29 maggio 2026

I visionari

 Due visionari che si conoscevano e ci hanno lasciato. Carlin Petrini e papa Francesco. Il primo perchè vedeva qualcosa che altri non vedevano: il cibo come motore di un movimento mondiale che metteva insieme i popoli, dava futuro e aggregava alla causa della sostenibilità ambientale anche i meno propensi. Il secondo perchè vedeva oltre gli altri: la Chiesa come realtà mondiale, sganciata dalle secche della tradizione di Occidente europeo (e coloniale) e come autorità morale, sganciata dalle sacrestie e dai soliti noti. E' molto più facile ammirare queste persone che imitarle. Non è facile vedere dietro cose di tutti i giorni (come il cibo) qualcosa che ha il potere di unire il mondo e non è facile alzare lo sguardo dal tran tran ecclesiale di tutti i giorni per vedere in che mondo siamo e dove stiamo andando come Chiesa.




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27 aprile 2025

L'agire discreto dello Spirito

 I funerali di papa Francesco hanno messo ben in evidenza che cosa può significare l'azione discreta dello Spirito Santo. Le scene dei potenti della terra al funerale, la scena emblematica di Trump e Zelensky, l'assenza di Putin e Netanyahu non sono solo immagini passeggere ma rivelano la verità più profonda: Dio che governa sui potenti della terra, la forza del dialogo, il peso della violenza che sfigura il cuore delle persone e li fa "scomparire". Il tutto filtrato attraverso la figura umile di papa Francesco che, mosso dallo stesso Spirito non è scomparso come i due leader russo e israeliano ma si è fatto da parte, dopo che per anni ha mostrato una tenacia e una coerenza di tutto rispetto.

Certo le guerre non sono finite e non finiranno a breve. Ma il giudizio della storia è già stato dato e prima ancora che certi personaggi lascino questa terra. Forse un cristianesimo tenace è meglio che un cristianesimo influente.


"Per questo non può nascondersi chi pronuncia cose ingiuste,
né lo risparmierà la giustizia vendicatrice." (Sap 1,8)



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24 aprile 2025

L'eredità del Papa

 Ci sono voluti un po' di giorni per riordinare le idee. La morte del Papa ha colto tutti di sorpresa e solo ora a mente fredda posso pensare qualcosa "a voce alta". Intanto che indietro non si torna, verrebbe da dire. Non tanto per le idee che ha portato avanti (dalle idee si può sempre tornare indietro, perchè non hanno consistenza), ma per i processi che ha innescato. Almeno quattro.

La dimensione internazionale della chiesa con cardinali che arrivano dalle periferie e la sottorappresentanza europea. E chi arriva da lontano vede le cose diversamente da chi le vede dal centro. Capita perfino con la chiesa astigiana: i paesi vedono il futuro della chiesa molto meglio che le parrocchie cittadine che perlopiù pensano di stuccare un muro che richiede interventi di ristrutturazione.

La dimensione sociale della chiesa con encicliche che toccano temi rilevanti e organizzazioni (come "l'economia di Francesco") che hanno mosso i primi passi. Anche questo è ancora marginale nella chiesa italiana che si accontenta spesso di fare della carità attraverso la Caritas. Certo non è assistenzialismo, ma converrebbe investire molto più in altri settori di pastorale sociale.

Il valore del discernimento nel giudicare situazioni delicate invece dell'affidarsi solo alla legge morale. Anche questo è un movimento da cui non si torna indietro perchè sta riportando nell'alveo ecclesiale gente che ne era al di fuori a causa delle condizioni del proprio matrimonio o della propria vita sessuale. E anche qui le diocesi non  brillano molto, dal momento che spendono tanto tempo a fare programmi, piani e costruzioni mentali simili, quasi misurando l'efficacia della propria opera su quelli.

La sinodalità. E' il metodo con cui la chiesa agisce ormai a livello mondiale. E su questo c'è tanto da imparare tutti.

Buon futuro papa Francesco e non custodisci dall'alto questa umanità.

"Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche." (1 Tm 2,8)



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23 novembre 2022

Lucidità di Ratzinger

 Mi è capitato tra le mani un libretto dell'allora Joseph Ratzinger, intitolato "Cielo e terra. Riflessioni su politica e fede", che riporta tre brevi interventi su come conciliare la fede religiosa in Europa con la politica laica. Era uscito nel 1997, ma gli interventi erano del 1992. Geniali. In poche righe il quadro esatto di come siamo arrivati alla secolarizzazione e anche come la chiesa può affrontarla in un equilibrio proficuo per gli uomini e le donne, senza che ci sia violazione dei confini tra Stati e Chiesa nell'uno o nell'altro senso. Soprattutto molto attuale: ci aveva visto lontano. Soprattutto il fatto che venendo a mancare una fede comunque non sono neanche più evidenti i principi morali dati per scontati e che occorre ricostruirli dal basso... Se vuoi farti attrarre segui papa Francesco, ma se vuoi capire segui papa Benedetto. Se vuoi costruire un palazzo segui papa Francesco, ma se vuoi metterlo in sicurezza segui papa Benedetto. L'importante è che li segui tutti e due.



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20 novembre 2022

Il Papa è arrivato e se n'è andato

 Tutto si è risolto in poche ore. Anzi, per i sacerdoti in tre ore, max quattro se arrivi da fuori. Ma il tempo cronologico non è quello interiore, come diceva già s. Agostino e quattro ore di questa esperienza corrisponde a giorni. Bisogna fare la tara di tutto il feticismo che si scatena intorno ai grandi personaggi, che diventano oggetto di reliquie prima che muoiano. Basta raccogliere un po' della loro saliva e sono contenti... Bisogna fare la tara dei paparazzi in erba, pronti a scattare una foto non per avere un ricordo ma per sentirsi vivi. Bisogna fare la tara degli sgomitoni che danno finanziamente per avere un posto in prima fila e a volte senza un minimo di dignità. Ma fatta la tara il peso netto resta tanto e soprattutto "pesa": parole, anche in piemontese, ma anche uno stile, un sorriso che comunica ben più che altre parole. Il sorriso ai giovani che portavano i doni all'altare e il buffetto al neo accolito Stefano sono più dell'omelia. E soprattutto è la testimonianza della fatica, vinta dal desiderio di comunicarsi e comunicare, come già era stato per Giovanni Paolo II. Insomma: il peso netto resterà tanto per la chiesa di Asti. Dipende come verrà usato.


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08 giugno 2020

Il fenomeno del "desborde"

Così con un termine latinoamericano il gesuita Diego Fares su Civiltà Cattolica 21marzo/4aprile 2020 commenta lo stile di "Querida Amazonas" di papa Francesco. Significa "traboccamento" e fa riferimento all'indicazione del papa durante il Sinodo sull'Amazzonia di non perdersi dietro le minuzie legislative ma di imitare la pienezza della grazia di Dio che affronta i problemi con enormi salti in avanti. Due esempi: a fronte del peccato Dio ha superato la legge con un "di più" di grazia. A fronte del problema del rapporto tra giudei e pagani negli Atti degli Apostoli la Chiesa ha fatto un salto qualitativo.
Mentre leggevo queste cose mi veniva in mente ancora una volta (una ossessione...) l'estrema minuzia con cui come chiesa si è stati dietro alle disposizioni governative con l'ossessione di capire cosa si doveva e cosa non si doveva fare. "Traboccare" significava allora prendere di petto le cose e cercare di immaginare una chiesa diversa con un effetto che sarebbe ricaduto anche sul dopo. Qualcosa è stato fatto ma molto timidamente: la liturgia in famiglia che affianca la messa della domenica nell'adempimento del precetto è un "piede di porco" che farà saltare il legalismo con cui si tratta la celebrazione eucaristica, facendone perdere la bellezza e la potenza di grazia.

"La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia" (Rm 5,20)

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18 maggio 2020

Il tempo è superiore allo spazio (papa Francesco)

Michel De Certeau
A proposito del post di ieri, mi sono trovato a leggere una riflessione sul principio di papa Francesco (riportato nell'Evangelii Gaudium) per cui "il tempo è superiore allo spazio", che per lui significava dire che innescare processi virtuosi che richiedono tempi lunghi per realizzarsi è meglio che cercare di occupare spazi di potere per controllare e dominare dall'alto. La riflessione riprendeva la distinzione di Michel de Certeau (storico e intellettuale francese, il cui pensiero ha molto influenzato la spiritualità) tra "strategia" e "tattica", riportata nell'opera "L'invenzione del quotidiano". La strategia sarebbe la capacità di controllo di tutte le possibili variabili, di tutto quel che può succedere, dunque è più riferita allo "spazio" nel senso di papa Francesco. Al contrario la tattica sarebbe la capacità di reazione a partire dalle mosse degli altri. Dunque più simile al "tempo" in cui basta fare la mossa giusta, innescare il processo giusto e aspettare che si sviluppi.
Cosa c'entra con la gestione del virus e la riapertura delle messe e delle attività? Il voler controllare tutto e   tutti, prevedendo ogni possibile problema fa parte della visione strategica e del voler usare la forza e il potere anche se per nobili finalità. Il cercare di reagire sul momento a comportamenti non adeguati di altri e farlo con pazienza con l'obiettivo di far cambiare delle abitudini sbagliate fa parte della visione tattica. La prima cerca i risultati immediati e crea un clima da caserma. La seconda accetta di correre il rischio e stimola l'autoresponsabilità.

"Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento." (Sap 12,18-19)

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19 febbraio 2020

L'Amazzonia come frontiera

Lunedì sera c'è stato un incontro del centro missionario con la giornalista di Avvenire Lucia Capuzzi, che ha presentato il libro Frontiera Amazzonia e ci ha parlato di quella zona come emblematica del sistema economico mondiale. Un luogo dove le contraddizioni vengono palesemente alla luce. E così mi sono appassionato del discorso, ho comprato il libro, ho letto l'esortazione del Papa al termine del sinodo sull'Amazzonia Querida Amazonia e spero di mettere su un gruppetto di giovani sensibile al tema. Veramente sotto papa Francesco le priorità sono cambiate e anche il metodo: la prassi di vita diventa luogo teologico e la teologia non è più quella occidentale. Una rivoluzione dolce: semplicemente aprire gli occhi, allargando il campo visivo...

"Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole" (Gn 11,1)

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14 novembre 2014

papa Francesco fa centro

Ancora un segno di quanto lo stile faccia buona parte del lavoro di evangelizzazione. Mi trovo con 3 giovani scout per impostare insieme il programma di catechesi dell'anno e da dove partono? Vogliono assolutamente partire dalle parole del Papa e sono tutti lì a cercare su internet omelie, discorsi, parole... Alla fine, udite udite, si decide di seguire l'Evangelii Gaudium come traccia dell'anno. Ma da quando un documento del magistero non veniva preso in considerazione dagli scout più giovani? (e non solo da loro...)

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