03 gennaio 2025

Un libro che è un programma di vita

 Ne avevo sentito parlare su un podcast del Post (Timbuctu) e mi ha incuriosito. L'ho comprato e l'ho letto con gusto e passione. Scritto da un sacerdote giovane della diocesi di Modena, don Mattia Ferrari, parla del suo impegno come cappellano della Mediterranea Saving Humans e come frequentatore di centri sociali. Lì per lì diresti subito: uno di parte. Come si fa ad essere preti e schierarsi così? A parte che la Ong è la stessa che il clan di Asti ha incontrato quest'estate in Puglia e per la quale ha realizzato la cena etnica prima di Natale. Ma poi soprattutto il modo di parlare e di scrivere di Mattia è avvincente e ti fa anche indignare al punto giusto. Intriso di Vangelo e di esperienze di frontiera, minacciato dalla mafia libica, con denuncia presa sottogamba dal tribunale di Modena che gli ha contestato il fatto che se fa il prete così deve aspettarsi anche le minacce. Difeso dal vescovo, che per fortuna è Erio Castellucci, che ha scritto ufficialmente al tribunale per dire che è lui che può dire che cosa fa o non fa un prete e non certo dei magistrati. Insomma: una testimonianza limpida di Vangelo vissuto che mi ha fatto riflettere su quanto poco io faccia per situazioni di frontiera, a differenza di una volta. Ma c'è sempre tempo a rimediare...

"annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero." (2Tm 4,2-5)



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16 dicembre 2024

Giovani al di sopra del normale

 Dopo la messa di gruppo di ieri c'è stato il pranzo etnico organizzato dal Clan per concludere l'attività dello scorso anno sull'immigrazione. Al di sopra delle aspettative... Non solo come cucina che era ottima (quattro portate servite abbastanza velocemente per non essere del mestiere) ma anche come riflessione proposta divisi per tavoli. Ogni tavolo una storia di immigrazione diversa e ogni tavolo quattro giochi per riflettere sui dettagli dell'immigrazione. Testimonianza dei volontari di Mediterranean Saving Humans, compreso un collegamento a distanza. Al di là dei problemi tecnici inevitabili, sono tornato a casa riconfermato nel fatto che se tocchi il cuore dei giovani con qualcosa di vero e di serio, questi volano al di sopra di tutti gli stereotipi che ogni generazione affibbia loro addosso.

"Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi."
(Is 40,30-31)





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24 novembre 2024

Il potere dell'arte

 Sono andato a vedere il film Napoli-New York di Gabriele Salvatores e non me lo tolgo più dalla testa. L'ho perfino citato nell'omelia di Cristo Re come esempio di film che parla della dignità regale al di là di ciò che capita nella vita. Un film che con il linguaggio cinematografico e artistico la dice lunga sull'immigrazione e sulla campagna d'odio che l'Europa sta montando contro i più deboli. Semplicemente opera un parallelismo pazzesco: quello che veniva detto e fatto agli italiani immigrati negli Stati Uniti è esattamente quello che viene detto e fatto da certi italiani (e certi europei, leader in testa) agli immigrati in Europa. 

L'arte parla al cuore e non solo alla testa e forse abbiamo bisogno di essere emozionati e non solo sollecitati e prendere posizione.

"Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l'amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d'Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio." (Lv 19,34)




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27 settembre 2024

la distruzione del diritto d'asilo

 Ieri per il festival dei popoli c'è stato un incontro sul diritto d'asilo, al quale hanno partecipato il procuratore della Repubblica Perduca e Cristina Molfetta di Migrantes nazionale. E' stato l'incontro più colpevolizzante che abbia recentemente sentito, soprattutto da parte di Cristina Molfetta che non ha usato mezzi termini. Nello stesso tempo mi sono reso conto che la situazione è grave e merita questo tono: come mai si è passati dal difendere col diritto d'asilo coloro che fuggono da guerre e altro al considerarli nemici invasori e attaccarli con tutti i mezzi? Non solo da parte della destra ma da parte di tutta Europa. Veramente incredibile. E quando stamattina nella rassegna stampa ho sentito che papa Francesco in Lussemburgo ha accusato l'Europa di "smemoratezza" ho concluso che è veramente così. Dobbiamo darci una mossa e non ci sono scusanti.

"Appena videro ciò, Sedecìa, re di Giuda, e tutti i suoi guerrieri fuggirono, uscendo di notte per la via del giardino del re, attraverso la porta fra le due mura, e presero la via dell'Araba. Ma i soldati dei Caldei li inseguirono e raggiunsero Sedecìa nelle steppe di Gerico, lo presero e lo condussero a Ribla, nel paese di Camat, presso Nabucodònosor, re di Babilonia, che pronunciò la sentenza su di lui. Il re di Babilonia fece ammazzare i figli di Sedecìa a Ribla, sotto i suoi occhi; il re di Babilonia fece ammazzare anche tutti i notabili di Giuda. Cavò poi gli occhi a Sedecìa e lo fece mettere in catene per condurlo a Babilonia. I Caldei diedero alle fiamme la reggia e le case del popolo e demolirono le mura di Gerusalemme" (Ger 39,4-8).


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30 settembre 2023

Il clima d'odio

 Partecipando ieri al dibattito con il giornalista Nicolò Zancan nell'ambito della festa dei popoli in diocesi mi sono reso conto quasi di botto che effettivamente si sta creando un clima d'odio contro i migranti, contro le altre nazioni europee e contro tutti, alimentato dalle menzogne e dalla propaganda di questo governo e dall'amplificazione dei media. Anche attraverso il podcast quotidiano della rassegna stampa del Post ho aperto gli occhi su come cambia la televisione e in modo particolare i telegiornali pubblici che per quasi metà del tempo parlano di scemate da salotto, per stemperare le ansie divulgate nella prima parte. Forse è ora di reagire attivamente e non solo di sperare che la gente sia intelligente e che sappia filtrare. E' così solo per qualcuno e il compito del cristiano, come è scritto sul messaggio del papa per la Giornata missionaria mondiale è "cuori ardenti, occhi che vedono e piedi che camminano".


"C'è chi, parlando senza riflettere,
trafigge come spada,
ma la lingua dei saggi procura guarigione.
Il labbro veritiero è stabile per sempre,
ma la lingua bugiarda non dura che un istante."
(Pro 12,18)



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01 luglio 2023

Guai di condominio

 Passando a benedire le famiglie ieri ho incrociato un condominio dove i residenti non sono certo molto "amici" tra di loro. Dalle discussioni verso una famiglia che ficcherebbe il naso dappertutto, alla presenza di numerosi parenti che tra loro farebbero comunella e non risparmierebbero nulla, ai pochi bambini rimproverati perchè giocano in cortile, al tipo che non fa scendere il cane ma lo libera sul balcone e questo piscia sul balcone sotto... Un concentrato di casotti che fa capire quanto fragile sia la coabitazione e quanto sia importante il ruolo dell'amministratore di condominio. Una metafora di quando ci sentiamo assediati dagli immigrati e pensiamo di essere in troppi oppure che abbiamo un qualche titolo di privilegio solo perchè eravamo qui da sempre. Di strada da fare ce n'è...

"Allora sorse sull'Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. Egli disse al suo popolo: "Ecco che il popolo dei figli d'Israele è più numeroso e più forte di noi. Cerchiamo di essere avveduti nei suoi riguardi per impedire che cresca, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese". (Es 1,8-10)


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18 giugno 2023

I morti non sono tutti uguali

 Un po' in ritardo ma non ho potuto fare a meno di notare che la morte di Berlusconi vale più del centinaio (almeno) di morti nel mar Egeo. Non tanto come quantità di pagine scritte: è chiaro che di quella morte in mare si sa poco, mentre di Berlusconi si sa tanto. Quanto come indignazione e partecipazione: quei morti sembra che siano scontati (possibile che non sappiano i pericoli che corrono imbarcandosi?) e sembra che ci tocchino di meno: sono lontani, sono alcuni tra tanti e non ci va di pensarci troppo. Ma se solo uno inizia ad immedesimarsi su cosa è capitato a loro e su come sono stati bellamente ignorati con la scusa che non chiedevano formalmente aiuto allora sale la tristezza e la rabbia. Certo che non mi va molto essere ricordato sui libri di storia come la generazione che ha fatto fuori tanta gente, così come immagino non piaccia a nessuno essere della generazione che ha tirato fuori un Hitler...

"Salvami, o Dio:
l'acqua mi giunge alla gola.
Affondo in un abisso di fango,
non ho nessun sostegno;
sono caduto in acque profonde
e la corrente mi travolge."
(Sl 68,1-2)

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25 maggio 2023

Palazzi occupati bis

 Altro palazzo occupato o quasi in via Pagliani. Stavolta gli abitanti del quartiere hanno raccolto le firme perchè qualcuno intervenisse e hanno organizzato riunione serale in salone della parrocchia con assessore, il quale si è portato dietro un po' di gente del partito suo. Riunione pacata e all'insegna dell'informazione tecnica su come fare e su cosa il comune sta facendo. Ineccepibile: gli altri del partito non sono intervenuti e sono intervenuti solo i cittadini che avevano firmato la petizione.

Mentre ascoltavo il tutto però mi dicevo: questo è un piccolo pezzo del problema e tutto sommato è facilmente risolvibile, anche perchè il proprietario del palazzo denuncerà la situazione. Ma il problema è molto più complesso se lo si vuole affrontare alla radice, altrimenti è come quando tagli l'erba che poi ricresce. Per esempio: come fare perchè non ci siano palazzi lasciati vuoti ? Come fare perchè le persone trovino casa anche se sono africane? Come fare perchè non ci siano immigrati clandestini in giro? Come fare perchè gli abitanti di un quartiere si mobilitino anche quando non c'è una emergenza del genere? 

"Ero straniero e mi avete ospitato" (Mt 25,35)



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06 dicembre 2021

Tra giornalisti e poeti

Sabato sono andato in un centro culturale albanese per parlare di giornalismo e di descrizione del territorio. Insieme ad un collega abbiamo deciso di far scrivere loro 30 righe per descrivere o il loro paese di origine oppure Asti. Ne sono venuti fuori bellissimi pezzi tra il poetico e il giornalistico, che potevano essere utilizzati benissimo per un giornale. Soprattutto traspariva netta l'emozione dell'emigrato, che vive una specie di doppia identità tra due patrie diverse. Uno dei più anziani ha però descritto Castelnuovo don Bosco, dove attualmente risiede. C'era anche un'italiana che ha descritto Asti tra enogastronomia e tradizioni storiche. E c'era una signora del Kazachistan, che ha descritto la sua terra. Insomma: pur per gioco, pur per esercizio, ma si è capito che le nostre radici sono importanti. E che non ci si può sentire cittadini del mondo rinnegando le proprie radici, come non si può veramente dialogare se non a partire da convinzioni personali.


"Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?" (Sl 136,6)



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19 aprile 2021

Apocalittica sui migranti

 Mi è capitato sabato di intervistare Domenico Quirico per un pezzo sulla situazione in Libia sul numero di questa settimana. E' stata una interessantissima conversazione: lui è sul pezzo e in quattro e quattr'otto ti spiega cose molto complicate. L'unica nota che mi ha lasciato un po' lì è il tono "apocalittico". Non anticipo nulla, perchè uscirà la versione completa sul giornale, ma ho avuto l'impressione che fosse su un punto di non ritorno: non c'è più nulla da dire e da fare perchè ormai è chiaro che ce ne freghiamo di queste persone, di queste vite. Non solo i governi (il che sarebbe normale) ma la gente stessa e in questo modo sosteniamo le posizioni a volte terribili dei governi.

Apocalittico perchè come nell'Apocalisse ci si rivolge solo più a Dio e alla sua giustizia, dal momento che non ci si attende più nulla dagli esseri umani. Apocalittico perchè si spacca in due l'umanità: vittime e carnefici, redenti e dannati, servi di Dio e eretici (in questo caso servi dell'umanità e padroni cinici e sprezzanti), senza toni grigi che non siano bianchi o neri.

Mi sono chiesto: può la passione e la dedizione totale per una causa portarti a questo? Tendenzialmente mi verrebbe da dire di sì, ma non ne sono sicuro.


"«Fino a quando, Sovrano,
tu che sei santo e verace,
non farai giustizia
e non vendicherai il nostro sangue
sopra gli abitanti della terra?»."
(Ap 6,10)




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06 febbraio 2021

L'orgoglio albanese

 Ieri un giovane che doveva mandarmi un video da postare sul canale Youtube della parrocchia mi ha fatto ...tribolare. Era in ritardo e non ero sicuro che me l'avrebbe mandato, al punto che ho cercato un'alternativa all'ultimo minuti. Invece non riusciva a spedirmelo perchè troppo pesante: cinque minuti in più del previsto, ma doveva spiegare gli strumenti musicali tradizionali albanesi che aveva costruito. Anche fisicamente sembrava più uno slavo che un italiano e comunque un albanese pure con i baffi. L'orgoglio albanese in un giovane di 25 anni. Ho capito tante cose del nazionalismo che a volte scatta. Un nazionalismo in questo caso positivo perchè non perde le radici, ma comunque per certi versi un po' inquietante. Comunque grande liutaio e anche musicista...


"Come cantare i canti del Signore in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia." 
(Sl 137,4-6)


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28 novembre 2020

Inviati speciali

 Questa settimana mi è capitato di sentire una persona che si è trasferita ad Atlanta da molti anni, dopo aver fatto per anni l'organista in parrocchia. L'abbiamo intervistato per sentire come si viveva l'epidemia là e soprattutto il clima delle elezioni politiche in America, in Georgia. Poi ci è venuto in mente che molti italiani sono sparsi all'estero e che potrebbero fare da inviati speciali per raccontarci laggiù e soprattutto come da laggiù ci vedono. E' strabiliante pensare a quanti emigrati ci sono e noi facciamo le pulci sugli immigrati che vengono qui. Si dice che esportiamo cervelli e importiamo braccia: in realtà conosco persone espatriate che non sono propriamente cervelli... e persone immigrate che hanno un bel cervello...

" Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giornopoiché non vi sarà più notte. E porteranno a lei la gloria e l'onore delle nazioni." (Ap 21,25-26)


Atlanta


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19 settembre 2020

sconfinare

 E' il titolo del festival organizzato da Migrantes che è iniziato ieri sera con la presentazione del libro scritto da Donatella Ferrario che si intitola proprio così. Una serata molto interessante in cui si è parlato per analogie (vi sono tanti tipi di sconfinamento, non solo quello dei migranti...). Tutto con la prospettiva che lo sconfinamento sia di per sé positivo, anche se è stato sottolineato che certi sconfinamenti (es. peccato originale oppure ricerche scientifiche che pasticciano con gli embrioni) siano negativi. In realtà anche certi sconfinamenti fisici di confini geografici sono fughe e non desiderio di incontro: viaggiatori eterni che non stanno mai fermi e hanno una sorta di dipendenza dal viaggiare e vedere robe esotiche, senza magari mai entrarci dentro perchè loro stessi non hanno radici. Persone che collezionano mete estere come si collezionano fumetti, nell'intento di vedere tutto il mondo, senza in realtà vedere nulla. Per sconfinare nel modo giusto occorre avere radici e un mondo senza confini o è il Paradiso oppure è un mondo superficiale e mediocre. I confini ci devono essere per poter essere superati nel modo giusto.

"Paolo ebbe durante la notte una visione: un macedone gli stava davanti, e lo pregava dicendo: «Passa in Macedonia e soccorrici». " (At 16,9)



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28 giugno 2020

accoglienza

Mentre ieri preparavo l'omelia per questa domenica e mi capitavano i brani e le parole di Gesù sull'accoglienza, mi rendevo conto che questa è veramente la prova del nove dell'umanità di tutti e di ciascuno. Così come si patisce quando non si è accolti (anche solo il rischio che c'è stato di non poter fare viaggi in paesi europei che sarebbero stati chiusi agli italiani...) così si può pensare che facciamo soffrire gli altri quando non siamo accoglienti o fingiamo di esserlo. Per non parlare poi della tragedia di interi popoli che sentono di non essere graditi in Europa, pur non avendo fatto nulla di male e solo perchè cercano un futuro migliore. Quando faranno 2+2 e capiranno che una buona parte della loro povertà ha generato la nostra ricchezza che ora vogliamo tenerci per noi, mi sa che sarà una rivoluzione...

"Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l'hanno accolto." (Gv 1,11)

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03 marzo 2020

qual è la vera emergenza?

A vedere le folle di siriani che pressano per entrare in Grecia e che vengono respinte con metodi brutali, ora che la Turchia non "se li tiene più" e a pensare che scappano da una guerra alimentata dalle armi europee e dalla Turchia stessa viene da pensare che l'emergenza coronavirus a confronto è come la discussione tra orchestrali sul Titanic su quale musica suonare. E, a proposito di Titanic, la situazione ... fa acqua da tutte le parti. Chi ci rimette è la povera gente. Ogni tanto mi chiedo con che faccia i popoli europei potranno ora parlare di diritti umani e di protezione delle vittime della guerra.

" Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!" (Gn 4,9-10)

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08 gennaio 2020

Europei? Nessuna razza pura

A proposito del dibattito sull'Europa di qualche giorno fa, ho letto su National Geographic di agosto (sono un po' indietro...) un servizio che illustra come non esista una pura razza europea. Gli europei sono frutto di tre migrazioni: quella dall'Africa (homo sapiens, 60 mila anni fa), quella dal Medio Oriente (indoeuropei, dal 6.000 a.C.) e quella dalle steppe russe (invasioni barbariche, inizio dell'era volgare). Bene: oltre a emigrare, anche noi siamo frutto di immigrazione. Ce n'è da far imbestialire molta gente ottusa.

"Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso" (Dt 5,15a)

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12 novembre 2019

la sfida di camminare insieme

Stiamo preparando un convegno diocesano per valutare l'impatto della presenza di gente di altre etnie e culture nella comunità cristiana di Asti. Partito come convegno settoriale, poco alla volta si è allargato anche al settore che si occupa di catechesi e a quello che si occupa di liturgia. Ma che difficoltà... Nonostante la buona volontà di collaborare e la consapevolezza che l'argomento è importante, si ha come l'impressione che non siamo abituati a ragionare di comunità cristiana nel suo insieme, ma solo per le proprie competenze. Così si crea un linguaggio tecnico per ogni competenza, si creano schemi mentali fissi e si perde di vista la realtà... La sinodalità della chiesa è tutta da costruire: non ci siamo abituati.

"Io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno" (Gv 17,22)

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03 novembre 2019

italiani in Argentina

Ieri una bella sorpresa. Erano venuti a trovarci lontanissimi cugini argentini, in giro per l'Italia a tenere i contatti con la famiglia. E così abbiamo passato il pomeriggio a chiacchierare, a chiedere, a scambiarci pareri e informazioni e a far percepire lontanissime radici comuni. Veramente le radici sono profonde e pescano in generazioni e generazioni, passate prima di noi. Il racconto del "bastimento" con cui a otto anni uno di loro è arrivato in Argentina, la vita nelle Pampas, il riuscire ad arrivare all'Università e rifarsi una vita, le difficoltà attuali e l'impossibilità di tornare in Italia, il figlio che invece è giù fuggito dall'Argentina per l'Europa e ora per gli Stati Uniti. A sentirli mi veniva in mente che la nostra vita è stata troppo fortunata  e troppo piena di "cose date per scontate" a partire da un certo benessere che ora è messo in crisi. Per noi sacerdoti questa situazione diventa non tanto l'insicurezza economica, quanto l'aumento esorbitante della mole di lavoro... Forse può servire riconsiderare la fede come capacità di osare il nuovo e di non rimpiangere il vecchio.

"Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove." (2 Cor 5,17)

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07 settembre 2019

Espresso e orrore dei migranti

Ho ricevuto in omaggio una copia di Espresso e ho scoperto che da quando lo leggevo anni e anni fa adesso è decisamente cambiato. In meglio. Ho trovato tutta una serie di articoli sulla crisi di governo decisamente interessanti, che fanno capire molte cose. Ma poi ho trovato la testimonianza di A|lnoor Mohammediaen Adam, sudanese, che ha presentato alla Corte penale internazionale dell'Aja un esposto contro Roma e Bruxelles per crimini contro l'umanità per la faccenda dell'addestramento della guardia costiera libica. La quale è stata la causa della morte della moglie. Una testimonianza raccapricciante. Lo sapevamo già qual è la sorte dei migranti in Libia, ma leggere i dettagli è peggio di un film horror, perchè non è un film.
Mi sa che solo la storia rivelerà la verità così come è avvenuto per l'Olocausto. Le complicità e gli occhi chiusi sono talmente di tanti, che Salvini appare come un istrione, un bimbo giocherellone più che il condottiero di una guerra disumana. Ma intanto l'esposto è contro Bruxelles e Roma.


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23 agosto 2019

"Mulino bianco" e corridoi umanitari

Ieri sera c'è stato un incontro pubblico sul tema dei corridoi umanitari al quale ho portato una testimonianza rispetto all'impegno della parrocchia su questo fronte. Un video precedente ha mostrato un'altra esperienza, successiva alla nostra, che io avrei definito da "famiglia del Mulino Bianco": tutti contenti, tutti sorridenti, tutto luce e niente ombre. Conoscendo l'altra esperienza c'e da crederci: bella comunità, paese accogliente e poi siamo ai primi mesi. Però mi sono trovato a parlare dell'altra faccia della medaglia: difficoltà, indifferenza della gente, passi avanti perchè c'è la volontà di farli e non perchè venga così spontaneo. Battaglia più sull'autonomia delle persone che non sulla loro accoglienza. Forse è perchè dopo mesi vengono fuori le questioni. Ma penso anche che dobbiamo andare nell'ottica di considerarci un paese in ritardo sulle migrazioni, immaturo e facilone, rispetto a quel che è successo qualche generazione fa in Francia, Inghilterra, Germania. Insomma: è normale che le persone decidano di emigrare se nel proprio paese non c'è futuro e sarebbe solo normale che un paese maturo, consapevole che si va verso il mondo multietnico non facesse i capricci e pestasse i piedi per non volerli, ma neanche li accogliesse a braccia aperte come se fossero la manna dal cielo.

"Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti»." (Mt 8,11-12)

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