10 luglio 2024

Visti da fuori

 Una scena troppo carina successa stamattina presto. Già postata su Instagram ma vale anche la pena scriverci qualcosa. Ecco alcune domande:

- ma questo passerotto aveva bisogno di qualcosa?

- era solo curioso?

- stava guardando dentro volontariamente o per istinto?

- e che cosa vedevano i suoi occhi?

- e come mi vedevano i suoi occhi?

- e così via...

"Benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli." (Dan 3,80)




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16 giugno 2021

I grandi filosofi

 Sto leggendo un interessante libro intolato "La giustizia digitale" che analizza gli effetti dell'uso degli algoritmi sull'apparato giudiziario. Argomento particolare ma utilissimo anche per capire in che razza di vicoli ciechi ci stiamo infilando. Una delle cose che il digitale promette è di eliminare la discrezionalità dei giudizi e i privilegi di casta. E così gli autori introducono una citazione che mette in luce gli esibizionismi dei magistrati: "Questo mistero è da tempo ben noto ai nostri magistrati. Le loro toghe rosse, i loro ermellini, di cui si vestono come gatti impellicciati, i palazzi dove giudicano, i fiordalisi, tutto questo augusto apparato era strettamente necessario; e se i medici non avessero sottane e pantofole, e se i dottori non avessero berrette quadrate e toghe di quattro misure più ampie del necessario, non avrebbero mai ingannato il mondo che non può resistere a questo sfoggio così autentico. Se i magistrati possedessero la vera giustizia e se i medici possedessero la vera arte della guarigione, non saprebbero che farsene di berrette quadrate; la maestà di queste scienze sarebbe di per sé molto venerabile, ma non essendo che scienze immaginarie, devono utilizzare questi strumenti per colpire l’immaginazione, e così in effetti ottengono rispetto"

Sembrerebbe molto attuale... E invece è di Blaise Pascal, 1699, tratta dai suoi Pensieri. Notevole.

" Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini." (Mt 6,5)



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16 gennaio 2011

filosofia popolare (e fede popolare)

Ieri ho letto un interessante articolo sul fatto che si stia sviluppando una filosofia popolare, fatta di riflessioni sugli oggetti di uso comune (es. cellulare) oppure su film (es. Matrix) oppure su musica, che da tempo non esisteva più, soppiantata dalla filosofia accademica. E ovviamente la filosofia accademica guarda con sufficienza a questo genere di riflessioni. Eppure è la strada per riportare la filosofia alla gente, non tanto perchè se ne interessi (non tutti possono amare la materia) quanto perchè capisca che c'è una dimensione filosofica nella vita di tutti senza la quale diventiamo o molto materiali (presi dalle mille cose da fare senza sapere più il perchè) oppure anche intellettuali ma molto specialisti (ciascuno sa tanto ma solo in un settore: per es. la patata nella Francia del XVII sec.).
Mi chiedevo se questa sia la sorte anche della fede e della teologia: riservata a pochi esperti e poi alla fine non si comprende più che nella vita di tutti i giorni c'è una dimensione religiosa che passa per le cose più banali (dalle scelte al supermercato al dialogo con gli amici), senza la quale si diventa... Che cosa?

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28 novembre 2010

compleanno e filosofia

Sono diventato più pigro nell'aggiornare il blog, così devo mettere insieme più cose. Prometto in questo Avvento che ci dedicherò più tempo...
Venerdì scorso è stato il mio compleanno (45 anni) e ho ricevuto due regali:
- il primo è fatto dagli attestati di stima di molta gente, che attraverso oggetti, biglietti, messaggi e telefonate mi hanno fatto un po' assaporare la bellezza dell'amicizia. In realtà ho ricambiato un po' da zoticone, non fermandomi alla sera a mangiare una torta con alcuni di loro. Così ho capito che la "festa a sorpresa" può essere una sopresa sia per il festeggiato, ma a volte anche per gli organizzatori...
- il secondo è stato il vedere uno degli studenti di filosofia che il pomeriggio è venuto a dare l'esame, esprimere un grande interesse per la materia (non solo intellettuale, ma che gli veniva dal cuore, visto che gli brillavano gli occhi) e il desiderio in futuro di iscriversi alla facoltà di Torino. Temeva però che lo studio della filosofia fosse un po' un pericolo per la sua fede e mi chiedeva consiglio al riguardo. La domanda precisa era: "Ma secondo lei studiare filosofia rafforza o indebolisce la fede?". Che cosa avreste risposto?

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17 marzo 2010

diritti degli animali

Sto leggendo un libro sull'etica ambientale, intitolato "Valori selvaggi" che riporta dei saggi di filosofi nordamericani e australiani. In particolare mi ha colpito il saggio dei coniugi Routley che parlano dello "sciovinismo degli umani". Secondo loro delle due l'una:
- o è possibile trovare delle qualità che accomunino tutti gli esseri umani e allora si può accettare che i valori morali siano riservati agli esseri umani (ma questo pare impossibile perchè o si tratta di qualità che sono anche degli animali come l'entrare in relazione o si tratta di qualità che neanche tutti gli uomini hanno come la razionalità);
- oppure dire che valori e diritti sono riservati agli umani è ingiusto e "sciovinista": sono anche degli animali.
Il ragionamento non fa una grinza, peccato che un po' di buon senso non guasterebbe... C'è proprio da dire: "valori selvaggi..."

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02 febbraio 2010

agostino

Non so se vi è capitato di vedere domenica e lunedì sera il film su s. Agostino. Io ho visto solo la prima puntata e ho registrato la seconda perché preso da impegno assolutamente improrogabile (diciamo che sono arrivato tardi dalla pizzeria). Però sono stato molto colpito dalla vicenda di Agostino che conoscevo dalle sue "Confessioni" ma che messa nei panni di Alessandro Preziosi e Franco Nero fa tutto un altro effetto. Sarà che mi sento vicino alla sua ricerca filosofica oppure che mi piace l'ambiente romano antico, però devo dire che smuove dentro molte cose (e non per una cattiva digestione!).
C'è qualcuno che l'ha visto?

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