20 luglio 2025

Fraternità sacerdotale

 E' il "mantra" che ricorre frequentemente nelle proposte e negli inviti per il clero negli ultimi mesi. Organizzare un incontro o un pranzo "per fare fraternità", mettere al centro la "fraternità sacerdotale", sviluppare le attività non tanto per portare avanti dei progetti pastorali ma anche solo per vivere la "fraternità sacerdotale". Mi ricordavo di quell'autore spirituale (che non ricordo più chi sia) che diceva che quanto più si parla di qualcosa, tanto meno ce n'è. Così tra gli incontri "per fare fraternità" c'era ieri sera la cena per il ritorno in diocesi di don Italo dopo 12 anni di Brasile, nell'ambito della festa patronale di Revignano. Sono arrivato dopo cena, ma devo dire di aver goduto della serata e delle chiacchierate, senza un fine preciso ma solo per il gusto di ridere e parlare un po'. E naturalmente non c'erano solo sacerdoti, c'erano anche laici veri e propri...

Magari non parlare più di "fraternità sacerdotale" ma metterla in pratica potrebbe essere utile e trasformarla in fraternità cristiana, così da allargare un po' il giro e gli orizzonti...

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati." (Gv 15,12)


Fraternità sacerdotale s. Pio X (aiuto...!)


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06 febbraio 2025

Sacerdoti giovani e meno

 Ieri parlando con una famiglia dalla quale ero passato per la benedizione delle famiglie ci siamo trovati a ragionare su come generazioni diverse affrontano la vita in modo diverso. Per esempio gli attuali adulti tendono a responsabilizzarsi a volte eccessivamente e a lasciare meno spazio agli altri, ma anche a seminare più stress nelle loro vite. Quelli sotto i 40 anni, invece, tendono a prendersi maggiormente spazi per sé e a delegare di più. Forse perchè i ritmi sono aumentati assai e gli adulti non sanno prendere le distanze da ciò che fanno, mentre i più giovani hanno imparato.

Vale anche per i preti: quelli più giovani delegano di più e se nessuno si offre per qualcosa tendono a non iniziarla neanche, quelli più adulti se devono iniziare qualcosa e nessuno si fa avanti, iniziano loro.

"Una generazione se ne va e un'altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa." (Qo 1,4)




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26 settembre 2024

Fraternità sacerdotale

 Se ne è parlato martedì alla riunione della segreteria pastorale. Era una delle proposte di formazione del clero del prossimo anno. Ma come si fa a fare una formazione sulla fraternità sacerdotale? Non è meglio dare occasioni per viverla? Per incoraggiarla? E poi chi ha problemi di fraternità sacerdotale, spesso ha problemi di fraternità in generale... Meglio non stuzzicare le vespe in certe situazioni. Altre volte c'è chi ha problemi di fraternità sacerdotale perchè non veste bene la propria identità di sacerdote oppure idealizza i laici oppure è stato ferito in passato dagli stessi sacerdoti. Dunque il panorama è molto variegato e non si riesce a tenere dentro tutte le varianti. Magari diminuendo il numero dei sacerdoti, si risolve da sé: spesso in caso di bisogno tutti diventano fraterni. Ma non sempre, a volte si induriscono e basta.

Conclusione: vediamo di trovare un altro tema...

" Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? " (Gc 4,1-2)


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09 settembre 2024

Ora siamo in due

 Eravamo già in due, ma parroco e vice. Ora siamo due ma coparroci. Con la nomina di don Enrico a co-parroco, ufficializzata con una lettera del vescovo ieri sera durante il pellegrinaggio di inizio anno pastorale alla Virgo Fidelis di Incisa Scapaccino, inizia un nuovo capitolo della storia della comunità. Apparentemente non cambia nulla. In realtà cambia molto: equamente spartire le responsabilità e la cura della parrocchia ed avere una garanzia in più di continuità di una "squadra" che è affiatata. Soprattutto continuare a scommettere sul fatto che la buona relazione tra i sacerdoti contagia le buone relazioni all'interno della comunità. Non è scontato e l'attuale affiatamento, legato in buona parte a idee e carattere simili, va ovviamente nutrito e coltivato e non dato per scontato. Un po' di commozione mentre si leggeva la lettera del vescovo non ha guastato, ma quel che conta è il senso di solidarietà che si percepisce intorno. E questo è "tanta roba".

 " Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri." (Gv 13,35)

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08 febbraio 2023

Leadership partecipata

 E' il tema che ieri ha interessato la tre giorni di aggiornamento del clero che verte sul rinnovo e la gestione dei consigli pastorali parrocchiali. E' stato invitato un esperto di formazione di manager a parlare di leadership partecipata per avere qualche strumento di conduzione dei gruppi. E si vedeva che era molto professionale: non doveva essere facile avere a che fare con sacerdoti, quando fino a ieri hai avuto a che fare con altri mondi. Più si andava avanti e più i conti non mi tornavano. Non perchè andasse fuori tema: come previsto almeno metà dell'incontro l'ha passato chiedendo le aspettative e i perchè di quelle aspettative. Giusto: di leadership partecipata non bisogna parlare, ma bisogna mostrarla in azione. E poco alla volta ha creato coinvolgimento. Ma più il tempo si riduceva e più mi chiedevo dove volesse sbarcare. Era chiaro che non si può fare un incontro su quel tema: bisogna fare un corso intero. Poi purtroppo non sono riuscito a fermarmi e mi son perso...lo sbarco. Ma mi sono chiarito perchè i conti non mi tornavano... Perchè se hai a disposizione un pianoforte e se lo sai suonare devi perdere tempo a capire come funziona una pianola elettrica? Perchè se hai a disposizione un Vangelo e una storia bimillenaria di spiritualità e di dinamiche spirituali devi perdere tempo con le tecniche di conduzione che hanno massimo 20 anni di vita? Certo, uno può farlo per capire cosa si prova a suonare una pianola elettrica e su questo siamo d'accordo. Ma se lo fai è solo per gioco e per diletto, non per formazione. Non metterti in gioco: meglio mettersi in gioco di fronte ad un confronto su cose profonde. Queste hanno una loro profondità: ogni volta che uno lo fa professionalmente, lo fa anche in un certo senso mosso dallo spirito. Ma è la profondità del lago di Como rispetto alla fossa delle Marianne.

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17 dicembre 2022

Porta a porta

 Sono passati quasi sei giorni dall'ultimo Consiglio Presbiterale ma ancora ci torno sopra con il pensiero. A tema un argomento fumoso: la testimonianza della carità. Non fumoso perchè piovuto dal cielo: è l'argomento di quest'anno pastorale e se ne doveva trattare anche ieri al Consiglio Pastorale Diocesano, poi rinviato causa neve. Fumoso sugli esiti. Ennesimo salotto tipo "Porta a porta" che spesso il Consiglio Presbiterale diventa: scambiarsi opinioni, una dopo l'altra, possibilmente senza cambiare le proprie alla fine e naturalmente la prossima volta si cambia argomento e voilà così per 15 anni... Ma stavolta si è pure giunti a conclusioni sbagliate semplicemente perchè trovandosi a parlare di cose concretissime come l'accoglienza di pakistani sotto le tende militari in quattro parrocchie nessuno si è premunito di cercare o di dare le giuste informazioni. Così l'esito è stato una specie di critica alla prefettura e questura che approfitta della bontà delle comunità cristiane per accogliere temporaneamente questi poveri esseri umani, senza metterci del proprio. Non era così: c'è un continuo inserimento di persone dentro i circuiti di accoglienza previsti dalla legge e un conseguente ricambio all'interno delle tende. L'idea delle tende non è stata della prefettura/questura ma della Caritas. E i pakistani non si aspettano certo di essere accolti, per cui non siamo tenuti a offrire loro il 100% salvo poi chiedere quando finirà l'emergenza, che naturalmente finirà o con la primavera quando potranno dormire fuori, o con il cambio dell'ennesima legge idiota approvata per motivi ideologici o con il cambio di prefetto o questore e l'arrivo di qualcun altro che se ne frega. Insomma: l'ennesima dimostrazione di quanto come sacerdoti siamo troppo spesso fuori dal mondo e ci troviamo a nostro agio a discettare sui massimi sistemi o ad avere i piedi per terra solo per le cose che toccano i nostri interessi.

"Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole" (2 Tm 4,3-4)

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15 dicembre 2022

Un tipo originale

 Ovviamente sono rimasto molto indietro nel riportare sul blog la ricchezza di quanto viene fuori nella vita di tutti i giorni. Così riporto quello che ho scoperto prima di partire per la val Susa: don Enrico, viceparroco da noi, sarebbe andato venerdì sera a giocare una partita a calcio con la squadra di seminaristi e sacerdoti al campo sportivo di Venaria contro una squadra di rappers e influencer, per una iniziativa di beneficenza del Torino Club. A parte il fatto meritorio di rispondere ad una iniziativa del Torino Club (qualcosa di buono lo fa ancora...), mi è piaciuto il fatto di buttarsi in un mondo nuovo e di farlo da solo, quasi di nascosto se non con coloro con cui lo ha condiviso. Mi sono ritrovato in pieno nel suo modo di fare e ancora una volta mi sono sentito un po' estraneo da certe situazioni in cui i sacerdoti girano attorno al loro piccolo mondo, al massimo richiamati alla realtà dai giovani. E' il massimo rischio per un sacerdote oggi: a fronte del mondo complesso, ripiegarsi su se stessi e sulla parrocchia e leggere il mondo come se uno lo conoscesse da sempre. Dio ce ne scampi...

"e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra" (At 1,8)


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04 febbraio 2022

Ci sono troppi sacerdoti?

 E' un pensiero che mi frulla in testa da qualche anno ma che non oso dire visto che il mainstream va nella direzione opposta. Ma siamo sicuri che manchino sacerdoti? Visto che la chiesa dovrà trasformarsi e mettersi a camminare a fianco della gente, siamo sicuri che servano tanti sacerdoti? Una cosa mi aveva suggerito sto pensiero e ora mi trovo sulla Civiltà cattolica un ragionamento simile. Sono in buona compagnia... Avevo sentito diversi anni fa da Enzo Bianchi il ragionamento che la chiesa del primo millennio si è affidata ai vescovi, che l'hanno strutturata, hanno strutturato la dottrina, hanno dato vita al "regime di cristianità" del Medioevo. Nel secondo millennio la chiesa è stata vivificata dagli ordini religiosi, che si sono moltiplicati, facendo vedere la varietà favolosa del Vangelo. Quella del terzo millennio sarà dei laici. Appunto: è proprio vero che mancano sacerdoti?

Su Civiltà Cattolica di fine dicembre viene riportato l'incontro del papa con i gesuiti della Grecia. Ebbene proprio lì lui dice che il discernimento di S. Ignazio dovrebbe porre il problema del calo delle vocazioni in altro modo. Non come pianto e lamento ma per capire verso dove si sta andando e verso dove lo Spirito sta spingendo la chiesa.
In conclusione: il calo delle vocazioni pone il problema del fatto che magari le persone forse non si interrogano sulla propria strada. Ma non pone il problema del futuro della chiesa: sono due questioni ben distinte.

"Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro»." (Gv 4,38)

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09 aprile 2020

Nostalgia della messa crismale

A quest'ora gli altri anni si era in Cattedrale per celebrare la messa crismale con il Vescovo e rinnovare le promesse sacerdotali. Per la prima volta non è così e il fatto genera nostalgia. La nostalgia ha a che fare con qualcosa che è parte di te, senza che neanche te ne accorgi, ma la cui mancanza genera come effetto, appunto, la nostalgia.
Il Vescovo ha scritto una lettera a noi sacerdoti che è arrivata questa mattina, mostrando la sua vicinanza e cercando di dare un significato al nostro ministero in questo tempo. Una bella lettera, che si conclude con un invito a vivere un domani esperienze di fraternità. Chissà... Anche se non ci siamo ancora messi a pensare e a riflettere al dopo, probabilmente uno dei cambiamenti sarà proprio questa maggior fraternità tra sacerdoti. Quella va pensata e costruita sin da ora perchè questo momento storico non passi invano e perchè la vita nuova non sia quella frenetica di prima.

"Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri" (Gv 13,14)

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12 febbraio 2020

celibato sacerdotale

Stiamo raccogliendo qualche testimonianza sul celibato sacerdotale per il giornale. Sono arrivati due contributi molto belli e personali e oggi ho pure parlato con un sacerdote sposato che mi aveva inviato materiale per un intervento anche suo. Era anche desideroso di continuare il discorso più avanti. L'impressione è che siamo entrati in una nuova era in cui sono caduti i muri dei favorevoli a tutti i costi e dei contrari a tutti i costi e si riesce a parlarne serenamente. Se si riuscisse a ragionare serenamente e a partire da fatti e vita concreta, non solo di celibato, forse tutti ne trarrebbero beneficio.

"e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca" (Mt 19,12b)

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26 ottobre 2019

Il valore di un sacerdote

Ancora il funerale di un sacerdote, questa volta si tratta di padre Giuseppe Bologna della congregazione dei Padri Bianchi, rientrato in diocesi nel 2005 e in servizio nella mia parrocchia d'origine. Quarant'anni di Congo, guerra sanguinosa compresa, l'hanno reso massiccio e fondato sulla Parola di Dio. Inesauribile fino all'ultimo, ancora a benedire le famiglie, casa per casa, anche quando non guidava più. Eppure le testimonianze dell'altro ieri lo ritraevano aderente al popolo, attento alla formazione e all'educazione, sempre predicatore appassionato della Parola. Ecco: quando ci sono dei modelli allora è più facile camminare spediti. Quando non ci sono, si tentenna di più. Quando ci sono, se si tentenna è solo perchè non ci si butta, non perchè non si sappia bene dove andare. E questo diventa una colpa...

"Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me." (Gal 2,20)

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15 ottobre 2019

parroci particolari

Ieri passando per le benedizione delle famiglie mi è stato riferito per ben due volte di un parroco in un paese della diocesi con idee un po' fisse, che fa scappare la gente dalla chiesa. Già avevo sentito, però pensavo che si trattasse di qualche mania come ciascuno ha per qualcosa. Invece i toni con cui ne sentivo parlare ieri erano da una parte di rimpianto e di rattristamento per lui, per la sua difficoltà a trattare con la gente e gli esempi riferiti erano un po' estremi: divieto di leggere la preghiera dell'alpino in chiesa, ma solo sul sagrato; rifiuto di accettare bambine ministranti ma solo maschi; calle (i fiori) considerati conturbanti e perciò sconsigliate come decorazione dell'altare, ecc. Per un verso mi sono messo nei panni suoi e di che cosa muove una persona a finire in simili vicoli ciechi. Per l'altro verso mi sono messo nei panni di coloro che ci tengono alla parrocchia (e al paese) e vedono la chiesa svuotarsi ed emigrare in altre parrocchie. Come si diceva qualche giorno fa con a proposito di vescovi... fortuna che la Chiesa sta su per grazia.

"E' necessario che egli goda buona reputazione presso quelli di fuori, per non cadere in discredito e in qualche laccio del diavolo." (1Tim 3,1)

a proposito del Vescovo

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06 agosto 2019

bisogno di guide

Ieri al funerale di don Francesco Cartello c'era tutto il paese e anche oltre. Era uno di quegli eventi di massa assolutamente spontanei, in cui l'autorità è messa sullo stesso piano dell'ultimo, di fronte al senso di perdita di un pilastro. E a partire dalle testimonianze, passando per l'omelia del Vescovo e concludendo sui commenti della gente era tutta una constatazione che il paese perdeva un punto di riferimento. Mi dicevo:
- oggi c'è tanto bisogno di punti di riferimento non solo per i meno acculturati o le persone più semplici, ma per tutti quanti;
- un sacerdote può esserlo e non deve aver paura di esserlo, magari dietro le maschere di una finta umiltà. Uno dei servizi più grandi che può fare è di tornare ad essere punto di riferimento, che indica con speranza il  cammino da seguire, curando però una propria solida spiritualità.
Sto leggendo anche materiali sulla chiesa in Francia per un articolo che devo scrivere su giovani e fede in Francia.... Ma questo lo dirò appena avrò finito di leggere il libro... Meglio non dare opinioni a vanvera, altrimenti ci si mette in coda con la serie infinita di opinionisti da spiaggia.

"Ecco, oggi ti costituisco
sopra i popoli e sopra i regni
per sradicare e demolire,
per distruggere e abbattere,
per edificare e piantare".
(Ger 1,10)

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04 agosto 2019

la morte di un sacerdote amico

Don Francesco Cartello, il sacerdote morto recentemente e di cui ci saranno domani i funerali, mi riporta ai miei "secondi passi" nella fede. Non proprio i primi perchè non era nella parrocchia dove ero nato, ma, amico del mio viceparroco, lo incontravo d'estate nella baita di Rhemes Notre Dame. Poi più avanti, entrato in seminario e poi diventato sacerdote, l'avevo trovato come "collega" con cui c'era una tacita stima reciproca. Anche in Gazzetta d'Asti lui passava spesso. Bene. La sua morte mi ha fatto indirettamente pensare alla riconoscenza che ciascuno deve agli altri, a coloro che ti hanno preceduto, che ti hanno direttamente o indirettamente formato. Soprattutto mi ha fatto ricordare che la presenza delle persone non è scontata e che dall'oggi al domani possono non esserci più. Varrebbe la pena dedicare più tempo alle relazioni che non alle attività...

"Ma guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli." (Dt 4,9)

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