20 marzo 2021

Quando l'online salva il catechismo

 In questi giorni sto facendo una esperienza molto bella con gli adulti che si preparano alla cresima e che per la prima volta devono fare gli incontri online. Intanto bisogna essere molto essenziali e far durare gli incontri non più di un'ora. In secondo luogo è necessario variare nell'esposizione e non trattare delle stesse cose per più di un quarto d'ora. In terzo luogo è necessario prevedere interazione e molto direttiva: non si può reggere lunghi silenzi in cui non si sa chi debba parlare. In quarto luogo bisogna variare l'esposizione: frontale, condivisione dello schermo per mostrare online immagini e schemi, inviare contemporaneamente con whatsapp altre cose. In quinto luogo è necessario prevedere qualcosa da fare a casa e magari mandare tra un incontro e l'altro immagini, brevissimi audio, indicazioni di filmati da vedersi.

Un lavoro molto preciso e anche molto sfidante: per la prima volta è meglio non basarsi sull'esperienza ma ripartire daccapo. Soprattutto una cosa: sei obbligato a capire l'essenziale da trasmettere. Non le nozioni essenziali di catechismo. Ma trasformare il catechismo in pane che si sminuzza pezzo pezzo a seconda degli interessi, delle reazioni, delle domande fatte, del modo migliore per renderlo.

Un vero cantiere. Mi sa che se cogliamo bene la sfida finalmente usciremo fuori dalla maledizione del catechismo scolastico e nozionistico.

"Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, perché sempre mi accompagna." (Sl 118,98)

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17 giugno 2020

Che belli gli incontri dal vivo

Questa mattina abbiamo ripreso gli incontri settimanali sul Vangelo dalla modalità online alla modalità "vivente" e finalmente abbiamo riscoperto la bellezza di incontrarsi di persona. Con le cautele del caso ma senza fobie e senza che sia previsto (né vietato) da nessun protocollo. L'abitudine all'online fa così parte di quella tendenza alla individualizzazione per cui senza accorgersene uno se ne sta comodo a casa e intanto tutto ruota attorno a se stesso. Dal vivo invece il corpo rimanda un sacco di segnali degli altri che creano un ambiente a 360°. Diciamo che la proporzione è tra essere in piazza san Marco e vederla online: non c'è paragone.
Ma a ben vedere tutto l'online è un appiattimento: leggere gli ebook invece dei cartacei, guardarsi un film invece che andare al cinema, leggere un giornale online invece che cartaceo, comprare online invece che andare al mercato. Sarà comodo, sarà innovativo, ma è come da cubi tornare ad essere semplici quadrati, appiattiti sui nostri programmi di giornata.

"Io dormivo, ma il mio cuore era desto.
Una voce! E' il mio amato che bussa" (Ct 5,2)

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11 aprile 2020

celebrazioni in tv e omelie esemplari

No, non ce la posso fare a seguire le celebrazioni della Settimana Santa in Tv. Giovedì ero ancora impegnato al giornale mentre papa Francesco celebrava la messa della cena del Signore, ma ieri ho seguito la celebrazione della Passione. Fino alla fine. E' stata una tristezza e vabbé che lo doveva essere, ma posso anche fare "digiuno da celebrazioni in Tv" e va bene lo stesso. Se non fosse per quella splendida omelia di padre Cantalamessa che sono andato a rileggermi oggi. Uno sguardo profondissimo, un tono caldo e non cattedratico, un animo pieno di Parola di Dio. Eccone uno stralcio potente.


"Mentre affrescava la cattedrale di San Paolo a Londra, il pittore James Thornhill, a un certo punto, fu preso da tanto entusiasmo per un suo affresco che, retrocedendo per vederlo meglio, non si accorgeva che stava per precipitare nel vuoto dall’impalcatura. Un assistente, inorridito, capì che un grido di richiamo avrebbe solo accelerato il disastro. Senza pensarci due volte, intinse un pennello nel colore e lo scaraventò in mezzo all’affresco. Il maestro, esterrefatto, diede un balzo in avanti. La sua opera era compromessa, ma lui era salvo.
Così fa a volte Dio con noi: sconvolge i nostri progetti e la nostra quiete, per salvarci dal baratro che non vediamo. Ma attenti a non ingannarci. Non è Dio che con il Coronavirus ha scaraventato il pennello sull’affresco della nostra orgogliosa civiltà tecnologica. Dio è alleato nostro, non del virus! “Io ho progetti di pace, non di afflizione”, dice nella Bibbia (Ger 29,11). Se questi flagelli fossero castighi di Dio, non si spiegherebbe perché essi colpiscono ugualmente buoni e cattivi, e perché, di solito, sono i poveri a portarne le conseguenze maggiori. Sono forse essi più peccatori degli altri?
No! Colui che un giorno pianse per la morte di Lazzaro, piange oggi per il flagello che si è abbattuto sull’umanità."


Ecco la parola può avere una potenza che sovrasta il mezzo con cui la si trasmette. Invece il gesto, l'azione, il rito viene svuotato, inaridito dal mezzo. E' come mangiare un'arancia senza succo. E' lei, è un'arancia, ma secca. Per questo mi sa che come non ho guardato la Via Crucis e me la medito con calma, non guarderò la Veglia Pasquale: la celebrazione più potente di tutto l'anno. Lì non è un'arancia, è un pompelmo rosa gigante e se è secco, è ancora peggio...

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