08 maggio 2025

La burocrazia dei corsi matrimoniali

 Ieri mentre ero in fiera incontro una ragazza della parrocchia che deve sposarsi a luglio e non è ancora riuscita a fare il corso, perchè ce ne sono troppo pochi e quelli che ci sono hanno un costo, dato che è richiesto pernottamento e vitto per due giorni. Chiedeva come poteva fare. Già da tempo mi ero convinto che sto sistema di corsi centralizzati sia nell'iscrizione sia nell'impostazione può avere un senso ma risente dell'ideologia del "corso perfetto": devi dire tutto, tratti tutti allo stesso modo senza tener conto di chi sono, punti a fare dei gruppi che continuino l'esperienza e dunque spingi in una direzione che è la stessa di 30 anni fa, come intanto non fosse cambiato il mondo. Così facendo sicuramente coinvolgi coppie che sono ai margini della vita ecclesiale e fai fare loro un'esperienza molte volte significativa (a detta di altre che l'hanno fatta) ma metti in difficoltà altre. E la soluzione non è moltiplicare i corsi: possibile che una sola impostazione vada bene per tutti? La strada dovrebbe essere la personalizzazione dei corsi, alcuni dei quali si potrebbero fare a livello parrocchiale e anche decisamente più brevi e più essenziali.

"Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore." (1Gv 4,18)



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05 luglio 2022

Una fede variegata

 Domenica si è sposata una coppia carina che arriva da famiglie molto diverse tra loro. Evidentemente il legame tra i due era così bello, che pare che tutto sia andato per il meglio. Lei aveva chiesto la cresima l'anno scorso e aveva frequentato il corso, dimostrandosi veramente interessata e desiderosa di capire cose che nessuno le aveva mai detto. Hanno avuto qualche difficoltà per poter trovare una chiesa con un orario che non obbligasse a iniziare pranzo alle 15, dato che molti parenti alla fine dovevano rientrare in meridione. All'ultimo minuto è cambiato anche il sacerdote che doveva sposarli e si sono trovati con uno mai visto. Il giorno prima però sono venuti a confessarsi e hanno dimostrato di aver fatto un bel cammino, certo non nella pienezza della consapevolezza, ma comunque un bel cammino. E l'amore che li legava gliel'ha fatto fare...

Ieri ho incontrato durante la benedizione delle famiglie una coppia sposata solo civilmente, dato che una delle parti era divorziata, lasciata dal marito appena tre anni dopo il matrimonio e con una bambina. Ora lui è morto e hanno espresso il desiderio di sposarsi in chiesa, anche se hanno più di sessant'anni. Anche lì il loro legame li ha accompagnati in tutto questo percorso di vita: vengono regolarmente a messa ma non hanno mai fatto la comunione perchè risultavano conviventi (e forse non si erano avveduti che con la Amoris Laetitia una possibilità di accedere ai sacramenti c'era). Anche in loro la fede si è espressa nell'ordinarietà della vita insieme.

Insomma: non si fa fatica a trovare le tracce della fede vera, solo che è nel sottobosco e non sulla strada che attraversa il bosco....

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05 dicembre 2020

Sacerdozio e matrimonio


Ancora in stato di riflessione sulla vicenda del sacerdote che conoscevo e che ha lasciato il sacerdozio. Capisco che molte sono le attestazioni di vicinanza nei suoi confronti e le espressioni di simpatia: anche a me vengono spontanee. Ma un pensiero si ficca nella mia mente ed è difficile semplicemente fugarlo. Ma se fosse stato un matrimonio ad andare a monte, fosse stata una coppia di sposi a separarsi, ci sarebbe la stessa reazione? E poi una ridda di ipotesi che mi confondono:
1) no, perchè ormai alle separazioni tra coniugi ci si è abituati, invece un sacerdote che lascia è una novità;
2) sì, quanto meno tra gli amici e poichè un sacerdote ha molte più conoscenze di una coppia, le attestazioni sono molto più numerose;
3) no, perchè una coppia che scoppia è un fallimento, un sacerdote che lascia è più un ritrovare se stessi;
4) sì perchè è comunque il frutto di una decisione sofferta e questo lo capiscono tutti;
5) no, perchè in fondo un sacerdote che lascia potrebbe sposarsi ma non viceversa...
Insomma: casino...

"Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. " (Mt 19,8)

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16 settembre 2019

55 anni di matrimonio

E' quello che abbiamo festeggiato ieri sera a casa dei miei. Tanti. Difficili da festeggiare come si deve a causa della salute di mio padre. Ma si festeggiano lo stesso e ... "di sorpresa". La benedizione degli sposi è  in casa, ma il significato c'è tutto: in fondo si dice che la famiglia è "chiesa domestica". E mio padre sembra perfino capire l'importanza del momento e che cosa si sta facendo: certe corde sono talmente profonde che oltrepassano i limiti della malattia. Un esempio per noi di tenacia, di fedeltà e di "timone tenuto fermo" anche quando le onde porterebbero la barca contro gli scogli.

"La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.
Così sarà benedetto l'uomo
che teme il Signore."
(Sl 128,3-4)

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21 luglio 2019

matrimonio estivo

Ho partecipato ad un matrimonio ieri con pranzo in vigna tra tavolini e famigliole sui plaid. Un pranzo come tutti vorrebbero: senza portate ma stile merenda sinoira, con ampia libertà di muoversi anche per andarsi a prendere da mangiare, molto "estivo" anche se non troppo caldo. Anche la celebrazione aveva un tocco di spensieratezza: molti bimbi, dato che la sposa è maestra d'asilo, coinvolti in alcuni momenti, canti al confine tra il liturgico e il non liturgico ma decisamente energizzanti, attraverso un coro messo su per l'occasione. Il marito albanese ha portato con sé la claque di parenti che poi hanno ballato balli popolari albanesi a lungo nel luogo del pranzo.
Un matrimonio costruito al contrario: non per insegnare chissà che cosa o per esprimere chissà che cosa, ma per smantellare le formalità. Forse questo è uno dei compiti della fede: smantellare le formalità e le ingessature varie per riscoprire la spensieratezza dei bambini.

"Và, mangia con gioia il tuo pane,
bevi il tuo vino con cuore lieto,
perché Dio ha gia gradito le tue opere.
In ogni tempo le tue vesti siano bianche
e il profumo non manchi sul tuo capo." (Qo 9,7-8)

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04 ottobre 2014

il seme è buono...

Oggi matrimonio tra un giovane italiano e una giovane francese. Apparentemente matrimonio normale, senza eccessi e con tanta gioia e passione (lacrime delle mamme comprese). Però dietro ci sta:
- un anno di convivenza in Italia perché lei non era cresimata e non poteva sposarsi, né ci pensava ancora e soprattutto non voleva essere cresimata tanto per pagare un prezzo al matrimonio in chiesa
- un corso per adulti che devono ricevere la cresima frequentato da tutti e due (anche se lui la cresima l'aveva già ricevuta): lei era molto interessata e visto che lui le aveva espresso il desiderio di sposarsi in chiesa lei aveva deciso di capirci di più della fede lasciata dietro un po' di tempo fa
- matrimonio di oggi: lei diceva che molti suoi amici francesi si erano stupiti che si fosse sposata in chiesa ma lei ormai era convita
- futura cresima di lei (essendo in convivenza non poteva riceverla prima, secondo qualche passaggio burocratico ecclesiale di cui si capisce la logica ma che probabilmente farebbe sorridere nostro Signore..) che ha deciso che la fede fa parte della vita loro.
Bene. Una storia così  rende ragione di tutto il lavoro pastorale di un anno più che dieci incontri di gruppo giovani tirati su alla bella meglio. Perché una storia così fa capire che il seme è buono e allora vale la pena lavorare il campo...  (anzi, la vigna visto il Vangelo di domani) :-)

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11 settembre 2013

Chiesa "correttrice di bozze"

Ho partecipato ieri mattina al Consiglio Presbiterale, formato da sacerdoti e religiosi rappresentanti del clero della diocesi. A tema la situazione dei matrimoni e della preparazione al matrimonio con nuove proposte per trasformare i corsi (quasi scolastici) in cammini, con un coinvolgimento maggiore di tutti. Non sono riuscito ad intervenire, un po' per non fare quello che deve sempre dire qualcosa su tutto, ma soprattutto perché sono rimasto colpito da due atteggiamenti che mi hanno fatto prima arrabbiare e poi mi hanno un po' intristito:
1) l'analisi della situazione fatta dal relatore aveva questo schema: fondamenti biblico-teologici del matrimonio, analisi dei punti problematici della situazione odierna alla luce dei fondamenti, proposte di azione. Invece alla luce del Concilio e della Gaudium et Spes lo schema avrebbe dovuto essere: analisi dei punti di speranza della situazione odierna, rilevamento dei punti problematici, in che modo il Vangelo e il messaggio cristiano permette di affrontare quei punti, proposte di azione.
Non è solo forma. Nel caso presentato ieri sembra che la Chiesa debba solo correggere (molto benevolmente, ma comunque sempre e solo correggere) le storture. Nell'impostazione del Concilio invece la Chiesa deve incoraggiare i segni positivi e aiutare a riconoscere i problemi, che andranno poi risolti insieme.
Non c'è storia: l'ideologia del "baratro" fa audience tra il clero
2) ovviamente di conseguenza il confronto sui matrimoni è stata una rassegna di casi limite, accompagnati da facce stupite e gesti del tipo "ma dove andremo mai a finire", tipico delle zitelle inacidite...
Non me la sono sentita di raccontare invece i matrimoni che ho celebrato quest'anno: in gran parte ben preparati e ovviamente con qualche particolare per riderci su, non per far crescere l'ansia da fine della civiltà...

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03 luglio 2011

matrimonio


Ingredienti:
- macchina d'epoca
- bambini esultanti che cantano
- gente contenta che fa festa e applaude spesso
- abiti colorati e sgargianti
- un sacco (vero e proprio) di coriandoli buttati
- palloncini
- bombolette che sparano coriandoli e stelle filanti

W Carnevale !!
ehm no... era un matrimonio...
forse c'è qualcosa che è andato storto
eppure gli sposi hanno cercato di preparare tutto nel migliore dei modi
eppure i bambini sono stati preparati dalle suore
eppure la cantante faceva parte del coro diocesano
eppure..

boh: chi ci capisce qualcosa è bravo

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12 luglio 2010

commozione di un matrimonio

Ieri c'è stato il matrimonio di due che hanno convissuto per qualche anno, hanno avuto due figli (il più grande ha circa 5 anni) e che ora hanno deciso di sposarsi. Lui non essendo cresimato ha seguito senza perdere un colpo tutti gli incontri in preparazione della cresima. Persone molto semplici, operaio e casalinga, con un rito molto semplice. Eppure lui (e non lei) si è talmente commosso che al momento delle parole da dire andava avanti a fatica. Grandezza del matrimonio: un amore già sperimentato eppure che in quel giorno era come rinnovato, come se fosse la prima volta. Sembrava un ricominciare daccapo e ho pensato che veramente questi legami arrivano da molto lontano e quando si ritrova la loro origine essi possono sgorgare abbondantemente e inondarci. O forse era solo emozione momentanea? Preferisco pensare fosse lo stupore di vedere quanto un gesto sacro può essere dirompente.

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