17 febbraio 2022

Tra baby gang e degrado

 In genere non sono pessimista, ma la giornata di ieri me ne ha dato i motivi. Dopo aver scambiato qualche battuta con i sacerdoti della città sulla presenza di baby gang che infastidiscono, provocano e distruggono e dopo che una segnalazione simile mi era venuta anche nel nostro quartiere, sono andato a benedire le famiglie nella case popolari di una via, che da due anni non visitavo. Il dregrado. Materiale per la sporcizia e la miseria di quei palazzi, specialmente nella manutenzione degli spazi comuni. La freddezza di molti, la paura di altri che ti chiedono molte cose e molte situazioni di solitudine, anche di gente di mezza età. Più cani che bambini con relative cacche in giro per il marciapiede. Insomma: il post covid richiede una determinazione e un coraggio ben più alti che il covid, soprattutto di tutta la popolazione e non solo di qualche categoria di persone. Perciò alle questioni vaccini-non vaccini converrebbe prestare meno attenzione per rivolgerla sulle conseguenze sociali che stanno emergendo.


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09 gennaio 2022

Ed ecco Omicron

 Ogni variante che si manifesta fa crescere i timori e affidarsi alle paure diventa il nuovo buon senso. Non importa se questa variante è ormai endemica e colpisca le parti superiori del sistema respiratorio. Non importa che il governo stia facendo un braccio di ferro per tenere aperte le scuole. Non importa se a differenza di un anno fa i vaccini stanno facendo la loro parte. Non importa se i contrari sono una minoranza della popolazione. Quel che importa è che non ci devono essere contagiati. Punto. Come se dall'oggi al domani si decidesse che non ci devono più essere influenzati, raffreddati. 

Allora la corsa alle chiusure e alle solite domande: "Ma sarà opportuno fare catechismo? Sarà opportuno fare oratorio?" Risposta: "Dipende se le scuole sono aperte". Come se fosse la stessa cosa un'attività che coinvolge milioni di ragazzi tutti i giorni per sei ore al giorno e una attività che ne raccoglie centinaia, una volta alla settimana per due ore. Non si devono recitare rosari per i defunti, perchè sono tutti a rischio assembramenti. Non importa se hanno tutti la mascherina. No, anche la chiesa deve dare esempio. Ma di cosa?

Così la questione non è più del rispetto delle norme e delle leggi. Diventa una corsa a arrivare prima della legge a bloccare tutto. E magari la legge non ci arriverà ad imporre chiusure. Zona gialla, ma ormai ci consideriamo già in arancione. C'è molto di irrazionale in tutto ciò e la linea di confine è ormai segnata: in caso di dubbi, meglio chiudere. Alla prossima variante correremo dietro agli untori: ma su questo Manzoni già scrisse.

"Guàrdati invece dalle questioni sciocche, dalle genealogie, dalle questioni e dalle contese intorno alla legge, perché sono cose inutili e vane. " (Tt 2,9)




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31 maggio 2021

vaccino

 Sabato ho ricevuto il vaccino (unica dose, essendo stato malato a gennaio). Ieri giornata da cani. Oggi alla grande. La sensazione è di essere entrati in una terra nuova e in un tempo nuovo, dove tutto torna ad essere sotto controllo. Altre due riflessioni.

La prima è la mobilitazione collettiva di cui sono stato testimone sabato. L'idea che c'era gente volontaria che aiutava nel disbrigo delle pratiche, nel servizio d'ordine oltre alla quantità di medici e infermieri, oltre alla banca che ha messo a disposizione il locale delle vaccinazioni, ecc. Un senso di comunità non male e che da tempo non sperimentavo.

La seconda è che ce lo possiamo permettere. Ma tutti quei paesi che non hanno vaccini e sono lontani mille miglia da questa situazione sperimentano ancora una volta, come se non bastasse, il sopruso dei paesi ricchi. Qualunque sia la motivazione e qualunque sia la strategia da seguire, finchè ciascun paese ricco (o gruppi di paesi ricchi) fa come se gli altri non fossero anche affar loro, mi sa che i problemi ripiomberanno addosso.

"Amate la giustizia, voi che governate sulla terra" (Sap 1,1a)



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29 maggio 2021

ritorna la preghiera in musica

 Giovedì sera c'è stata una nuova edizione delle serate di musica e preghiera che a San Domenico Savio avevano caratterizzato alcune stagioni. Non concerti ma l'uso della musica e del canto in funzione di preghiera. Ora si è ripartiti un po' in sordina, ma l'importante era dare un segno. Serata dedicata a Maria, un'ora e bon ma molto intensa e molto calorosa da parte del pubblico, che si è lasciato coinvolgere.

Insomma: è ora di ripartire e di ripartire con decisione, cautela ma determinazione.

"Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove." (2Cor 5,17)

Manuela Rinaldi, la soprano


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30 aprile 2021

I tempi cambiano continuamente

 Mentre ieri sera riuscivo a guardarmi una intera puntata di The Crown senza addormentarmi, restavo colpito da come (stagione 2 puntata 5) i collaboratori della regina Elisabetta non riuscissero a capire che dopo la guerra e dopo la crisi di Suez il mondo stesse cambiando e occorreva cambiare toni e registri, anche modi di presentarsi della monarchia.

Questa mattina nel Vangelo c'era il riferimento a Gesù via, verità e vita e mi veniva da pensare che a volte la via/strada cambia direzione e che non devi solo stare attento di essere sulla strada giusta, ma accorgerti quando cambia (e tu tiri dritto come niente fossi e se da Asti dovevi andare a Genova, ti sei imbambolato e ti ritrovi di filato a Piacenza).

L'epidemia ha sicuramente cambiato le cose e la strada cambia: con coraggio bisogna capire quale prendere e prendere una direzione diversa. Utile, per esempio, abbandonare ciò che già prima traballava: potrebbe essere un buon inizio, come quando cominci a vedere il cartello che sta dicendo che fra un po' dovrai prendere la Genova - Gravellona Toce e non seguire la Torino - Piacenza...

"Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. " (Gv 14,6)



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14 gennaio 2021

Echi lontani

 Bastano pochi giorni di isolamento e sembra che tutto sia ovattato. Basta saltare una segreteria diocesana e gli echi delle discussioni sembrano l'esercizio di uno sciatore slalomista che si allena in pianura Padana. Basta tagliarsi un attimo fuori dalle chat scout e ti sembra che questioni importanti diventino occasione per giocare con whatsapp. Basta lavorare a distanza al giornale e ti sembra che in fondo non è così indispensabile conoscere le dinamiche interne e farsi carico di questioni che si risolveranno da sole. Per non parlare delle grosse questioni in parrocchia: la gestione dei funerali ti obbliga a rispettare dei tempi, tutto il resto boh? Allora uno si chiede: probabilmente affrontare di petto le cose ed "essere sul pezzo" equivale a darsi la zappa sui piedi e a generare nuovo ed eterno lavoro e pensiero. 

Una cosa è certa: l'isolamento è altrettanto innaturale dell'estremo attivismo, perciò forse non è bene giudicare quando si è in entrambe le situazioni...


"Il saggio ha gli occhi in fronte,ma lo stolto cammina nel buio. Eppure io so che un'unica sorte è riservata a tutti e due. (Qo 2,14)




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12 gennaio 2021

discussioni circolari

 Per l'ennesima volta mi sono lasciato prendere da scambiare mortiferi messaggi whatsapp con un mio amico che continua a parlarmi della pandemia che non è una pandemia e dell'illegalità dei dpcm. Ultima volta questa mattina: mi ha mandato il video di un avvocato che spiegherebbe come mai non esista stato d'emergenza in costituzione (e questo lo sappiamo) e anche se c'è una legge che lo regolamenta, non si può applicare al caso sanitario (ma dal 2013 è stato applicato ben 100 volte... compresi i mondiali di nuoto, il G8 della Maddalena e la regata della coppa Louis Vuitton..). Poi dati sanitari regionali che sarebbero stati gonfiati per rientrare nei buchi di bilancio (?!) salvo poi Cirio che chiede il ricontrollo rigoroso per passare presto da zona rossa a gialla.... 

Ad un certo punto ho scritto che il suo ragionamento era circolare e non portava ad alcuna conclusione e lui ha risposto che era un bel complimento, visto che il suo pensiero è largo, inclusivo, multilivello, sistemico, con un approccio alle teorie della complessità e che cerca collegamenti tra i diversi piani... 

No, pensavo di essere contorto io e a volte troppo astratto, ma di fronte a questo mi sento ributtato in prima elementare. Sarà che ai diversi piani dei condomini ho sempre preferito il piano unico delle villette...

"Balaam disse a Balak: «Non avevo forse detto ai messaggeri che mi avevi mandato: «Quand'anche Balak mi desse la sua casa piena d'argento e d'oro, non potrei trasgredire l'ordine del Signore per fare cosa, buona o cattiva, di mia iniziativa: ciò che il Signore dirà, quello soltanto dirò»?" (Nm 24,12-13)

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09 gennaio 2021

Macchina nuova

 Questa settimana, finalmente, avevo ritirato la macchina nuova che è stata depositata in garage in attesa di tempi migliori. Oggi per la prima volta l'ho usata...per andare in ospedale a fare il tampone. Pensa te: la storia di una macchina che inizia con il covid... Sarà cattivo segno? La macchina precedente era stata rodata per andare fino a Santiago di Compostela: un abisso. Ma ridiamoci su: diciamo che sarà una macchina adeguata ai tempi... anche perchè comprata con tutti i bonus governativi. Il minimo è che mi accompagni a fare il tampone!


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06 gennaio 2021

ridda di voci

 Ussignur in sti giorni ne sono successe di tutti i colori. Il passaggio alla quarantena fiduciaria ha imposto un cambio di abitudini e di regole che probabilmente molte famiglie hanno già vissuto nei mesi scorsi. Ma il fatto che ci sia di mezzo una parrocchia, dà adito alle assurdità più incontrollate e conferma nella bontà di non dire nulla di più di quel che serve e dirlo nel modo giusto. Però a sentire certi audio che girano in rete viene da pensare che forse ci meritiamo un po' di sana dittatura, visto che ci piace poter dire: penso così, perchè me lo fanno pensare, non perchè lo pensi... Oppure: dico così perchè me l'hanno detto, non perchè abbia controllato... Oppure faccio così perchè ..anzi, facciò cosà, ma no: faccio così e penso cosà, anzi dico così, faccio cosà e boia al governo...

«Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!» (Purgatorio, canto VI, 76-78)




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02 gennaio 2021

un teatro vuoto

Ieri ho visto il concerto di capodanno dalla Fenice di Venezia. Un teatro vuoto di pubblico, dove la platea è diventata un unico palcoscenico enorme con distanze regolari sia per coro sia per orchestra. faceva impressione a vedersi, più ancora che con i musicisti dotati di mascherina. Una foto emblematica della pandemia ma anche della creatività che cerca di reagire e di costruire un nuovo modus vivendi. La fase della convivenza con il virus non richiede che uno sia proiettato a quando finirà: il tempo potrebbe essere veramente lungo. Richiede che uno ricostruisca l'abc del vivere con modalità nuove.
La musica e l'arte non sono opzionali, così come non è opzionale lo sport, lo scoutismo in presenza, le celebrazioni, le iniziative di aggregazione. Se vanno cambiate per adeguarle agli standard di disciplina, ok. Ma non rinunciamo troppo presto ad esse: l'emergenza non è solo sanitaria e non è solo economica.

"La vergine allora gioirà danzando
e insieme i giovani e i vecchi.
Cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni."
(Ger 31,13)





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25 ottobre 2020

L'impero colpisce ancora

E' il titolo della seconda puntata della seconda serie (prima però in ordine di tempo di uscita) di Guerre Stellari. L'impero è qualcosa che sembra onnipotente e che dà grandi sferzate ma c'è anche la resistenza, piccola ma tenace. E poi ci sono coloro che si sottomettono all'impero e ne accettano la logica. L'impero è qualcosa di cattivo, di colonialista, di imperialista, bella immagine dei tanti imperi che si sono succeduti nella storia, non ultimo quello economico di certa finanza. Il virus è il nuovo grande impero, questa volta molto piccolo. La resistenza però è a due livelli, uno più evidente e l'altro più nascosto. A seconda di che cosa combattono. 
Il primo livello combatte il virus e i suoi effetti sui malati. E' fatto di coloro che agli occhi di tutti spendono energie, tempo e salute propria pur di curare le persone malate e per far di tutto per fermare il dilagare del virus. Ma anche infondono coraggio e tenacia alle persone malate. 
Il secondo livello combatte la paura che il virus determina e il senso di rassegnazione che rischia di dilagarare. E' fatto di tutte quelle persone che cercano di tenere in vita le attività sociali pur nel rispetto delle norme, cercando ogni piega che le norme offrono per non chiudere tutto: da coloro che lottano per non chiudere le scuole, a coloro che fanno di tutto per portare avanti una attività economica e lavorativa, a chi fa nonostante tutto l'oratorio anche solo con cinque ragazzi a coloro che si ingegnano in altro modo. Perchè la grande rassegnazione si traveste spesso di prudenza e la scopri quando si agisce prima delle norme. Si sospendono iniziative, si chiudono cose perchè tanto finirà così. Tanto l'impero è più forte, tanto la resistenza è inutile.

"La voce di Mattatia tuonò nella città: «Chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l’alleanza mi segua!». Fuggì con i suoi figli tra i monti, abbandonando in città quanto possedevano." 
(1Mc 2,27-28)

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11 ottobre 2020

pandemia e normalità

 Ieri passando per la benedizione delle famiglie ho trovato tante persone che esprimevano preoccupazione sui contagi e che chiedevano pareri. Così mentre passavo di casa in casa si precisava il mio pensiero: evoluzione come era previsto, con un aumento di contagi che vengono cercati appositamente perchè non aumenti il numero di ammalati, il numero di ammalati in rianimazione, il numero di morti. Dunque una caccia spietata con mezzi non sempre sufficienti.

Nello stesso tempo però oggi ripartiva l'oratorio, sabato prossimo il gruppo delle medie oltre che l'attività degli scout, mentre passo dopo passo sono ripartite tante attività piccole e grandi. Insomma: una normalità che tutti cercano come il pane, anche se una normalità diversa da prima. Pazienza. E' sempre meglio passare dalla percezione di essere in continua emergenza alla percezione di essere in uno stato di normalità in cui si convive con il virus, così come si convive con altre malattie. 

Speruma...

"Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele, a tutti gli esuli che ho fatto deportare da Gerusalemme a Babilonia: Costruite case e abitatele, piantate orti e mangiatene i frutti; prendete moglie e mettete al mondo figli e figlie, scegliete mogli per i figli e maritate le figlie; costoro abbiano figlie e figli. Moltiplicatevi lì e non diminuite. Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare. Pregate il Signore per esso, perché dal suo benessere dipende il vostro benessere." (Ger 29,4-7)

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04 ottobre 2020

un lungo periodo di assenza

 Dal 28 settembre, data dell'ultimo post, a oggi è passato un lungo periodo. Un periodo in cui le cose sono andate avanti ma la testa no. Eppure tantissimi spunti sono venuti sia dalla cronaca sia dalla vita quotidiana, sia dalla riflessione personale. Ma è proprio vero che se non ci torni sopra tutto scivola via  e ti ritrovi alla fine della vita senza sapere bene che percorso hai fatto. Per non finire così... una sola nota (basta una piccola azione di consapevolezza per frenare la deriva): le preoccupazioni che passando a benedire le famiglie raccolgo. Preoccupazioni per i mesi a venire, preoccupazioni per un futuro incerto, preoccupazioni per le cose vissute che hanno lasciato il segno. Qualche mese fa, essendo assistente ecclesiale di Asti-Alessandria per gli scout, mi avevano chiesto una riflessione sulla pandemia e avevo preso come spunto il libro di Isaia, che come la pandemia era diviso in Isaia uno, due e tre. E avevo detto che Isaia 2 (corrispondente alla fase due) era una situazione di grande incertezza in cui si trattava di prendere forza da Dio e non lasciarsi andare (Isaia 2 è scritto in tempo di schiavitù in Babilonia). Poi l'estate sembrava andare in un'altra direzione ma ora so che non è così: siamo in piena fase due (non tre) e siamo chiamati come cristiani a non cedere al pessimismo e alle preoccupazioni: non per ottimismo, ma perchè realmente la nostra forza non deriva da ciò che capita, ma da qualcosa di ben più profondo.

"Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù." (Fil 4,6-7)

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27 settembre 2020

La gente è sempre lei eppure diversa

 Ieri ho dato un colpo sostanziale al giro della benedizione delle famiglie dedicandoci più di tre ore o mezzo. Temevo di non trovare nessuno il sabato pomeriggio, eppure ho trovato più del previsto, più degli altri anni in cui passavo in giorni feriali. Naturalmente argomento fisso, magari anche solo accennato, quello dell'epidemia. Ho visto veramente una varietà di posizioni ma due consapevolezze:

- che il momento che viviamo è un momento storico che mette alla prova la nostra capacità di resistere e di guardare creativamente a come affrontare la situazione;

- che faceva piacere (anche molto piacere) il fatto di ricevermi e di ricevere la benedizione.

Così ho capito che la gente è sempre uguale eppure diversa da prima: sempre uguale nei loro modi di fare. Diversa da prima perchè siamo di fronte ad una sfida che ci mette tutti sulla stessa barca.

"Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa" (Qo 1,4)

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26 settembre 2020

Chiesa e norme anticovid

 Ieri è cominciato il corso alla Facoltà a Torino. Mi sono ritrovato a dover tenere la mascherina per tutto il tempo, a spiegare con la mascherina, a stare all'esterno con la mascherina. Avendo saltato la riunione dei docenti non posso ricostruire il perchè di queste norme così rigide, oltre la media. Poi mi è venuto in mente che alle chiese è chiesta l'igienizzazione dei banchi al termine di ogni celebrazione, cosa che non è richiesta da nessun'altra parte.

Ancora una volta non riesco a capire se questo eccesso di zelo sia il frutto di eccesso di condiscendenza verso lo Stato (del tipo: ci fanno una proposta e per qualche oscuro motivo la accettiamo senza troppo discuterla) o sia il frutto del senso del dovere morale in questa situazione, a fronte di altri ambienti decisamente sconsiderati.

Difficile capire, ma se ragioniamo sugli effetti le cose risultano chiare: l'aumento oltre il limite degli obblighi sicuramente tiene sotto controllo la situazione, ma diventa la rinuncia ad educare, a sensibilizzare i singoli e a far leva sulle loro coscienze. In sociologia si chiama "effetto non voluto": attui delle misure con motivazioni legittime e nobili ma l'effetto che ti ritorna non è quello che pensavi.

"Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore." (Rom 13,9-10)

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16 settembre 2020

pandemia e chiesa

 Ieri all'incontro dei sacerdoti della città è intervenuto uno di noi, don Luigi Berzano che è anche sociologo e ha presentato una riflessione da lui fatta all'incontro nazionale di sociologia della religione (Summer school di S. Gimignano) sugli effetti della pandemia sulla chiesa e sulle religioni. Interessante panoramica fatta mettendo insieme le celebrazioni in streaming, il distanziamento sociale, la teologia. In particolare ha sottolineato come sia acquisita l'idea di cura in caso di epidemie, di "stare" e non fuggire, lasciando da parte sia la spiegazione del Dio cattivo che vuol far pagare le colpe degli uomini sia dell'immunità di gregge che sa di "barbarie" in quanto elimina poveri, vecchi e fragili in nome della sopravvivenza dei forti e dei ricchi (Solo personaggi come Johnson e Trump potevano teorizzarla...).

Ma la cosa più interessante è che Berzano ha fatto notare come la cultura occidentale è permeata di cristianesimo fino alle midolla: è il messaggio cristiano, infatti, che in nome della carità, ha portato avanti l'idea del dovere del restare e della cura. Se mettiamo insieme questo con l'uccisione di don Roberto Malgesini a Como possiamo tranquillamente affermare che la chiesa sta dando una testimonianza molto forte al mondo e che anche se l'Europa non lo riconosce formalmente, di fatto l'ha fatta propria. 

Sempre che non tornino a prevalere i teorici pseudocristiani del castigo di Dio e del mondo abbandonato a Satana...

"E uno spirito mi sollevò e mi portò in Caldea fra i deportati, in visione, per opera dello spirito di Dio. E la visione che avevo visto disparve davanti a me. E io raccontai ai deportati quanto il Signore mi aveva mostrato." (Ez 11,24-25)

La peste a Milano


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14 settembre 2020

riprende la scuola

 Quante preoccupazioni e quante parole per la ripresa della scuola. Penso sia stato uno degli argomenti in cui in queste settimane si è detto tutto e il contrario di tutto. Eppure era un dovere morale riaprire la scuola e ieri si percepiva, parlandone, come fosse quasi collettiva la vicinanza di ogni persona a chi ci lavora e chi ci studia. Mai come ora la scuola è tornata ad essere frontiera e coloro che ci lavorano specie di "missionari laici" o pionieri da far west che devono fare i conti innanzitutto con se stessi.

Calcolando la scarsa considerazione che la politica ha riservato alla scuola in questi decenni, dovremmo dire che la scuola ha fatto miracoli. Ma anche che esiste una riserva nella cultura italiana di dedizione, senso del valore dell'istruzione e creatività che neanche le quintalate di insegnanti inetti immessi in organico sono riusciti a distruggere.

E allora ecco la preghiera scritta dall'arcivescovo di Milano Delpini inviatami da una insegnante di scuola d'infanzia e girata al gruppo whatsapp della parrocchia... con grande successo.

"per conoscere la sapienza e la disciplina,

per capire i detti profondi,
 per acquistare un'istruzione illuminata,
equità, giustizia e rettitudine,
per dare agli inesperti l'accortezza
ai giovani conoscenza e riflessione" (Pro 1,2-4)

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09 settembre 2020

Ricomincia l'anno

 Ieri serata di inizio anno pastorale della parrocchia con "pellegrinaggio" alla Madonna del Portone ad Asti. Qualcuno a piedi, qualcuno in macchina. Un pellegrinaggio adeguato all'anno del covid dove tutto pare ridotto all'essenziale, ma è importante farlo. Solo una celebrazione eucaristica senza il tempo di starsene un po' a chiacchierare visto che il Santuario chiude e qualcuno deve tornare a piedi. 

Il dopo epidemia è un po' così. Come il dormiveglia di chi non sa se "crogiolarsi" in una cosa che ti obbliga a tenere certi comportamenti e ti evita spesso di dover decidere oppure se risvegliarsi e mettersi in marcia perchè il nuovo giorno è cominciato. 

Anche le innumerevoli iniziative che vengono prese in queste settimane sembrano più ricalcare il passato (per esempio tutto il rituale intorno ad un Palio che non c'è) che aprire veramente strade nuove per il futuro. Un po' come chi sta sognando e non si è ancora risvegliato, né è nel dormiveglia. Vedremo.

"Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove." (2Cor 15,17)

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04 settembre 2020

Una voce laica sul covid

Questa mattina mentre ascoltavo la rassegna stampa mi sono fermato. Non credevo alle mie orecchie. Stavano leggendo l'intervista pubblicata al Corriere della Sera del medico Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri . Finalmente una voce "laica", come ha commentato il conduttore della rassegna, cioè non di parte né degli ottimisti ad oltranza nè dei pessimisti ad oltranza. Una voce che ha parlato di fine della fase epidemiologica, di calcolo delle probabilità nella contrazione del virus. Ma forse vale la pena pubblicarla integralmente.

Non dico che la pensa come me, sarebbe troppo. Ma dico che io la penso esattamente come lui. E fa piacere trovare un esperto che conferma certe idee. "Fino a prova contraria", come è implicito in ogni scoperta e in ogni verità scientifica.


 Professor Remuzzi, che autunno sarà?

«Migliore di quel che molti pensano, a patto di usare il buon senso, mascherine, distanziamento, e rimettere nel cassetto ansia e isteria».

Cosa la induce all’ottimismo?
«Ad esempio, uno studio appena pubblicato su Lancet e firmato da Gianfranco Alicandro e Carlo Lavecchia, dell’Istituto nazionale di Statistica e dell’Università di Milano, che rileva come nella prima quindicina di maggio del 2020, nella seconda e in tutto giugno, non ci sia stato eccesso di mortalità rispetto all’anno precedente».

Traduzione?
«La fase epidemica in Italia è sostanzialmente finita. Il che non vuol dire che non ce ne sarà un’altra, ma che è improprio parlare di seconda ondata».

E perché?
«Ormai siamo entrati nella fase della sorveglianza, che comprende la ricerca accurata dei contatti di persone positive al tampone».

Non la preoccupa il fatto che ne troviamo ogni giorno di più?
«Più ne cerchiamo, più ne troviamo. Mi sembra normale. Il numero dei positivi non è una voce alla quale guardare con paura. Peraltro, ormai abbiamo test capaci di rilevare anche la presenza di frammenti di Dna virale, ma non è detto che appartengano ancora a un virus capace di contagiare».

In attesa del vaccino, per una immunità temporanea dobbiamo sperare solo negli anticorpi?
«Anche nelle cellule T, che sono cellule della memoria. Il nostro sistema immune infatti è una macchina per ricordi, che si rafforza e si espande quando incontra una cosa già vista in passato».

Come gli altri coronavirus?
«Esatto. Gli anticorpi spariscono rapidamente. L’immunità invece si creerà così, con le nostre cellule della memoria, grazie a proteine di altri virus, anche quello del raffreddore, oppure a vaccinazioni che già abbiamo fatto».

Ma chi lo dice?
«Un lavoro appena pubblicato da Science. E un altro studio americano, in fase di pubblicazione, condotto su 137 mila persone che hanno fatto il tampone, quindi un campione molto significativo. Le vaccinazioni somministrate negli ultimi cinque anni, si associano a una riduzione dei tassi di infezione Sars Cov-2».

Basta un vaccino qualunque?
«Tutti i vaccini proteggono. Poliomielite, pneumococco, tubercolosi. Anche varicella, parotite, morbillo, rosolia: garantiscono una protezione del 30-40 per cento. Ovviamente quelli più vicini nel tempo hanno una maggiore efficacia».

E il vaccino per l’influenza?
«Se fatto negli ultimi cinque anni, ha comunque una protezione significativa per gli anziani. Ma non è il vaccino più efficace contro il Covid-19. Non così tanto come speravamo, almeno».

Perché tutta questa ansia per il numero di contagi in aumento?
«Confondiamo i contagi con la gravità della malattia. Ci spaventiamo per numeri che non significano moltissimo. Indicano solo che abbiamo sviluppato la capacità di entrare nella fase della sorveglianza, e quindi troviamo le cose laddove ci sono».

Tampone per tutti?
«Io credo che invece vada fatto in modo selettivo. Se per ipotesi lo fai a cinquanta milioni di italiani, una settimana dopo cosa succede, lo rifai ancora? Non alimentiamo psicosi da tampone. Facciamoli dove servono. Ai confini, negli ospedali, nelle Rsa, tra i lavoratori del trasporto pubblico, tra gli insegnanti e il personale scolastico. Applichiamo i mezzi e le capacità che abbiamo acquisito in modo mirato, e non indiscriminato».

È più importante il numero di tamponi giornalieri che quello dei positivi?
«In un certo senso è così. Dimostra che siamo nella fase della sorveglianza, e in qualche modo è l’ammissione implicita che siamo usciti dall’epidemia».

A quali altri numeri bisogna guardare?
«Abbiamo ottomila posti in terapia intensiva. Oggi ne sono occupati per il Covid-19 poco più di cento. Significa che al momento utilizziamo l’1,5% della nostra capacità di cure intensive».

E se i ricoveri dovessero salire?
«Ammettiamo pure che si arrivi a settemila positivi al giorno, come in Francia. Una cosa che penso potrebbe accadere. Ebbene, oggi la Francia ha 500 pazienti in terapia intensiva. Significa che noi utilizzeremmo meno del 5 per cento delle nostre risorse. Ecco, non bisogna farsi prendere dall’emotività. Questa non è una partita di calcio».

Ma una volta in ospedale, chi vince?
«L’unica cosa che conta è che ci siano pochi pazienti. Perché invece medici e infermieri sono sempre quelli, anzi il loro numero sta aumentando. E i malati si perdono anche per piccole cose, si perdono perché quando ne hai tantissimi non riesci a stare dietro a tutto e tutti. Il dato delle terapie intensive è il più importante».

Professore, c’è ancora pericolo di morte o no?
«Oggi i dati ci dicono che il rischio di infettarsi è simile a quello di cadere in motorino e minore di quelli che si corrono durante una immersione subacquea. Quarantaquattro probabilità su un milione. E all’interno di questo dato, una possibilità su cento di morire, e una su cento di avere danni di lungo termine. Stiamo parlando di questo. A febbraio e marzo era ben diverso. Eravamo nel pieno della fase epidemica».

Cosa pensa delle polemiche sul rientro a scuola?
«Su un tema così delicato sono state fatte speculazioni inutili. Siamo tutti d’accordo che vadano aperte? Bene, le stiamo aprendo in condizione di grande sicurezza».

Proprio sicuro?
«Abbiamo il distanziamento, abbiamo le mascherine. Abbiamo comportamenti da adottare. Abbiamo professori che dovrebbero essere sensibilizzati, perché la fase di sorveglianza include anche loro. Abbiamo tutto. Non serve nient’altro. Abbiamo persino capito che la scuola all’aperto, o con le finestre aperte, si può fare».

Anche d’inverno a Bolzano?
«Perché, d’inverno la gente non va a sciare? Con le finestre aperte, la scuola è il posto più sicuro dove possono stare i nostri figli».

Ci sentiamo dopo il primo caso...
«Questa discussione andava fatta con grande tranquillità, prendendo esempio dai posti dove le scuole sono state già aperte. Come in Germania. Come in Usa, dal primo giugno. Hanno analizzato un milione e seicentomila bambini: solo settanta positivi. Sotto i 15 anni. Dai sedici in su sono come gli adulti».

In Germania, alcune scuole hanno aperto e poi richiuso.
«Una percentuale comunque piccola. Apriamo senza isteria, senza sovrastimare i segni, senza creare altre psicosi, che ce ne sono già abbastanza».

Dunque, andrà tutto bene?
«Qualcosa rischiamo, qualcosa accadrà. Un po’ di scuole dovrà chiudere? Amen, fa parte della sorveglianza. Chiudiamo e riapriamo. Cerchiamo di essere seri. Tutti parlano di governo, tutti hanno una risposta per tutto. Nessuno sottolinea l’importanza della responsabilità personale».

Anche lei negazionista?
«Ma proprio no. Cerco solo di stare ai fatti, e di leggerli in modo corretto, senza farmi prendere dall’emotività».




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25 agosto 2020

Verso la ripresa.

Strano. Tutti sono protesi verso la ripresa: il ritorno dalle vacanze, l'inizio della scuola, la ripresa del lavoro (in Gazzetta da questa settimana). In sottofondo il rumore fastidioso delle notizie sul virus, che però sembra un fondale da teatro e non più la scena madre sul palcoscenico. E uno si chiede: ma veramente tutto torna come prima, salvo le opportune precauzioni? Veramente questi mesi sono stati solo una parentesi? Non sembra vero... Eppure è già pronto il calendario dell'anno pastorale, le indicazioni per il nuovo anno pastorale, la programmazione in parrocchia. C'è qualcosa che non va, anche se spiace fare il profeta di sventure.

Solo fino a qualche mese fa si piangevano persone morte tragicamente, ci si interrogava sul futuro con ansia e ora pare che la macchina, ferma perchè senza carburante, riparta. Mah... 

" La gente raccogliticcia, che era tra il popolo, fu presa da bramosia; anche gli Israeliti ripresero a lamentarsi e a dire: «Chi ci potrà dare carne da mangiare?  Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cocomeri, dei meloni, dei porri, delle cipolle e dell'aglio." (Nm 11,4-5)


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