11 ottobre 2024

Sempre meno gente

 incontro alla benedizione delle famiglie. Soprattutto gente di ambiente popolare. Sarà un caso, ma anno dopo anno il giro si fa più veloce. Da una parte meglio così: era molto impegnativo. Dall'altra la tentazione è di lasciar perdere, tanto ormai... Ma ne vale la pena? Sì, almeno per capire la situazione. Certo la benedizione delle famiglie fa parte del vecchio regime di cristianità in cui si pensa che per il solo fatto di risiedere in una zona sei "fedele". Infatti ancora oggi per dire quanto una parrocchia è grande si contano gli abitanti (😔). Ma è importante vedere e capire, cogliere gli umori, osservare le dinamiche all'interno delle case, percepire cosa ci sta dietro certi discorsi. Intanto ci facciamo venire in mente motivazioni nuove: per esempio il fatto che l'andare a casa della gente impedisce di restare chiusi in ufficio o in sacrestia. Oppure che una figura religiosa può essere significativa in un ambiente scristianizzato. Oppure che varrebbe la pena spendere più tempo con persone di altre confessioni e religioni almeno per salutarle, invece di "saltarle". Vedremo. Per intanto godiamoci la velocità del giro...

"Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: "Un grande profeta è sorto tra noi", e: "Dio ha visitato il suo popolo". " (Lc 7,16)

sageruma nen...



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05 marzo 2024

Ancora vite al limite

 Una delle cose più interessanti della benedizione delle famiglie è il racconto di vicende che a volte sono più ingarbugliate di tanti film. La vicenda di una signora che a 22 anni si è vista il marito avere un grave incidente che ha portato per 32 anni di ulteriore vita ad una disabilità inquietante (meglio non entrare nei dettagli) fino alla morte di lui. Come può una di quell'età assistere per tanti anni in quel modo? Ma lei diceva che ha maturato una serie di virtù e di forza interiore che ancora adesso, a 12 anni dalla morte del marito si gioca ogni giorno.

Oppure il tipo che prima non accetta la benedizione, ma subito dopo mi fa entrare in una casa che è al limite della decenza e che mi chiede dei soldi... Ma non erano loro a fare le offerte? C'è un che di geniale: perchè non approfittare della benedizione? Un'occasione così non torna per un po'...

Oppure almeno 3 persone di età diversa che hanno perso i rispettivi mariti e che nonostante siano passati diversi anni ne parlano e ne mostrano la foto con la voce rotta dall'emozione. E così via.

Bisognerebbe scrivere un libro di aneddoti e racconti. Ma il tempo chi ce l'ha?


" che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?" (Sal 8,5)


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23 marzo 2023

Terminata la benedizione delle famiglie

 A due settimane dalla nuova Pasqua ieri ho concluso il giro della benedizione delle famiglie 2022. Come l'ultimo giorno di scuola... Non sono mai arrivato tanto tardi per una serie di ritardi e di incovenienti dell'anno scorso. Mi sono anche chiesto se il gioco valga la candela. Mi sono dato una risposta articolata:

1. E' una pratica vecchia, che richiama l'idea in cui il parroco era tale non solo di chi frequentava la parrocchia ma di tutti i cittadini di una zona. Un sistema vecchio che però è ancora ben assestato e paradossale, come quando ti dicono che la tua parrocchia è di tot abitanti compresi musulmani, atei, cristiani di altre confessioni...

2. E' una pratica ambigua. Qualcuno fa benedire la casa perchè è superstizioso e sarebbe bene non benedirla, qualcuno perchè "male non fa", qualcuno perchè è contento di questo gesto, qualcuno perchè è contento di incontrare il parroco, qualcuno perchè è contento di essere ricordato. Come si fa a fare un discorso unico?

3. E' una pratica che avvicina la Chiesa alla gente, obbligandola a uscire dal proprio giro parrocchiale. In questo è un bene, perchè quando l'acqua ristagna marcisce e diventa una palude come certe comunità dove il giro è sempre quello. Obbligare ad andare a incontrare le persone a casa loro è uno strumento per "aprire la finestra e far circolare aria fresca"

4. E' una pratica che avvicina la gente alla Chiesa perchè fa almeno capire che esiste una parrocchia, qual è (questo in città) e perchè spesso si possono fare discorsi non lunghi ma profondi. Diciamo un "inizio di discorso" che magari non porterà a nulla ma che è sempre meglio di niente.

Insomma: magari con qualche piccola variante, ma continuerò anche negli anni a venire.

"Entrando nella casa, rivolgetele il saluto" (Mt 10,12)



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17 giugno 2022

Fragilità umana

 In questi giorni ho intensificato la benedizione delle famiglie, perchè ero rimasto un po' indietro. Mi sono accorto che dopo essere passato per ben 14 anni da tutti almeno una volta all'anno ora noto l'evoluzione delle persone. I bambini crescono, i giovani si trasferiscono, ma soprattutto gli anziani si fanno fragili. Si parla solo di malattie in molte case e c'è una specie di rassegnazione. Quando la malattia colpisce uno meno anziano, c'è a volte la protesta: uno che era molto sportivo ha mostrato pure l'incredulità del diventare malato e dover finire in ospedale. Si parla tanto della fragilità umana, ma il toccarla con mano e, soprattutto, lo scoprire la propria è decisamente un'altra cosa.

"Tobi morì in pace all'età di centododici anni e fu sepolto con onore a Ninive. Egli aveva sessantadue anni quando divenne cieco; dopo la sua guarigione visse nella felicità, praticò l'elemosina e continuò sempre a benedire Dio e a celebrare la sua grandezza" (Tb 14,2)

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17 febbraio 2022

Tra baby gang e degrado

 In genere non sono pessimista, ma la giornata di ieri me ne ha dato i motivi. Dopo aver scambiato qualche battuta con i sacerdoti della città sulla presenza di baby gang che infastidiscono, provocano e distruggono e dopo che una segnalazione simile mi era venuta anche nel nostro quartiere, sono andato a benedire le famiglie nella case popolari di una via, che da due anni non visitavo. Il dregrado. Materiale per la sporcizia e la miseria di quei palazzi, specialmente nella manutenzione degli spazi comuni. La freddezza di molti, la paura di altri che ti chiedono molte cose e molte situazioni di solitudine, anche di gente di mezza età. Più cani che bambini con relative cacche in giro per il marciapiede. Insomma: il post covid richiede una determinazione e un coraggio ben più alti che il covid, soprattutto di tutta la popolazione e non solo di qualche categoria di persone. Perciò alle questioni vaccini-non vaccini converrebbe prestare meno attenzione per rivolgerla sulle conseguenze sociali che stanno emergendo.


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15 gennaio 2022

Sorprese nella benedizione delle famiglie

 Durante la benedizione delle famiglie ieri sono finito in un palazzo un po' lasciato a se stesso, come si vede nella foto sotto. Solo tre famiglie italiane: gli altri tutti stranieri. Mi sono detto: qui farò molto in fretta... Anzi, speriamo... E invece sono stato accolto con grande gioia da due famiglie albanesi con cui mi sono fermato a chiacchierare. E un marocchino che stava leggendo il Corano mi ha chiesto della chiesa, mi ha parlato di dove lui va a pregare e si è fatto dare il cellulare per venirmi a cercare e avere un po' di tempo per parlare ancora. I pregiudizi sono veramente come miraggi: ti fanno vedere cose che non esistono e sembrano proprio reali.

"Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello." (1Gv 4,21)



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05 novembre 2021

Vita da assediati

 Ieri per la benedizione delle famiglie sono passato in alcune case popolari, dove ho avuto la sensazione di una vita da assediati. Una signora vive da sola e quasi non esce di casa, un po' per timore dell'epidemia, un po' perchè fatica a camminare. Mi diceva che aveva sempre avuto una vita attiva e a contatto con la gente e ora non riesce neanche a parlare ai vicini. L'unica cosa che l'ha rallegrata è aver visto un leprotto attraverso il campo che c'è dietro la casa: le è sembrato di tornare bambina.

Nel palazzo vicino una signora ha messo la telecamera in casa perchè parenti dei vicini di casa tendono a forzare le porte per rubare, scassinando e approfittando delle assenze. E' successo con una vicina di sotto che ora vive dai genitori, perchè ha paura. E lei sta cercando un alloggio in affitto per levarsi di lì.

A volte trovi proprio vite assediate e allora scopri che il lamento su quel che ti capita è un bruscolo rispetto a certe condizioni...

"Anche l’amico in cui confidavo,
che con me divideva il pane,
contro di me alza il suo piede." (sal 41,10)

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30 ottobre 2021

L'impegno delle benedizioni delle famiglie

 E' un impegno sempre più grande, ora che sono ripartite molte attività e il tempo è quello che è. Per la prima volta ogni tanto mi viene la tentazione del rinvio continuo, ben sapendo che poi alla fine non riesco a concludere il giro completo. Ma più vado avanti e più sono consapevole dell'importanza di questa azione. La gente ha voglia di parlare, di confrontarsi sull'epidemia e su altre cose. Ti parlano del figlio che si è sposato, dei nipoti, del lavoro. Ti offrono spesso da bere, da mangiare (importante sapere come dire dei no..). Molte volte sono contenti di accoglierti, specie se c'è una conoscenza diretta; altre volte ti accolgono per dovere; altre perchè non saprebbero come dire di no... Non importa: in questa situazione sono io a dovermi adeguare ed è un grande esercizio per chi si trova sempre dalla parte del dirigere e decidere. E poi vieni a conoscere un sacco di  cose del quartiere, della vita di cui non ho esperienza, dell'andamento della fede. Su questo c'è da avere una grande speranza, perchè pur nelle modalità più "faidate" è ancora un bel riferimento, anche per i più giovani.

"La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l'uomo

che teme il Signore." (Sal 128,3-4)

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07 settembre 2021

Un quartiere...vario

 Ripresa la benedizione delle famiglie, la settimana scorsa mi trovavo in una zona residenziale decisamente bella, perchè in alto e perchè ben tenuta...diciamo per gente benestante. Da ieri, invece, sono piombato all'estremo opposto: palazzi popolari che cadono a pezzi, famiglie a volte disastrate, a volte molto dignitose ma comunque senza troppi mezzi. La settimana scorsa fuori c'era prato e campo da tennis, ieri asfalto e... spaccio. Insomma, non si può dire che ci si annoi: se vuoi frequentare gente in su...sali. Se vuoi frequentare gente popolare...scendi. Però è bello saper stare con tutti.

"Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. " (Rm 15,7)

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01 luglio 2021

La fragilità della città

 Ieri parlavo delle differenze tra campagna e città, riscontrate durante la benedizione delle famiglie. Oggi posso dire che ho riscontrato l'impatto di un anno e più di epidemia sulla gente della città. In campagna sembrava tutto sommato un affare lontano, a parte chi ne era colpito direttamente. Ieri, passando in alcuni condomini, ho cominciato a percepire la paura, il senso di depressione, l'incertezza per il futuro e la disillusione. Non in tutti, ovviamente, ma mi ha colpito molto: abitare in città fa emergere le fragilità in modo molto maggiore. Forse perchè in campagna devi arrangiarti di più, mentre in città sei tutto servito. Ma quando il servizio viene meno... allora ti senti mancare la terra sotto i piedi. In alcuni c'era veramente il piacere di rivedere il parroco, più per una sorta di ritorno alla normalità e per amicizia che non per fede. Ma si sa, anche l'amicizia va sulla stessa strada della fede (la normalità un po' meno...). 

Questo mi ha convinto un'altra volta (se mai ce n'era il caso) che la benedizione delle famiglie diventa uno dei pilastri del ministero in città.

"Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità" (Ef 3,17)




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30 giugno 2021

Dalla campagna alla città

 Terminate le benedizioni delle famiglie in campagna da ieri si riprende in città. La differenza è notevole: tempi più serrati, le persone, anche quelle molto espansive, sembrano avere i minuti contati. E' molto più facile non trovare nessuno a casa, tranne quelli che vogliono farsi trovare e, soprattutto nei palazzi, si capisce che c'è molto più anonimato: al massimo conosci quelli del tuo pianerottolo, ma non sempre gli altri. Eppure pare che ci sia bisogno di questo giro, per comunicare che li si tiene a mente e che almeno una volta all'anno li si raggiunge in qualche modo. Ieri poi ho incontrato una giovane famiglia che si era trasferita giusto la settimana prima delle chiusure all'inizio dell'epidemia e che era molto contenta di questo gesto (atteso per un anno e mezzo...). Insomma: non lo si fa con spirito coloniale (tenere sotto controllo tutti) ma con spirito missionario.

" Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi" (Lc 10,1)

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04 maggio 2021

benedizione delle famiglie

 Finalmente è ripresa la benedizione delle famiglie e si va in campagna a godersi il verde, il sole e l'incontro con le persone. E si parte in quarta: da una famiglia con due figli giovani del genere "vitelloni" alla Federico Fellini, vedo che a differenza delle altre volte uno si ferma e pare molto preso. Poi mi prende da parte e si mette a parlare del fatto che vuole riavvicinarsi alla fede, perchè per un attimo c'è stato il rischio che a causa della salute non potesse più fare quello che faceva (aveva a che fare con lo sport). Pochi minuti ma decisamente intensi.

Così pure in un'altra casa scopro un ennesimo motivo di preoccupazione in una nipote anoressica. Ma trovo anche famiglie molto gioiose, in genere a casa perchè vigilia della festa patronale. Insomma: una partenza alla grande, tanto per ricordarmi che questa è una delle cose essenziali del ministero.

"In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi." (Lc 10,5-6)

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27 ottobre 2020

Continuare la benedizione delle famiglie?

 Già, mi sono posto il problema dopo l'ultimo decreto. Avevo deciso di sospendere e poi ho cambiato idea.  Ho solo modificato i cartelli che si mettono il giorno prima, precisando che la benedizione era anche possibile all'esterno o sulla soglia di casa senza entrarvi. Da oggi vedremo come va. Perchè continuare?

1. Perchè sto scoprendo che la gente ha bisogno di parlare.

2. Perchè sto scoprendo che alcuni, specie più anziani, hanno bisogno di chiedere pareri per orientarsi e il ruolo del sacerdote diventa anche sociale.

3. Perchè sto scoprendo che se si porta avanti qualcosa della normalità di prima, pur nella sicurezza, questo dà forza.

4. Perchè la benedizione è una parola di speranza.

E sempre più mi convinco che dietro certe prudenze e certe interpretazione restrittive delle norme si nasconde qualcosa che non mi piace: nella migliore delle ipotesi paure (giustificate), altrimenti una scarsa fede. Ciascuno di noi deve trovare il modo di discernere il doveroso rispetto delle norme e la doverosa prudenza dal disfattismo.

"Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi." (Is 40,30-31)


Ehh benedetto Isaia... profeta dei nostri tempi...

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04 ottobre 2020

un lungo periodo di assenza

 Dal 28 settembre, data dell'ultimo post, a oggi è passato un lungo periodo. Un periodo in cui le cose sono andate avanti ma la testa no. Eppure tantissimi spunti sono venuti sia dalla cronaca sia dalla vita quotidiana, sia dalla riflessione personale. Ma è proprio vero che se non ci torni sopra tutto scivola via  e ti ritrovi alla fine della vita senza sapere bene che percorso hai fatto. Per non finire così... una sola nota (basta una piccola azione di consapevolezza per frenare la deriva): le preoccupazioni che passando a benedire le famiglie raccolgo. Preoccupazioni per i mesi a venire, preoccupazioni per un futuro incerto, preoccupazioni per le cose vissute che hanno lasciato il segno. Qualche mese fa, essendo assistente ecclesiale di Asti-Alessandria per gli scout, mi avevano chiesto una riflessione sulla pandemia e avevo preso come spunto il libro di Isaia, che come la pandemia era diviso in Isaia uno, due e tre. E avevo detto che Isaia 2 (corrispondente alla fase due) era una situazione di grande incertezza in cui si trattava di prendere forza da Dio e non lasciarsi andare (Isaia 2 è scritto in tempo di schiavitù in Babilonia). Poi l'estate sembrava andare in un'altra direzione ma ora so che non è così: siamo in piena fase due (non tre) e siamo chiamati come cristiani a non cedere al pessimismo e alle preoccupazioni: non per ottimismo, ma perchè realmente la nostra forza non deriva da ciò che capita, ma da qualcosa di ben più profondo.

"Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù." (Fil 4,6-7)

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27 settembre 2020

La gente è sempre lei eppure diversa

 Ieri ho dato un colpo sostanziale al giro della benedizione delle famiglie dedicandoci più di tre ore o mezzo. Temevo di non trovare nessuno il sabato pomeriggio, eppure ho trovato più del previsto, più degli altri anni in cui passavo in giorni feriali. Naturalmente argomento fisso, magari anche solo accennato, quello dell'epidemia. Ho visto veramente una varietà di posizioni ma due consapevolezze:

- che il momento che viviamo è un momento storico che mette alla prova la nostra capacità di resistere e di guardare creativamente a come affrontare la situazione;

- che faceva piacere (anche molto piacere) il fatto di ricevermi e di ricevere la benedizione.

Così ho capito che la gente è sempre uguale eppure diversa da prima: sempre uguale nei loro modi di fare. Diversa da prima perchè siamo di fronte ad una sfida che ci mette tutti sulla stessa barca.

"Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa" (Qo 1,4)

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14 novembre 2019

amarezza serpeggiante

A volte la benedizione delle famiglie raccoglie molte amarezze si torna a casa un po' più pensierosi. L'amarezza di chi ha perso la moglie dopo cinquant'anni (e calcola insieme matrimonio e fidanzamento). L'amarezza della nonna che rivela che i nipoti neanche venticinquenni abitano a casa da soli perchè il padre abita con un'altra e la madre se n'è andata. L'amarezza di chi abita in un palazzo ormai lasciato andare, in cui nessuno più si interessa. L'amarezza di chi è seriamente preoccupata per la sua salute e di non dover essere di peso ad altri. L'amarezza di chi non ha assolutamente fiducia nel futuro della società e ritiene che siamo sull'orlo del baratro. Insomma: a fronte di tante belle storie serpeggia un umore noir come se non fosse vero che il Regno di Dio cresce e si sviluppa inesorabilmente.

"Ricòrdati della mia afflizione, della mia vita raminga,
dell'assenzio e del veleno!
Io me ne ricordo sempre,
e ne sono intimamente prostrato." (Lam 3,19-20)

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01 novembre 2019

solitudine condominiale

Passando per la benedizione delle famiglie vedo l'evoluzione dei diversi condomini e in undici anni di cose ne sono cambiate. Soprattutto mi colpiscono quei condomini tristi e bui, con una luce fioca, che illumina a mala pena usci di legno sgangherato e campanelli a volte senza nome. E non si tratta di case popolari, semplicemente di condomini in degrado. Dietro gli usci spesso ci sono persone sole o coppie di anziani, a volte non sai si ci abiti qualcuno e chi. Ne esci intristito perchè ti immagini come possano vivere quelle persone in un ambiente simile. Magari avranno familiari da altre parti e saranno sicuramente briosi di vita. Ma l'ambiente in cui si vive influisce ed è per questo che va mantenuto il più possibile "vivo", anche se non elegante.

"Ridurrò le vostre città a deserti, devasterò i vostri santuari e non aspirerò più il profumo dei vostri incensi. " (Lev 26,31)

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03 settembre 2019

benedizione famiglie e il contatto con la base

Ripresa la benedizione delle famiglie: segna la fine dell'estate... Ma anche la ripresa di contatti diretti con la gente che nei mesi estivi languivano, filtrati, come al solito, da ciò che venivano a chiedere o a fare in parrocchia. Invece andare a casa loro è diverso, anche se loro sanno perchè sei lì. Sempre più mi lascio dietro l'efficienza di passare da più famiglie possibili e ripassare quando non trovo. Invece sposo l'idea della visita, seppur breve: così in certi posti mi fermo anche venti minuti e in altri vado veloce. Dipende dalle persone. Una cosa è certa: questo è il contatto con la base della comunità cristiana, molto ampia, molto variegata. Di qui capisci che la chiesa ha un grande futuro e che chi si lamenta della lontananza della gente è perchè si è rifugiato su una torre di avorio di 1.000 metri di altezza e pensava di essere seguito... Ma senza ascensore, chi sale lassù?

"Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case" (At 8,20)

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07 marzo 2012

varia umanità

In questi ultimi giorni disponibili per il giro delle famiglie per la benedizione (prima che con la Pasqua cominci il nuovo giro...) ho intensificato i ritmi e sono venuto a contatto con situazioni molto disparate. Non che prima non fosse così, ma probabilmente concentrando le visite il senso di una umanità varia rende di più. Dalla signora investita dalla neopatentata sbadata che però ora sono 4 anni che non riesce a camminare, alla moglie che si sta separando in seguito ai continui tradimenti del marito, al genitore preoccupato perchè il figlio non trova lavoro, ecc. E' un'esperienza che ti fa tenere i piedi per terra e ti fa riflettere: tutto sommato la vita di un sacerdote sarà anche impegnativa ma continua ad essere un'esistenza "protetta".

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21 febbraio 2012

nuove famiglie

Nel giro di benedizione delle famiglie ieri ho visitato due palazzi nuovi con nuove famiglie arrivate. Inizialmente mi ero rassegnato se non a trovare porte chiuse, almeno a fare in fretta o a sentire qualche cortese invito a lasciar perdere.
Invece ho dovuto ricredermi (la poca fede è sempre mia...) e sono stato a lungo con molta gente, al punto che ho perfino sballato tutti i tempi arrivando a casa alle 20,15. Famiglie giovani eppure interessate, generalmente poco frequentanti (se non per nulla frequentanti) ma disponibili. Un ulteriore segno che la crisi della chiesa non è la crisi della fede

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