21 luglio 2026

Il risiko bancario

 E' l'espressione con cui si descrive il gioco di mosse e contromosse che coinvolge il sistema bancario italiano e non solo in questo periodo. Non mi intendo di banche e di compravendite ma in questi giorni due fonti mi hanno fatto entrare dentro e mi ci sto appassionando. La prima è un podcast del Post, Wilson, di giovedì 9 luglio proprio sul tema. Il secondo è un articolo del Sole 24 ore domenica 19. Devo dire che non ha nulla da invidiare a gialli letterari o a serie Tv, solo che è la realtà. Alla fine mi sono detto: e noi che parliamo della Banca d'Asti come se fosse un'isola felice che non sarà mai coinvolta da questi giri... Non so se chi dice questo è un ingenuo, un illuso o uno che lo dice in malafede. Ma se vuoi essere nel sistema, lo sei fino in fondo e non solo per un pezzo.



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27 febbraio 2024

capitalismo woke?

 Un termine poco conosciuto ma ho appena letto un libro al proposito. Si intende l'impegno che le aziende anche multinazionali e anche multimondiali (Amazon, ecc.) dimostrano di mettere per finanziare iniziative sociali legate ai diritti e all'eguaglianza. Un trend molto ben documentato dal libro che si dimostra fortemente critico per due ragioni:

- spesso sono aziende che potrebbero contribuire alla causa pagando le giuste tasse e trattando i propri dipendenti non da schiavi...

- l'impegno è comunque finalizzato al proprio profitto e toglie credibilità alle istituzioni politiche alle quali tende a sostituirsi.

Insomma: occhio!!

"E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento.  Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno.  Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse  dai morti saranno persuasi».  (Lc 16,27-31)


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07 dicembre 2023

Cottarelli: l'economia "lucida"

 La malattia/convalescenza mi ha tolto il piacere lunedì sera di andare ad ascoltare Carlo Cottarelli ad Asti mentre alla scuola popolare parlava della situazione economica in Italia. Ma i grandi organizzatori hanno registrato il tutto e così ieri me lo sono guardato sul canale YouTube di Gazzetta: un'ora e mezza di economia, tra intervento e dibattito che ha ulteriormente alzato il credito dell'economista. Grazie a lui posso ancora dire che l'economia è una scienza e non è solo affare di qualche fanatico che beve e fuma robe strane e poi spaccia le sue visioni per teorie. Ho inoltrato il video anche a mio nipote, che pare amare l'economia. Alla fine di tutto ho ribadito una mia convinzione: le cose vanno studiate per poter essere capite e se non hai il tempo o la capacità di farlo, cercati qualche esperto di cui ti fidi, che te le spieghi e faccia il "lavoro sporco" per te. Proprio sui temi economici l'analfabetismo italiano di base è molto alto e l'informazione, quando non è di parte, spesso sembra faccia di tutto per non farti capire l'essenza del discorso. Sa, riprendiamo in mano sti manuali di economia...

"Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?  Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro" (Lc 14,28-30). 

Ti faccio l'elenco dei politici italiani?



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31 maggio 2023

Politici e accademici di professione: la differenza

 Ieri c'è stato l'evento organizzato dalla Stampa, che sta facendo il giro delle città capoluogo di provincia creando dibattiti e promuovendo riflessioni. Ci sono andato come direttore di giornale, ma mi ha fatto piacere esserci perchè il dibattito è stato di ottimo livello. Soprattutto mi ha colpito la professionalità di Alessandra Ghisleri, la sondaggista, e quella di Elsa Fornero, l'ex ministro, che hanno dimostrato una spina dorsale e una voglia di fare invidiabili. Non solo: Elsa Fornero è tornata sulla vicenda drammatica della crisi del 2011 e dell'arrivo del governo Monti. Ha fatto capire che l'intervento sulle pensioni ha salvato l'Italia dalla bancarotta. E non sono mancate le frecciatine ai politici che non sanno di economia e a quelli che continuamente fanno eccezioni a quella legge, permettendo di andare in pensione prima.

E' vero: ultimamente non sono molti i politici che lo fanno "di professione" nel peggiore significato, cioè la ricerca del consenso. Sono come quei pastori che si fanno guidare dalle pecore, invece di essere loro a guidare. E che cambiano direzione ad ogni cambio del vento. Per esempio dopo le ultime elezioni amministrative qualcuno del Pd parla del fatto che soffia un vento di destra. Non è che ci spieghi come mai, quali sono le responsabilità della sinistra. No, ci sarebbe un vento di destra e per quello che tutti votano a destra. Come dire: hai la febbre? Eh che ci vuoi fare, oggi è il giorno della febbre...  Tra accademici di professione e politici di professione c'è una differenza sostanziale: per i primi è un merito, per i secondi rischia di essere un demerito.

"«Figlio dell'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d'Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? " (Ez 34,2)



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24 dicembre 2022

Il Maina e i mercatini di Natale

 Due notizie riempiono le bocche questi giorni: il trionfo dei mercatini di Natale con un indotto rilevante in termini di turisti e di introiti economici e la chiusura del Maina. Un trionfo e un disastro. Ma non sono sullo stesso piano. Il sistema economico di una comunità si regge sul tessuto sociale di quella comunità e non solo sui soldi immessi o sulle iniziative per comunicarli. La chiusura del Maina si è ampiamente mangiato l'esultanza dei mercatini di Natale e in poco tempo: questi ultimi vanno a vantaggio di pochi e si spera che poi questo vantaggio si spalmi su altri secondo una teoria economica che ha fatto il suo tempo. La chiusura del Maina è un'esplosione che immediatamente crea vittime e ricadute sulle parti deboli del tessuto sociale, dunque su tutta la città. Sarebbe bello se recuperassimo la lucidità di non fermarci alle vetrine illuminate ma di guardare che tipo di negozio c'è realmente dentro.

 "Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo." (Lc 2,7)



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05 marzo 2021

Andrà tutto bene?

 Siamo ad un anno dal confinamento nazionale causa covid. I primi mesi erano all'insegna di "Andrà tutto bene". In Gazzetta ieri lo mettevamo all'interrogativo: "Andrà tutto bene?". Non tanto per mettere in dubbio che usciremo da questa situazione, quanto per smascherare le facilonerie di chi pensava che ce la saremmo cavati in fretta. E poi leggendo quanto scritto sul giornale e le interviste fatte si capisce che è del tutto naturale che un virus abbia varianti e che le varianti siano più subdole del ceppo principale. E' questione di lotta per la sopravvivenza...

Perciò, mi sono detto, stiamo riscoprendo i ritmi naturali. Quelli economici sono artificiali. Questa epidemia rientra sotto il vasto capitolo "sostenibilità ambientale": un sistema che ricorda le industrie inquinanti degli anni settanta e le città piene di smog di quegli anni, che ora paghiamo in termini di tumori. 

Solo che da quelle ci stiamo risollevando. Non è ancora invece chiaro quanto il sistema economico sia letale e non solo per chi ne è scartato come papa Francesco dice. Anche per chi ne è dentro e modella i tempi di vita sull'orologio e non sui cicli naturali. Un virus si sconfigge in almeno due anni, non prima. E di anni ne è passato uno solo. Perciò tutto come da copione. Non un copione umano artificiale, ma naturale.

"Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra»." (Gn 11,4)



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09 ottobre 2020

Il grande Cottarelli

 Ancora una volta lui, uno dei miei idoli, l'economista Carlo Cottarelli che viene ad Asti per parlare di bufale economiche all'interno del festival Passepartout della Biblioteca astense. E fa un quadro dell'economia italiana di quest'ultimo anno talmente chiaro da poter essere compreso anche da mio nipote quindicenne. Crisi sanitaria, crisi del reddito (col Pil che però si sta riprendendo), crisi finanziaria rinviata grazie all'Europa. E non tanto ai famigerati fondi europei del Recovery Fund quanto al massiccio prestito della Banca Centrale Europea a tasso 0 che permette di passare da un deficit di 30 miliardi ad un deficit di 180 miliardi per tutti i bonus e gli interventi straordinari. 

E poi passa in rassegna gli scenari del futuro: crisi finanziaria rinviata anche nel prossimo anno ma dopo? Incertezza. Incertezza soprattutto nel futuro della politica europea che ora sembra unita ma poi chissà. Una cosa è chiara per Cottarelli: il fiume di balle raccontate da certi politici diffidenti dell'Europa, dal famigerato Mes, che partito per imporre austerità ora non la impone più, alla diffidenza verso la Banca Centrale Europea, senza la quale adesso saremmo in bancarotta, alle diffidenze verso Germania, Francia e altri stati, quando proprio la Germania e la Francia hanno fatto passi da gigante per sostenere l'Europa. Insomma: uno lo ascolterebbe un'ora filata (come effettivamente è stato) senza che il sonno ti assalga neanche per un attimo.



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09 maggio 2020

eh... questi Gesuiti...

Gael Giraud
..a volte hanno una marcia in più. Su Civiltà Cattolica di aprile c'era un articolo  di tale Gael Giraud (in realtà economista) gesuita, intitolato "Per ripartire dopo l'emergenza covid-19". Ora, se è sulla rivista di aprile significa che è stato scritto a marzo, dunque poco dopo la chiusura totale. Un articolo che mette insieme la prospettiva sanitaria, la prospettiva sociale, i nodi economici, i problemi per la democrazia, il tutto con riferimenti a studi e a dati reali. Ehhhh  come si fa a stargli dietro. E' come se Cristoforo Colombo appena sbarcato in America avesse già intravisto tutte le questioni che sarebbero sorte sotto tutti i punti di vista. Non c'è che dire: nella ricerca delle fonti sicure e nello stesso tempo profetiche, bisogna proprio tenersi stretti Civiltà Cattolica...

"io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere" (Lc 21,15)

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30 gennaio 2020

contro le bufale

Ieri ho respirato un po' di aria pura. Ho partecipato ad un incontro con Carlo Cottarelli che presentava il suo libro contro le bufale in economia. Una sala che conteneva 140 posti non è stato sufficiente. C'era una coda di 400 persone! Ed hanno dovuto spostare l'incontro in teatro. Inoltre è andato avanti per un'ora e mezza con una chiarezza ed una lucidità sulla situazione economica italiana e mondiale che ha spazzato via tutta la marea di cavolate sentite in questi anni da presunti politici. Alla fine sono uscito convinto di una cosa: contro i presunti esperti in ogni campo bisogna condurre una guerra aperta e non concedere un minimo di tregua.

"Lotta sino alla morte per la verità
e il Signore Dio combatterà per te." (Sir 4,28)

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05 marzo 2014

testa da... economista

Ieri sera ho partecipato a Torino all'aggiornamento sui temi economici, organizzato dal gruppo di docenti di università e facoltà teologica che fa  capo alla comunità di San lorenzo. Invitato era Mario Deaglio, economista, che firma molti articoli della Stampa, nonché marito dell'ex ministro Fornero. Ci ha fatto un  bel quadro d'insieme, commentando anche alcune encicliche, in particolare la Caritas in Veritate  di Benedetto XVI e le parti economiche della Evangelii Gaudium di papa Francesco. Sua opinione è che molti spunti sono interessanti ma che l'impresa e il tipo di lavoro che sta nella mente di coloro che redigono questi documenti è superata. Quando si è trattato di esemplificare, però, ha portato casi di imprese ad alto contenuto tecnologico e lavori ad alta creatività. Giustamente la sua osservazione è che poiché il lavoro va in quella direzione, bisognerebbe prevedere redditi di cittadinanza per chi il lavoro non lo potrà mai trovare. Eh già, perché non tutti sono Steve Jobs o Zuckermann...
Mi sono confermato nel mio pregiudizio di sempre: l'economia viaggia a 1.000 metri dal suolo (anche se lui sosteneva che ad essere fuori della realtà era a volte la dottrina sociale della Chiesa) e pensa di conoscere la realtà guardandola da fuori. Peccato che ogni tanto l'aereo economico si sfracella al suolo e causa tante vittime. Giusto il tempo di riprendersi, leccarsi le ferite, riparare i guasti e poi, via, di nuovo, verso alte quote!

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