22 dicembre 2024

Un giovane entra in seminario

 E' un giovane della nostra parrocchia che entra in seminario in Perù, dove sta svolgendo la sua attività di volontario già da quasi due anni. Non si sa se completerà la sua formazione qui, né se andrà fino alla fine (non lo si può dire di nessun seminarista...). Insieme alla notizia che un altro "giovane" cresciuto qui e ora già di mezza età sta facendo il cammino per il diaconato mi sono detto: allora alla fine qualcosa di buono c'è nella nostra comunità... Non è che la bontà di una comunità di misuri dal numero di seminaristi o aspiranti diaconi (altrimenti le donne ne sarebbero escluse) ma sicuramente vocazioni di questo genere sono la punta dell'iceberg di qualcosa che c'è sotto. Soprattutto quando non si è mai data una vocazione che fosse frutto della vita di comunità da noi, uno non si aspetta nulla e non cerca nulla. Ma poi i segni arrivano e, comunque vada a finire, impegnano ad essere sempre più portatori della parola che salva.

"Poi io udii la voce del Signore che diceva: "Chi manderò e chi andrà per noi?". E io risposi: "Eccomi, manda me!". " (Is 6,8)




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20 settembre 2022

Un nuovo capitolo

 Così da domenica è iniziato un nuovo capitolo per il mio ministero e per la parrocchia. L'arrivo di don Enrico segna un ritmo diverso: un'attenzione maggiore per i giovani e realtà come il comitato Palio e un rapporto tutto da costruire. Ma anche la consapevolezza di essere entrato in una sorta di "terza età" dopo la seconda della collaborazione con don Mario e la prima dell'essere viceparroco. Una terza età decisamente bella perchè dato che ormai esiste anche una "quarta età" nella vita delle persone, la terza è quella della piena maturità, in cui il motore si trasferisce dal corpo allo spirito con tutta la delicatezza del passaggio. Dunque non ci si ferma, ma si procede grazie a questa sorta di motore ibrido con l'elettrico, magari non così veloce e scattante, ma tranquillo e costante. E senza emissioni di anidride carbonica...



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05 dicembre 2020

Sacerdozio e matrimonio


Ancora in stato di riflessione sulla vicenda del sacerdote che conoscevo e che ha lasciato il sacerdozio. Capisco che molte sono le attestazioni di vicinanza nei suoi confronti e le espressioni di simpatia: anche a me vengono spontanee. Ma un pensiero si ficca nella mia mente ed è difficile semplicemente fugarlo. Ma se fosse stato un matrimonio ad andare a monte, fosse stata una coppia di sposi a separarsi, ci sarebbe la stessa reazione? E poi una ridda di ipotesi che mi confondono:
1) no, perchè ormai alle separazioni tra coniugi ci si è abituati, invece un sacerdote che lascia è una novità;
2) sì, quanto meno tra gli amici e poichè un sacerdote ha molte più conoscenze di una coppia, le attestazioni sono molto più numerose;
3) no, perchè una coppia che scoppia è un fallimento, un sacerdote che lascia è più un ritrovare se stessi;
4) sì perchè è comunque il frutto di una decisione sofferta e questo lo capiscono tutti;
5) no, perchè in fondo un sacerdote che lascia potrebbe sposarsi ma non viceversa...
Insomma: casino...

"Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. " (Mt 19,8)

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30 novembre 2020

A proposito di strada, nebbia, abissi

Ieri mi è giunta voce di un sacerdote che conoscevo che ha deciso di lasciare il sacerdozio. Non per qualche sorta di innamoramento, ma come decisione consapevole e senza apparenti certezze per il futuro. Ci ho pensato parecchio, tutto il giorno, anche se è stata una giornata campale sul fronte delle attività. Mi dicevo che si possono dare tre alternative:
1) veramente la propria strada non si sa dove conduca,
2) è possibile anche prendere una strada sbagliata senza accorgersene
3) a volte è come se una nebbia offuscasse i contorni normalmente nitidi che fino a ieri ti hanno accompagnato. Questa terza è particolare. Per un po' vai avanti fidandoti di te e delle tue convinzioni, poi poco alla volta si leva la nebbia e cominci a chiederti dove sei finito. Dunque non è che un sacerdote sia garantito rispetto ad uno che si sposa, anzi: il/la proprio/a coniuge è qualcuno di reale che hai di fronte, ma Dio chi l'ha mai visto? Perciò se il problema per una persona sposata è che un abisso scavato tra i due è fonte di guerra, per un sacerdote l'abisso scavato con la propria vocazione è fonte di nebbia.

" Non mi sommergano i flutti delle acque
e il vortice non mi travolga,
l'abisso non chiuda su di me la sua bocca.
Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia;
volgiti a me nella tua grande tenerezza." 
(Sl 68,16-17)

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12 febbraio 2020

celibato sacerdotale

Stiamo raccogliendo qualche testimonianza sul celibato sacerdotale per il giornale. Sono arrivati due contributi molto belli e personali e oggi ho pure parlato con un sacerdote sposato che mi aveva inviato materiale per un intervento anche suo. Era anche desideroso di continuare il discorso più avanti. L'impressione è che siamo entrati in una nuova era in cui sono caduti i muri dei favorevoli a tutti i costi e dei contrari a tutti i costi e si riesce a parlarne serenamente. Se si riuscisse a ragionare serenamente e a partire da fatti e vita concreta, non solo di celibato, forse tutti ne trarrebbero beneficio.

"e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca" (Mt 19,12b)

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