23 settembre 2026

Tom Sawyer ieri e oggi

 Ho appena riletto "Le avventure di Tom Sawyer" di Mark Twain: un libro che da ragazzo era stato un pilastro educativo... Ricordavo a mala pena la trama, solo la bellissima scena della tinteggiatura dello steccato ce l'avevo ben presente. E ho capito che non era un libro da ragazzi: parla della vita di una comunità, di una chiesa, nelle sue luci e nelle sue ombre. Parla di un pezzo di storia degli Stati Uniti e di un'epoca storica preindustriale. Ma resta anche un libro per ragazzi, perchè, fatte le debite proporzioni, Tom Sawyer è esattamente un ragazzo di oggi, magari figlio di immigrati, pieno di intraprendenza e non convenzionale. Un modello... I ragazzi sono sempre quelli: cambiano gli adulti e le condizioni di vita, cambiano le sfide che devono superare ma ideali e paure sono le stesse.




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05 agosto 2025

Cent'anni di scoutismo

 Reduce dall'inizio del "campo del centenario" degli scout di Asti a Vara Inferiore. Un momento molto bello e significativo, che mette insieme generazioni ed esperienze diverse. Soprattutto un campo con una comunità capi ampia, variegata e con voglia di fare, mentre altri del clan si apprestano ad avvicinarsi ad essa. Da che cosa si può misurare questa voglia? Dalla passione educatrice che ci mettono e dal legame che creano con i ragazzi. Non è scontato tra tutti gli animatori, ma neanche tra capi scout. Il momento storico è assolutamente favorevole e da "godersi". Peccato non esserci a tutto il campo, ma tra impegni e salute fisica ci parteciperò a spizzichi. Basterà, almeno per rimotivarsi a sperare nel futuro.


"Egli lo trovò in una terra deserta,
in una landa di ululati solitari.
Lo circondò, lo allevò,
lo custodì come la pupilla del suo occhio.
11Come un'aquila che veglia la sua nidiata,
che vola sopra i suoi nati,
egli spiegò le ali e lo prese,
lo sollevò sulle sue ali."
(Dt 32,10-11)






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28 febbraio 2025

Passione educativa

 Ieri sera abbiamo fatto staff della branca R/S (scout) al pub, come si faceva ai vecchi tempi. Due ore di discussione, di confronto e decisioni su persone e attività del gruppo. Una grande passione educativa, una grande voglia di fare che mi ha edificato. La percezione netta è che tra capi e ragazzi ci sia veramente un rapporto come tra fratelli maggiori e minori. E mi sono ritrovato a pensare che funziona proprio così: quanto più ti spendi, più raccogli. E, inoltre, una consapevolezza di ciò che si sta facendo e una cognizione di causa superiori... Basta così, se no si montano la testa.

"Tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. " (2Cor 9,6)



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14 novembre 2024

Andare d'accordo tra educatori

 Con la scusa di scrivere un articolo per il bollettino parrocchiale sull'Unione Sportiva questa mattina ho chiacchierato con uno dei dirigenti che coordina tutte le squadre più piccole. Era già un'amicizia intavolata in precedenza, anche con altri e si è rivelata illuminante anche per alcune questioni che abbiamo dibattuto in staff di catechisti. In particolare sulla figura dei genitori oggi, sulla modalità educativa che promuova e non solo protegga il figlio e sul ruolo dello sport e del calcio in questa educazione. Non c'è che dire: tante volte è solo provando a interloquire con persone al di fuori del contesto strettamente parrocchiale, che si capisce come affrontare i problemi. Nello stesso tempo è con sane alleanze educative che si risponde con autorevolezza alle sfide educative, evitando la rigidità ("o così o ti arrangi") e l'arrendevolezza ("povero bimbo, sei stanco vero?")


"Come un'aquila che veglia la sua nidiata,
che vola sopra i suoi nati,
egli spiegò le ali e lo prese,
lo sollevò sulle sue ali."
(Dt 32,11)



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29 agosto 2021

Rimpatriata Simba e una settimana di... ozio

 Domenica scorsa a Calosso c'è stata la rimpatriata di coloro che hanno usufruito nei decenni precedenti della baita Simba, prima a Ceresole Reale, poi a Rhemes notre Dame e ora a Rhemes Saint George. Generazioni di giovani di parrocchie diverse accomunati dall'idea della montagna come luogo di amicizia, di crescita e di vita. Da quell'esperienza sono scaturiti venti matrimoni... Cosa ne è di quell'esperienza? Se si guarda indietro si viene presi dalla nostalgia. Se si guarda al presente si viene presi un po' dallo sconforto: ora le parrocchie coinvolte sono meno e i giovani meno presenti. Ma dato che quello che ognuno ha maturato ce l'ha dentro di sé, allora dovremmo dire che l'esperienza è presente più che mai, ma che si traveste con gli abiti di coloro che l'hanno incarnata. Ancora oggi la montagna e un certo genere di vivere la montagna fa parte di noi.
Anche la fede e un certo modo di vivere la fede (meno da santuari e più da natura) fa parte di noi. Perciò viva i Simba...

Certo che da domenica sono stato in ozio una settimana..Vergogna😅

"Egli lo trovò in terra deserta,

in una landa di ululati solitari.
Lo circondò, lo allevò,
lo custodì come pupilla del suo occhio.
Come un'aquila che veglia la sua nidiata,
che vola sopra i suoi nati,
egli spiegò le ali e lo prese,
lo sollevò sulle sue ali" (Dt 32,11-12)




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15 settembre 2019

educare ricominciando tutto daccapo

Ho partecipato ieri ad un incontro di formazione per formatori scout dove si è parlato di come comunicare con i cosiddetti Millenials, giovani diventati maggiorenni dopo il 2000. Molto interessante l'analisi e il parallelo con i giovani della generazione precedente. E anche molto interessante la proposta di una comunicazione mirata non a trasmettere dei contenuti e neanche a coinvolgere, ma a ricostruire insieme il senso di questo mondo, della vita, senza dare per scontato nulla. Anche chi è grande ha bisogno di ripartire daccapo e uscire fuori da luoghi comuni che per lui sono "esperienza fatta" ma che non può incontrare l'attenzione di chi è più giovane. C'è proprio da ricominciare daccapo, come se ci si affacciasse ora alla vita. Ma chi ha il coraggio di farlo?

"Chi di voi è ancora in vita che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi? Ora, coraggio, Zorobabele - oracolo del Signore - coraggio, Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese, dice il Signore, e al lavoro, perché io sono con voi - oracolo del Signore degli eserciti" (Ag 2,3-4)

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18 maggio 2012

peer education

Con questo termine si intende una azione educativa, in genere con destinatari i giovani, ad opera di altri giovani opportunamente formati. Ho ritrovato il concetto leggendo un articolo di Aggiornamenti Sociali di aprile sulla prevenzione all'alcolismo giovanile. Il concetto però è interessante anche per l'evangelizzazione: si può evitare i due estremi di coinvolgere solo adulti (anche se molto simpatici, preti compresi) nella catechesi dei giovani e di abbandonare il campo, dicendo che devono essere i giovani a trovare le loro strade e a portare il messaggio ai loro coetanei. Si potrebbe creare gruppi d'azione veri e propri che si preparino e trovino i modi per comunicare ai loro amici una visione corretta del Vangelo e del Cristianesimo in genere. Si potrebbe... (attenzione a non perdersi nei castelli in aria...)

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01 gennaio 2012

Buon anno

Buon anno a tutti. Il Papa nel messaggio per la pace di oggi, riferendosi all'educazione alla giustizia e alla pace dei giovani come strada per la pace, ha scritto che il fine dell'educazione è: significa “comunicare ai giovani l’apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del Bene”. Allora che il nuovo anno faccia riscoprire in noi il gusto per la vita e l'entusiasmo a promuovere il bene in ogni occasione.
Un buon libro o un bel film, un paesaggio che allarga il cuore, qualche incontro con persone significative, la vicinanza a persone in difficoltà, ecc ecc ogni modo per scoprire la bellezza della nostra missione terrena e la voglia di sperare nell'anno nuovo.

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21 marzo 2010

nativi digitali

Ieri c'è stato un laboratorio di formazione su educazione e nuove tecnologie, organizzato dal Tavolo diocesano dell'educazione e dall'Ufficio di Comunicazioni sociali, dove è stato possibile sperimentare l'uso dei media (soprattutto video) nell'educazione e nell'animazione. Veramente era come immergersi in un mondo nuovo, dove si ragiona in modo diverso rispetto a prima e dove è richiesto un grande spirito di avventura e di adattamento per riuscire a intercettare i giovani con il loro linguaggio.
Certo però è una bella sfida anche perchè, come diceva il formatore di ieri, più che riempirli di informazioni è importante aiutarli ad andare in profondità e a trovare i collegamenti tra tante informazioni: molto più difficile ma molto più interessante. Nello stesso tempo noi dobbiamo imparare ad abbandonare il metodo cattedratico per una conoscenza più condivisa e "orizzontale", costruita insieme.
Affascinante e con numerosi risvolti per la fede

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