19 aprile 2022

I bambini si confessano?

 Stiamo preparando le prime confessioni dei bambini che hanno iniziato adesso il percorso catechistico. Ieri ho sentito la registrazione di un incontro di padre Spidlik in cui si diceva che l'avere un direttore spirituale era un po' come avere un medico che ti aiuta a valorizzare al meglio la tua salute (in questo caso interiore). Perchè non fare la stessa cosa con i bambini? Perchè lasciar perdere questa lunga trattazione sul peccato come male e non passare attraverso il peccato come malattia interiore? Anche l'accento così sostenuto sulla riconciliazione e sulla misericordia del Signore mi sembra che sia un buco nell'acqua se non scatta il desiderio di chiedere perdono o di ricevere misericordia. E anche  il tema del peccato come far dispiacere a Gesù mi sembra un po' retrò.

Puntare in avanti e stimolare nei bambini la voglia di essere migliori, di guarire dalle malattie dell'anima e di avere in Gesù e nel sacerdote come suo delegato un grande "direttore spirituale"-medico- allenatore dell'anima mi sembra una motivazione più comprensibile e più stimolante.

"Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù." (Fil 3,14)



Etichette: ,

28 agosto 2019

paura dell'inferno

Ieri sono stato chiamato in ospedale da un signore che conoscevo da tempo e che era stato ricoverato un po' improvvisamente. Voleva che andassi da lui per confessarsi, ma purtroppo non ero in città e sono riuscito a passare solo questa mattina. Lui aveva trovato un altro sacerdote e mi ha detto che così era sicuro di andare in paradiso. La prima impressione è che mi sono sentito strumentalizzato: in fondo che io andassi a trovarlo non importava, l'importante era che svolgessi il mio ruolo. La seconda impressione, quella più seria è che se veramente vivessi una fede del terrore come la sua, sarei diventato ateo da tempo. Eppure non gliene si fa una colpa: probabilmente in passato il terrore dell'inferno, la corsa alle indulgenze e il "mettersi a posto" erano i capisaldi del cattolicesimo. Beh, è già tanto se oggi nonostante la secolarizzazione c'è un certo rispetto del cristianesimo: non fosse stato di origine divina a quest'ora sarebbe stato spazzato via come strumento di oppressione.

"Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi,
non guardi ai peccati degli uomini,in vista del pentimento." (Sap 11,23)

Etichette: ,

24 maggio 2019

Bambini e vita interiore

Ieri alle confessioni dei bambini di prima comunione ho riscontrato un alto livello di consapevolezza della propria realtà interiore: emozioni, stati d'animo, coscienza di provare rabbia, invidia, coscienza di essere diversi da altri, ecc. Ho avuto modo di parlare abbastanza a lungo con qualcuno di loro, quasi come se fossero almeno tredicenni. Non tutti, ovviamente, ma un buon numero, il che mi ha convinto di tre cose. Primo che i bambini vivono una vita complessa "non da bambino", che li porta a fare i conti con una vita interiore complessa. Secondo, che non hanno spesso gli strumenti per gestirla (il che li rende eternamente irrequieti) ma che avrebbero un'intelligenza per comprenderli se solo qualcuno glieli desse. Terzo, che la fede si sta rilevando sempre meno una valigetta a disposizione di chi si dichiara credente, di chi vuole seguire una religione e sempre più come una valigetta  a disposizione di ogni essere umano che voglia sviluppare, investire e comprendere la propria vita interiore. E' necessario tradurre il catechismo dai contenuti razionali alla terapia non psicologica ma spirituale.

"A stento ci raffiguriamo le cose terrestri,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;ma chi può rintracciare le cose del cielo?" (Sap 9,16)

Etichette: ,