28 giugno 2026

E ora riattacchiamo... battesimo in alta quota

 Dopo lo stacco del precedente post, c'è stato uno stacco dal blog e ora un riattacco con una serie di "sintesi delle puntate precedenti". Innanzitutto sabato 20 giugno il battesimo della figlia del mio figlioccio in un rifugio sopra Usseaux che lui gestisce da qualche anno. E' salito il suo parroco di origine e ha fatto tutto lì. Una roba poco legale ma molto significativa, visto che ormai vivono in quelle zone e che non ho mai visto battesimo più preparato e curato. La gente che partecipava in buona parte era fatta di credenti e praticanti, altri erano giovani che si sono fatti ben coinvolgere dalla celebrazione. Uno direbbe: è dov'è la comunità? Risposta: si è spostata in montagna perchè erano in gran parte della parrocchia di origine. Un altro direbbe: e dov'è il battistero? Risposta: non c'è, ma l'acqua sì... Ed è quella che serve. Una volta ero più rigoroso sulle norme liturgiche, ma ora mi dico: se sono garantite le cose essenziali, il resto è solo contorno.






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15 aprile 2026

Diseguaglianze...di rosario

 Tra lunedì e martedì ci sono stati due rosari per defunti di segno opposto. Lunedì chiesa strapiena per una signora con molti figli, nipoti e conoscenti. Bellissimo clima, più da rimpatriata serena quasi in riconoscenza della sua vita. Molti sorrisi, saluti, anche preghiera sincera. Martedì un signore che non avrà funerali perchè in gravi difficoltà economiche e rosario fatto celebrare da volontari per avere comunque un passaggio in chiesa. Vicini e parenti un po' straniti ma seriamente presi, anche se si arrivava a malapena a 20. Due rosari sentiti ma profondamente diversi: quando si dice che la chiesa dovrebbe essere "umana" penso si intenda "capace di destreggiarsi allo stesso modo nelle due situazioni", senza troppe paranoie di liturgie appropriate o norme ecclesiali.


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08 giugno 2025

Una triste veglia di Pentecoste

Ieri sera ho partecipato alla veglia diocesana di Pentecoste che mi ha intristito. E' stato un po' un segnale di quanto la chiesa di Asti sia involuta e sia ripiegata su se stessa e su una liturgia formale ma senza anima. La chiesa del Portone non era sufficientemente piccola per evitare posti vuoti e più che l'unione di popoli sembrava la divisione delle tribù: i volontari del santuario e i loro foulard azzurri, la Legio Mariae e i loro foulard bianchi, le religiose e il loro abito, i giovani in partenza per il Kenya che ad un certo punto sono saliti al famigerato sacello, sancendo il fatto di essere lì per un loro motivo. Eppure i motivi ci sarebbero stati tutti: Pentecoste è più importante di un Corpus Domini o di un venerdì santo ma l'impegno per organizzare la veglia è al ribasso da molti anni, da quando ormai si cerca in tutti i modi di collegarlo con qualcosa per assicurarsi una partecipazione (una volta le ordinazioni, adesso un gesto missionario che dall'essere segno della partenza di qualcuno per qualche anno è diventato segno della partenza di qualcuno per due settimane). Il Papa l'aveva trasformato in occasione di preghiera per la pace ma nessuno se n'è accorto se non qualche parola del Vescovo nell'omelia. Formalmente impeccabile, con una preparazione liturgica dei dettagli assoluta e un grande impegno del coro. Ma la pianta è bellissima ma finta. 

"Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me" (Gv 15,4)

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07 aprile 2023

Giovedì santo... raccolto

 Un gran bel giovedì santo, come non se ne vedevano da anni, anche prima della pandemia. Messa crismale per pochi intimi ormai e anche se le parole del vescovo partono dal tono di "abbassiamo le saracinesche e ciao" poi si riprende e parla di coraggio da mettere nel cercare nuove strade e nuove forme di presenza della chiesa. Giusto. O meglio: se la situazione cambia è inutile deprimersi e neanche pomparsi di linguaggio da "prima linea". Basta semplicemente adeguarsi ai tempi nuovi. Il pranzo del clero però è all'insegna della cordialità e questo fa capire che nonostante tutto le prospettive hanno già superato il "punto basso".

Messa in coena domini con i bambini che devono fare la prima comunione che si presentano e con i ragazzi della cresima ai quali si lavano i piedi. Bella e partecipata, alcuni genitori parlano di essersi emozionati. La liturgia è importantissima non solo per comunicare qualcosa ma per far sentire la nostalgia di qualcosa che si è lasciato dietro e che si riscopre: prima tappa per la rievangelizzazione. E poi gente che si ferma ad adorare fino a mezzanotte... 

"Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione" (Lc 22,15)


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13 febbraio 2023

Cresime degli adulti

 Ci sono state ieri pomeriggio e come al solito è stata una stranissima celebrazione. Loro poco usi a partecipare a celebrazioni e a tratti un po' impacciati e a tratti un po' caciaroni. Ma soprattutto emozionati e questo mi fa dire che alla fine se la fede e la liturgia ti emozionano, vuol dire che non siamo così malandati come i più catastrofisti amano dire (forse perchè rimpiangono i tempi in cui potevano parlare per ore di cose di cui a nessuno fregava nulla e avevi la gente lì davanti che apparentemente ascoltava). E' possibile curare la liturgia, ma anche la catechesi per toccare le corde interiori della gente e questo, nella cultura secolarizzata di oggi, per ora basta e avanza.

Un altro elemento è la sincerità e la schiettezza: se il percorso è stato un po' accidentato, bisogna dirlo al vescovo quando durante la celebrazione si presentano i cresimandi. Questo viene apprezzato, tanto più che è la verità... Perciò molto meno fasto, formalismo e prosopopea e un po' più di accompagnamento umano verso realtà che sono al di sopra non solo di loro, ma anche di noi.

"Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l'avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete." (2Ts 2,13)



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11 aprile 2022

Una grande domenica delle Palme

 Ieri si è respirato aria di normalità. Per la domenica delle Palme la chiesa era piena e il clima molto raccolto. Sembrava di essere tornati indietro di due anni e la gente era tutta sorridente (per quel che si capiva dietro le mascherine...). C'era anche gente che non veniva da un pezzo. Insomma: un inizio di settimana santa veramente bello, quasi commovente. Ogni tanto occorre sottolineare le cose che vanno, anche in mezzo a tante altre che non vanno troppo...

" I Leviti calmavano tutto il popolo, dicendo: «Tacete, perché questo giorno è santo; non siate tristi!» Tutto il popolo se ne andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni ai poveri, e a fare gran festa, perché avevano capito le parole che erano state loro spiegate." (Ne 8,11-12)

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15 aprile 2021

Cambiare i ritmi?

 Ultimamente sto riflettendo sul fatto che i ritmi di vita sono sempre meno naturali. Per autunno, inverno, primavera è più o meno la stessa solfa. Forse cambia un po' solo l'estate ma non sempre. In campagna i ritmi sono certo più naturali e non per nulla ultimamente chi può e chi non è troppo anziano cerca di trasferirsi lì. 

Ma ci sono anche altri ritmi. Il calendario sociale inizia a settembre e finisce a giugno, un po' come la scuola. Il calendario di una parrocchia, di una diocesi ha la stessa cadenza. Invece il calendario liturgico parte da Avvento (fine novembre e si conclude alla festa di Cristo Re). Mi viene la tentazione di modellare il più possibile la gestione quotidiana su questo genere di calendario, che tra l'altro è molto legato alle stagioni, almeno da noi (Natale, festa della luce perchè il dì è corto, Pasqua festa della rinascita perchè è primavera, ecc. ecc.). Ne abbiamo anche parlato ieri durante la segreteria diocesana: perchè non far cominciare l'anno pastorale da dicembre? Sarebbe un segno che il tempo della chiesa non è quello del mondo e magari si recupererebbe una sacco di roba... Boh, fantasie da lockdown...

"Il Signore disse ancora a Mosè:  «Parla agli Israeliti e riferisci loro: Ecco le solennità del Signore, che voi proclamerete come sante convocazioni. Queste sono le mie solennità.
 Durante sei giorni si attenderà al lavoro; ma il settimo giorno è sabato, giorno di assoluto riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è un riposo in onore del Signore in tutti i luoghi dove abiterete.
Queste sono le solennità del Signore, le sante convocazioni che proclamerete nei tempi stabiliti." (Lev 23.1-4)




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05 aprile 2021

Una consapevolezza maggiore

 Nulla. Niente mi toglie dalla mente la percezione che ci sia una maggior consapevolezza delle persone sull'importanza della fede. La partecipazione alle celebrazioni pasquali, triduo compreso, è stata superiore alle aspettative e anche questa mattina, Pasquetta, c'era più gente. Probabilmente perchè sono tutti a casa? Sicuramente, ma colpisce il grado di partecipazione e una certa intensità. Se come Chiesa ce la giochiamo bene questa carta, evitando sciatterie e superficialità, mi sa che siamo ad un giro di boa. Anche la presenza di molti giovani è significativa. Qualcuno parla dell'assenza di famiglie con bimbi. Ma cominciamo a mettere uno zoccolo duro di partecipazione consapevole e col tempo ritorneranno anche loro.

"Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Il Signore ha scacciato dinanzi a noi tutti questi popoli e gli Amorrei che abitavano la terra. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio»." (Gs 24,16-18)

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08 maggio 2020

riprenderanno le messe

E' arrivata la notizia del protocollo di intesa tra Chiesa Italiana e Governo sulla ripresa delle celebrazioni dopo il 18 maggio con tutte le misure del caso. Alla fine conviene di più celebrare all'aperto. Sarebbe veramente significativo celebrare messe in diversi punti della parrocchia, dove c'è un parco o una area verde, magari non tutte le domeniche ma a rotazione una domenica in un posto e una in un altro e pubblicizzando la cosa... In questo modo l'emergenza diventa occasione per un salto di qualità e di annuncio. Da pensarci su...

"Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore, Dio onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio." (Ap 21,22)

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11 aprile 2020

celebrazioni in tv e omelie esemplari

No, non ce la posso fare a seguire le celebrazioni della Settimana Santa in Tv. Giovedì ero ancora impegnato al giornale mentre papa Francesco celebrava la messa della cena del Signore, ma ieri ho seguito la celebrazione della Passione. Fino alla fine. E' stata una tristezza e vabbé che lo doveva essere, ma posso anche fare "digiuno da celebrazioni in Tv" e va bene lo stesso. Se non fosse per quella splendida omelia di padre Cantalamessa che sono andato a rileggermi oggi. Uno sguardo profondissimo, un tono caldo e non cattedratico, un animo pieno di Parola di Dio. Eccone uno stralcio potente.


"Mentre affrescava la cattedrale di San Paolo a Londra, il pittore James Thornhill, a un certo punto, fu preso da tanto entusiasmo per un suo affresco che, retrocedendo per vederlo meglio, non si accorgeva che stava per precipitare nel vuoto dall’impalcatura. Un assistente, inorridito, capì che un grido di richiamo avrebbe solo accelerato il disastro. Senza pensarci due volte, intinse un pennello nel colore e lo scaraventò in mezzo all’affresco. Il maestro, esterrefatto, diede un balzo in avanti. La sua opera era compromessa, ma lui era salvo.
Così fa a volte Dio con noi: sconvolge i nostri progetti e la nostra quiete, per salvarci dal baratro che non vediamo. Ma attenti a non ingannarci. Non è Dio che con il Coronavirus ha scaraventato il pennello sull’affresco della nostra orgogliosa civiltà tecnologica. Dio è alleato nostro, non del virus! “Io ho progetti di pace, non di afflizione”, dice nella Bibbia (Ger 29,11). Se questi flagelli fossero castighi di Dio, non si spiegherebbe perché essi colpiscono ugualmente buoni e cattivi, e perché, di solito, sono i poveri a portarne le conseguenze maggiori. Sono forse essi più peccatori degli altri?
No! Colui che un giorno pianse per la morte di Lazzaro, piange oggi per il flagello che si è abbattuto sull’umanità."


Ecco la parola può avere una potenza che sovrasta il mezzo con cui la si trasmette. Invece il gesto, l'azione, il rito viene svuotato, inaridito dal mezzo. E' come mangiare un'arancia senza succo. E' lei, è un'arancia, ma secca. Per questo mi sa che come non ho guardato la Via Crucis e me la medito con calma, non guarderò la Veglia Pasquale: la celebrazione più potente di tutto l'anno. Lì non è un'arancia, è un pompelmo rosa gigante e se è secco, è ancora peggio...

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30 settembre 2019

Musica per la Madonna del Portone

Ieri si è conclusa una bella settimana di festa per la patrona della Diocesi, dopo il rilancio del santuario. Si vede che era cambiato il clima: parecchia gente, ma anche diversi sacerdoti e liturgie attente e ben preparate. Bella riflessione del Vescovo che collega la figura di Maria alla giornata del Migrante e del Rifugiato. Una intera messa cantata era stata prodotta per l'occasione e alcuni canti di questa (o forse tutti?) sono stati eseguiti durante la messa. Mi sono convinto di una cosa: la "messa cantata" è un genere musicale, ma non va usato durante la messa... Ha logiche troppo diverse: la sobrietà liturgica si scontra con la pomposità, l'essenzialità si scontra con la lunghezza, il senso di Dio si scontra con la tendenziale disarmonia della musica contemporanea, la centralità eucaristica si sposa con la spettacolarizzazione, al punto che al termine di ogni pezzo veniva da applaudire. Chissà.. ormai le strade si sono divaricate e la musica per la liturgia non corrisponde alla musica a tema liturgico.

"Lodino il suo nome con danze,
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona gli umili di vittoria."( Sl 149,3-4)

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23 giugno 2019

Corpus Domini

da www.gioba.it
Ieri processione del Corpus Domini. Nota positiva: l'omelia del Vescovo che ha usato due espressioni felici. Uno: il Signore moltiplica solo ciò che si desidera condividere. Due: gli apostoli gli avevano suggerito di rimandare la gente a casa per fare in modo che ciascuno si arrangiasse a trovarsi il cibo, ma lui non accetta e chiede a loro di farsi carico di quella gente. Applicazione diretta e  concreta al tormentone dei migranti, anche se manca ancora una espressione felice per smontare il mito "non combattiamo i migranti, combattiamo chi li sfrutta".
Nota negativa: la processione risolta in quindici
minuti per strade perlopiù deserte di abitazioni e con una notevole concentrazione di istituti religiosi (tre in cinquecento metri). Come dire: portiamo per le strade il Ss Sacramento, basta che non ci sia nessuno o al massimo chi già lo conosce.

"Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». " (Lc 9,12-13a)

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07 maggio 2014

un truce san secondo

Ieri festa patronale di s. secondo e messa alle 10 con il Vescovo. Altro che Evangelii Gaudium... Accompagnati da una musica d'organo che poteva essere benissimo la base per una canzone scritta da Sigmund Freud ci si avventura all'altare tra schiere di persone (non troppe per la verità) compassate e algide. Poi parte la messa mentre il coro continua il repertorio alla "famiglia Addams" e un solista canta quasi da arrabbiato "rallegrati Gerusalemme...". No, non è il funerale di un personaggio importante, è proprio la festa patronale! Forse intendeva rappresentare la prigionia di S. Secondo nella torre rossa, ma avrebbero dovuto dirlo.
Fortunatamente ogni tanto il tono lugubre era rotto da suoni di cellulare con la suoneria tradizionale bella forte: un tuffo nell'infanzia, quando in qualunque parte della casa fossi stato, anche in cortile, sentivi che qualcuno desiderava parlare. Che fosse stato san Secondo a protestare via cell?
E poi la scena da teatro dell'assurdo: alla consacrazione il cellulare di un concelebrante, parroco noto per il suo rapporto ostinato con i nuovi media, ovviamente con tanto di suoneria e il tentativo maldestro di spegnerlo senza farsi notare :-( Intanto alla mia sinistra un altro dice che "prese il calice, lo spezzò e lo diede (in testa a quello del cellulare?) ai suoi discepoli"... Impossibile non ridere.
La messa scivola via mentre finalmente l'organo alla comunione parte con il canone di Pachelbel. Ah finalmente un po' di suoni sereni... eh no... ci sono pure sopra i gorgheggi del coro. Accidenti, ora ad essere incavolati saranno due, san Secondo e Pachelbel.
Conclusione: una sfuriata in presbiterio (da parte però) tra un diacono al di qua della balaustra e un laico al di là. Alta voce, ma fortuna i fulmini canori del coro coprono tutto.
San Secondo, prega per noi!

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12 giugno 2011

nuovi sacerdoti

Non so se ho già parlato della "liturgia ingessata" ma le ordinazioni sacerdotali di ieri sera in cattedrale sono state un buon esempio. Fortuna che alla fine si è sgessata grazie all'intervento di ringraziamento di uno dei sacerdoti dal quale è partito un lungo applauso liberatorio.
E' comunque difficile mantenere l'equilibrio tra una celebrazione rispettosa e che apra al senso di Dio senza che scada in freddo rito formale e una celebrazione che punti a coinvolgere le persone senza scadere in circo equestre.
Forse bisogna recuperare la sobria ebbrezza dello Spirito attraverso uno sguardo da bambini: in una parola il senso di meraviglia. Probabilmente in certi momenti come mentre si viene ordinati sacerdoti, lo si ha spontaneamente.

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