano del Vangelo sulla Trasfigurazione. Una serata veramente bella, che ci ha fatto conoscere tante cose sul cristianesimo ortodosso, ma soprattutto che ha instaurato un clima di amicizia e di fraternità nella stessa fede. Inoltre si vedeva che lui aveva uno spirito di dialogo quasi nel Dna: prevedeva quasi le domande ed era molto disponibile a qualunque genere di chiarimento.
Alla fine è scappato pure l'invito a casa sua per una cena insieme.
I risultati sono stati tanto stupefacenti che ci siamo pure dimenticati di lasciargli un piccolo contributo per la sua chiesa.
E' proprio vero: la fede cristiana è un tesoro inesauribile e quando senti il contributo di comunità che per tanto tempo hanno camminato parallelamente alla tua non puoi che esserne arricchito. Lo stesso Vangelo, letto in modo simile eppure con accenti diversi.

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20 gennaio 2011

ecumenismo

Martedì sera c'è stato l'incontro ecumenico di preghiera con la presenza di cattolici, ortodossi rumeni, evangelici e avventisti. Presenza lontana dei copti, impegnati nella loro festa dell'Epifania. Piacevole questo scambio di letture diverse della stessa fede e molto salutare: gli avventisti molto dettagliati nel commento della Bibbia, gli ortodossi molto presi dalla lotta contro il secolarismo e l'ateismo strisciante. Noi cattolici in quella sede abbiamo fatto la figura dei "pacificatori" cercando di creare il miglior ambiente possibile. Mi ricordava ciò che diceva un autore venuto a parlare ad Asti la settimana di Natale: la chiesa cattolica visto che ha strutture che altre chiese non hanno (per es. rappresentanze diplomatiche) poco alla volta diventa portavoce di tutte le religioni di fronte al mondo. Martedì è stato così.
Due possibilità:
- non ha nulla da dire e si limita a fare un po' di buonismo e a tuonare ogni tanto
- il suo dire corrisponde al farsi da parte per costruire un dialogo dal basso e mettendo a disposizione strutture e patrimonio dottrinale e culturale.
Mi piace di più la seconda.

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10 settembre 2010

chiese e pace

Ho finito di leggere il documento preparatorio per l'assemblea ecumenica delle chiese cristiane che si terrà in Giamaica nel 2011 e che è tutto dedicato alla pace. Inizia con un richiesta di perdono per tutte le volte che le varie Chiese sono cadute nella tentazione della violenza, sull'onda delle richieste di perdono di Giovanni Paolo II. Verrebbe da dire: troppo tardi... anzi, sarebbe meglio fare un serio esame di coscienza per verificare quali violenze attualmente vengono fatte dalla Chiesa per evitare che fra qualche decennio non ci si trovi a chiedere perdono per queste...
Ma poi penso che il chiedere perdono sia il primo passo per cambiare atteggiamento verso gli altri e che chiedendo perdono si riconosce la propria fragilità non solo passata ma anche futura. Chi ha nulla da farsi perdonare, deve essere un mostro di perfezione... meglio non averci a che fare.

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