31 maggio 2021

vaccino

 Sabato ho ricevuto il vaccino (unica dose, essendo stato malato a gennaio). Ieri giornata da cani. Oggi alla grande. La sensazione è di essere entrati in una terra nuova e in un tempo nuovo, dove tutto torna ad essere sotto controllo. Altre due riflessioni.

La prima è la mobilitazione collettiva di cui sono stato testimone sabato. L'idea che c'era gente volontaria che aiutava nel disbrigo delle pratiche, nel servizio d'ordine oltre alla quantità di medici e infermieri, oltre alla banca che ha messo a disposizione il locale delle vaccinazioni, ecc. Un senso di comunità non male e che da tempo non sperimentavo.

La seconda è che ce lo possiamo permettere. Ma tutti quei paesi che non hanno vaccini e sono lontani mille miglia da questa situazione sperimentano ancora una volta, come se non bastasse, il sopruso dei paesi ricchi. Qualunque sia la motivazione e qualunque sia la strategia da seguire, finchè ciascun paese ricco (o gruppi di paesi ricchi) fa come se gli altri non fossero anche affar loro, mi sa che i problemi ripiomberanno addosso.

"Amate la giustizia, voi che governate sulla terra" (Sap 1,1a)



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27 aprile 2021

Fare i conti con il male

 Stavolta sono in regola con la rivista "Vita e pensiero" dell'Università Cattolica e sto leggendo l'ultimo numero uscito che contiene una intervista a Miguel Benasayag (mai sentito...) che mi ha attratto soprattutto per il suo curriculum. Argentino, guerrigliero anarchico contro la dittatura dei colonnelli in Argentina, incarcerato e torturato, poi emigrato in Europa e ora filosofo e psicanalista a Parigi, dove si occupa di infanzia e adolescenza.

Commentando gli effetti non sanitari del covid afferma che non crea nulla di nuovo, ma amplifica. Riporta un'esperienza di quand'era in prigione: "C'era un amico, José Luis, che piangeva di continuo. Una volta non ce l'ho più fatta e gli ho detto: 'Basta. Se non trovi un motivo per vivere qui in carcere, non lo trovi nemmeno fuori se mai dovessi uscire' E così è stato. Anche Josè Luis è sopravvissuto e continua ad essere depresso". Questo per dire che secondo lui bisogna vivere appieno questo momento, senza rimpiangere il prima, ma anche senza proiettarsi troppo sul dopo. Vivere la prova, attraversarla, trovarne motivazioni e valori (primo fra tutti il prendersi cura degli altri) per poter dopo ritrovare non la vita (quella c'è anche ora) ma la vita responsabile e pienamente vissuta.

"Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà." (Mt 16,24-25)

Miguel Benasayag


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27 marzo 2021

Se la scienza e la vita parlano del covid

 Ieri ho avuto due sollecitazioni per riflettere sul virus. La prima è la lettura di un articoletto di National Geographic, che allego qui sotto e che mi ha fatto capire il motivo di rinnovare l'abbonamento a questa rivista. Questo genere di informazioni si richiede dalla scienza, senza essere troppo tecnica.

Nello stesso tempo la notizia della prossima morte per covid della madre di amici proprio solo per covid mi ha fatto capire la serietà medica ma anche morale di questo virus. 

Insieme le due sollecitazioni si traducono così: ok che il virus sia naturale e parte della creazione, ma vaf...o dannato virus!


"La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio" (Rom 8,19)

anche la creazione deve essere "salvata"



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13 marzo 2021

Ancora in zona rossa: come in montagna

 E cosi finiremo presto di nuovo in zona rossa. Era ampiamente risaputo, anche se poi uno spera che vada diversamente e alla fine si fa sorprendere come se fosse inattesa... Solo lo scorso anno era stata inattesa. A vedere come si sta affrontando questa epidemia, mi viene un paragone con la montagna. Ti dicono: per arrivare in vetta ci vogliono 3 ore. Va bene, parti e vai misurando le forze. Ad un certo punto vedi la vetta come se fosse a portata di mano. Acceleri, ti senti ormai arrivato e poi ti trovi un bel vallone in mezzo che ti obbliga a scendere e risalire. Psicologicamente sei a terra, ma anche fisicamente, perchè hai accelerato. Eppure se ti dicevano tre ore non potevano essere due.

Si sa che una epidemia dura circa 2-3 anni, poi, soprattutto per i virus, perde la letalità. Il virus non ha interesse a uccidere, altrimenti non ha chi contagiare. Con i vaccini e con gli anticorpi che si formano in chi l'ha preso in modo lieve si accelera il tempo necessario, ma anche il virus sviluppa varianti. Lo si sa già. Eppure dopo i primi mesi di "misura delle forze" sembrava che ormai tutto fosse finito e così "pazza gioia...". E invece no. Ora siamo un po' a terra psicologicamente e questa ennesima zona rossa ci sembra una mazzata.

Meglio fare come in montagna: misura le forze e non guardare sempre all'arrivo. Guarda per terra passo dopo passo e ogni tanto (ma solo ogni tanto) guarda al punto di arrivo.


" Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio»." (Mt 20,22-23)

... erano così convinti di poterlo bere che al momento buono lo hanno abbandonato...



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05 marzo 2021

Andrà tutto bene?

 Siamo ad un anno dal confinamento nazionale causa covid. I primi mesi erano all'insegna di "Andrà tutto bene". In Gazzetta ieri lo mettevamo all'interrogativo: "Andrà tutto bene?". Non tanto per mettere in dubbio che usciremo da questa situazione, quanto per smascherare le facilonerie di chi pensava che ce la saremmo cavati in fretta. E poi leggendo quanto scritto sul giornale e le interviste fatte si capisce che è del tutto naturale che un virus abbia varianti e che le varianti siano più subdole del ceppo principale. E' questione di lotta per la sopravvivenza...

Perciò, mi sono detto, stiamo riscoprendo i ritmi naturali. Quelli economici sono artificiali. Questa epidemia rientra sotto il vasto capitolo "sostenibilità ambientale": un sistema che ricorda le industrie inquinanti degli anni settanta e le città piene di smog di quegli anni, che ora paghiamo in termini di tumori. 

Solo che da quelle ci stiamo risollevando. Non è ancora invece chiaro quanto il sistema economico sia letale e non solo per chi ne è scartato come papa Francesco dice. Anche per chi ne è dentro e modella i tempi di vita sull'orologio e non sui cicli naturali. Un virus si sconfigge in almeno due anni, non prima. E di anni ne è passato uno solo. Perciò tutto come da copione. Non un copione umano artificiale, ma naturale.

"Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra»." (Gn 11,4)



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31 gennaio 2021

Giovani e virus

 Ieri abbiamo fatto una giornata con alcuni giovani scout di varie città della zona Asti e Alessandria, che devono decidere in che modo concludere il loro percorso scout. Per la prima volta ho sentito dai loro interventi il segno che questa epidemia sta incidendo sulla loro vita e non è solo una parentesi indesiderata. Hanno parlato del desiderio di vicinanza, di scambio non solo verbale e non solo a gesti, di occasione di impegno a volte mancato (uno di loro si era inserito nella proloco del paesino ma non si poteva organizzare nulla...) a volte trovato (il telefonare attivamente a persone che erano chiuse in casa). Insomma: è come essere in un grande frullatore che per ora incasina tutto e mischia tutto. Poi si spera che ne esca qualcosa di decente... Anche e soprattutto per i giovani.


"I giovani han girato la mola;
i ragazzi son caduti sotto il peso della legna." (Lam 5,13)



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29 gennaio 2021

Paura del virus

 La liberazione non è stata così semplice. In particolare ho dovuto affrontare la paura di qualcuno al giornale che ha sfiorato l'isteria. Allora mi sono ricordato di una mia amica infermiera che veniva guardata con sospetto dai vicini o di mia sorella che non era stata fatta entrare in un alloggio perchè aveva lavorato nel reparto covid. Si dice che bisogna rispettare le paure degli altri e tenerne conto. E' vero. Ma bisogna anche trovare il modo di spingere le persone ad affrontarle, perchè se uno si lascia dominare dalle paure non trova mai pace. Così ieri ho fatto decidere a loro se dovevo rientrare o meno, ricordandogli che ogni decisione avrebbe comportato comunque delle conseguenze. E sono rientrato, in un clima decisamente cambiato e con qualche precauzione in più da parte mia, inutile, ma tanto per dare un segno di attenzione.


"Tu, non temere, perché io sono con te;
non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio;
io ti fortifico, io ti soccorro,
io ti sostengo con la destra della mia giustizia."
(Is 41,10)


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20 gennaio 2021

terza puntata

 Da questa mattina inizia la terza e ultima serie del reality "isolamento" (anzi, all'inglese "Isolation"). In realtà le altre due puntate, a parte la novità della prima, erano un po' monotone, soprattutto le scenografie sembravano molto simili. Ma tant'è: non essendo su Netflix è pure gratis. Bisognerebbe però suggerire allo sceneggiatore di introdurre qualche elemento di azione in più, che so un attacco alieno alla casa oppure un guasto all'impianto di riscaldamento che fa piombare nel gelo i protagonisti... Eviterei la trasformazione catastrofista: una variante del virus che rende sordi oppure che fa avere dei miraggi tipo Lsd. Eviterei anche la trasformazione horror: una porta mai vista da cui si entra in una cantina con presenze malefiche che uccidono. Meglio il classico finale americano: tutto finisce bene e in gloria. Ma ci accontentiamo anche del finale all'italiana: sono finiti i soldi e non c'è più una quarta serie... Basta che il serial non finisca per la morte di uno degli attori 😖

"Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?»." (Gv 9,1-2)




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30 dicembre 2020

Ecco l'articolo che cercavo

 Non sapevo se riabbonarmi a National Geographic perchè non sempre gli articoli sono interessanti: quella che una volta era rivista scientifica ora tratta anche di storia, di cultura generale perfino di religione e così si annacqua. Ma l'articolo che ho letto oggi, a firma dell'oceanografo Enric Sala, mi ha convinto di continuare. E' l'articolo che spiega in forma scientifica ma divulgativa il legame tra virus e ambiente danneggiato, facendo presagire che dobbiamo aspettarci altre epidemie se non ci sarà una seria inversione di tendenza nella gestione della terra. Parla dei mercati di carni selvatiche vive a Wuhan anche se è molto più intrigante la prospettiva di un virus creato in laboratorio oppure ancora più inquietante la prospettiva di un virus creato da case farmaceutiche per poi tirar fuori il vaccino. 

Dice che le specie che coltivano in seno virus che possono saltare all'uomo sono i roditori, i primati e i pipistrelli. Ma anche le specie marine, nel momento in cui attraverso la pesca senza cognizione si rompono le catene alimentari acquatiche. Questo provato nel 2005 con esperimento nelle isole della Linea nel Pacifico. Insomma la prevenzione alle epidemie la si fa garantendo la biodiversità. Conclusione: "una natura sana è il nostro migliore antivirus".


"La creazione infatti, obbedendo a te che l'hai fatta,
si irrigidisce per punire gli ingiusti
e si addolcisce a favore di quelli che confidano in te."
(Sap 16,24)



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14 dicembre 2020

Rientro in famiglia

 E così dopo oltre un mese ieri sera sono riuscito a tornare a casa dei miei, che vivono in un altro comune. E  a festeggiare il mio compleanno dopo 3 settimane dalla scadenza... Insomma, prendendola dal lato buono bisogna dire che questa emergenza ... fa nuove tutte le cose. Tante cose rimaste in sospeso che non eravamo riusciti a risolvere sono state congelate e tirate fuori in poco tempo ieri sera. Altri progetti per Natale ancora tutti in forse. E siamo a neanche due settimane, quando ormai gli altri anni eravamo abbondamente presi dal correre al preparare pranzi e cenoni, concerti e acquisti, inviti e novene.

Beh, ce lo ricorderemo questo 2020...

" Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece perire tutti." (Lc 17,26-27)

...magari un po' drastico... 😂

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13 dicembre 2020

Ripartire insieme malgrado il covid

 E' il titolo di un articoletto pubblicato sull'inserto Noi famiglia e vita di Avvenire a settembre (ehhh lo sto leggendo solo adesso). Scritto da Diego Motta (chi era costui?). Eppure ... la lingua batte dove il dente duole. E così bastano poche righe che mi fanno divorare tutto il pezzo: "Non sarà più sufficiente chiudersi per evitare rischi. Intendiamoci: in molti casi sarà necessario e verrà deciso come sempre in nome del diritto più alto da garantire, quello della salute. Però adesso occorrerà, rispetto al passato, trasformare l'isolamento obbligato in una forma di partecipazione attiva alla vita per compiere decisi passi avanti". 

Ecco: non è vero che chi se ne sta a casa è più prudente e più attento agli altri. Non è detto. Può essere più pauroso, più menefreghista o più rassegnato. Ma dobbiamo unire le forze e pensare alla ricostruzione. E se stai a casa quando potresti uscire, preoccupati almeno di quale contributo potresti dare. Se esci quando dovresti stare a casa, preoccupati almeno di che danno puoi fare.


"Come molti si stupirono di lui- tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo -,
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito."
(Is 52,14-15)

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23 novembre 2020

Le cresime al tempo dell'epidemia

 Tre hanno ricevuto la cresima ieri. Ben diverso dai 100 e più dei tempi di don Giacomo, quando era necessario fare due turni con pienoni da stadio. Alcuni hanno pensato a spostarla in avanti. Comunque sia il clima era veramente intenso e penso che abbia avuto più senso questa cresima di molte altre. Anche il vescovo ha dato tutto quel che poteva per dare significato e clima positivo. Forse l'epoca dei 100 cresimati corrispondeva all'ultimo atto dei battesimi di massa di Carlo Magno. Un'epoca nuova è iniziata.

" Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione" (Lc 15,7)



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18 novembre 2020

Vicino eppure lontano

 Ormai è quasi due settimane che non torno più a s. Damiano a casa dei miei. Nel precedente confinamento, con mio padre che non stava bene e poi che è morto, avevo un motivo per andarci. Ora non ne ho. Strana situazione: vicini eppure lontani. Posso andare in cima all'ultima frazione di Asti, restando nel comune, ma non posso magari varcare il confine tra un comune e l'altro. Se uno pensa alla sostanza... non c'è sostanza: magari il virus te lo prendi da chi sta vicino a te. Uno deve pensare alla forma: in qualche modo bisogna limitare i contatti e l'unico modo è stabilire delle regole più o meno certe che lo facciano in qualche modo. I confini in questo caso diventano dei muri.

Ma a ben vedere tutta la vita sociale è regolata da norme che seguono più la forma che la sostanza. A volte un sedicenne guida meglio di un ventenne ed è meno pericoloso, ma deve avere 18 anni. A volte gli eredi farebbero molto in fretta a mettersi d'accordo per una eredità e invece bisogna fare tutte le procedure. Così anche in chiesa: a volte certe persone non avrebbero neanche bisogno di fare dei percorsi formativi per svolgere una mansione, ma noi glieli facciamo fare lo stesso, perchè così è sancito. Forse il vero paradiso sarà quello in cui si guarda solo alla sostanza e non alla forma...

"Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati. Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro?" (Mt 23,16-17)



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12 novembre 2020

Guardare al mondo

 Effettivamente la mole di informazioni che riceviamo sulla pandemia in Italia fa dimenticare il mondo. E nel mondo di cose che succedono ce ne sono: non solo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, ma anche il trattato in Azerbaigian sul Nagorno Karaback, le elezioni in Myanmar, l'uragano in Honduras, la destituzione del Presidente in Perù. Forse la stampa italiana è troppo autocentrata e stimola la gente a guardarsi (e piangersi) addosso. Eppure ci sono anche notizie belle come i 17 obiettivi delle Nazioni Unite che per la prima volta pensano a come far evolvere il pianeta non solo economicamente. Eppure ci sono spaccati interessantissimi che farebbero gioire e non solo tremare: su Gazzetta d'Asti per esempio pubblicheremo una serie di articoli su giovani che, pur non essendo figli di contadini, ritornano alla terra in modo intelligente e imprenditoriale. 

E' proprio vero: anche il punto di vista sulla pandemia dipende da dove ci troviamo noi ed ha molto di soggettivo.

"Chi è colui che, senza aver scienza,
può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento
cose troppo superiori a me, che io non comprendo" (Gb 42,3)


Da Legambiente

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27 ottobre 2020

Continuare la benedizione delle famiglie?

 Già, mi sono posto il problema dopo l'ultimo decreto. Avevo deciso di sospendere e poi ho cambiato idea.  Ho solo modificato i cartelli che si mettono il giorno prima, precisando che la benedizione era anche possibile all'esterno o sulla soglia di casa senza entrarvi. Da oggi vedremo come va. Perchè continuare?

1. Perchè sto scoprendo che la gente ha bisogno di parlare.

2. Perchè sto scoprendo che alcuni, specie più anziani, hanno bisogno di chiedere pareri per orientarsi e il ruolo del sacerdote diventa anche sociale.

3. Perchè sto scoprendo che se si porta avanti qualcosa della normalità di prima, pur nella sicurezza, questo dà forza.

4. Perchè la benedizione è una parola di speranza.

E sempre più mi convinco che dietro certe prudenze e certe interpretazione restrittive delle norme si nasconde qualcosa che non mi piace: nella migliore delle ipotesi paure (giustificate), altrimenti una scarsa fede. Ciascuno di noi deve trovare il modo di discernere il doveroso rispetto delle norme e la doverosa prudenza dal disfattismo.

"Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi." (Is 40,30-31)


Ehh benedetto Isaia... profeta dei nostri tempi...

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25 ottobre 2020

L'impero colpisce ancora

E' il titolo della seconda puntata della seconda serie (prima però in ordine di tempo di uscita) di Guerre Stellari. L'impero è qualcosa che sembra onnipotente e che dà grandi sferzate ma c'è anche la resistenza, piccola ma tenace. E poi ci sono coloro che si sottomettono all'impero e ne accettano la logica. L'impero è qualcosa di cattivo, di colonialista, di imperialista, bella immagine dei tanti imperi che si sono succeduti nella storia, non ultimo quello economico di certa finanza. Il virus è il nuovo grande impero, questa volta molto piccolo. La resistenza però è a due livelli, uno più evidente e l'altro più nascosto. A seconda di che cosa combattono. 
Il primo livello combatte il virus e i suoi effetti sui malati. E' fatto di coloro che agli occhi di tutti spendono energie, tempo e salute propria pur di curare le persone malate e per far di tutto per fermare il dilagare del virus. Ma anche infondono coraggio e tenacia alle persone malate. 
Il secondo livello combatte la paura che il virus determina e il senso di rassegnazione che rischia di dilagarare. E' fatto di tutte quelle persone che cercano di tenere in vita le attività sociali pur nel rispetto delle norme, cercando ogni piega che le norme offrono per non chiudere tutto: da coloro che lottano per non chiudere le scuole, a coloro che fanno di tutto per portare avanti una attività economica e lavorativa, a chi fa nonostante tutto l'oratorio anche solo con cinque ragazzi a coloro che si ingegnano in altro modo. Perchè la grande rassegnazione si traveste spesso di prudenza e la scopri quando si agisce prima delle norme. Si sospendono iniziative, si chiudono cose perchè tanto finirà così. Tanto l'impero è più forte, tanto la resistenza è inutile.

"La voce di Mattatia tuonò nella città: «Chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l’alleanza mi segua!». Fuggì con i suoi figli tra i monti, abbandonando in città quanto possedevano." 
(1Mc 2,27-28)

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22 ottobre 2020

Ma la gente resiste

 Mentre continuo il mio giro di benedizioni delle famiglie mi stupisco che pochissimi (per ora tre ufficialmente da inizio settembre) sono coloro che in belle maniere mi hanno fatto capire che non si fidavano a farmi entrare e uno di loro mi ha pure lasciato un'offerta. Parlando in giro ovviamente emerge un po' la paura e il timore, ma l'impressione è che la gente sia più resistente di quel che sembra e che non sia così dominata dal panico, come ce la raffiguriamo. Sui social forse esce qualcosa di diverso, ma è un motivo in più per ritenere che i social non fotografano la realtà ma ne mostrano alcuni aspetti, quelli più istintivi e meno razionali. La gente è più razionale di quel che sembra.

"Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza" (2Tm 1,7)




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19 ottobre 2020

giornali e scuole: non sempre d'accordo

 Abbiamo avuto nei giorni scorsi le rimostranze di un dirigente scolastico di una scuola superiore di Asti che si è lamentato del titolo  e dell'articolo scritto sul nostro giornale, circa la decisione di chiedere ai ragazzi che praticavano uno sport di restare a casa da scuola e partecipare a distanza oppure tenere sempre la mascherina senza mai toglierla. Quando ho ricevuto la mail subito ho pensato che avessimo esagerato. Dopo essermi confrontato con l'autore e il redattore e aver letto bene il pezzo ho capito che avevamo ragione ed ho risposto al dirigente (a tutt'ora attendo la sua controrisposta). Troppo zelo e situazione di discriminazione: ad oggi comunque la questione è superata dato che il governo ha sospeso lo sport amatoriale di contatto. Ieri sera ho avuto la controprova della correttezza della nostra posizione: mio nipote frequenta quella scuola e mia sorella e mio cognato mi hanno parlato delle forti perplessità suscitate tra molti genitori non solo per il merito della questione ma anche per la modalità (un invito pressante ma senza interventi decisivi, così la responsabilità è lasciata totalmente ai poveri genitori...). E' chiaro che si naviga a vista e nessuno ha la verità in tasca ma è anche chiaro che accusare un giornale di sollevare una questione solo per vendere più copie è come accusare un poliziotto di voler mettersi in mostra quando tira fuori qualcosa di poco noto per indagarci su.

Richiama alla memoria queste cose, scongiurandoli davanti a Dio di evitare le vane discussioni, che non giovano a nulla, se non alla perdizione di chi le ascolta." (2Tm 2,14)



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