Il risiko bancario
E' l'espressione con cui si descrive il gioco di mosse e contromosse che coinvolge il sistema bancario italiano e non solo in questo periodo. Non mi intendo di banche e di compravendite ma in questi giorni due fonti mi hanno fatto entrare dentro e mi ci sto appassionando. La prima è un podcast del Post, Wilson, di giovedì 9 luglio proprio sul tema. Il secondo è un articolo del Sole 24 ore domenica 19. Devo dire che non ha nulla da invidiare a gialli letterari o a serie Tv, solo che è la realtà. Alla fine mi sono detto: e noi che parliamo della Banca d'Asti come se fosse un'isola felice che non sarà mai coinvolta da questi giri... Non so se chi dice questo è un ingenuo, un illuso o uno che lo dice in malafede. Ma se vuoi essere nel sistema, lo sei fino in fondo e non solo per un pezzo.
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Ancora una volta lui, uno dei miei idoli, l'economista Carlo Cottarelli che viene ad Asti per parlare di bufale economiche all'interno del festival Passepartout della Biblioteca astense. E fa un quadro dell'economia italiana di quest'ultimo anno talmente chiaro da poter essere compreso anche da mio nipote quindicenne. Crisi sanitaria, crisi del reddito (col Pil che però si sta riprendendo), crisi finanziaria rinviata grazie all'Europa. E non tanto ai famigerati fondi europei del Recovery Fund quanto al massiccio prestito della Banca Centrale Europea a tasso 0 che permette di passare da un deficit di 30 miliardi ad un deficit di 180 miliardi per tutti i bonus e gli interventi straordinari. 


