07 aprile 2021

Il calore delle relazioni

 Ho celebrato un funerale ieri di un genitore di amici, che avevano già perso l'altro pochi mesi fa. Oltretutto morta per covid, trasmesso da persone vicine. Dunque particolarmente triste come vicenda. Mi sembra di aver sperimentato che cosa significhi il calore dell'amicizia e di come sia possibile tutti quanti aiutare coloro che sono colpiti dal lutto proprio in quel momento. Ho assistito a funerali formali, a funerali tristissimi dove non c'era quasi un'anima presente, a funerali in cui il dolore era espresso nelle forme tragiche (per certi versi anche comiche) in cui non capisci fin dove arriva dolore vero e dove parte l'abitudine di esprimerlo in quel modo.

Però dove si costruiscono legami solidi di amicizia e di fraternità il dolore è composto e non è mai l'ultima parola. Una esperienza di resurrezione attraverso l'amicizia, che nulla toglie alla resurrezione della fede, ma ne è forse l'effetto visibile.

"Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato." (Lc 24,5-6)

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04 aprile 2010

pasqua

E così pian piano siamo giunti a Pasqua. Mentre cercavo qualche idea per l'omelia non riuscivo a togliermi dalla testa le parole di S. Paolo: se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la vostra fede. E mi chiedevo che razza di esperienza doveva essere stata quella di Paolo per dire una cosa simile. Noi più che parlare della resurrezione come vita dopo la morte non sappiamo che dire, ma Paolo non aveva in mente quello. Già: se la realtà di Dio è un mistero, ancor più la resurrezione di Gesù è misteriosa: non si capisce che razza di effetti possa avere sulla vita quotidiana. Che direste voi?

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