03 novembre 2020

stare sui social

 Ho finito di seguire un corso online di aggiornamento per giornalisti sulle nuove fonti delle notizie, dove si è parlato molto di digitale. Quattro incontri veramente interessanti, che hanno chiarito molto le idee non tanto su come essere digitali ma su come esserlo dentro, pur scrivendo (come diceva il docente) su pergamena con una penna d'oca. Tra le cose che mi sono portato a casa l'idea che non è così inutile essere sui social e che non è così una perdita di tempo per chi intende divulgare o raccogliere notizie. Basta esserlo nel modo giusto. Perciò ho fatto una pensata di rompere un tabù e entrare in ordine su Instagram, Twitter e solo alla fine sul famigerato Facebook. Boh vedremo.

"Il Signore rispose e mi disse:
Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette" (Ab 2,2)

però non me l'ha detto Dio...😂




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01 novembre 2020

Catechismo online?


 Eh ci risiamo. Scivolamento progressivo verso lo streaming, giustificato dalla necessità di evitare incontri superflui, contagi possibili, ecc. Lo chiedono alcune catechiste, da altre parti lo chiedono i genitori. E sia. Se ne capiscono tutti i motivi. Però l'altra sera mi ha colpito che durante un incontro online con responsabili scout dove si doveva decidere se fare in streaming un evento di formazione oppure semplicemente rinviarlo io ho usato la parola "didattica" da trasmettere e alcuni di loro non erano molto d'accordo col termine. Troppo scolastico. Beh lo streaming trasforma in scolastico e in unidirezionale il tutto. Se  ci sono dei contenuti da trasmettere lo streaming va benissimo (al limite va ancora meglio l'audio vocale, così uno lo sente quando gli va). Se si intende proporre un'esperienza (e ce l'hanno fatta a fette con sta storia che il catechismo non è scolastico e deve essere esperienziale) come gli scout affermano lo streaming non va bene ed è meglio congelare il tutto e riprendere un altr'anno. Non perchè non sia possibile una esperienza online, ma perchè ne sappiamo ancora troppo poco su cosa voglia dire proporre una esperienza usando l'online e alla fine si diventa tutti maestri che hanno contenuti molto interessanti da proporre di fronte a persone che non hanno chiaro il perchè.

"Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io." (Rm 1,11-12) 


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14 aprile 2010

benedetto XVI e la pedofilia

Questa mattina sul sito della Stampa ho visto il video dell'intervista di Giacomo Galeazzi, vaticanista della Stampa, che presenta il suo libro su Giovanni Paolo II e Wanda Poltawska. In quel video Galeazzi parla anche dello scandalo dei preti pedofili e fa un'analisi che condivido in pieno. La sostanza è questa: il gran polverone sollevato non è tanto l'effetto di una campagna scandalistica o di complotti segreti (quello al massimo è un effetto secondario) ma l'effetto del coraggio di Benedetto XVI di tirar fuori un problema che Giovanni Paolo II non ha affrontato (o non ha voluto affrontare?) lasciandolo incancrenire. Pertanto il polverone poteva essere ampiamente previsto e non è una sorpresa. L'atteggiamento di coraggiosa umiltà del papa è d'altra parte coerente con la sua posizione dura sul problema già negli anni in cui era prefetto alla Congregazione della Fede. Se questo fosse vero (e prima o poi lo sapremo, quantomeno quando si scriverà la storia di questi giorni convulsi) ci farebbero una magra figura sia tutti i media che sono andati a ripescare roba vecchia per dar contro al papa, sia tutti quei collaboratori di Benedetto XVI che pensano di rendere un servizio alla chiesa continuando ad agitare le acque e dando materiale nuovo di polemica ai media stessi. Coraggio, silenzio e desiderio di purificazione sono forse gli atteggiamenti migliori, come ha mostrato recentemente il vescovo di Teramo che si è trovato a gestire una vicenda simile riguardante un sacerdote della sua diocesi.

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21 marzo 2010

nativi digitali

Ieri c'è stato un laboratorio di formazione su educazione e nuove tecnologie, organizzato dal Tavolo diocesano dell'educazione e dall'Ufficio di Comunicazioni sociali, dove è stato possibile sperimentare l'uso dei media (soprattutto video) nell'educazione e nell'animazione. Veramente era come immergersi in un mondo nuovo, dove si ragiona in modo diverso rispetto a prima e dove è richiesto un grande spirito di avventura e di adattamento per riuscire a intercettare i giovani con il loro linguaggio.
Certo però è una bella sfida anche perchè, come diceva il formatore di ieri, più che riempirli di informazioni è importante aiutarli ad andare in profondità e a trovare i collegamenti tra tante informazioni: molto più difficile ma molto più interessante. Nello stesso tempo noi dobbiamo imparare ad abbandonare il metodo cattedratico per una conoscenza più condivisa e "orizzontale", costruita insieme.
Affascinante e con numerosi risvolti per la fede

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