08 giugno 2025

Una triste veglia di Pentecoste

Ieri sera ho partecipato alla veglia diocesana di Pentecoste che mi ha intristito. E' stato un po' un segnale di quanto la chiesa di Asti sia involuta e sia ripiegata su se stessa e su una liturgia formale ma senza anima. La chiesa del Portone non era sufficientemente piccola per evitare posti vuoti e più che l'unione di popoli sembrava la divisione delle tribù: i volontari del santuario e i loro foulard azzurri, la Legio Mariae e i loro foulard bianchi, le religiose e il loro abito, i giovani in partenza per il Kenya che ad un certo punto sono saliti al famigerato sacello, sancendo il fatto di essere lì per un loro motivo. Eppure i motivi ci sarebbero stati tutti: Pentecoste è più importante di un Corpus Domini o di un venerdì santo ma l'impegno per organizzare la veglia è al ribasso da molti anni, da quando ormai si cerca in tutti i modi di collegarlo con qualcosa per assicurarsi una partecipazione (una volta le ordinazioni, adesso un gesto missionario che dall'essere segno della partenza di qualcuno per qualche anno è diventato segno della partenza di qualcuno per due settimane). Il Papa l'aveva trasformato in occasione di preghiera per la pace ma nessuno se n'è accorto se non qualche parola del Vescovo nell'omelia. Formalmente impeccabile, con una preparazione liturgica dei dettagli assoluta e un grande impegno del coro. Ma la pianta è bellissima ma finta. 

"Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me" (Gv 15,4)

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10 settembre 2024

Un ordine del giorno curioso

 Ho ricevuto in questi giorni l'ordine del giorno della segreteria pastorale diocesana, attiva da almeno 20 anni, che diceva sommessamente: punto 1: verifica dell'utilità della segreteria pastorale; punto 2: varie ed eventuali.

Ho apprezzato la sobrietà e il coraggio, dopo anni che andiamo dicendoci che forse un gruppo di preti che decide le cose per la diocesi è quanto meno preconciliare... Sono curioso di capire se dietro l'asettico linguaggio burocratico ci sta l'intenzione liquidatrice, che ultimamente ha preso il sopravvento (una specie di "rottamazione" alla Renzi), un intento di verifica o un intento di rilancio in avanti, magari con opportuni aggiustamenti (io sarei di più per questa terza ipotesi).

"Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta" (Lc 21,6)



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24 aprile 2024

La diocesi asso pigliatutto

 Ieri sono stato sollecitato ad organizzare l'incontro della commissione di pastorale familiare con le famiglie della parrocchia, perchè si sta facendo il giro delle varie zone a capire la situazione. Questo ha seguito il giro delle zone per gli operatori della catechesi, per gli operatori della liturgia e per il terzo settore. Poi quello dei consigli pastorali e degli affari economici. Cosa è seguito a quei giri? Il mistero aleggia tra i campanili. Si è mosso qualcosa sui consigli economici perchè si sa: i soldi non aspettano...

Un altro fenomeno è la burocratizzazione di certi settori come la Caritas in cui il grado di centralizzazione di formazione, procedure e sistema ha creato una piccola istituzione nell'istituzione diocesana.

In compenso sono arrivate le richieste per individuare referenti: per il primo maggio, per l'incontro centri estivi della città, per i consigli affari economici. E ora è ripartito il tour de force di nuovo di consigli vari per i ministeri istituiti di catechista, lettore, accolito. "Tu uccidi un uomo morto" disse Francesco Ferrucci nel 1529 ai lanzichenecchi. Dovremmo concretizzare meglio: "Tu stai pensando all'eutanasia di un organismo che ansima...". 

Nell'ottica della sussidiarietà il livello superiore dovrebbe ritrarsi e lavorare per dar vita ai livelli inferiori. Se vuoi sistemare tu le cose, farai sicuramente meglio di tutti perchè hai a disposizione un bacino di persone decisamente più grande. Ma il moltiplicare incontri, referenti, strutture a livello centrale toglie aria alla base. E soprattutto è tutto tranne che sinodale.


"Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi, di non imporvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie:  astenervi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalla impudicizia. Farete cosa buona perciò a guardarvi da queste cose. State bene». Essi allora, congedatisi, discesero ad Antiochia e riunita la comunità consegnarono la lettera. Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva. " (At 15,28-31)



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25 marzo 2010

tre giorni ad ars, cluny, taizé

Sono reduce da tre giorni di pellegrinaggio con il Vescovo e i sacerdoti della diocesi ad Ars, Cluny e Taizé. Mi porto a casa una impressione forte, maturata proprio l'ultimo giorno. A Cluny abbiamo visto i resti di un'abbazia monumentale, che mirava a mostrare lo splendore e la forza della Chiesa contro le possibili intromissioni del potere politico. Ad Ars abbiamo visto le testimonianze di un parroco semplice che attraverso il suo ministero ha trasformato un paese. A Taizé abbiamo visto la vita di una comunità che tesse ecumenismo tra chiese e riavvicina spesso i giovani alla fede. Tre volti diversi dello stesso Spirito che attraverso la disponibilità degli uomini e attraverso gli eventi della storia, belli e brutti, pian piano fa convergere tutto verso Dio e il suo Regno. Una cosa grandiosa, al solo pensarci. Allora tutte le piccole e grandi beghe quotidiane perdono colore: niente va perduto, tutto viene sublimamente trasfigurato. Per questo bisogna sempre puntare al massimo non per ottenere un livello accettabile, ma per ottenere ben di più!

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