07 settembre 2024

Una Italia diversa

 Ieri pomeriggio mi sono dato alla pazza gioia e approfittando della sessione di esami a scuola mi sono fermato a Torino per un concerto alla sera. Ho riempito le ore andando pure al cinema, dove ho visto "Campo di battaglia", il film di Gianni Amelio presentato a Venezia. Solo un'ora e venti ma molto intense e molto toccanti, a tratti m'è pure venuta la tentazione di uscire per scene non certo lievi. L'ultimo anno della prima guerra mondiale e la diffusione della "spagnola" attraverso le vicende di alcuni medici. Ma soprattutto la foto di una Italia che non c'è più e i cui ragionamenti assomigliavano molto a quelli dell'Ucraina oggi. Fedeltà al paese, non cedere, non scappare da vigliacchi anche se le condizioni di vita dei soldati sono terrificanti...  Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma alcune scene ricordavano da vicino l'epidemia di covid, anche se allora i giornali non ne parlavano assolutamente. Ecco un'altra cosa cambiata: i media non sono disposti, se non per scelta loro, a fare da "portavoce" a chi comanda.


"La lingua del lattante si è attaccata
al palato per la sete;

i bambini chiedevano il pane

e non c'era chi lo spezzasse loro." (Lam 4,4)



Etichette: , , ,

11 aprile 2022

Una grande domenica delle Palme

 Ieri si è respirato aria di normalità. Per la domenica delle Palme la chiesa era piena e il clima molto raccolto. Sembrava di essere tornati indietro di due anni e la gente era tutta sorridente (per quel che si capiva dietro le mascherine...). C'era anche gente che non veniva da un pezzo. Insomma: un inizio di settimana santa veramente bello, quasi commovente. Ogni tanto occorre sottolineare le cose che vanno, anche in mezzo a tante altre che non vanno troppo...

" I Leviti calmavano tutto il popolo, dicendo: «Tacete, perché questo giorno è santo; non siate tristi!» Tutto il popolo se ne andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni ai poveri, e a fare gran festa, perché avevano capito le parole che erano state loro spiegate." (Ne 8,11-12)

Etichette: ,

24 gennaio 2022

Ancora in affanno: la scommessa del catechismo

 Ancora in affanno perchè capitano un sacco di cose e non sono sempre pronto a registrarle. La prima sicuramente sono le discussioni intervenute (in chat per lo più, purtroppo) per decidere se fare l'incontro di catechismo che recuperava quello saltato due settimane fa, se farlo in presenza o online, se mandare del materiale a casa per gli assenti. Alla fine si tiene duro: in una situazione diversa da quella dello scorso anno non si può fare le cose online. Non si può far capire la vita della chiesa mandando del materiale a casa come se fossi a scuola. Non si può delegare decisioni importanti non ad una discussione con i genitori, ma ad una chattata tra genitori, che non vedi in faccia. E così, anche se erano meno della metà, l'abbiamo fatto lo stesso, decisi a proporre un recupero, sempre in presenza, a chi non era presente. 

L'impressione è stata molto positiva. Anche se erano di meno, erano molto contenti di vedersi e si sono perfino aperti di più di alte volte, anche perchè erano di meno. I genitori con cui abbiamo scambiato due battute avevano capito la situazione e la nostra fermezza: pensare sempre e solo alle conseguenze epidemiche significa non pensare al resto della vita di un bambino. E allora, avanti così.

Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. (1Cor 13,12)



Etichette: ,

24 novembre 2021

La tragedia di un raffreddore

 In tempo di covid anche un raffreddore un po' secco può creare problemi... Non ti senti più a tuo agio né a starnutire, nè a tossire, né a mostrare occhi arrossati. Così ieri ho disdetto un po' di roba (benedizione famiglie, incontro biblico, scout, ecc.) solo per evitare problemi ad altri. In realtà sono stato ben felice di avere quella scusa: non me la sentivo di uscire di casa, ma non volevo ammettere di farlo solo per problemi di salute. Invece con la scusa del covid... Beh, intanto ho già prenotato la terza dose e mentre ieri ero in giro ho beccato uno che con la seconda è andato in tilt e ha avuto conseguenze molto serie. Insomma: la tragedia di un raffreddore, la tragedia di un vaccino, la tragedia di una epidemia. Troppe tragedie: meglio parlare di "drammi" che implicano la necessità di fare delle scelte e non necessariamente di finire male.


"Forse io mi lamento di un uomo?
E perché non dovrei perder la pazienza?" (Gb 21,4)



Etichette: ,

21 settembre 2021

Ancora sui giovani

 Ieri durante la rassegna stampa di Radio 3 ho sentito di striscio che una giovane filosofa ha risposto ad Agamben, il noto filosofo che aveva parlato contro il green pass, denunciando i giovani di essere troppo obbedienti con le istituzioni e con l'autorità. Gli ha detto che i giovani hanno obbedito e sono restati chiusi in casa per mesi per proteggere gli anziani come lui. Perfetto. Un motivo di più per apprezzare i giovani e per ricordare alla mia generazione che è vero che "l'obbedienza non è più una virtù" come diceva don Milani, ma che non è un vizio... Semplicemente va valutato a che cosa si deve obbedire.

"Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.  Ora, quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele" (1Cor 4,1-2) 


Giorgio Agamben



Etichette: , ,

13 agosto 2021

La prima richiesta di green pass

 Ieri in gelateria ho ricevuto la prima richiesta di green pass, che ho potuto esibire. Sembrava un momento storico e perfino di rivalsa su quelli che non ce l'avevano e che dovevano stare fuori... al sole. Dentro c'era l'aria condizionata. Mi sembrava di essere passato di grado. E già che non ho fatto niente di particolare, se non quello che avrei fatto comunque: vaccinarmi. La sera ho colto un frammento di dialogo tra un giovane molto legato alla parrocchia e una signora: lui non voleva farsi vaccinare e adduceva come motivo la confusione che regna sovrana sulla questione e il fatto che tanto non aveva necessità di frequentare locali di divertimento (anche gelaterie?). 

Ecco due reazioni non previste al green pass.

1. il sentirsi superiori e considerare chi non ce l'ha come un essere di serie b. Ma alla fine è solo un green pass, non è che ti sei comprato un titolo onorifico. E il senso di esclusione di chi non ce l'ha, è reale.

2. l'evitare la vaccinazione per "amore della povertà". Ma la vaccinazione è un dovere morale, e come ogni dovere morale è limitato solo da una seria e profonda obiezione di coscienza, che non può basarsi solo sulle preferenze, sull'incertezza o sul contestare il metodo.

"Ma Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti e chiese al capo dei funzionari di non farlo contaminare." (Dan 1,8)


Etichette: ,

09 agosto 2021

Olimpiadi: solo sport?

 No, le olimpiadi non sono solo sport. Ce ne eravamo accorti quando le tensioni tra Usa e Urss portavano la prima a boicottare le olimpiadi di Mosca nel 1980 e la seconda quelle di Los Angeles nel 1984. Ma nella cerimonia conclusiva di ieri era ancora più evidente. Non sono solo politica: sono un messaggio dirompente che buca gli schermi attraverso il linguaggio mitologico. In un attimo la presenza delle bandiere fa vedere che siamo tutti sulla stessa barca, anche se poi una parte del mondo (la nostra) continua a trattare l'altra come il povero Lazzaro, impedendo di fatto che  vaccini arrivino. La presenza di atleti multietnici nella formazione italiana fa capire che l'ideale di "italiano" che qualche partito ha è di due secoli fa. L'aver totalizzato 40 medaglie fa anche capire che in Italia lo sport ha una rilevanza sociale che non andrebbe snobbata, neanche da coloro che lamentano sempre il solito giro di soldi. Sì il giro di soldi c'è, ma pare che lo sport stia diventando l'unico luogo del riscatto sociale per persone che hanno fatto una vita grama. E poi l'entusiasmo contagioso, in questa edizione senza freni, sembra la risposta all'epidemia, che non va contro la scienza, ma va oltre la scienza. Non siamo fatti per vivere di limiti e di restrizioni: quelli li subiamo. Siamo fatti per oltrepassarli quei limiti, senza violarli. 

Per questo che faccio ammenda e  mi propongo di seguire più lo sport che certi dibattiti...

"Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù." (Fil 3,13-14)



Etichette: ,

08 agosto 2021

ancora scout, poi basta

 Anche perchè dopo un salto di tre giorni ai campi di lupetti e reparto, si sono conclusi ... i campi. Ingredienti: grande impegno dei capi, bel clima, capacità di affrontare difficoltà, ma soprattutto, a parte mascherine, igienizzazioni ed altro, nessuna traccia dell'epidemia. Lo scorso anno ero stato molto dubbioso con uno spirito scout che si risolveva nel rispettare le norme (troppo poco..). Quest'anno lo spirito scout si è ripreso il terreno perduto. Ingredienti meno buoni: tempo poco clemente. Ma non si può pretendere...

" «Così dice Ciro re di Persia: Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra; egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio in Gerusalemme, che è in Giudea. 3 Chi di voi proviene dal popolo di lui? Il suo Dio sia con lui; torni a Gerusalemme, che è in Giudea, e ricostruisca il tempio del Signore Dio d'Israele: egli è il Dio che dimora a Gerusalemme!" (Esd 1,2-3)

il ritorno alla libertà...






Etichette: ,

04 agosto 2021

Il confine tra novax e nopass

 Quando i discorsi si incrociano è come quando si mischiano gli ingredienti e non si capisce più quali erano quelli originari. Così ieri ho letto la mail di un lettore che rimproverava per aver pubblicato un intervento di una collaboratrice di Gazzetta, che sottolineava i rischi di giustizialismo contro coloro che sono contrari al green pass in quanto il vaccino non è obbligatorio. Alla sera assistevo alla telefonata di un mio collega sacerdote con una madre no-vax pura, che pretendeva di mandare il figlio al campo senza nessuna dichiarazione di corresponsabilità, adducendo argomenti da brivido. Ecco i due ingredienti che si sono mescolati: chi è contrario al vaccino (questo come a qualunque altro) e che è disposto a fare battaglie legali per tutelare la propria libertà di scelta (che in genere dovrebbe finire quando ne vanno di mezzo gli altri...). L'altro ingrediente è chi cerca di garantire un minimo di scelta consapevole e libera, in presenza di una legislazione giustificabile ma squinternata. Se il vaccino non è reso obbligatorio, perchè bisognerebbe considerare come degli untori coloro che non lo fanno? Ok un minimo di regole per dare più possibilità a coloro che lo fanno, ma chiedere addirittura di far pagare le spese sanitarie agli altri...anche no.

La discriminazione dei due ingredienti sta in una questione che dimostra quanto i no-vax siano in malafede quando dicono di voler tutelare la libertà. Se io sono contrario ad una legge, posso anche oppormi e violarla (così è avvenuto con l'obiezione di coscienza al servizio militare). Quello che non posso fare è pensare di farlo senza pagare alcun prezzo. Perciò se sei no-vax coerente dovresti accettare tu stesso di non poter fare tutto quello che fanno gli altri e non arrabbiarti. Altrimenti sei solo un egoista isterico.



"Mi conceda Dio di parlare con intelligenza
e di riflettere in modo degno dei doni ricevuti,
perché egli stesso è la guida della sapienza
e dirige i sapienti.
Nelle sue mani siamo noi e le nostre parole,
ogni sorta di conoscenza e ogni capacità operativa."
(Sap 7,16)





Etichette: ,

10 agosto 2020

reagire alla paura

 Sto prendendo coscienza che l'epidemia ha generato paure a tanti livelli. E di conseguenza ci sono diversi modi di reagire. 

Il livello più elementare è la paura del contagio in sé. Questo spinge molte persone a uscire molto poco (così come mi è stato confermato ancora ieri da una coppia di miei coetanei, molto sportivi, eppure...). La reazione ovviamente è di un saggio equilibrio tra sforzarsi ad uscire e usare le protezioni adeguate.

Un secondo livello è la paura di quel che potrà accadere, non solo a livello sanitario, ma anche a livello socioeconomico. Su questa paura i media ci costruiscono pagine e pagine. La reazione è quella di una sana razionalità per affrontare questo futuro, senza illusioni, ma anche se attese miracolistiche di qualcosa o di qualcuno.

Ma c'è una terza paura. Me ne sono reso conto ieri che sono andato a celebrare la messa al termine del campo scout di reparto. Un campo molto complicato da organizzare eppure che ha lasciato il segno nei ragazzi (quelli che c'erano) che oltre al solito scouting, sono anche riusciti a fare rafting e a farsi un pezzo di bicicletta non male. Altri gruppi scout, anche molto più organizzati, non ci sono riusciti. A questo livello la paura è proprio di non essere in grado di affrontare la nuova realtà. E' come se l'esperienza che ti sei fatto non ti serva più e sei di nuovo daccapo. E' la paura di crescere. Questa non so come la si affronta, ma di sicuro è quella che blocca di più perchè dalla tua hai tutte le ragioni per non azzardare nulla. Proprio come quando si cresce: ci sono tutte le ragioni per preoccuparsi delle conseguenze dei rischi che corri. Ma è il prezzo da pagare.

"Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato"

(1Cor 13,11)

Etichette:

25 luglio 2020

un'estate diversa

E' complicato immaginarsi quest'estate. I programmi sono stati scombussolati dal virus e va bene. Ma il tempo passato al confinamento fa pensare che le vacanze siano state ancipate. Per molti è così: le ferie se le sono bruciate. Ma anche chi non ha questioni formali di ferie l'atteggiamento mentale è quello. Solo che ad agosto che si fa di lavoro? In parrocchia tutto tace. Neanche la benedizione delle famiglie è possibile riprenderla per veto del vescovo. E allora? Al giornale  ci sono tre settimane di ferie. E allora? E poi dove andare all'ultimo minuto? Verrebbe voglia di restare qui e visitare comunque un po' di persone o riprendere contatti con amici o altro. Insomma: l'estate del coronavirus è decisamente strana, esattamente come i mesi precedenti...

" Lo sazierò di lunghi giorni
e gli mostrerò la mia salvezza." (Sl 90,16)

Etichette:

20 luglio 2020

i bambini e le leggi

Ieri pomeriggio c'è stata attività con gli scout più piccoli, i lupetti, all'interno del giardino pubblico vicino alla parrocchia (avevano appena partecipato alla messa in salone). Alcuni bambini si sono avvicinati chiedendo di poter giocare anche loro. Ma non era possibile secondo il protocollo, perchè loro non facevano parte del gruppo, in cui ognuno ormai è schedato e legato a doppio filo agli altri. Alla seconda richiesta di poter giocare con loro, alla fine i capi hanno preso i lupetti e si sono trasferiti nel prato dietro la chiesa, privato, dove hanno portato avanti le loro cose.
Ma ovviamente la cosa stonava e uno dei capi mi ha riferito com'è andata.
C'è qualcosa che non funziona in questa legislazione di emergenza ed è qualcosa di profondamente ingiusto per i più piccoli, che pagano colpe non loro e che facilmente possono essere intruppati. Più complicato intruppare gli assembramenti di adulti (quelli sì, pericolosi) per i quali non c'è nessuna parola dura. Sì, è facile fare la voce grossa con coloro che le leggi le rispetterebbero comunque: difficile farla con chi è fuorilegge e allora... rendiamo più dura la legge così la coscienza è a posto. Ma non la giustizia.

"Poiché voi schiacciate l'indigente
e gli estorcete una parte del grano,
voi che avete costruito case in pietra squadrata,
non le abiterete;
vigne deliziose avete piantato,
ma non ne berrete il vino" (Am 5,11)

Etichette: , ,

10 luglio 2020

un altro passo avanti

L'altra sera c'è stato il primo consiglio pastorale dell'epoca post covid (o giù di lì...). Desiderosi di rivedersi, abbiamo passato la prima parte della riunione a confrontarci su come avevamo vissuto questi mesi e così abbiamo sentito parlare di chi è stato pure malato e in quarantena e di chi ha patito la lontananza di nipoti e figli. Poi si sono decise un po' di cose per la ripresa, ma quel che conta è che il tutto sia ripartito. L'impressione è di essere in convalescenza: tutti desiderosi di ripartire quanto prima, ma intimiditi dalla possibile ripresa del virus e dalla volontà di andare con gradualità.
Insomma: ci si sta leccando le ferite. Ed è giusto rispettare i tempi di ognuno, anteponendo all'efficienza il rispetto per le persone. A me è bastato fissare ad agosto la ripresa della benedizione delle famiglie che si presenta come una impresa ciclopica. Ma tutti erano d'accordo che quella sarà l'occasione che avranno diverse persone per parlare un po'. Insomma: parte tardi, finisce presto (Pasqua è il 4 aprile) e richiede molto più tempo 😱

" Egli dà forza allo stanco
e moltiplica il vigore allo spossato." (Is 40,29)

Etichette: ,

29 giugno 2020

anziani e epidemia

Per tre volte nel giro di neanche un giorno ho sentito racconti su anziani impossibilitati a capire che cosa stava succedendo durante l'epidemia. Ieri ho incontrato un mio amico di infanzia che mi ha parlato del padre il quale non si capacitava che durante il rosario di un parente non potesse andare a salutare o a sedere vicino agli altri parenti. Non c'era verso di farglielo capire. Questa mattina è venuta una famiglia per combinare il funerale della madre morta in casa di riposo (una di quelle più colpite dal virus) ma non per virus: erano molto scosse per il fatto di averla solo più vista da lontano, senza avere contatti con lei... Più tardi al supermercato ho incontrato un'altra famiglia la cui madre è attualmente in casa di riposo: anche per loro era una grossa sofferenza non poterla vedere da vicino...
Realmente molti di noi usciranno diversi da questa epidemia e probabilmente qualcosa cambierà.
E' importante intuire in che direzione e come comunità cristiana fare le giuste mosse.

"I capi sono stati impiccati dalle loro mani,
i volti degli anziani non sono stati rispettati." (Lam 5,12)

Etichette:

27 giugno 2020

dopo covid e pubblica opinione

Qualche giorno di assenza dal blog ha fatto accumulare gli spunti che in questi giorni mi sono venuti dalle cose vissute. Spunti soprattutto da iniziative, ultima delle quali quella alla quale sono stato chiamato a parlare al Foyer delle Famiglie per gli incontri delle Acli e di alcune associazioni. Tema: il rapporto tra libertà individuale e necessità collettiva. C'era parecchia gente e molto attenta. Mi sono convinto che più che tante iniziative pratiche di aiuto (queste ci vogliono, ma ci si sta già muovendo in tal senso...) serve tanto confronto per farsi un'idea di cosa succede, di quali alternative ci sono. Il tutto finalizzato a riscoprire l'importanza di pensare con la propria testa e di non pensare con gli schemi fissi di prima. Uno sforzo di elaborazione del pensiero che rimetta in discussione tante cose. La prima, anche se un po' astratta, è proprio il recupero della teoria sulla pratica, o meglio del fare cose pensate bene e non solo fare cose ben organizzate.
Si possono creare reti molto interessanti proprio a partire da questo e ricostruire un tessuto sociale frammentato che neanche la politica e l'azione pastorale riescono a ricucire: la prima perchè non è attenta al microcosmo e vola al di sopra delle teste, la seconda perchè troppo dedita a ripetere i progetti del passato, fatti per pochi eletti, integrati nelle nuove regole.

"Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo." (1Ts 5,23)

Etichette: ,

21 giugno 2020

le nostre paure e i poveri ragazzi

Venerdì sera è stata celebrata la messa da noi per il gruppo scout. Ogni ragazzo con la propria famiglia, seduti vicino: era una strana sensazione, ma anche bella vedere tante famiglie insieme. La famiglia è veramente una cellula base della società. Eppure il timore era palpabile: mascherine continuamente anche quando non servivano, la presenza neanche così ampia come ci si aspettava, la difficoltà dopo a proporre attività estive pur rispettose di tutti i protocolli. Insomma: ho avuto sentore per la prima volta che la ripresa sarà lunga.
Nello stesso tempo ho avuto la netta percezione di una ingiustizia profonda verso i bambini e i ragazzi, i quali si contagiano in forma assolutamente esigua. Eppure sono quelli che pagheranno di più in termini di contenimento, chiusure, paure su di loro: scuola, tempo libero, diffidenze che ricevono quando girano in gruppo, magari anche con le mascherine. La deriva che sta prendendo la nostra società e la paura delle generazioni successive nei confronti delle future. Forse faremmo bene a chiederci più quotidianamente quale mondo stiamo consegnando loro...

 "Allora il faraone diede quest'ordine a tutto il suo popolo: «Ogni figlio maschio che nascerà agli Ebrei, lo getterete nel Nilo, ma lascerete vivere ogni figlia»." (Es 1,22)

Etichette: , ,

19 giugno 2020

cosa scriveranno di noi?

In questi giorni per tre volte mi arrovellava dentro questa domanda: "Che cosa scriveranno di noi fra cent'anni? Di questo periodo? Di questo modo di gestire il mondo, le cose, le nazioni?". Una volta preparando un'omelia sul ricordo di Elia che viene fatto dall'autore del Siracide, una volta in un confronto con altri preti su come è la storia a fare gradualmente verità delle cose e una terza volta da solo mentre cercavo di capire come mai continuavano pensieri inquieti e malcontenti su come vengono gestite le cose.
Eppure più ci penso e più sento che qualcosa non va. Che le misure sono state troppo drastiche ed hanno cambiato il modo di pensare della gente. Che il virus circolava da tempo ma tutti erano troppo distratti e non hanno ascoltato gli allarmi. Che ora tutti hanno la coscienza sporca e fanno pagare in termini di limitazioni quello che prima si poteva fare meglio.
Insomma, la domanda è accompagnata da un desiderio: mi piacerebbe essere presente in qualche forma (magari come mosca che vola nella stanza) quando qualcuno scriverà la storia di questo periodo.

" Nulla fu troppo grande per lui;
nel sepolcro il suo corpo profetizzò.
Nella sua vita compì prodigi
e dopo la morte meravigliose furono le sue opere." (Sir 48,13-14)

Etichette: ,

17 giugno 2020

Che belli gli incontri dal vivo

Questa mattina abbiamo ripreso gli incontri settimanali sul Vangelo dalla modalità online alla modalità "vivente" e finalmente abbiamo riscoperto la bellezza di incontrarsi di persona. Con le cautele del caso ma senza fobie e senza che sia previsto (né vietato) da nessun protocollo. L'abitudine all'online fa così parte di quella tendenza alla individualizzazione per cui senza accorgersene uno se ne sta comodo a casa e intanto tutto ruota attorno a se stesso. Dal vivo invece il corpo rimanda un sacco di segnali degli altri che creano un ambiente a 360°. Diciamo che la proporzione è tra essere in piazza san Marco e vederla online: non c'è paragone.
Ma a ben vedere tutto l'online è un appiattimento: leggere gli ebook invece dei cartacei, guardarsi un film invece che andare al cinema, leggere un giornale online invece che cartaceo, comprare online invece che andare al mercato. Sarà comodo, sarà innovativo, ma è come da cubi tornare ad essere semplici quadrati, appiattiti sui nostri programmi di giornata.

"Io dormivo, ma il mio cuore era desto.
Una voce! E' il mio amato che bussa" (Ct 5,2)

Etichette: ,

13 giugno 2020

"recupero" di un funerale

Ieri sera ho celebrato la messa per un defunto morto durante il periodo di chiusura totale e conosciuto, anche perchè regolarmente partecipava alla messa della domenica. La famiglia aveva un po' insistito per un messa solo per lui ed abbiamo pertanto aggiunto una messa alle 18. C'era tanta gente, quasi come fosse una messa della domenica (contingentata, ovviamente). Molti li conoscevo, altri no. Ma quello che mi ha colpito è stato il clima composto e silenzioso. Come se fosse il giorno del funerale. E anche l'attenzione con cui la gente seguiva.
Anche la liturgia è stata mista: messa del funerale con letture del giorno, senza ovviamente i riti finali. Ecco: così si dovrebbe fare con tutti quelli che sono morti in quel periodo. Non un rito collettivo, perchè non tutti sono morti insieme come se fossero stati su un aereo precipitato. Ma uno per uno, perchè la storia di ciascuno è diversa da quella delle altre.

"Allora il re fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva in lacrime: «Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!»." (2Sam 19,1)

Etichette: ,

10 giugno 2020

suicidarsi con le norme

Ancora discussioni, stavolta in sede scout (ma non solo) per queste benedette norme, per cosa impediscono e cosa permettono. Stesso discorso di qualche settimana fa, trasposto dalla celebrazione delle messe alle attività estive. Stessi schieramenti: i terrorizzati (vorrebbero non solo mascherine, ma anche guanti, scafandri e due metri di distanza), gli anarchici (se ne fregano delle norme, anche di quelle giuste), i mediatori (di vario genere), gli attendisti (della serie "non siamo di nessun'altra categoria, ma la situazione è speciale perciò attendiamo tempi migliori..).
E' certo che la situazione pare paradossale: pur affermando il primato dei ragazzi (che tra l'altro sono quelli che non si contagiano) e della loro educazione, si aspettano disposizioni dall'altro (pur sapendo che non arrivano da Dio, ma da funzionari statali e ministri che non brillano spesso per lungimiranza, ma soprattutto che non possono prevedere le situazioni singole) e pur essendo in situazione perlopiù di "vuoto legislativo", lo si classifica come "divieto" punto e basta. Diciamo che abbiamo deciso di metterci un cappio al collo e poi di invitare qualcuno a tirarlo forte, così poi è responsabilità sua...

"Entrò di nuovo nella sinagoga. C'era un uomo che aveva una mano inaridita,  e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?»." (Mc 3,1-4)

Etichette: