16 luglio 2026

Lo scientifico umiliato

 Di ieri la notizia che dal prossimo anno la dirigenza del liceo scientifico sarà accorpata a quella dell'Istituto agrario. Ci avevano già provato lo scorso anno creando un sollevamento di scudi che aveva portato a sospendere il progetto e a importare una dirigente esterna, evidentemente provvisoria. Ho provato a pensare perchè mi sono venute reazioni positive addosso. Sicuramente qualche pregiudizio nei confronti di questo liceo scientifico ma i pregiudizi magari hanno un minimo fondo di verità che mi piacerebbe confrontare.

1. La sottile sensazione dietro la critica al fatto che accorpare scientifico e agraria sia un po' come sommare mele con pere ci sia la visione che i licei sono di serie A e le scuole professionali di serie B.  E accorpare una scuola di serie A ad una scuola di serie B non va bene (al massimo al contrario...). Ma come si è visto per la dirigenza di liceo classico e istituto professionale commerciale la cosa può filare perchè le competenze del dirigente sono sempre più di tipo gestionale

2. La percezione che chi segue studi scientifici (o, come si dice oggi STEM) entri in un loop che ti fa sentire pressoché onnipotente, a meno che non ci sia un vaccino di tipo umanistico o un vaccino legato all'educazione all'umiltà (non in senso cristiano ma nel senso di saper entrare in dialogo con altre culture accademiche). E' vero che per secoli era stato il contrario, ma non è una buona ragione per cadere negli stessi errori. In questo mi aiuta un libro appena letto, "Perchè il liberalismo ha fallito" di Patrick J. Deneen, sul quale tornerò perchè sta seriamente mettendo in discussione visioni politiche che davo per scontato, in cui l'autore afferma che il liberalismo sfrenato (che spinge all'individualismo) ha in odio le discipline umanistiche che ricordano che abbiamo radici, tradizioni, comunità di riferimento

3. La situazione particolare del liceo scientifico di Asti che sviluppa in sé il morbo della concorrenza tra geni e gente normale e crea senza volerlo delle élite con esiti disastrosi sulla situazione di studenti meno portati, meno prestanti e meno "à la page". Mi ha fatto molta specie quando durante un intervento alla cogestione due anni fa, quando parlando di comunicazione avevo proposto ai vari gruppi di creare uno slogan per pubblicizzare il liceo scientifico quattro su cinque avevano elaborato il concetto che "se frequenti lo scientifico frequenti una scuola di qualità, in cui si può mettere a frutto le tue capacità e diventare vincente". Le parole non erano queste ma il senso sì. Ed erano ragazzi del biennio, non del triennio, perciò immagino esprimessero più aspettative che constatazioni. 

Mi rendo conto di aver fatto un post lunghissimo ma il tema è cruciale, del tutto contestabile. Ma dato che nell'epistemologia si è acquisito da Popper in qua che la scientificità delle teorie non sta nella loro verificabilità ma nella possibilità che siano falsificate da acquisizioni successive, per una volta tento di restare sul terreno scientifico.



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02 agosto 2023

Ogm, carne sintetica e ideologie varie

 Sto seguendo da tempo un podcast del Post a carattere scientifico molto interessante e che mi ha già fatto cambiare idea su un po' di cose. Per esempio sugli ogm e sulla cosiddetta "carne sintetica" che non è sintetica ma prodotta da "sintesi" di cellule. Poco alla volta mi sto convincendo che certe battaglie anche ecologiche sono ideologie e bon, esattamente sullo stesso piano di ideologie di destra o di sinistra. Quando le idee vengono davanti all'evidenza scientifica non possono che far danni. Ma anche la scienza a volte è ideologica, quando pensa di dare risposte a tutto. Karl Mannheim aveva capito come sgamare una ideologia: quella che pone sotto analisi critica tutte le altre posizioni tranne che la propria è una ideologia.

"Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. 4Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso. Allora dissero: “Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto!”. (Es 32,3-4)



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12 febbraio 2023

Dio creatore di rompicapi

 E' la definizione che ho letto su Vita e Pensiero &/2022. L'ha data Guy Consolmagno, che è astronomo statunitense e direttore della Specola Vaticana. Una bellissima definizione secondo la quale Dio ha creato tutto ma l'ha fatto come un rompicapo, un gioco enigmistico che l'uomo poi deve risolvere. Dice che per fare scienza bisogna credere almeno in tre cose: che c'è un universo che attende di essere esplorato, che possa essere esplorato attraverso la logica e la ragione scientificica e che merita il tempo speso per esplorarlo. E poi aggiunge: e merita anche conoscere chi è questo grande creatore di rompicapi... Geniale.

"Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre" (Gn 1,4)




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04 aprile 2020

Stasi

Quattro giorni senza scrivere niente e sembrava di meno... Stasi. Calma piatta. Silenzio di tomba. Ricordo la pubblicità dell'acqua Lete: "C'è qualcuno?". In giro: fantasmi in maschera.
Beh, non siamo così tragici. Questa mattina ho spiegato alla famiglia eritrea tutto quello che sapevo sul virus, su come si trasmette, sulle prospettive che ci sono. Sono stati molto contenti e ce ne siamo andati ridendo di gusto. Io sono rimasto colpito perché Filipo, il più grande, aveva un block notes e prendeva appunti, come se io fossi un virologo... Però è vero: la conoscenza scientifica è la base di tutto.

"Mi conceda Dio di parlare secondo conoscenza
e di pensare in modo degno dei doni ricevuti,
perché egli è guida della sapienza
e i saggi ricevono da lui orientamento.
In suo potere siamo noi e le nostre parole,
ogni intelligenza e ogni nostra abilità.
Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose,
per comprender la struttura del mondo
e la forza degli elementi,
il principio, la fine e il mezzo dei tempi,
l'alternarsi dei solstizi e il susseguirsi delle stagioni,
il ciclo degli anni e la posizione degli astri,
la natura degli animali e l'istinto delle fiere,
i poteri degli spiriti e i ragionamenti degli uomini,
la varietà delle piante e le proprietà delle radici" (Sap 7,15-20)

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11 marzo 2020

l'inganno degli algoritmi

Sempre dedicandomi alla lettura di Vita e Pensiero (ultimo numero del 2019), ho visto due articoli che avevano qualcosa in comune, anche se a prima vista non sembrava. Uno, scritto dal giurista francese Antoine Garapon, parlava della tentazione di usare gli algoritmi anche nella giustizia: invece di mettere un generico limite massimo di velocità, mettendo insieme età del guidatore, suoi incidenti passati e altri dati, si potrebbe personalizzare il limite (un esperto guidatore che non ha mai avuto incidenti può anche andare a 120, un neopatentato è meglio che resti al massimo ai 90). L'altro articolo del responsabile della pastorale universitaria di Torino, don Luca Peyron, parlava dell'effetto del digitale sulla cultura, mettendo in luce che ci fa sembrare tutto reversibile e niente di definitivo. Invece la morte fa il contrario: la fine dà risalto a ciò che è utile e ciò che non lo è. Anche l'algoritmo ti fa sembrare che non ci siano regole assolute, ma tutto è modificabile.
Ecco, pensavo che in questi giorni stiamo vivendo questo. La responsabilità per evitare il contagio intrecciata con la paura fa mettere tutto sullo stesso piano: l'importante è stare a casa. Vero: l'emergenza deve sospendere tante cose, ma andare al lavoro non è come andare a trovare amici e andare a messa non è come andare al cinema. Chissà se domani riscopriremo il criterio per stabilire cosa è norma assoluta e cosa è meno assoluta, a prescindere dalla situazione concreta e dall'emergenza? E chissà se riscopriremo anche il valore di scelte definitive e di valori considerati definitivi?

"«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù:  non avrai altri dèi di fronte a me." (Es 20,2-3)

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06 marzo 2020

dove sono i novax?

Certamente questo affare del coronavirus fa tabula rasa di tante cose. La prima è la scomparsa delle critiche ai vaccini e alla scienza di tanti, sempre pronti a leggere complotti e affari economici dietro alle scoperte scientifiche (o alle non scoperte scientifiche). Ora tutti aspettano di trovare il vaccino. I novax non vanno più di moda.
La seconda è la crisi del sistema economico così come l'abbiamo conosciuto. Se bastano pochi giorni di isolamento per mandare in crisi un sistema, se in altri stati si guardano bene dal rivelare quanti siano i contagiati per paura delle reazioni di borsa, allora sto sistema è da correggere energicamente.
Chissà se ci sarà la terza reazione... Quella che fa convertire la nostra chiesa, liberandola da paure e soggezioni... In questi giorni sembra una corsa a cancellare appuntamenti e iniziative, quasi si volesse competere con le istituzioni civili e non si volesse essere accusati di nulla. Ma mentre la scuola si ingegna a trovare sistemi di didattica a distanza, la chiesa si accontenta di cancellare cose, perfino incontri di preghiera.

"Non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!" (Mt 10,31)

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16 febbraio 2020

genetica: un mondo

Mi sono dilettato a leggere il sillabario di genetica di Barbujani e sono rimasto a bocca  aperta per lo stupore sia delle meraviglie di ciò che è infinitamente piccolo (altro che orologi svizzeri...) sia di come l'uomo possa avere una intelligenza strepitosa. E' strano che più si conoscono le cose dal punto di vista scientifico e più si perde la diffidenza verso le scienze, ma anche ci si rafforza nella contemplazione del creato. Magari non capiterà  a tutti, però questa strada diventa feconda come altre strade (la natura, il servizio, la Parola, ecc.). Comincio anche ad intravedere che dietro a ideologie che si spaventano delle scoperte scientifiche non ci sta molta fede, quanto quella stessa paura che ci fa diffidare degli stranieri.

"Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno." (Gn 1,31)

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11 settembre 2019

Apollo 11: un'epoca

Ho visto il bel documentario Apollo 11 che segue tutti i preparativi prossimi, il lancio, il viaggio, l'allunaggio e il ritorno dei tre astronavi sulla luna nel 1969. Avvincente. Con due sentimenti. Il primo è di meraviglia per cosa è riuscito a fare l'uomo, per il suo genio, per la sua grandezza. Il secondo è di amarezza per il rimpianto di un'epoca di sogni collettivi e di grande entusiasmo. Questo è da recuperare oggi: a livello individuale non manca in molti, ma a livello collettivo...

"Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:"
(Sl 8,4-6)

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