08 marzo 2025

I giornali diocesani

 Ieri ad Asti c'è stato l'incontro dei direttori e amministratori dei giornali diocesani piemontesi (più quello di Genova), che aderiscono alla delegazione regionale della Fisc (Federazione Italiana Stampa Cattolica). Si è fatto un giro della situazione perchè la settimana prossima si incontrerà il Consiglio Nazionale per elaborare un piano di intervento. Una ricchezza indescrivibile e in certe situazioni (Cuneo, Pinerolo, ecc.) anche una potenza economica. Tutti accomunati dal desiderio di fare del buon giornalismo ma soprattutto di cavalcare i cambiamenti epocali che l'online e i social stanno provocando nel modo di fare comunicazione e di informare. Occorre essere all'altezza delle sfide, esattamente come lo erano coloro che hanno fondato dei giornali in epoca di carta stampata. La cosa più bella è stata l'entusiasmo che si respirava e nessuna nota di pessimismo, cosa che invece tende a dilagare negli incontri pastorali... (ma forse un po' meno di una volta). Avanti così.

"Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. " (2Tim 1,7)





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13 settembre 2020

testimoni di Geova

 Sulla Gazzetta di questa settimana è stata pubblicata una breve intervista al portavoce dei Testimoni di Geova su come questa comunità ha vissuto l'epidemia. Fa parte di una serie di interviste che stiamo facendo a tutte le comunità religiose. Le domande sono le stesse per tutti. Ieri ho ricevuto il messaggio di una conosciuta signora, presidente di una associazione diocesana cattolica, che mi faceva notare l'inopportunità di ospitare i Testimoni di Geova perchè un giornale diocesano non deve solo informare, ma aiutare la gente a discernere (?). A discernere che cosa naturalmente si intuiva: se pubblichi qualcosa di altri è perchè implicitamente li riconosci e non li reputi eretici. Le ho risposto che si trattava solo di cronaca e non di argomenti di fede e che avrebbe dovuto farmi la stessa osservazione rispetto alle altre quattro comunità religiose precedentemente intervistate. E' tornata sulla necessità di aiutare a discernere, visto che c'è molta confusione in giro... Le ho risposto che era un discorso troppo complicato da fare su whatsapp.

Senza drammatizzare ho provato a riflettere su cosa mi aveva detto ma non c'è stato verso di farmi cambiare idea. Se si usasse il criterio che lei diceva bisognerebbe non pubblicare nulla che non sia strettamente cattolico e fare anche "discernimento" sull'informazione politica, culturale, sociale, ecc. Insomma, tornare se non all'Inquisizione almeno all'epoca della censura.

" poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani -  e riconoscendo la grazia a me conferita, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi. " (Gal 2,8-9)

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04 luglio 2020

consiglio di amministrazione

Ho partecipato al consiglio di amministrazione del giornale. Pensavo durasse un'ora e mezza, ma è durato due ore e mezza. Tante cose da discutere, anche molto importanti, che riguardavano il lavoro di persone, i soldi della Diocesi, i giri politici che portano a volte a dare contributi a volte a toglierli, i meccanismi economici complessi. C'era gente navigata in queste cose e io dovevo solo portare i risultati di un giornale trasformato e con un futuro. Al pensiero che c'è gente che a livelli più alti è responsabile di ben altro numero di dipendente e che ha giri economici ben più astronomici e che dipende dai risvolti politici in modo più diretto, mi chiedo come possa dormire di notte. Eppure il sistema in cui viviamo è talmente fragile che basta un piccolo virus per mandarlo in tilt: a questo punto siamo andati più avanti o più indietro? Boh, c'è da chiederselo...


"Perciò, re, accetta il mio consiglio: sconta i tuoi peccati con l'elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti, perché tu possa godere lunga prosperità»." (Dn 4,3)

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29 aprile 2020

un pezzo di storia se ne va

Ieri al giornale arrivavano tutti i messaggi di condoglianze per la morte di don Vittorio Croce, pure di collaboratori che si sono fatte le ossa in Gazzetta e sono poi passati ad altri giornali. Dopo un po' venivano i brividi, perchè ti accorgevi che era un pezzo di storia che diventava "passata". Storia della chiesa, storia del giornale, storia dell'astigiano. Ogni persona sembra un atomo e spesso viene trattata come tale. In realtà è una pianta con radici amplissime e la cui chioma ospita tutti gli altri. Vi sono chiome semplici e piccole, ma vi sono chiome enormi e quando l'albero cade, molti restano senza nido e riparo.
Ma ciascuno di noi si ripara all'ombra di altri alberi e nello stesso tempo è lui stesso un albero per altri. Schizofrenia...

"ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra»." (Mc 4,32)

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22 dicembre 2019

tra operai, imam, malati e altro

Continuano le settimane di fuoco che spero siano finite altrimenti bisogna ricorrere ai pompieri. Settimana intensissima al giornale ma con un sacco di suggestioni che posso solo elencare a titoli.
Incontro con l'imam per un'intervista sul Natale secondo i musulmani: scopro molte più affinità di quelle che pensavo e mi ritrovo a gettare ponti tra le religioni, proprio intorno al presepio che sembra essere questione che divide e invece no. Incontro gli operai di un'azienda sull'orlo del fallimento: mi chiamano per una benedizione ma io metto avanti anche il mio ruolo al giornale e scambio due battute con l'amministratore delegato. Riesco a capire cosa significa condividere le sorti di un'azienda da parte di famiglie che ci vivono sopra e anche una gestione aziendale diversa, partecipata. Poi c'è il pranzo di Natale al centro alzheimer e scopro un mondo che non compare sui giornali ma devasta le famiglie. E poi ancora... Insomma: non basta un post. La realtà è talmente ricca e densa che quando vedi quattro in tv o sui social che urlano come se esistessero solo loro... pensi che questi vivono nel paese dei balocchi. Diventeranno asini come Pinocchio.

"Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo" (Gv 1,9)

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04 marzo 2011

modello di chiesa o chiesa-modello?

Ieri è arrivata in Gazzetta d'Asti una lettera di un sacerdote astigiano che commentava un dibattito svoltosi tra me e lui venerdì scorso durante il Consiglio Pastorale Diocesano. Io avevo affermato che oggi una chiesa che possa essere credibile è quella che si concepisce al servizio della realtà in cui si trova e non una chiesa che perpetua se stessa attraverso riti, pratiche e iniziazioni. Lui aveva affermato che ci sono tanti modelli di chiesa (chiesa al servizio, chiesa dell'annuncio, chiesa kerigmatica, ecc.) e che non bisogna assolutizzarne uno, ma tenere insieme tutto. io avevo ribadito che nel suo complesso la Chiesa tiene insieme tutto, ma che in una determinata epoca e in un determinato luogo geografico un modello può prevalere sugli altri. Ora la lettera: piena di citazioni di teologi, di documenti conciliari per ricordare che la Chiesa è tutto.
Mi chiedo ora:
- devo rispondergli privatamente (la lettera sarà pubblicata probabilmente la settimana prossima) oppure pubblicamente?
- devo usare il tono ironico, vista l'oziosità accademica della questione oppure prenderla sul serio?
- devo fare sfoggio di qualche mio ragionamento oppure essere essenziale quasi ermetico?
- devo

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