14 luglio 2026

Un centro estivo...speciale

 Inizialmente il fatto di dover dialogare con il centro estivo Peter Pan che fa doposcuola tutto l'anno tra noi, che ha sempre rispettato i nostri tempi, che ha chiesto le date del centro estivo della parrocchia per non sovrapporsi e che poi, per un lieve disguido, si è trovato a condividere una settimana mi ha fatto un po' dubitare. Sì perchè da parte nostra non si è neanche per un attimo immaginato di condividere gli spazi, ma si è detto che loro dovevano arrangiarsi. Non un granchè come "parrocchia accogliente...". Alla fine però delle due settimane ho potuto capire che anche dal punto di vista del centro estivo restiamo una grande comunità accogliente:

- verso i bambini, perchè erano un mix di culture e religioni diverse

- verso le famiglie perchè erano un mix di estrazioni sociali diverse ma che condividevano con grande naturalezza il fatto di amare i propri figli ed essere impegnati per loro

- verso gli animatori, che erano a loro volta un mix di estrazioni e culture diverse, dal profugo arrivato qui da piccolo, a quelli più "scafati", a quello inserito perchè non trovava amicizie, a quelli che non sai come sono ancora qui a fare gli animatori quando tutto li trascinerebbe da altre parti

- nel dialogo tra generazioni che fa sì che i più grandi in piena sessione di esami di università, si incarichino di molte cose che meno grandi non potrebbero fare

E poi alla fine anche con il Peter Pan le cose si aggiustano. Che dire? Niente... basta già così



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10 settembre 2023

Le difficoltà dell'accoglienza

 Come ogni anno l'8 settembre abbiamo fatto un pellegrinaggio serale nell'anniversario della consacrazione della chiesa e l'abbiamo fatto a Maria Ausiliatrice a Torino. Tutto bene, bella partecipazione ma problemi con chi ci ha accolti: per un disguido nello scambio di mail ci aspettavano mezz'ora prima. In realtà l'esigenza di chiudere il tutto per le 23 è stata rispettata, ma almeno tre persone, addette a tre aspetti dell'accoglienza (messa, visita basilica e portineria) erano visibilmente contrariati e uno ci ha liquidati in quattro e quattr'otto. L'impressione era che gli orari strani di un pellegrinaggio serale avessero fatto tabula rasa e che chi è rimasto ad accoglierci sia stato un po' "incastrato-obbligato". Ma perchè non dirci che c'erano difficoltà? Quanto è difficile essere accoglienti... A volte probabilmente le fatiche fisiche e le dinamiche di gruppo incidono fortemente. 

Mi sono reso conto che anche quando devo essere io accogliente occorre un rilassamento interiore e una distensione dello spirito, perchè anche se la bocca proclama certe parole, tutto il resto del corpo comunica l'opposto.

"Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi” (Rm 15,7)



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11 marzo 2023

L'icona di s. Domenico Savio

 Mentre si sviluppava l'emergenza dovuta allo sgombero partivano le feste patronali in parrocchia. Uno strano connubio... Così giovedì sera alle 21 c'è stata la celebrazione di s. Domenico Savio e la benedizione di una nuova icona, realizzata appositamente. E' stato un momento molto sentito e quasi mistico: l'autrice (mia sorella...) ha spiegato il senso di un'icona e il modo di realizzarla, lasciando molti a bocca aperta. E comunque con l'impressione di aver vissuto un momento storico per la parrocchia. L'idea che quella sera i giovani nigeriani potevano accedere solo tardi al salone faceva un po' a pugni con il senso della festa, ma non c'erano alternative. E, in fondo, il pregare e il celebrare non sono così incompatibili con l'aiutare e l'essere solidali: preparano il cuore e la mente ad esserlo e ad esserlo nel modo giusto...


" La mia anima si è allenata in essa;
fui diligente nel praticare la legge.
Ho steso le mani verso l'alto;
ho deplorato che la si ignori." (Sir 51,19)



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10 marzo 2023

Scarti

 Settimana decisamente intensa. Feste patronali che si aggiungono agli impegni soliti e poi da martedì la questione degli sfollati dai palazzi occupati di corso Casale, che sono tornati dopo 12 anni nel pieno possesso dei nuovi proprietari con una mobilitazione massiccia di forze dell'ordine, che peraltro non hanno trovato quasi nessuno, dato che tutti avevano capito che ci sarebbe stato l'intervento. Conferenza stampa da manuale per parlare del ripristino della legalità e poi bon. Alla sera arrivano in 7 accompagnati da una associazione che aveva precedentemente chiesto di ospitarli in salone. Poi ne arrivano altri tre per conto loro. In più un tipo noto, precedentemente ospitato al Maina, poi trasferito in una casa di riposo e ora col tentativo di tornare ad Asti. Tutti "scarti". Certo non tutti santi, soprattutto l'ultimo. Ma alla fine sono stati accolti per due notti e ieri sera ce n'erano solo più tre, che hanno preferito dormire fuori, visto che il salone è stato occupato fino alle 23 dal rinfresco dopo la messa patronale.

Una via di mezzo tra il buonismo e il celodurismo. Tra coloro che vorrebbero a tutti i costi proteggerli, ma che non tengono conto che alla fine la decisione spetta a loro e che non bisogna illuderli ma dar loro tutti gli strumenti e tutti gli aiuti per far capire la situazione. Per questo non possiamo sobbarcarci l'onere di accoglierli per troppo tempo e questo l'hanno capito. Ma neanche come coloro che dietro la parola magica "legalità" se ne strafottono di queste persone, mostrando il volto disumano delle istituzioni.

"Ero forestiero e mi avete ospitato" (Mt 25,35b)








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17 dicembre 2022

Porta a porta

 Sono passati quasi sei giorni dall'ultimo Consiglio Presbiterale ma ancora ci torno sopra con il pensiero. A tema un argomento fumoso: la testimonianza della carità. Non fumoso perchè piovuto dal cielo: è l'argomento di quest'anno pastorale e se ne doveva trattare anche ieri al Consiglio Pastorale Diocesano, poi rinviato causa neve. Fumoso sugli esiti. Ennesimo salotto tipo "Porta a porta" che spesso il Consiglio Presbiterale diventa: scambiarsi opinioni, una dopo l'altra, possibilmente senza cambiare le proprie alla fine e naturalmente la prossima volta si cambia argomento e voilà così per 15 anni... Ma stavolta si è pure giunti a conclusioni sbagliate semplicemente perchè trovandosi a parlare di cose concretissime come l'accoglienza di pakistani sotto le tende militari in quattro parrocchie nessuno si è premunito di cercare o di dare le giuste informazioni. Così l'esito è stato una specie di critica alla prefettura e questura che approfitta della bontà delle comunità cristiane per accogliere temporaneamente questi poveri esseri umani, senza metterci del proprio. Non era così: c'è un continuo inserimento di persone dentro i circuiti di accoglienza previsti dalla legge e un conseguente ricambio all'interno delle tende. L'idea delle tende non è stata della prefettura/questura ma della Caritas. E i pakistani non si aspettano certo di essere accolti, per cui non siamo tenuti a offrire loro il 100% salvo poi chiedere quando finirà l'emergenza, che naturalmente finirà o con la primavera quando potranno dormire fuori, o con il cambio dell'ennesima legge idiota approvata per motivi ideologici o con il cambio di prefetto o questore e l'arrivo di qualcun altro che se ne frega. Insomma: l'ennesima dimostrazione di quanto come sacerdoti siamo troppo spesso fuori dal mondo e ci troviamo a nostro agio a discettare sui massimi sistemi o ad avere i piedi per terra solo per le cose che toccano i nostri interessi.

"Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole" (2 Tm 4,3-4)

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22 ottobre 2021

L'afghano cambia casa

 Oggi il giovane afghano che ospitavamo ha cambiato casa ed è stato trasferito a Castell'Alfero in una casa della Caritas, dove vivrà con un coetaneo in maggiore autonomia. La sua partenza è stata molto toccante, perchè negli ultimi giorni non finiva di ringraziarci per l'ospitalità. Che per noi era una cosa abbastanza scontata, ma evidentemente non lo era per lui... Ha perfino lasciato una lettera scritta a fatica in italiano esprimendo in parole semplici il suo stato d'animo. Naturalmente il linguaggio era quel che era e dire che ci amava tutti forse era troppo. O forse no? Buona strada Mathiullah.


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30 agosto 2021

Mattarella a Ventotene

 Sono state riportate le dichiarazioni di Mattarella a Ventotene, lì per un seminario in occasione dell'80° anniversario del manifesto all'origine dell'Unione Europea: "In questi giorni una cosa appare sconcertante e si registra nelle dichiarazioni di politici un po' qua e là. Esprimono grande solidarietà nei confronti dei diritti degli afghani, ma 'che restino lì, non vengano qui perché non li accoglieremmo'. Questo non è all'altezza dei valori della Ue". Perfetto, non una parola di più e il commento non serve. Ogni tanto parlare chiaro non è offendere, è prendersi la responsabilità di dire ciò che molti pensano ma non osano dire.

"Giovanni Battista diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». " (Mc 6,18)



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28 giugno 2020

accoglienza

Mentre ieri preparavo l'omelia per questa domenica e mi capitavano i brani e le parole di Gesù sull'accoglienza, mi rendevo conto che questa è veramente la prova del nove dell'umanità di tutti e di ciascuno. Così come si patisce quando non si è accolti (anche solo il rischio che c'è stato di non poter fare viaggi in paesi europei che sarebbero stati chiusi agli italiani...) così si può pensare che facciamo soffrire gli altri quando non siamo accoglienti o fingiamo di esserlo. Per non parlare poi della tragedia di interi popoli che sentono di non essere graditi in Europa, pur non avendo fatto nulla di male e solo perchè cercano un futuro migliore. Quando faranno 2+2 e capiranno che una buona parte della loro povertà ha generato la nostra ricchezza che ora vogliamo tenerci per noi, mi sa che sarà una rivoluzione...

"Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l'hanno accolto." (Gv 1,11)

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01 ottobre 2014

si mangia africano!

Stasera si mangia africano e senza muoversi di casa. Come si fa? Due possibilità:
- comprare un ricettario africano e cimentarsi. Problema: non è un "mangiare africano" ma un "mangiare all'africana" oppure un "mangiare alla moda africana".
- ospitare due ragazzi africani che chiedono asilo politico e sono in attesa della convocazione presso al commissione regionale. Ovviamente ci pensano loro a cucinare africano. Problema: non tutti sanno fare da mangiare.
Noi si è scelta la seconda possibilità. Ci è andata bene perché Ousman e Bilali sanno far bene da mangiare. Vengono dal Gambia e saranno per qualche tempo da noi.
Domani vi dico se è andata bene....

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06 ottobre 2010

emergenza ospitalità

Ieri sono stato messo in difficoltà dalle numerose richieste di aiuto economico e non, particolarmente concentrate. In particolare un padre rom con due figli di circa 9-10 anni, rimasti in giro, senza un posto dove dormire e con l'unica prospettiva di tornarsene in Romania (ma senza soldi per andarci...). Alla fine è stato ospitato in qualche modo, anche se è paradossale che in una città di 75.000 abitanti esista un servizio di ospitalità per uomini (ma senza bambini), un'altro per donne con bambini (ma per donne...) e basta.
Se uno decide di starsene in pace può trovare mille motivi plausibili per non intervenire, se invece si lascia smuovere rischia di perdersi. Però è anche vero che se uno fa il duro si indurisce e se uno fa il cedevole incoraggia l'assistenzialismo. Un bel casino insomma.

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