15 febbraio 2025

Funerali e gente popolare

 Siamo reduci dal funerale di un quarantenne con seri problemi di salute, in parte autocausati che lascia due figli. Gente in gran parte di estrazione popolare e anche relativamente giovane, che presumibilmente non mette molto i piedi in chiesa. Eppure alla fine una parente ha voluto dire due parole, ringraziando i presenti e parlando con molta sobrietà e compostezza del defunto. Si parlava nei giorni scorsi che l'esperienza di fede in parrocchia è ormai plasmata sulle classi medie, richiede consapevolezza, formazione, approfondimento e così si lascia dietro tutte le fasce popolari, preda di ambienti tossici di estrema destra. Il funerale è una delle poche occasioni in cui si intercettano: conviene valorizzarlo al meglio anche se è molto complicato stabilire una sintonia. Complicato ma non impossibile: siamo legati dallo stesso Spirito...

"Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: "Non piangere!". (Lc 7,12-13)



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06 settembre 2024

Senza funerale

 In questi giorni in cui i funerali abbondano uno non c'è stato. Una signora relativamente giovane, membro di una famiglia conosciuta in zona e che non sempre economicamente se la cava, dopo aver sofferto di una malattia che l'ha poco alla volta portata via, è deceduta. Si aspettava di fissare il funerale e stamattina si scopre che non ci sarà nessun funerale, ma che sarà portata direttamente al cimitero. Per un verso ognuno è libero di fare ciò che vuole (e un funerale in meno è anche lavoro in meno). Per l'altro, essendo una persona di ambiente popolare, fa pensare:

- non tutta la famiglia è credente, anzi un fratello è decisamente ostile e può aver prevalso questa dinamica

- più precisamente il sospetto è la questione economica: portare la defunta in chiesa significa dover pagare per i portantini e questo magari non potevano permetterselo. 

- nello stesso tempo non siamo stati avvertiti come è successo invece altre volte, altrimenti potevamo attrezzarci e andare là. Di nuovo: è perchè non hanno voluto (non mi sembra questo il caso), o perchè non ci hanno proprio pensato?

Il tema è questo: le persone di ambiente popolare, per le quali la fede potrebbe essere una grande risorsa, si stanno allontanando da essa? E, di conseguenza, la fede sta diventando d'élite?

"Tobia uscì in cerca di un povero tra i nostri fratelli. Di ritorno disse: «Padre!». Gli risposi: «Ebbene, figlio mio». «Padre - riprese - uno della nostra gente è stato strangolato e gettato nella piazza, dove ancora si trova». Io allora mi alzai, lasciando intatto il pranzo; tolsi l'uomo dalla piazza e lo posi in una camera in attesa del tramonto del sole, per poterlo seppellire." (Tb 2,3-4)



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26 marzo 2021

Benedizioni o superstizioni?

 Grande dibattito sulla richiesta di benedizioni. Qualcuno le considera il residuo delle superstizioni. Altri un pallido segno di permanenza di una visione religiosa del mondo. Eppure sono uno dei nodi cruciali. visto che è uscita tutta la questione del divieto di benedizione delle coppie omosessuali. Chi snobba le benedizioni dovrebbe snobbare anche quella e pensare che la Chiesa ha fatto bene, non per via della coppia omosessuale ma per via della necessità di togliere ste benedizioni. Chi invece le considera come un piccolo segno di fede allora dovrebbe poi occuparsi del merito della questione e chiedersi se una coppia omosessuale non possa esprimere assolutamente nulla di religioso o trascendente. Insomma: un bailamme.

Ma perchè scrivo di questo? Così si sdrammatizza. Ero stato contattato a inizio settimana per benedire una famiglia in una casa nuova e avevo detto di telefonare oggi. Mentre il computer si stava accendendo, ecco che arriva la telefonata... Nooo, domani è un casino. Ma avevo detto che sarei andato... Dove abitate? Ah ok. A che ora posso venire? Ah, non ci abitate ancora? Andate lì a metà aprile? Beh allora chiamatemi quando avete fatto trasloco, perchè (giustamente) non si benedice una casa, ma una famiglia che abita in una casa. E se la casa è vuota... Insomma, me la sono cavata 😂😂 

Resta il vago sentore di aver fatto i miei comodi. Ma no: la benedizione va fatta con un senso, altrimenti rafforza la superstizione e non comunica nessun segno di fede.

"Poi prenderai l'olio dell'unzione e ungerai con esso la Dimora e quanto vi sarà dentro e la consacrerai con tutti i suoi arredi; così diventerà cosa santa." (Es 40,9)




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06 dicembre 2020

Segni dall'aldilà?

 Stamattina presto è venuto a cercarmi uno che abita con moglie e figlia dalle nostre parti e al quale è mancata la mamma qualche giorno fa. Era visibilmente turbato e cercava di parlare con un prete per via di segni che la madre avrebbe mandato ai figli, dopo la morte, segni della sua presenza e della sua vicinanza. Segni richiesti dai figli stessi e interpretati come gesti buoni. Ma strani e non vale la pena qui entrare nei dettagli: uno di questi era effettivamente inesplicabile. In passato ero molto dubbioso su ste faccende ma a forza di sentire persone che raccontano cose diverse ma con dinamiche molto simili, alla fine ho cominciato a ragionare come se questo fosse possibile. E spiegazioni sensate, anche se strane e paranormali, ce ne sono a bizzeffe.

Veramente la fede in Cristo è un faro sull'aldilà, senza il quale c'è di tutto: da chi dice che non c'è niente solo perchè non vede, a chi cerca di entrarci con le tecniche più oscure a chi cerca di fregare gli altri con le tecniche più ridicole... Insomma: va bene indagare e farsi domande su questi angoli bui, ma munendosi almeno di una torcia che non si spegne, come la rivelazione di Gesù.

"Saul si camuffò, si travestì e partì con due uomini. Arrivò da quella donna di notte. Disse: «Pratica la divinazione per me con uno spirito. Evocami colui che io ti dirò». " (1Sam 28,8)




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11 agosto 2020

virus e persone ai margini

 Due funerali in questi giorni con la presenza di molta gente di ambiente popolare e mi rendo conto che le diseguaglianze sociali si ripresentano anche in situazione di epidemia, durante la quale, al contrario, bisognerebbe tutti lavorare per la stessa causa. Molto difficile far rispettare le norme del distanziamento sociale e far capire che anche se è morto uno giovane, non è la stessa cosa un funerale in tempo normale e un funerale in tempo di coronavirus. Il coro non c'è, neanche su richiesta, perchè non ci può essere...

Nello stesso tempo l'impressione è che per molti di loro è come se fosse calata una dittatura di gente ricca ed esperta: loro da sempre sono alle prese con la sopravvivenza quotidiana,  non programmano a lunga distanza. Ora che anche quelli più ricchi si ritrovano con questioni di sopravvivenza e con l'impossibilità di farsi programmi troppo in là, alla fine è una specie di "invasione di campo". Perciò guardano ai volontari durante le celebrazioni con aria di sufficienza... Non tutti, certo. Però fa riflettere che se costoro non erano pienamente inseriti dentro le opportunità che un sistema economico come il nostro garantiva, ora che non lo garantisce più, non ci sperano e non ci provano. Terreno fecondissimo per la varie mafie...che garantiscono la sopravvivenza e un certo grado di sicurezza. 

"Difendete il debole e l'orfano,
al povero e al misero fate giustizia!

Salvate il debole e l'indigente,
liberatelo dalla mano dei malvagi!»."
(Sl 82,3-4)

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03 febbraio 2012

"the passion" colpisce


Girando per la benedizione delle famiglie sono capitato a casa di un ragazzo che da piccolo frequentava l'oratorio e ho trovato suo padre, un uomo grande e grosso che mi trattava molto amichevolmente, anche se, devo dire, non ricordavo che fossimo così in confidenza. Stavo già per andar via, quando ha intavolato il discorso sul film "The passion": mi ha detto sostanzialmente che si è commosso al vedere quel film e mi ha detto che ha pensato: "uno che ha passato quel che ha passato Gesù doveva essere per forza figlio di Dio". Pensa te, mi sono detto, quasi le stesse parole del centurione romano sotto la croce... Gliel'ho detto. Sapeva di quella scena e si è messo a ridere, perchè non l'aveva mai collegato con la sua riflessione. E io mi sono detto: il Vangelo passa per strade impensabili, per il cuore umano prima ancora che per la lettura del Vangelo o lo studio della dottrina cristiana...

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26 gennaio 2012

la fede dei semplici

Ieri pomeriggio ho accompagnato il Vescovo a salutare la famiglia di quel camionista morto durante il blocco dei Tir ad Asti e ne sono stato assolutamente edificato. La forza (pur tra le lacrime) e la fede della moglie e del figlio diciannovenne. E una domanda si è incisa nella testa e non mi lascia: come mai gente così non incrocia la comunità cristiana? Come mai un giovane così non incrocia i giovani che frequentano la parrocchia?
Certo lo Spirito fortunatamente pesca molto al largo rispetto a dove si arriva con l'azione pastorale, ma questo dovrebbe interrogarci sul genere di proposta e di atteggiamento. Certo c'è una tradizione che fa sì che molti abbiano ancora come riferimento il cristianesimo pur non frequentando, ma bisogna riconquistare i cuori delle giovani generazioni per far sì che il cristianesimo non diventi affare di musei...

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01 luglio 2011

varietà umana

Un po' assente dal blog, mi sono dedicato molto al giro delle famiglie per la benedizione pasquale e come al solito è veramente istruttivo, anche se impegnativo. Le famiglie più popolari sono tendenzialmente abbandonate a loro stesse, sia dallo Stato e per certi versi anche dalla comunità cristiana: abituate in passato e forme di assistenzialismo ora con la crisi economica tendono o ad arrabbiarsi con Dio e con la Chiesa ora ad affidarsi totalmente a Dio e diffidare della Chiesa. Oppure a tirare a campare.
Non mancano persone che mi colpiscono: segno che veramente la realtà a volte supera la fantasia. Per esempio la ragazza che ce l'ha con Benedetto XVI che avrebbe reintrodotto il latino nella messa (ma cosa ne sa, dal momento che non viene mai a messa?) eppure ascolta regolarmente Radio Maria, ce l'ha con i preti pedofili ma ti offre acqua e menta e acqua vichy.
Oppure il marito abbandonato dalla moglie che se n'è andata con un altro e teme che Dio possa rivalersi sul figlio come ha fatto con Davide in seguito all'adulterio con Betsabea (cfr 2Sam 11-12). E tu ti immagini che ansia deve vivere quest'uomo, che spera che Dio si dimentichi dell'adulterio della moglie, visto che ormai il figlio ha 19 anni...
Si dovrebbe scrivere un libro a partire dalle vite incrociate durante questo giro!

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16 gennaio 2011

filosofia popolare (e fede popolare)

Ieri ho letto un interessante articolo sul fatto che si stia sviluppando una filosofia popolare, fatta di riflessioni sugli oggetti di uso comune (es. cellulare) oppure su film (es. Matrix) oppure su musica, che da tempo non esisteva più, soppiantata dalla filosofia accademica. E ovviamente la filosofia accademica guarda con sufficienza a questo genere di riflessioni. Eppure è la strada per riportare la filosofia alla gente, non tanto perchè se ne interessi (non tutti possono amare la materia) quanto perchè capisca che c'è una dimensione filosofica nella vita di tutti senza la quale diventiamo o molto materiali (presi dalle mille cose da fare senza sapere più il perchè) oppure anche intellettuali ma molto specialisti (ciascuno sa tanto ma solo in un settore: per es. la patata nella Francia del XVII sec.).
Mi chiedevo se questa sia la sorte anche della fede e della teologia: riservata a pochi esperti e poi alla fine non si comprende più che nella vita di tutti i giorni c'è una dimensione religiosa che passa per le cose più banali (dalle scelte al supermercato al dialogo con gli amici), senza la quale si diventa... Che cosa?

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