11 marzo 2023

L'icona di s. Domenico Savio

 Mentre si sviluppava l'emergenza dovuta allo sgombero partivano le feste patronali in parrocchia. Uno strano connubio... Così giovedì sera alle 21 c'è stata la celebrazione di s. Domenico Savio e la benedizione di una nuova icona, realizzata appositamente. E' stato un momento molto sentito e quasi mistico: l'autrice (mia sorella...) ha spiegato il senso di un'icona e il modo di realizzarla, lasciando molti a bocca aperta. E comunque con l'impressione di aver vissuto un momento storico per la parrocchia. L'idea che quella sera i giovani nigeriani potevano accedere solo tardi al salone faceva un po' a pugni con il senso della festa, ma non c'erano alternative. E, in fondo, il pregare e il celebrare non sono così incompatibili con l'aiutare e l'essere solidali: preparano il cuore e la mente ad esserlo e ad esserlo nel modo giusto...


" La mia anima si è allenata in essa;
fui diligente nel praticare la legge.
Ho steso le mani verso l'alto;
ho deplorato che la si ignori." (Sir 51,19)



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22 maggio 2022

Preghiera in musica

 Ieri sera c'è stato un concerto di musica e preghiera a  Maria per bocca del soprano Manuela Rinaldi e con riflessioni e letture molto profonde. Si è capito bene la differenza tra concerto e preghiera: quando gli intermezzi sono brani di riflessione profonda e preghiere, quando ad un certo punto la gente canta insieme "Giovane donna", quando la soprano continua a dire che non sta cantando ma sta pregando, si capisce che siamo in un altro genere del solito concerto. E forse la preghiera del canto colpisce più al cuore, va più giù... e emozionandoti ti coinvolge nello spirito.

"Lodate il Signore:
è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene." (sal 147,1)




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29 maggio 2021

ritorna la preghiera in musica

 Giovedì sera c'è stata una nuova edizione delle serate di musica e preghiera che a San Domenico Savio avevano caratterizzato alcune stagioni. Non concerti ma l'uso della musica e del canto in funzione di preghiera. Ora si è ripartiti un po' in sordina, ma l'importante era dare un segno. Serata dedicata a Maria, un'ora e bon ma molto intensa e molto calorosa da parte del pubblico, che si è lasciato coinvolgere.

Insomma: è ora di ripartire e di ripartire con decisione, cautela ma determinazione.

"Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove." (2Cor 5,17)

Manuela Rinaldi, la soprano


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18 agosto 2020

la preghiera del cuore

 In questi giorni di ozio pressoché assoluto... ho ripreso a leggere libretti che avevo accumulato lì, quasi dimenticandomene. Uno si intitola "La preghiera del cuore". Niente di nuovo: già sentita questa formula e questo modo di pregare che ogni tanto uso anch'io e che arriva dalla tradizione orientale. Perciò ho iniziato a leggere sapendo già che cosa si diceva e avendo già letto altro in merito. Però. Però quando all'inizio viene fatta una diagnosi dei problemi della preghiera nella cultura occidentale (troppo cerebrale, troppo distratta dalle mille cose e dai mille pensieri, poco "col cuore") è come se una eco lontana mi risuonasse dentro: "Ricordati... ricordati... che poi ti dimentichi e te ne torni al tran tran di prima". Una specie di eco profonda che dava pace, come quando sai che stai partendo per le vacanze e che stacchi un po". 

Già. Spesso ci dimentichiamo di avere questo cuore profondo e cerchiamo di barcamenarci tra alti e bassi, senza cercare il riposo dove il riposo lo trovi di sicuro.

"Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto,

ti ricompenserà." (Mt 6,6)

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18 gennaio 2020

potenza della meditazione

Tra i servizi di National Geographic di agosto ce n'era uno sul Dalai Lama, che descriveva la sua avventurosa fuga dalla Cina nel 1959 (un pezzo di storia che non conoscevo) e la sua giornata tipo dove risiede in India. Ogni giorno 3-4 ore di meditazione. 3-4 ore? si vede che non ha molto da fare, un occidentale commenterebbe. E invece la giornata è piena. Viene in mente anche madre Teresa di Calcutta che non stava certo con le mani in mano ma che ogni giorno dedicava almeno due ore all'adorazione eucaristica. E allora?
Allora ci sta senz'altro sotto qualcosa. Quando si coltiva profondamente l'anima, al punto di dedicarle tutto quel tempo poi il rapporto col tempo cambia. Non solo riesci a fare tante cose, ma le fai dalla radice, come se ti curassi che le cose essenziali siano garantite. Quando tralasci l'anima, ti trovi a dedicarti solo alle cose esteriori e superficiali. Certo che ci vuole molto tempo a colorare i frutti poco buoni sull'albero. Ci vorrebbe molto meno tempo ed efficacia a curarti delle radici.

"Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere." (Sl 1,3)

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14 novembre 2010

canti popolari

Ieri sera ho assistito ad un concerto di canti popolari con tre cori. Interessante che alcuni temi fossero comuni (per es. il lavoro delle mondine, la necessità di abbandonare torino per andare a cercare lavoro lontano, il vendere polli, il canto spiritual dei neri nei campi di cotone). Una certa condizione di lavoro incideva veramente sull'umanità delle persone e a qualunque cultura appartenessero, si trasformava in canto. Inoltre in molti canti di vita dura è presente un afflato di fede e di preghiera, come nel Signore delle cime (con cui si è concluso il concerto ieri sera) ma anche come negli spirituals che abbiamo sentito ieri.
Con l'avvento del benessere viene meno immediato questo afflato: si può parlare oggi di canto popolare in Italia? Esiste ancora? Ed esiste ancora un canto che non sia liturgico (preparato apposta per la celebrazione in chiesa) e che abbia questo spirito religioso? Ai posteri l'ardua sentenza

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29 aprile 2010

preghiera, pregare

L'altro ieri sera al corso per gli adulti che si preparano alla cresima si parlava di preghiera ed è venuto fuori che a loro non capita quasi mai di pregare. Sono rimasto colpito, perchè pensavo che almeno in caso di necessità venisse spontaneo pregare: invece qualcuno ha specificato "sì ma solo in caso di grave necessità" non per una cosa da poco...
Ieri sera durante l'incontro in preparazione degli animatori della missione mariana nelle case (tre serate di preghiera presso numerose famiglie della parrocchia), suor Andreina, domenicana, ha aperto molto cuori e menti parlandoci dell'Ave Maria e comunicando esempi della forza della preghiera e della sua misteriosità, legata all'intimità che si viene a creare con Dio (intimità con Dio: già due termini veramente arditi da mettere insieme). E allora mi ritrovavo a pensare:
- quanto la capacità di pregare sia veramente un dono e non un moto spontaneo dell'animo
- quanto la preghiera prometta qualcosa di grandioso: un legame tutto speciale con Dio, al di là di chi sei, di come sei fatto, di che cosa puoi combinare, di che cosa succede.

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19 febbraio 2010

un nuovo canto

Nelle serate di Sanremo alcuni del coro di San Domenico Savio hanno composto una canzone-preghiera in seguito alla morte del padre di una di loro. Non è la prima volta che viene composta una canzone ma questa è particolare, sia perchè l'occasione è precisa, sia perchè esprime la preghiera nella sofferenza. Ecco una forma di ingegno e di creatività umana messa a disposizione sia dell'amicizia sia della fede nel Signore. Veramente se ognuno usasse le proprie capacità per coltivare la solidarietà e per testimoniare la fede senza tenersi tutto per sé tanti ne trarrebbero beneficio. C'è bisogno di questo genere di "elemosina".

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